Tutto sul Santo Rosario

Indice dei contenuti

Importanza del Santo Rosario -  ALCUNE PROMESSE di MARIA SS. ai devoti del Rosario (fatte al domenicano B. Alano de la Roche) -

PROMESSE DELLA VERGINE MARIA A COLORO CHE PORTANO SEMPRE CON SE' LA CORONA DEL SANTO ROSARIO - LO STRANO EPISODIO DI PADRE TARDIF - Indicazioni per il "rosario" - La meravigliosa storia del Rosario - Rosarium Virginis Mariæ -

Dalla Lettera Apostolica DI   S.S. GIOVANNI PAOLO II - Preghiamo il Rosario

 

Importanza del Santo Rosario

Si consiglia l’integrale lettura del documento di Giovanni Paolo II “Rosarium Virginis Mariae”

http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_20021016_rosarium-virginis-mariae_it.html 

 

“5. Il 16 ottobre 2002 ho proclamato l'"Anno del Rosario" ed ho invitato tutti i figli della Chiesa a fare di questa antica preghiera mariana un esercizio semplice e profondo di contemplazione del volto di Cristo. Recitare il Rosario significa infatti imparare a guardare Gesù con gli occhi di sua Madre, amare Gesù con il cuore di sua Madre. Consegno oggi idealmente anche a voi, cari giovani, la corona del Rosario. Attraverso la preghiera e la meditazione dei misteri, Maria vi guida con sicurezza verso il suo Figlio! Non vergognatevi di recitare il Rosario da soli, mentre andate a scuola, all'università o al lavoro, per strada e sui mezzi di trasporto pubblico; abituatevi a recitarlo tra voi, nei vostri gruppi, movimenti e associazioni; non esitate a proporne la recita in casa, ai vostri genitori e ai vostri fratelli, poiché esso ravviva e rinsalda i legami tra i membri della famiglia. Questa preghiera vi aiuterà ad essere forti nella fede, costanti nella carità, gioiosi e perseveranti nella speranza.”

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
PER LA XVIII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ
(13 APRILE 2003)

http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/youth/documents/hf_jp-ii_mes_20030311_xviii-world-youth-day_it.html

 

I MISTERI DEL ROSARIO

Riteniamo essenziale riportare alcune frasi bibliche che evidenziano l’importanza della preghiera. Il Santo Rosario, dopo la Santa Messa, è da considerarsi la preghiera più efficace come dimostrano le sotto riportate affermazioni della Madonna, dei santi e le conferme del demonio durante gli esorcismi.

 

·         "Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova ed a chi bussa sarà aperto". (Mt. 7,7)

·         "In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro". (Mt. 18,19)

·         "In verità, in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nel mio nome. Chiedete ed otterrete, perché la vostra gioia sia piena". (Gv. 16,23 seg.)

 

ALCUNE PROMESSE

di MARIA SS. ai devoti del Rosario

(fatte al domenicano B. Alano de la Roche)

 

Ø      A tutti coloro che reciteranno il mio Rosario prometto la mia specialissima protezione.

Ø      Il Rosario sarà un'arma potentissima contro l'inferno, distruggerà i vizi, dissiperà il peccato e abbatterà le eresie.

Ø      Chi si raccomanderà col Rosario non perirà.

Ø      Chiunque reciterà devotamente il S. Rosario, con la meditazione dei Misteri, si convertirà se peccatore, crescerà in grazia se giusto e sarà fatto degno della vita eterna.

Ø      Io libero ogni giorno dal Purgatorio le anime devote del mio Rosario.

Ø      I veri figlioli del mio Rosario godranno di una grande gioia in Cielo.

Ø      Ciò che chiederai col Rosario, l'otterrai.

Ø      Coloro che propagano il mio Rosario saranno da me soccorsi in ogni loro necessità.

Ø      La devozione del Santo Rosario è un gran segno di predestinazione.

(Il Santo Rosario meditato)- Ed. Parrocchia S. Antonio a Posillipo-Napoli-pag.3 seg.

 

·         Maria in persona: "Premunitevi della corona come di un'arma e fate che nelle vostre case echeggi come un canto armonioso, canto d'amore, questa formidabile preghiera, formidabile per potenza, per forza e per grazia. Nessun devoto del mio Rosario perirà". (Dagli scritti di un Missionario della Consolata).

·         S. Vincenzo Dè Paoli: "Dopo la S. Messa, la devozione al Rosario ha fatto scendere nelle anime più grazie che tutte le altre devozioni, e con le sue "Ave Maria" compie più miracoli di ogni altra preghiera".

·         Il Santo Curato d'Ars: "Una sola "Ave Maria" ben detta fa tremare l'inferno".

·         San Luigi Maria De Montfort: "L'Ave Maria ben detta (con attenzione, devozione e modestia), secondo i Santi è il nemico che mette in fuga il diavolo, è il martello che lo schiaccia, la santificazione e fecondità dell'anima, la gioia degli Angeli, la melodia dei predestinati, il cantico del Nuovo Testamento, la gloria della SS. Trinità, il piacere di Maria, un bacio casto e amoroso che le si dà...".

·         San Giovanni Bosco: "Il Rosario è una continuazione di Ave Maria, con le quali si possono battere, vincere, distruggere tutti i demoni dell'inferno".

·         Lucia di Fatima: "Per il potere che il Padre ha dato, in questi ultimi tempi, al Rosario non c'è' problema personale, nè familiare, nè nazionale, nè internazionale, che non si possa risolvere con il Rosario".

·         Satana, costretto nel nome di Dio dall'esorcista, ha dovuto parlare del Rosario.

·         Ecco perchè, in un celebre esorcismo, Lucifero, cioè satana in persona, fu costretto ad affermare: "Dio ha dato a Lei (la Madonna) il potere di scacciarci, e Lei lo fa con il Rosario, che ha reso potente. Per questo il Rosario è la preghiera (dopo la Santa Messa) più forte, la più esorcizzante. Esso è il nostro flagello (sic!), la nostra rovina, la nostra sconfitta...

·         Il Rosario ci vince sempre, ed è la sorgente di grazie incredibili per quanti lo recitano intero (15 misteri). Per questo noi lo avversiamo e lo combattiamo con tutte le nostre forze, ovunque, ma specialmente nelle Comunità (principalmente la famiglia, chiesa domestica - Concilio Vaticano II), la cui forza spezzerebbe ogni nostra resistenza.

·         Molte di esse lo sanno: non vi è male che possa resistere ad un Rosario intero comunitario (principalmente familiare - Veggente Viska di Medjugorje).

·         Lucifero (durante un altro esorcismo): "È più potente il Rosario (intero e recitato col cuore) dell'Esorcismo solenne. Il Rosario è più potente del bastone di Mosè!"

·         "Voglio che veniate qui il tredici del mese prossimo e che continuate a recitare il Rosario tutti i giorni in onore della Madonna del Rosario, per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra, perché soltanto lei vi potrà aiutare"

·         A questo punto fece alcune richieste che non ricordo bene. Quel che mi ricordo è che la Madonna disse che bisognava recitare il rosario per ottenere le grazie durante l'anno". (La Madonna ai bambini di Fatima)

·         "Cari figli! Oggi, come non mai, vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana è forte e vuole distruggere non solo la vita umana, ma anche la natura e il pianeta su cui vivete, perciò cari figli, pregate per poter essere protetti, mediante la preghiera, con la benedizione della pace di Dio. Dio mi ha mandata tra voi per aiutarvi. Se volete, aggrappatevi al Rosario, giacché solamente il Rosario può ottenere il miracolo nel mondo e nella vostra vita..." (Giovedì 25 gennaio 1991 - Messaggio dato dalla Madonna a Medjugorje).

·         "...Cari figli, rivestitevi dell'armatura contro Satana e vincetelo con il Rosario in mano...." (Giovedì 8.8.1985 - Messaggio dato dalla Madonna a Medjugorje).

·         Il Santo Rosario è compendio di tutto il vangelo (Pio XII)

·         Il Santo Rosario è pratica perfetta (Paolo VI)

 

Madonna di LourdesPROMESSE DELLA VERGINE MARIA A COLORO CHE PORTANO SEMPRE CON SE' LA CORONA DEL SANTO ROSARIO

 

1)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno da me condotti a mio Figlio.

2)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno da me aiutati nelle loro imprese.

3)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, impareranno ad amare la Parola e la Parola li farà liberi. Non saranno più schiavi.

4)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, ameranno sempre di più mio Figlio.

5)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno una conoscenza più profonda di mio Figlio nella loro vita quotidiana.

6)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno un desiderio profondo di vestire con decenza per non perdere la virtù della modestia.

7)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, cresceranno nella virtù della castità.

8)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno una coscienza più profonda dei loro peccati e cercheranno sinceramente di correggere la propria vita.

9)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno un profondo desiderio di diffondere il messaggio di Fatima.

10)  Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, sperimenteranno la grazia della mia intercessione.

11)  Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno pace nella loro vita giornaliera.

12)  Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno ripieni di un profondo desiderio di recitare il S. Rosario e meditare i Misteri.

13)  Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno confortati nei momenti di tristezza.

14)  Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, riceveranno il potere di prendere decisioni sagge illuminati dallo Spirito Santo.

15)  Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno invasi da un profondo desiderio di portare oggetti benedetti.

16)  Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, venereranno il mio Cuore immacolato e il Sacro Cuore di mio Figlio.

17)  Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, non useranno il nome di Dio invano.

18)  Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno una profonda compassione per Cristo crocifisso e aumenterà il loro amore per Lui.

19)  Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno guariti da malattie fisiche, mentali ed emozionali.

20)  Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno pace nelle proprie famiglie.

(Promesse fatte dalla Vergine durante varie apparizioni)

da "Tutti mi chiameranno Beata" di Padre Dario Betancourt - Ed. S. Michele (tel. 0974-845342 fax 845668), pag. 153 seg.

 

LO STRANO EPISODIO DI PADRE TARDIF

 

Padre Michele Vassallo ha raccontato il misterioso episodio che segue, estremamente emblematico del potere del Santo Rosario in quanto gli è stato"donato misteriosamente" dal grande taumaturgo ed esponente del Rinnovamento Carismatico Cattolico mondiale Padre E. Tardif, considerato  dall'Arcivescovo di Santiago (Mons. Flores)"…Uno dei più grandi uomini della Chiesa Cattolica negli ultimi decenni…".

·         Questo dono del Rosario costituisce una ulteriore convalida del valore del Santo Rosario: la preghiera dei miracoli.

- Durante la veglia di preghiera accadde un fatto strano: mi ritrovai a dialogare con P. Emiliano così come facevamo spesso durante la sua vita terrena. Gli dissi: "Padre, io non potrò più rivederti fino al giorno in cui avrò il privilegio di raggiungerti nella Gerusalemme Celeste. Mi resta di te solo il dolce ricordo del tuo paterno affetto, del tuo sorriso e della tua semplicità. Sei stato per me padre e maestro, il messaggero di Dio, la voce dello Spirito Santo. Ora mi lasci, così, all'improvviso senza darmi il tempo di accettare questo vuoto. Mi vergogno quasi a confessartelo, ma in tutti questi anni ho sempre desiderato chiederti un oggetto qualsiasi che ti appartenesse al fine di conservarlo in tuo ricordo…Avrei tanto voluto avere il coraggio di esternarti questo mio desiderio, ma ora è troppo tardi. Tu sei partito…"

Dopo qualche altro minuto di silenzio mi resi conto di essere un po’ stanco, quindi decisi di recarmi in cucina per bere un bicchiere d'acqua. Mi ero appena seduto quando arrivò una delle guardie che vegliava la salma e preoccupato mi disse: "Padre, dovrei chiederle un favore. Stranamente, nelle mani di Padre Emiliano, è capitata una corona del rosario. Al collo ne ha già una. Non capisco chi abbia potuto mettergliene una seconda nelle mani! Dovremmo toglierla ma non vorrei farlo io. Vorrei che lo facesse lei che è un sacerdote ed era un suo intimo amico-. Queste parole mi risuonarono come una risposta di P. Emiliano…Quella corona era il dono per me, ecco perché dovevo essere io a toglierla dalle sua mani per conservarla in suo ricordo. Tornai nella cappella, mi avvicinai alla bara e con molta attenzione presi la corona e la posi in un fazzoletto. Provai una dolce sensazione.Sembrava che Padre Emiliano mi stesse sorridendo. La posi in tasca e la conserverò gelosamente fino alla fine dei miei giorni. -

Da "P. Emiliano Tardif- l'amico di Dio", di Padre Michele Vassallo, Ed. S. Michele (tel. 0974-845342 fax 845668), pag. 16/17

 

Poiché si sta diffondendo sempre più l’abitudine di recitare il Rosario secondo libere interpretazioni (ad esempio vengono sostituiti i misteri con altri episodi evangelici o addirittura con accadimenti della vita moderna; oppure viene eliminata una parte dell’Ave Maria e/o delle altre preghiere per essere sostituite da frasi bibliche o commenti umani ecc.) conviene rammentare ai “liberi pensatori” le sempre valide prescrizioni stabilite al riguardo da papa Paolo VI nella sua enciclica “Marialis Cultus

 

Indicazioni per il "rosario"

42. Vogliamo ora, fratelli carissimi, soffermarci alquanto sul rinnovamento di quel pio esercizio, che è stato chiamato " il compendio di tutto quanto il vangelo ": la corona della beata vergine Maria, il rosario. Ad essa i nostri predecessori hanno dedicato vigile attenzione e premurosa sollecitudine: ne hanno più volte raccomandata la recita frequente, favorita la diffusione, illustrata la natura, riconosciuta l’attitudine a sviluppare una preghiera contemplativa, che è insieme di lode e di supplica, ricordata la connaturale efficacia nel promuovere la vita cristiana e l’impegno apostolico. Anche noi, fin dalla prima udienza generale del nostro pontificato (13 luglio 1963), abbiamo dimostrato la nostra grande stima per la pia pratica del rosario, e in seguito ne abbiamo sottolineato il valore in molteplici circostanze, ordinarie alcune, gravi altre, come quando, in un’ora di angoscia e di insicurezza, pubblicammo l’epistola enciclica "Christi matri" (15 settembre 1966), perché fossero rivolte supplici preghiere alla beata Vergine del rosario, per implorare da Dio il bene supremo della pace; appello che abbiamo rinnovato nella nostra esortazione apostolica "Recurrens mensis october" (7 ottobre 1969), nella quale commemoravamo il quarto centenario della lettera apostolica "Consueverunt romani pontifices" del nostro predecessore s. Pio V, che in essa illustrò e, in qualche modo, definì la forma tradizionale del rosario.

43. Il nostro assiduo interesse verso il tanto caro rosario della beata vergine Maria ci ha spinto a seguire molto attentamente i numerosi convegni, dedicati in questi ultimi anni alla pastorale del rosario nel mondo contemporaneo: convegni promossi da associazioni e da persone che hanno profondamente a cuore la devozione del rosario, ed ai quali hanno partecipato vescovi, presbiteri, religiosi e laici di provata esperienza e di accreditato senso ecclesiale. Tra questi è giusto ricordare i figli di s. Domenico, per tradizione custodi e propagatori di così salutare devozione. Ai lavori dei convegni si sono affiancate le ricerche degli storici, condotte non per definire con intenti quasi archeologici la forma primitiva del rosario, ma per coglierne l’intuizione originaria, l’energia primigenia, la essenziale struttura. Da tali convegni e ricerche sono emerse più nitidamente le caratteristiche fondamentali del rosario, i suoi elementi essenziali e il loro mutuo rapporto.

44. Così, per esempio, è apparsa in più valida luce l’indole evangelica del rosario, in quanto dal vangelo esso trae l’enunciato dei misteri e le principali formule; al vangelo si ispira per suggerire, movendo dal gioioso saluto dell’angelo e dal religioso assenso della Vergine, l’atteggiamento con cui il fedele deve recitarlo; e del vangelo ripropone, nel susseguirsi armonioso delle Ave Maria, un mistero fondamentale - l’incarnazione del Verbo contemplato nel momento decisivo dell’annuncio fatto a Maria. Preghiera evangelica è, dunque, il rosario, come oggi forse più che nel passato amano definirlo i pastori e gli studiosi.

45. È stato, altresì, compreso più facilmente come l’ordinato e graduale svolgimento del rosario rifletta il modo stesso con cui il Verbo di Dio, inserendosi per misericordiosa determinazione nella vicenda umana, ha operato la redenzione: di essa il rosario considera, infatti, in ordinata successione i principali eventi salvifici che si sono compiuti in Cristo: dalla concezione verginale e dai misteri dell’infanzia fino ai momenti culminanti della pasqua - la beata passione e la gloriosa risurrezione - ed agli effetti che essa ebbe sia sulla chiesa nascente nel giorno di pentecoste, sia sulla vergine Maria nel giorno in cui, dopo l’esilio terreno, ella fu assunta in corpo e anima alla patria celeste. Ed è stato ancora osservato come la triplice partizione dei misteri del rosario non solo aderisca strettamente all’ordine cronologico dei fatti, ma soprattutto rifletta lo schema del primitivo annuncio della fede e riproponga il mistero di Cristo nel modo stesso in cui è visto da s. Paolo nel celebre inno della lettera ai Filippesi: umiliazione, morte, esaltazione ( Fil 2,6-11).

46. Preghiera evangelica, incentrata nel mistero dell’incarnazione redentrice, il rosario è, dunque, preghiera di orientamento nettamente cristologico. Infatti, il suo elemento caratteristico - la ripetizione litanica del " Rallegrati, Maria " - diviene anch’esso lode incessante a Cristo, termine ultimo dell’annuncio dell’angelo e del saluto della madre del Battista: " benedetto il frutto del tuo seno " (Lc 1,42). Diremo di più: la ripetizione dell’Ave, Maria costituisce l’ordito, sul quale si sviluppa la contemplazione dei misteri: il Gesù che ogni Ave, Maria richiama, è quello stesso che la successione dei misteri ci propone, di volta in volta, Figlio di Dio e della Vergine, nato in una grotta di Betlemme; presentato dalla madre al tempio; giovinetto pieno di zelo per le cose del Padre suo; Redentore agonizzante nell’orto; flagellato e coronato di spine; carico della croce e morente sul Calvario; risorto da morte e asceso alla gloria del Padre, per effondere il dono dello Spirito. È noto che, appunto per favorire la contemplazione e far corrispondere la mente alla voce, si usava un tempo - e la consuetudine si è conservata in varie regioni - aggiungere al nome di Gesù, in ogni "Ave Maria", una clausola che richiamasse il mistero enunciato.

47. Si è pure sentita con maggiore urgenza la necessità di ribadire, accanto al valore dell’elemento della lode e dell’implorazione, l’importanza di un altro elemento essenziale del rosario: la contemplazione. Senza di essa il rosario è corpo senza anima, e la sua recita rischia di divenire meccanica ripetizione di formule e di contraddire all’ammonimento di Gesù: " Quando pregate, non siate ciarlieri come i pagani, che credono di essere esauditi in ragione della loro loquacità " (Mt 6,7). Per sua natura la recita del rosario esige un ritmo tranquillo e quasi un indugio pensoso, che favoriscano all’orante la meditazione del misteri della vita del Signore, visti attraverso il cuore di colei che al Signore fu più vicina, e ne dischiudano le insondabili ricchezze.

48. Dalla riflessione contemporanea sono stati, infine, compresi con maggior precisione i rapporti intercorrenti tra liturgia e rosario. Da una parte, è stato sottolineato come il rosario sia quasi un virgulto germogliato sul tronco secolare della liturgia cristiana, per il quale gli umili venivano associati al cantico di lode ed alla universale intercessione della chiesa; dall’altra, è stato osservato che ciò è avvenuto in un’epoca - il declino del medioevo -, in cui lo spirito liturgico era in decadenza e si verificava un certo allontanamento dei fedeli dalla liturgia in favore di una devozione sensibile verso l’umanità di Cristo e verso la beata Vergine Maria. Se in tempi non lontani poté sorgere nell’animo di alcuni il desiderio di vedere annoverato il rosario tra le espressioni liturgiche ed in altri, per la preoccupazione di evitare errori pastorali del passato, una ingiustificata disattenzione verso il medesimo rosario, oggi il problema si può facilmente risolvere alla luce dei principi della costituzione "Sacrosanctum concilium": le celebrazioni liturgiche e il pio esercizio del rosario non si devono né contrapporre né equiparare. Ogni espressione di preghiera riesce tanto più feconda, quanto più conserva la sua vera natura e la fisionomia che le è propria. Riaffermato quindi il valore preminente delle azioni liturgiche, non sarà difficile riconoscere come il rosario sia un pio esercizio che si accorda facilmente con la sacra liturgia. Come la liturgia, infatti, esso ha un’indole comunitaria, si nutre della sacra scrittura e gravita intorno al mistero di Cristo. Sia pure su piani di realtà essenzialmente diversi, l’anamnesi della liturgia e la memoria contemplativa del rosario hanno per oggetto i medesimi eventi salvifici compiuti da Cristo. La prima rende presenti, sotto il velo dei segni ed operanti in modo arcano, i più grandi misteri della nostra redenzione; la seconda, con il pio affetto della contemplazione, rievoca quegli stessi misteri alla mente dell’orante e ne stimola la volontà perché da essi attinga norme di vita. Stabilita questa sostanziale differenza, non è difficile comprendere come il rosario sia un pio esercizio che dalla liturgia ha tratto motivo e, se praticato secondo la ispirazione originaria, ad essa naturalmente conduce, pur senza varcarne la soglia. Infatti, la meditazione dei misteri del rosario, rendendo familiari alla mente e al cuore dei fedeli i misteri del Cristo, può costituire un’ottima preparazione alla celebrazione di essi nell’azione liturgica e divenirne poi eco prolungata. È, tuttavia, un errore, purtroppo ancora presente in qualche luogo, recitare il rosario durante l’azione liturgica.

49. La corona della beata vergine Maria, secondo la tradizione accolta dal nostro predecessore s. Pio V e da lui autorevolmente proposta, consta di vari elementi, organicamente disposti: a) la contemplazione in comunione con Maria di una serie di misteri della salvezza, sapientemente distribuiti in tre cicli, che esprimono il gaudio dei tempi messianici, il dolore salvifico di Cristo, la gloria del Risorto che inonda la chiesa; contemplazione che, per sua natura, conduce a pratica riflessione e suscita stimolanti norme di vita; b) l’orazione del Signore, o Padre nostro, che per il suo immenso valore è alla base della preghiera cristiana e la nobilita nelle sue varie espressioni.

c) la successione litanica dell’Ave, Maria, che risulta composta dal saluto dell’angelo alla Vergine (cf. Lc 1,25) e dal benedicente ossequio di Elisabetta (cf. Lc 1,42), a cui segue la supplica ecclesiale "Sante Maria". La serie continuata delle "Ave, Maria" è caratteristica peculiare del rosario, e il loro numero, nella forma tipica e plenaria di centocinquanta, presenta una certa analogia con il salterio ed è un dato risalente all’origine stessa del pio esercizio. Ma tale numero, secondo una comprovata consuetudine, diviso in decadi annesse ai singoli misteri, si distribuisce nei tre cicli anzidetti, dando luogo alla corona di cinquanta Ave, Maria, la quale è entrata nell’uso come misura normale del medesimo esercizio e, come tale, è stata adottata dalla pietà popolare e sancita dai sommi pontefici, che la arricchirono anche di numerose indulgenze; d) la dossologia Gloria al Padre che, conformemente ad un orientamento comune alla pietà cristiana, chiude la preghiera con la glorificazione di Dio, uno e trino, dal quale, per il quale e nel quale sono tutte le cose (cf. Rm 11,36).

50. Questi sono gli elementi del santo rosario. Ognuno di essi ha la sua indole propria che, saggiamente compresa e valutata, deve riflettersi nella recita, perché il rosario possa esprimere tutta la sua ricchezza e varietà. Detta recita, pertanto, diventerà grave e implorante nell’orazione del Signore; lirica e laudativa nel calmo fluire delle Ave, Maria; contemplativa nell’attenta riflessione intorno ai misteri; adorante nella dossologia. E ciò deve avvenire nelle varie forme, in cui si è soliti recitare il rosario: o privatamente, quando l’orante si raccoglie nell’intimità con il suo Signore; o comunitariamente, in famiglia o tra fedeli riuniti in gruppo, per creare le condizioni di una particolare presenza del Signore (cf. Mt 18,20); o pubblicamente, cioè in assemblee nelle quali è convocata la comunità ecclesiale.

51. In tempi recenti sono stati creati alcuni pii esercizi, che traggono ispirazione dal rosario. Tra essi, desideriamo indicare e raccomandare quelli che inseriscono nello schema consueto delle celebrazioni della parola di Dio alcuni elementi del rosario della beata Vergine, quali la meditazione dei misteri e la ripetizione litanica del saluto angelico. Tali elementi acquistano così maggior risalto, essendo inquadrati nella lettura di testi biblici, illustrati con l’omelia, circondati da pause di silenzio, sottolineati con il canto. Ci rallegra sapere che tali esercizi hanno contribuito a far comprendere più compiutamente le ricchezze spirituali del rosario stesso ed a rivalutarne la pratica presso associazioni e movimenti giovanili.

52. Vogliamo ora, in continuità di intendimenti con i nostri predecessori, raccomandare vivamente la recita del rosario in famiglia. Il concilio Vaticano II ha messo in luce come la famiglia, cellula prima e vitale della società, "grazie all’amore scambievole dei suoi membri e alla preghiera a Dio elevata in comune, si riveli come il santuario domestico della chiesa". La famiglia cristiana, quindi, si presenta come una chiesa domestica, se i suoi membri, ciascuno nell’ambito e nei compiti che gli sono propri, tutti insieme promuovono la giustizia, praticano le opere di misericordia, si dedicano al servizio dei fratelli, prendono parte all’apostolato della più vasta comunità locale e si inseriscono nel suo culto liturgico; ed ancora, se innalzano in comune supplici preghiere a Dio: ché, se non ci fosse questo elemento, le verrebbe a mancare il carattere stesso di famiglia cristiana. Perciò, al recupero della nozione teologica della famiglia come chiesa domestica, deve coerentemente seguire un concreto sforzo per instaurare nella vita familiare la preghiera in comune.

53. Conformemente alle direttive conciliari, i principi e norme per la liturgia delle ore giustamente annoverano il nucleo familiare tra i gruppi, a cui si addice la celebrazione in comune dell’ufficio divino: " È cosa lodevole (...) che la famiglia, santuario domestico della chiesa, oltre alle comuni preghiere celebri anche, secondo l’opportunità, qualche parte della liturgia delle ore, inserendosi così più intimamente nella chiesa ". Nulla deve essere lasciato intentato, perché questa chiara e pratica indicazione trovi nelle famiglie cristiane crescente e gioiosa applicazione.

54. Ma, dopo la celebrazione della liturgia delle ore - culmine a cui può giungere la preghiera domestica -, non v’è dubbio che la corona della beata vergine Maria sia da ritenere come una delle più eccellenti ed efficaci " preghiere in comune ", che la famiglia cristiana è invitata a recitare. Noi amiamo, infatti, pensare e vivamente auspichiamo che, quando l’incontro familiare diventa tempo di preghiera, il rosario ne sia espressione frequente e gradita. Siamo ben consapevoli che le mutate condizioni della vita degli uomini non favoriscono, ai nostri giorni, la possibilità di riunione tra familiari e che, anche quando ciò avviene, non poche circostanze rendono difficile trasformare l’incontro della famiglia in occasione di preghiera. È cosa difficile, senza dubbio. Ma è pur caratteristico dell’agire cristiano non arrendersi ai condizionamenti ambientali, ma superarli; non soccombere, ma elevarsi. Perciò, le famiglie che vogliono vivere in pienezza la vocazione e la spiritualità propria della famiglia cristiana, devono dispiegare ogni energia per eliminare tutto ciò che ostacola gli incontri in famiglia e le preghiere in comune.

55. Concludendo queste osservazioni, testimonianza della sollecitudine e della stima di questa sede apostolica per il rosario mariano, vogliamo raccomandare, tuttavia, che nel diffondere così salutare devozione non ne vengano alterate le proporzioni, né essa sia presentata con inopportuno esclusivismo; il rosario è preghiera eccellente, nei riguardi della quale però il fedele deve sentirsi serenamente libero, sollecitato a recitarlo, in composta tranquillità, dalla sua intrinseca bellezza.

 

 

 

La meravigliosa storia del Rosario


di Massimo Introvigne


Da dove viene il Rosario, ancora oggi la preghiera preferita da centinaia di milioni di cattolici in tutto il mondo? Anne Winston-Allen, docente di germanistica alla Southern Illinois University, negli Stati Uniti d'America, fa il punto sulla questione - per la verità non poco controversa - in un volume pubblicato dalla Pennsylvania State University Press: Stories of the Rose. The Making of the Rosary in the Middile Ages, "Storie della rosa. La formazione del rosario nel medioevo" [1]. Riccamente illustrato, il libro non propone ipotesi rivoluzionarie. Ha tuttavia il merito di mettere a disposizione del pubblico i risultati di ricerche comparse spesso solo su riviste specializzate - dalla Germania agli Stati Uniti d'America e all'Italia -, non sempre facilmente accessibili.

Molte delle controversie storiografiche derivano dalla definizione stessa del temine "Rosario". Per alcuni si tratta semplicemente di una sequenza di Ave Maria, o comunque di preghiere cristiane ripetute per un numero definito di volte. La storiografia tradizionale riteneva che questo tipo di sequenze fosse di origine orientale. Da una radice indiana shivaita il mondo islamico aveva tratto l'abitudine di recitare in sequenza reiterata i novantanove nomi di Allah, servendosi di apposite catenelle di novantanove semi; un analogo sviluppo nel mondo buddhista, sempre derivato da una radice induista e con possibili influenze mussulmane, era stato fatto conoscere all'Europa da Marco Polo. I crociati - secondo questa ipotesi storiografica - avrebbero importato in Occidente e adattato alla preghiera cristiana una pratica di origine orientale. Oggi tuttavia ipotesi formulate alla fine del secolo scorso dallo specialista tedesco Thomas Esser [2] hanno trovato ampie conferme, e nessuno studioso dubita dell'esistenza di stringhe o di cordicelle utilizzate per la preghiera reiterata nel mondo cristiano fin dai tempi dei Padri del Deserto, nei secoli III e IV dopo Cristo, ben prima delle crociate. Catenelle che si avvicinano già ai nostri rosari sono appartenute a Gertrude, figlia di Pipino I di Francia, morta nel 659, e a Lady Godiva di Coventry, morta nel 1041. L'uso di strumenti per tenere il conto di preghiere ripetute e così più antico della stessa Ave Maria, le quali origini risalgono al settimo secolo ma che si afferma nella forma attuale soltanto intorno all'anno Mille. Sembra che gli strumenti fossero inizialmente utilizzati per ripetere un certo numero di volte il Padre Nostro, da cui il nome di paternoster attribuito a un antenato dei nostri rosari. Cesario di Heistebach (1180-1240) loda le virtù di una matrona che aveva l'abitudine di recitare regolarmente cinquanta Ave Maria, e storie simili diventano relativamente comuni fra i secoli XII e XIII. I laici usano corone o rosari - zaplet in tedesco e hoedekins in fiammingo - da cinquanta, cento o centocinquanta Ave Maria; i religiosi e le religiose vanno anche molto oltre, come le domenicane del convento di Unterlinden, a Colmar, in Germania, che nel secolo XIII s'impegnavano a recitare mille Ave Maria al giorno e duemila nei giorni di festa. Non vi è dubbio, pertanto, che la pratica di recitare più volte la stessa preghiera servendosi di appositi strumenti sia di origine molto antica nel mondo cristiano, prescinda da derivazioni islamiche e sia stata applicata all'Ave Maria a partire almeno dal dodicesimo secolo.

Per altri autori - ed è questa la terminologia preferita dalla stessa Anne Winston-Allen - perché si possa propriamente parlare di Rosario non è sufficiente la semplice reiterazione della stessa preghiera. Specifico del Rosario è in fatti l'abbinamento simultaneo di una sequenza di Ave Maria e di una serie di meditazioni sulla vita di Gesù Cristo e della Vergine. A partire almeno dalla storia del Rosario pubblicata don Franz M. Willam nel 1948 [3], gli storici ripetono che il Rosario rappresenta un'evoluzione dei salteri della Beata Vergine Maria, dove venivano ripetuti dapprima centocinquanta salmi con antifone cristologiche e mariane, poi solo le antifone o le antifone accompagnate da un Padre Nostro o da un'Ave Maria. Anne Winston-Allen osserva tuttavia che queste teorie non spiegano come si sia passati alle vere e proprie meditazioni sulla storia della salvezza, assenti nei salteri. A questo proposito tre teorie hanno dominato la ricerca storica. Una versione tradizionale, diffusa nel mondo cattolico sino alla fine del secolo XIX, attribuiva la nascita del Rosario meditato a san Domenico (1170-1221).Per circa un secolo, dagli anni 1880 al 1977, gli storici hanno seguito Thomas Esser secondo cui l'attribuzione tradizionale a san Domenico è il risultato di una confusione con un altro Domenico, un certosino di Treviri chiamato Domenico di Prussia (1384-1460), vissuto due secoli dopo il fondatore dei domenicani e che sarebbe il vero "inventore" del Rosario. Nel 1977, tuttavia, Andreas Heinz [4] ha scoperto un manoscritto con un Rosario meditato precedente di oltre cento anni rispetto a quello di Domenico di Prussia - e apparentemente ignoto a quest'ultimo, nonostante la prossimità geografica -, recitato dalle suore cistercensi di San Tommaso sulla Kyll, a una quarantina di chilometri da Treviri, intorno al 1300. Ma non è neppure sicuro - osserva l'autrice americana - che il documento scoperto da Andreas Heinz sia davvero il primo Rosario - meditato - in assoluto. Oggi si vanno diffondendo presso gli storici teorie di un terzo tipo, secondo cui il passaggio dai salteri della Beata Vergine Maria al Rosario meditato è un processo dinamico e graduale, a coronamento del quale Domenico di Prussia mantiene un ruolo fondamentale per la diffusione popolare della devozione. La versione del Rosario di Domenico di Prussia era piuttosto diversa da quella che conosciamo oggi. Comprendeva cinquanta meditazioni, una per ogni Ave Maria.

Per i fedeli più semplici era ancora troppo difficile. Il domenicano Alano della Rupe (1428-1475) - un grande divulgatore della devozione, fondatore a Douai, in Francia, nel 1470 della prima confraternita del Salterio della Gloriosa Vergine Maria - obiettava che cinquanta Ave Maria erano troppo poche - ne chiedeva almeno centocinquanta -, e non amava il nome "Rosario", adottato invece - ma non inventato- dal certosino tedesco, colpevole di ricordare troppo la letteratura mondana che associava la rosa dell'amore profano. Alla fine tuttavia, osserva Anne Winston-Allen, i fedeli assicuravano il successo sia del nome "Rosario" sia di modelli non più complicati, ma più semplici rispetto a quello di Domenico. Dove esattamente siano stati adottati per prima gli attuali quindici misteri, cui corrispondono centocinquanta Ave Maria - nonché, quasi fin da subito, quindici Padre Nostro -, è oggetto di dispute fra gli storici. Si pensava che il metodo attuale fosse stato proposto per la prima volta da una delle più antiche opere a stampa sul Rosario, il Salterio di Nostra Signora, pubblicato per la prima volta a Basilea nel 1475 [5] è divenuto estremamente popolare nelle sei successive edizioni di Ulm [6], dove quindici incisioni - per altro non accompagnate da una spiegazione scritta - rappresentavano gli attuali misteri con il giudizio universale al posto della gloria del Paradiso o dell'incoronazione di Maria come quindicesimo mistero; la tradizione avverrà lentamente nel corso del Cinquecento. Tuttavia Stefano Orlandi nel 1965 [7] e Gilles Gèrard Meersseman nel 1977 hanno pubblicato gli statuti di confraternite fondate a Firenze nel 1481 e a Venezia nel 1480 che menzionano i quindici misteri, indizio possibile di una pratica italiana più antica, anche se Giovanni d'Erfordia, fondatore della confraternita di Venezia, era sua volta un domenicano tedesco. A poco a poco i quindici misteri vengono adottati anche dalle confraternite maggiori: la più importante era stata fondata a Colonia dal domenicano Jakobi Sprenger (1436 o 1438-1495) l' 8 settembre 1475, un giorno dopo la morte di Alano della Rupe, e contava fra i suoi primi membri l'imperatore Federico III. La storia delle confraternite del Rosario rappresenta un fenomeno sociale affascinante: in pochi anni arruolano centinaia di migliaia, forse milioni, di membri di tutte le classi sociali, e il loro carattere internazionale e autonomo suscita le lamentele di chi le considera un elemento capace di fare concorrenza al sistema delle parrocchie e delle diocesi: le controversie odierne in tema di movimenti, come si vede, non sono poi così nuove.

La storia raccontata da Anne Winston-Allen è, fino a questo punto, la storia di un successo di cui si avrebbe torto a sottovalutare, secondo la studiosa americana, la quantità spirituale, spesso tutt'altro che disprezzabile. Il lettore protestante, che ha familiarità soprattutto con le feroci polemiche di Lutero contro il Rosario meno di cinquant'anni dopo la fondazione della confraternita di Jakob Sprenger, solleverà facili obiezioni. Certo, osserva Anne Winston-Allen alcune deviazioni facilmente attaccate da Lutero si erano effettivamente verificate in Germania, come la pratica, ammessa da alcune confraternite, secondo i più ricchi potevano pagare terzi per recitare il Rosario al loro posto e lucrare comunque i relativi benefici e indulgenze. Ma sarebbe sbagliato considerare le deviazioni come uniformemente diffuse. D'altro canto il Rosario s'inserisce nelle case religiose all'interno della riforma detta "osservante" del Quattrocento, un fenomeno che tocca tutti i maggiori ordini religiosi, si propone di reagire ad alcuni degli stessi abusi più tardi denunciati da Lutero e anticipa la Riforma cattolica.

Se il Rosario recitato a pagamento per conto terzi corrisponde a una "teologia delle opere" che stupisce per la sua rozzezza, il successo del Rosario non nasce da questi abusi ma dal desiderio dei laici - e di non pochi religiosi - di meditare in modo ordinato e sistematico sulla storia della salvezza.

Il poco che si chiedeva ai più - un quarto d'ora di preghiera meditata al giorno -, conclude la studiosa americana, rispetto al molto che le confraternite promettevano, attirava paradossalmente l'attenzione - in un modo, forse, ormai estraneo alla mentalità di Lutero - proprio sulla centralità della fede e sulla gratuità della grazia. Sono questi i motivi per cui il Rosario ha resistito alle critiche dei suoi detrattori e agli stessi abusi di certi suoi incauti promotori, conservando nella pietà cattolica il ruolo centrale che ha ancora ai nostri giorni.

* Articolo anticipato, senza note e con il titolo redazionale "Rosario, un mistero che si snoda nei secoli", in "Avvenire. Quotidiano di ispirazione cattolica", anno XXXI, n. 71, 25-3-1998, p. 16 e in "Cristianità", Organo ufficiale di Alleanza Cattolica, anno XXVI, n. 275-276, marzo aprile 1998, pp. 5-7.

 

 

Rosarium Virginis Mariæ
 

 

 

Anno del Rosario

ottobre  MMII  ottobre  MMIII

a cura di Mons. Tommaso Stenico
Congregazione per il Clero - Città del Vaticano

 
  Dalla Lettera Apostolica di S.S. Giovanni Paolo II Rosarium Virginis Mariæ 

  I Misteri del Rosario - Distribuzione settimanale
 
Misteri della Gioia 
 
Misteri della Luce
  Misteri del Dolore 
  Misteri della Gloria  
  Salve Regina - Litanie alla Madonna - Preghiere 
  

 

 

Dalla Lettera Apostolica DI

  

S.S. GIOVANNI PAOLO II

  

Rosarium Virginis Mariæ
  

1. Il Rosario della Vergine Maria, sviluppatosi gradualmente nel secondo Millennio al soffio dello Spirito di Dio, è preghiera amata da numerosi Santi e incoraggiata dal Magistero. Il Rosario, infatti, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell'intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio. Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all'esperienza della profondità del suo amore.

 

3. Recitare il Rosario, infatti, non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo. A dare maggiore rilevanza a questo invito … desidero che questa preghiera nel corso dell'anno venga particolarmente proposta e valorizzata nelle varie comunità cristiane. Proclamo, pertanto, l'anno che va dall'ottobre di quest'anno all'ottobre del 2003 Anno del Rosario.

 

6. A dare maggiore attualità al rilancio del Rosario si aggiungono alcune circostanze storiche. Prima fra esse, l'urgenza di invocare da Dio il dono della pace.

Analoga urgenza di impegno e di preghiera emerge su un altro versante critico del nostro tempo, quello della famiglia, cellula della società, sempre più insidiata da forze disgregatrici a livello ideologico e pratico, che fanno temere per il futuro di questa fondamentale e irrinunciabile istituzione e, con essa, per le sorti dell'intera società.

 

12. Il Rosario, proprio a partire dall'esperienza di Maria, è una preghiera spiccatamente contemplativa. Per sua natura la recita del Rosario esige un ritmo tranquillo e quasi un indugio pensoso, che favoriscano nell'orante la meditazione dei misteri della vita del Signore, visti attraverso il Cuore di Colei che al Signore fu più vicina, e ne dischiudano le insondabili ricchezze.

 

19. Affinché il Rosario possa dirsi in modo più pieno 'compendio del Vangelo', è perciò conveniente che, dopo aver ricordato l'incarnazione e la vita nascosta di Cristo (misteri della gioia), e prima di soffermarsi sulle sofferenze della passione (misteri del dolore), e sul trionfo della risurrezione (misteri della gloria), la meditazione si porti anche su alcuni momenti particolarmente significativi della vita pubblica (misteri della luce). Questa integrazione di nuovi misteri, senza pregiudicare nessun aspetto essenziale dell'assetto tradizionale di questa preghiera, è destinata a farla vivere con rinnovato interesse nella spiritualità cristiana, quale vera introduzione alla profondità del Cuore di Cristo, abisso di gioia e di luce, di dolore e di gloria.

21. …Volendo indicare alla comunità cristiana cinque momenti significativi – misteri 'luminosi' – di questa fase della vita di Cristo, ritengo che essi possano essere opportunamente individuati: 1. nel suo Battesimo al Giordano, 2. nella sua auto-rivelazione alle nozze di Cana, 3. nell'annuncio del Regno di Dio con l'invito alla conversione, 4. nella sua Trasfigurazione e, infine, 5. nell'istituzione dell'Eucaristia, espressione sacramentale del mistero pasquale. Ognuno di questi misteri è rivelazione del Regno ormai giunto nella persona stessa di Gesù.

È mistero di luce innanzitutto il Battesimo al Giordano. Qui, mentre il Cristo scende, quale innocente che si fa 'peccato' per noi (cfr 2Cor 5, 21), nell'acqua del fiume, il cielo si apre e la voce del Padre lo proclama Figlio diletto (cfr Mt 3, 17 e par), mentre lo Spirito scende su di Lui per investirlo della missione che lo attende.

Mistero di luce è l'inizio dei segni a Cana (cfr Gv 2, 1-12), quando Cristo, cambiando l'acqua in vino, apre alla fede il cuore dei discepoli grazie all'intervento di Maria, la prima dei credenti.

Mistero di luce è la predicazione con la quale Gesù annuncia l'avvento del Regno di Dio e invita alla conversione (cfr Mc 1, 15), rimettendo i peccati di chi si accosta a Lui con umile fiducia (cfr Mc 2, 3-13; Lc 7, 47-48), inizio del ministero di misericordia che Egli continuerà ad esercitare fino alla fine del mondo, specie attraverso il sacramento della Riconciliazione affidato alla sua Chiesa (cfr Gv 20, 22-23).

Mistero di luce per eccellenza è poi la Trasfigurazione, avvenuta, secondo la tradizione, sul Monte Tabor. La gloria della Divinità sfolgora sul volto di Cristo, mentre il Padre lo accredita agli Apostoli estasiati perché lo ascoltino (cfr Lc 9, 35 e par) e si dispongano a vivere con Lui il momento doloroso della Passione, per giungere con Lui alla gioia della Risurrezione e a una vita trasfigurata dallo Spirito Santo.

Mistero di luce è, infine, l'istituzione dell'Eucaristia, nella quale Cristo si fa nutrimento con il suo Corpo e il suo Sangue sotto i segni del pane e del vino, testimoniando « sino alla fine » il suo amore per l'umanità (Gv 13, 1), per la cui salvezza si offrirà in sacrificio.

 

Come recitare il Rosario?

 

29. Enunciare il mistero, e magari avere l'opportunità di fissare contestualmente un'icona che lo raffiguri, è come aprire uno scenario su cui concentrare l'attenzione.

30. Per dare fondamento biblico e maggiore profondità alla meditazione, è utile che l'enunciazione del mistero sia seguita dalla proclamazione di un passo biblico corrispondente che, a seconda delle circostanze, può essere più o meno ampio.

31. L'ascolto e la meditazione si nutrono di silenzio. È opportuno che, dopo l'enunciazione del mistero e la proclamazione della Parola, per un congruo periodo di tempo ci si fermi a fissare lo sguardo sul mistero meditato, prima di iniziare la preghiera vocale.

32. Dopo l'ascolto della Parola e la focalizzazione del mistero è naturale che l'animo si innalzi verso il Padre. Gesù, in ciascuno dei suoi misteri, ci porta sempre al Padre, a cui Egli continuamente si rivolge, perché nel suo 'seno' riposa (cfr Gv 1, 18).

33. Le dieci Ave Maria. È questo l'elemento più corposo del Rosario e insieme quello che ne fa una preghiera mariana per eccellenza. Ma proprio alla luce dell'Ave Maria ben compresa, si avverte con chiarezza che il carattere mariano non solo non si oppone a quello cristologico, ma anzi lo sottolinea e lo esalta.

34. La dossologia trinitaria è il traguardo della contemplazione cristiana. Cristo è infatti la via che ci conduce al Padre nello Spirito.

36. Strumento tradizionale per la recita del Rosario è la corona.

La prima cosa da notare è come la corona converga verso il Crocifisso, che apre così e chiude il cammino stesso dell'orazione. In Cristo è centrata la vita e la preghiera dei credenti. Tutto parte da Lui, tutto tende a Lui, tutto, mediante Lui, nello Spirito Santo, giunge al Padre.

 

Intenzioni del Papa per la recita del Rosario

 

39. Oggi all'efficacia di questa preghiera consegno volentieri la causa della pace nel mondo e quella della famiglia.

 

40. Le difficoltà che l'orizzonte mondiale presenta in questo avvio di nuovo Millennio ci inducono a pensare che solo un intervento dall'Alto può far sperare in un futuro meno oscuro. Il Rosario è preghiera orientata per sua natura alla pace, per il fatto stesso che consiste nella contemplazione di Cristo, Principe della pace e « nostra pace » (Ef 2,14).

 

41. …il Rosario è anche, da sempre, preghiera della famiglia e per la famiglia. Un tempo questa preghiera era particolarmente cara alle famiglie cristiane, e certamente ne favoriva la comunione. Occorre non disperdere questa preziosa eredità. Bisogna tornare a pregare in famiglia e a pregare per le famiglie, utilizzando ancora questa forma di preghiera. La famiglia che prega unita, resta unita.

La famiglia che recita insieme il Rosario riproduce un po' il clima della casa di Nazareth: si pone Gesù al centro, si condividono con lui gioie e dolori, si mettono nelle sue mani bisogni e progetti, si attingono da lui la speranza e la forza per il cammino.

42. A questa preghiera è anche bello e fruttuoso affidare l'itinerario di crescita dei figli. Pregare col Rosario per i figli, e ancor più con i figli, educandoli fin dai teneri anni a questo momento giornaliero di « sosta orante » della famiglia, non è, certo, la soluzione di ogni problema, ma è un aiuto spirituale da non sottovalutare.

 

Il Rosario, un tesoro da riscoprire

 

43. Carissimi fratelli e sorelle! Una preghiera così facile, e al tempo stesso così ricca, merita davvero di essere riscoperta dalla comunità cristiana.

Che questo mio appello non cada inascoltato!

« O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell'inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell'ora dell'agonia. A te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo ».

 

Dal Vaticano, il 16 ottobre dell'anno 2002, inizio del venticinquesimo di Pontificato.

 

GIOVANNI PAOLO II

 

Testo completo della Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae

 

 

 

 


 

I Misteri del Rosario

Dalla Lettera Apostolica

Rosarium Virginis Mariæ

 

 

La distribuzione nel tempo

 

38. Il Rosario può essere recitato integralmente ogni giorno, e non manca chi lodevolmente lo fa. Esso viene così a riempire di orazione le giornate di tanti contemplativi, o a tener compagnia ad ammalati ed anziani che dispongono di tempo abbondante. Ma è ovvio – e ciò vale a maggior ragione, se si aggiunge il nuovo ciclo dei mysteria lucis – che molti non potranno recitarne che una parte, secondo un certo ordine settimanale. Questa distribuzione settimanale finisce per dare alle varie giornate della settimana un certo 'colore' spirituale, analogamente a quanto la Liturgia fa con le varie fasi dell'anno liturgico.

 

Secondo la prassi corrente, il lunedì e il giovedì sono dedicati ai «misteri della gioia», il martedì e il venerdì ai «misteri del dolore», il mercoledì, il sabato e la domenica ai «misteri della gloria». Dove inserire i «misteri della luce»? Considerando che i misteri gloriosi sono riproposti di seguito il sabato e la domenica e che il sabato è tradizionalmente un giorno a forte carattere mariano, sembra consigliabile spostare al sabato la seconda meditazione settimanale dei misteri gaudiosi, nei quali la presenza di Maria è più pronunciata. Il giovedì resta così libero proprio per la meditazione dei misteri della luce.  

 

  Distribuzione settimanale

  Misteri della gioia

  Lunedì e sabato

  Misteri della luce

  Giovedì

  Misteri del dolore

  Martedì e venerdì

  Misteri della gloria

  Mercoledì e domenica

     

   
 

Le preghiere del Rosario

 

·    Dio vieni a salvarmi,

Signore vieni presto in mio aiuto.

 

·    Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

 

Padre nostro che sei nei Cieli, sia santificato il Tuo Nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

  

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

    
 

La preghiera di Fatima

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia.

  

  

Preghiere conclusive

  

  

Sotto la tua protezione ci rifugiamo, Santa Madre di Dio; non respingere le nostre suppliche e, nel momento della prova, liberaci da ogni pericolo, Vergine gloriosa e benedetta.

 

  

Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai inteso al mondo che alcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo aiuto, chiesto il tuo patrocinio e sia stato da te abbandonato.

Animato da una tale confidenza a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini, a te vengo, e, peccatore come sono, mi prostro ai tuoi piedi a domandare pietà.

Non volere, o Madre del divin Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma benigna ascoltale ed esaudiscile.

Amen.

(S. Bernardo di Chiaravalle) 


 


 

 

 

Misteri della Gioia

 

Rosarium Virginis Mariæ
1° mistero della gioia
L’annunciazione del Signore

 
 
la Parola del Signore

 

L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.... Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio… nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».

(Lc 1, 26-37)  

 

La Fede della Chiesa

 

L’Annunciazione a Maria inaugura la “pienezza del tempo” (Gal 4,4), cioè il compimento delle promesse e delle preparazioni. Maria è chiamata a concepire colui nel quale abiterà “corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col 2,9). La risposta divina al suo “Come è possibile? Non conosco uomo” (Lc 1,34) è data mediante la potenza dello Spirito: “Lo Spirito Santo scenderà su di te” (Lc 1,35).

La missione dello Spirito Santo è sempre congiunta e ordinata a quella del Figlio. Lo Spirito Santo, che è “Signore e dà la vita”, è mandato a santificare il grembo della Vergine Maria e a fecondarla divinamente, facendo sì che ella concepisca il Figlio eterno del Padre in un’umanità tratta dalla sua.

 (Catechismo della Chiesa Cattolica 484, 485)

   
 

Meditazione

 

Dalla Maestà divina fu assunta l'umiltà della nostra natura, dalla forza la debolezza, da colui che è eterno, la nostra mortalità; e per pagare il debito, che gravava sulla nostra condizione, la natura impassibile fu unita alla nostra natura passibile. Tutto questo avvenne perché, come era conveniente per la nostra salvezza, il solo e unico mediatore tra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, immune dalla morte per un verso, fosse, per l'altro, ad essa soggetto.

Vera, integra e perfetta fu la natura nella quale è nato Dio, ma nel medesimo tempo vera e perfetta la natura divina nella quale rimane immutabilmente. In lui c'è tutto della sua divinità e tutto della nostra umanità.

[Dalle "Lettere" di san Leone Magno, papa (Lett. 28 a Flaviano, 3-4; Pl. 54,763-767)]

 

 

Preghiamo

 

O Dio, che all’annunzio dell’Angelo hai voluto che il tuo Verbo si facesse uomo nel grembo della Vergine Maria: concedi al tuo popolo, che la onora come vera Madre di Dio, di godere sempre della sua intercessione presso di te.

 

 

Rosarium Virginis Mariæ
2° mistero della gioia
La visitazione della Vergine Maria

 

 

la Parola del Signore

 

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore». Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva.

(Lc 1, 39-48)

   
 

La Fede della Chiesa

 

"Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni" (Gv 1,6). Giovanni è "pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre" (Lc 1,15; Lc 1,41) per opera dello stesso Cristo che la Vergine Maria aveva da poco concepito per opera dello Spirito Santo. La "visitazione" di Maria ad Elisabetta diventa così visita di Dio al suo popolo.

 (Catechismo della Chiesa Cattolica 717)

   
 

Meditazione


«L’anima mia magnifica il Signore ed il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore» (Lc 1, 46). Con queste parole Maria per prima cosa proclama i doni speciali a lei concessi, poi enumera i benefici universali con i quali Dio non cessò di provvedere al genere umano per l’eternità.

Queste parole, che stanno bene sulle labbra di tutte le anime perfette, erano adatte soprattutto alla beata Madre di Dio. Per un privilegio unico essa ardeva d’amore spirituale per colui della cui concezione corporale ella si rallegrava. A buon diritto ella poté esultare più di tutti gli altri santi di gioia straordinaria in Gesù suo salvatore. Sapeva infatti che l’autore eterno della salvezza, sarebbe nato dalla sua carne, con una nascita temporale e in quanto unica e medesima persona, sarebbe stato nello stesso tempo suo figlio e suo Signore.

[Dalle «Omelie» di san Beda il Venerabile, sacerdote (Lib. 1, 4; CCL 122, 25-26, 30)]
    
 

Preghiamo

 

O Dio, salvatore di tutti i popoli, che per mezzo della beata Vergine Maria, arca della nuova alleanza, hai recato alla casa di Elisabetta la salvezza e la gioia, fa’ che docili allo Spirito Santo possiamo anche noi portare Cristo ai fratelli e magnificare il tuo nome con inni di lode e con la santità della vita.

 

 

Rosarium Virginis Mariæ
3° mistero della gioia
La nascita di Gesù a Betlemme

 

 

la Parola del Signore

 

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.

(Mt 1, 18-24)

 
 

La Fede della Chiesa

 

L'angelo ha annunziato ai pastori la nascita di Gesù come quella del Messia promesso a Israele: "Oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore che è il Cristo Signore" (Lc 2,11). Fin da principio egli è "colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo" (Gv 10,36), concepito come "santo" (Lc 1,35) nel grembo verginale di Maria. Giuseppe è stato chiamato da Dio a "prendere" con sé "Maria" sua "sposa", incinta di "quel che è generato in lei. . . dallo Spirito Santo" (Mt 1,20), affinché Gesù, "chiamato Cristo", nasca dalla sposa di Giuseppe nella discendenza messianica di Davide (Mt 1,16).

 (Catechismo della Chiesa Cattolica 437)

  
 

Meditazione

 

Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c'è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita.

Riconosci, cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non voler tornare all'abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricordati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del Regno di Dio. Con il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo! Non mettere in fuga un ospite così illustre con un comportamento riprovevole e non sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio. Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il sangue di Cristo.

[Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa (dal Disc. 1 per il Natale, 1-3)]


 

Preghiamo

 

O Dio, che hai mandato dal cielo il tuo Figlio, parola e pane di vita, nel grembo della santa Vergine; fa’ che sull’esempio di Maria accogliamo il tuo Verbo fatto uomo, nell’interiore ascolto delle Scritture e nella partecipazione sempre più viva ai misteri della salvezza.

 

 

 

Rosarium Virginis Mariæ
4° mistero della gioia
La presentazione del Signore

 

 

la Parola del Signore

 

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore…come prescrive la Legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone; … lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio:

«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.

(Lc 2, 22-33)
 

 

La Fede della Chiesa

 

La Presentazione di Gesù al Tempio lo mostra come il Primogenito che appartiene al Signore. In Simeone e Anna è tutta l'attesa di Israele che viene all'Incontro con il suo Salvatore (la tradizione bizantina chiama così questo avvenimento). Gesù è riconosciuto come il Messia tanto a lungo atteso, "luce delle genti" e "gloria di Israele", ma anche come "segno di contraddizione". La spada di dolore predetta a Maria annunzia l'altra offerta, perfetta e unica, quella della croce, la quale darà la salvezza "preparata da Dio davanti a tutti i popoli".

(Catechismo della Chiesa Cattolica 529)
 

Meditazione

 

Noi tutti che celebriamo e veneriamo con intima partecipazione il mistero dell’incontro del Signore, corriamo e muoviamoci insieme in fervore di spinto incontro a lui. Nessuno se ne sottragga, nessuno si rifiuti di portare la sua fiaccola. Accresciamo anzi lo splendore dei ceri per significare il divino fulgore di lui che si sta avvicinando e grazie al quale ogni cosa risplende, dopo che l’abbondanza della luce eterna ha dissipato le tenebre della caligine. Ma le nostre lampade esprimano soprattutto la luminosità dell’anima, con la quale dobbiamo andare incontro a Cristo.

Come infatti la madre di Dio e Vergine intatta portò sulle braccia la vera luce e si avvicinò a coloro che giacevano nelle tenebre, così anche noi, illuminati dal suo chiarore e stringendo tra le mani la luce che risplende dinanzi a tutti, dobbiamo affrettarci verso colui che è la vera luce.  Tutti dunque, fratelli, siamone illuminati, tutti brilliamo. Nessuno resti escluso da questo splendore, nessuno si ostini a rimanere immerso nel buio. Ma avanziamo tutti raggianti e illuminati verso di lui.

(Dai « Discorsi » di san Sofronio, vescovo)

Preghiamo

 

O Padre, risplenda sempre la vergine Chiesa, sposa del Cristo, per l’incontaminata fedeltà al patto del tuo amore; e sull’esempio di Maria, umile tua serva, che presentò nel tempio l’Autore della nuova legge, custodisca la purezza della fede, alimenti l’ardore della carità, ravvivi la speranza nei beni futuri.

 

 

Rosarium Virginis Mariæ
5° mistero della gioia
Gesù è ritrovato nel tempio

 

 

la Parola del Signore

 

I genitori [di Gesù] si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole.

(Lc 2, 41-50)

   

 

La Fede della Chiesa

 

Il ritrovamento di Gesù nel Tempio è il solo avvenimento che rompe il silenzio dei Vangeli sugli anni nascosti di Gesù. Gesù vi lascia intravedere il mistero della sua totale consacrazione a una missione che deriva dalla sua filiazione divina: "Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?" (Lc 2,49). Maria e Giuseppe "non compresero" queste parole, ma le accolsero nella fede, e Maria "serbava tutte queste cose nel suo cuore" (Lc 2,51) nel corso degli anni in cui Gesù rimase nascosto nel silenzio di una vita ordinaria.

(Catechismo della Chiesa Cattolica 534)

   
 

Meditazione

 

Il saggio evangelista parla del Verbo incarnato e mostra come esso ha assunto la carne secondo il modo dell’incarnazione e ha rispettato le leggi della natura della carne. Ma è proprio della natura umana crescere in età e sapienza, e vorrei aggiungere in grazia, poiché essa compie progressi in corrispondenza della crescita del corpo e dell’intelligenza; dai piccoli inizi della fanciullezza essa sale a poco a poco fino alla maturità. In verità, al Verbo uscito dal Padre, in quanto era Dio, non sarebbe stato in alcun modo impossibile né irraggiungibile elevare subito il corpo a lui congiunto dalle fasce ad altezza normale e di portarlo a una completa maturità; e altrettanto, osservo, a lui sarebbe stato facile già come bambino avere a quell’età una impressionante sapienza. Questo, però, sarebbe stato simile a un miracolo e non avrebbe certo corrisposto ai fini dell’incarnazione. Nel silenzio e non nel clamore si doveva compiere il mistero. Perciò egli si è sottomesso, nel processo dell’incarnazione, alle leggi della natura umana. Ciò appartiene anche alla somiglianza con noi che a poco a poco cresciamo da più piccoli a più grandi in quanto il tempo ci porta a una maggiore età e a una corrispondente maggiore conoscenza e perspicacia. Dunque, il Verbo, uscito dal Padre, come Dio perfetto e non suscettibile di alcuno sviluppo e crescita, si è fatto simile a noi una volta che è diventato uno di noi, sebbene sappiamo bene che egli come Dio tutti ci sovrasta.

(San Cirillo di Alessandria, Poiché Cristo è uno solo)

 

 

Preghiamo

 

O Dio che nella Santa Famiglia ci hai dato un vero modello di vita, fa’ che per intercessione del tuo Figlio Gesù, della Vergine Madre e di San Giuseppe camminiamo tra le varie vicende del mondo, sempre orientati ai beni eterni.  


 

 

Misteri della Luce

 

Rosarium Virginis Mariæ
1° mistero della luce
Gesù è battezzato al Giordano

 

la Parola del Signore

 

In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?». Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

(Mt 3,13-17)

 
 

La Fede della Chiesa

 

L'inizio della vita pubblica di Gesù è il suo battesimo da parte di Giovanni nel Giordano. Ed ecco comparire Gesù. Il Battista esita, Gesù insiste: riceve il battesimo. Allora lo Spirito Santo, sotto forma di colomba, scende su Gesù e una voce dal cielo dice: Questi è il Figlio mio prediletto. E' la manifestazione (Epifania) di Gesù come Messia di Israele e Figlio di Dio.

Il battesimo di Gesù è, da parte di lui, l'accettazione e l'inaugurazione della sua missione di Servo sofferente. Egli si lascia annoverare tra i peccatori; è già "l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo" (Gv 1,29 )… A tale accettazione risponde la voce del Padre che nel Figlio suo si compiace. Al suo battesimo, "si aprirono i cieli" (Mt 3,16 ) che il peccato di Adamo aveva chiuso.  

(Catechismo della Chiesa Cattolica 535, 536)

 
 

Meditazione


Cristo nel Battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria.

Purificatevi totalmente e progredite in questa purezza. Dio di nessuna cosa tanto si rallegra, come della conversione e della salvezza dell'uomo. Per l'uomo, infatti, sono state pronunziate tutte le parole divine e per lui sono stati compiuti i misteri della rivelazione.

Tutto è stato fatto perché voi diveniate come altrettanti soli cioè forza vitale per gli altri uomini. Siate luci perfette dinanzi a quella luce immensa. Sarete inondati del suo splendore soprannaturale. Giungerà a voi, limpidissima e diretta, la luce della Trinità, della quale finora non avete ricevuto che un solo raggio, proveniente dal Dio unico, attraverso Cristo Gesù nostro Signore, al quale vadano gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen.

[Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo (dal Disc. 39 per il Battesimo del Signore)]

 

 

Preghiamo

 

Padre onnipotente ed eterno, che dopo il battesimo al Giordano proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio, mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo, concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito di ascoltare come discepoli il tuo Cristo e di vivere sempre nel tuo amore.

 

Rosarium Virginis Mariæ
2° mistero della luce
Le nozze di Cana

 

la Parola del Signore
 

Ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili.  E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo.  Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola»… Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

(Gv 2, 1-11)

 
 

La Fede della Chiesa 
 

Alle soglie della sua vita pubblica, Gesù compie il suo primo segno – su richiesta di sua Madre – durante una festa nuziale. La Chiesa attribuisce una grande importanza alla presenza di Gesù alle nozze di Cana. Vi riconosce la conferma della bontà del matrimonio e l'annuncio che ormai esso sarà un segno efficace della presenza di Cristo.

(Catechismo della Chiesa Cattolica 1613)

 
 

Meditazione

 

 Di fronte a tanti prodigi compiuti per mezzo di Gesù Dio, c'è da meravigliarsi se l'acqua è mutata in vino per mezzo di Gesù uomo? Diventando uomo, egli non ha cessato di essere Dio: si è aggiunto l'uomo, non è venuto meno Dio. Chi ha compiuto questo prodigio è colui che ha creato tutte le cose. Non dobbiamo meravigliarci che Dio abbia fatto questo, ma piuttosto ringraziarlo perché lo ha fatto in mezzo a noi, e per la nostra salvezza. Attraverso le stesse circostanze egli ci vuole suggerire qualcosa, poiché ritengo che non senza una ragione il Signore intervenne alle nozze. A parte il miracolo, il contesto stesso adombra qualche mistero, qualche sacramento. Bussiamo perché ci apra e c'inebri del vino invisibile. Anche noi eravamo acqua e ci ha convertiti in vino, facendoci diventare sapienti; gustiamo infatti la sapienza che viene dalla fede in lui, noi che prima eravamo insipienti. Credo sia proprio mediante la sapienza - non disgiunta dall'onore reso a Dio, dalla lode della sua maestà e dall'amore della sua potentissima misericordia - è proprio mediante la sapienza che potremo pervenire all'intelligenza spirituale di questo miracolo.

(Sant'Agostino, Commento al Vangelo di San Giovanni, Omelia 8, 3)

 

 

Preghiamo

 

O  Padre, che nella tua provvidenza mirabile hai voluto associare la Vergine Maria al mistero della nostra salvezza, fa’ che accogliendo l’invito della Madre, mettiamo in pratica ciò che il Cristo ci ha insegnato nel Vangelo.

 

 

 

Rosarium Virginis Mariæ
3° mistero della luce
L'annuncio del Regno di Dio

 

 

la Parola del Signore

 

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».

 (Mc 1, 14-15)
 

 

La Fede della Chiesa

 

Cristo, per adempiere la volontà del Padre, ha inaugurato in terra il Regno dei cieli. Ora, la volontà del Padre è di "elevare gli uomini alla partecipazione della vita divina" [LG 3]. Lo fa radunando gli uomini attorno al Figlio suo, Gesù Cristo. Questa assemblea è la Chiesa, la quale in terra costituisce "il germe e l'inizio" del Regno di Dio.

Cristo è al centro di questa riunione degli uomini nella "famiglia di Dio". Li convoca attorno a sé con la sua Parola, con i suoi "segni" che manifestano il Regno di Dio, con l'invio dei suoi discepoli. Egli realizzerà la venuta del suo Regno soprattutto con il grande Mistero della sua Pasqua: la sua morte in croce e la sua Risurrezione.

Tutti gli uomini sono chiamati ad entrare nel Regno. Annunziato dapprima ai figli di Israele, questo Regno messianico è destinato ad accogliere gli uomini di tutte le nazioni. Per accedervi, è necessario accogliere la Parola di Gesù.  

(Catechismo della Chiesa Cattolica 541, 542, 543)
 
 

Meditazione

 

Ciascuno accolga saggiamente gli ammonimenti del Maestro in modo da non perdere il tempo della misericordia del Salvatore, ch'egli ora usa verso il genere umano finché questo viene risparmiato. L'uomo infatti viene risparmiato, perché si converta e nessuno venga condannato. Dio solo sa quando verrà la fine del mondo; adesso tuttavia è il tempo della fede. Io non so se qualcuno di noi si troverà quaggiù alla fine del mondo: ma è probabile che non vi si troverà nessuno. Per ciascuno di noi però il tempo della fine è vicino giacché siamo mortali. Camminiamo in mezzo ai pericoli di cadere.

(Sant’Agostino, Discorso 109, Sulle Parole del Vangelo di Lc 12, 56-59)

 

 

Preghiamo

 

Si compia in ogni luogo, Signore, con la predicazione del Vangelo, la salvezza acquistata dal sacrificio del Cristo, e la moltitudine dei tuoi figli ottenga da lui, parola di verità, la vita nuova del tuo Regno promessa a tutti gli uomini.  

 

Rosarium Virginis Mariæ
4° mistero della luce
La trasfigurazione del Signore

 la Parola del Signore

 

[Gesù] prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo». Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

(Lc 9,28-35) 
 

 

La Fede della Chiesa

 

Per un istante, Gesù mostra la sua gloria divina, confermando così la confessione di Pietro. Rivela anche che, per "entrare nella sua gloria" (Lc 24,26), deve passare attraverso la croce a Gerusalemme. Mosè ed Elia avevano visto la gloria di Dio sul Monte; la Legge e i profeti avevano annunziato le sofferenze del Messia. La passione di Gesù è proprio la volontà del Padre: il Figlio agisce come Servo di Dio. La nube indica la presenza dello Spirito Santo: “Apparve tutta la Trinità: il Padre nella voce, il Figlio nell'uomo, lo Spirito nella nube luminosa": [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, III, 45, 4, ad 2]

“Tu ti sei trasfigurato sul monte, e, nella misura in cui ne erano capaci, i tuoi discepoli hanno contemplato la tua gloria, Cristo Dio, affinché, quando ti avrebbero visto crocifisso, comprendessero che la tua passione era volontaria ed annunziassero al mondo che tu sei veramente l'irradiazione del Padre” [Liturgia bizantina, Kontakion della festa della Trasfigurazione].

                                      (Catechismo della Chiesa Cattolica 555)

  

 

Meditazione

 

Il mistero della sua Trasfigurazione Gesù lo manifestò ai suoi discepoli sul monte Tabor. Per penetrare il contenuto intimo di questi ineffabili e sacri misteri insieme con i discepoli scelti e illuminati da Cristo, ascoltiamo Dio che con la sua misteriosa voce ci chiama a sé insistentemente dall’alto. Portiamoci là sollecitamente. Anzi, oserei dire, andiamoci come Gesù, che ora dal cielo si fa nostra guida e battistrada. Con lui saremo circondati di quella luce che solo l’occhio della fede può vedere. La nostra fisionomia spirituale si trasformerà e si modellerà sulla sua. Come lui entreremo in una condizione stabile di trasfigurazione, perché saremo partecipi della divina natura e verremo preparati alla vita beata.

Dal «Discorso tenuto il giorno della Trasfigurazione del Signore» da Anastasio sinaita, vescovo 
(Nn. 6-10; Mélanges d’archéologie et d’histoire, 67
[1955] 241-244)

 

Preghiamo

 

O Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti e hai mirabilmente preannunziato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fa’ che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per diventare coeredi della sua vita immortale.  

 

Rosarium Virginis Mariæ
5° mistero della luce
L'istituzione dell'Eucaristia

 

 

la Parola del Signore

 

Io, [Paolo] infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane  e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga. Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice.

(1 Cor 11, 23-28)

 
 

La Fede della Chiesa

 

L'Eucaristia che [Gesù] istituisce in questo momento sarà il "memoriale" del suo sacrificio. Gesù nella sua offerta include gli Apostoli e chiede loro di perpetuarla. Con ciò, Gesù istituisce i suoi Apostoli sacerdoti della Nuova Alleanza: "Per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità" (Gv 17,19).

L'Eucaristia è il cuore e il culmine della vita della Chiesa, poiché in essa Cristo associa la sua Chiesa e tutti i suoi membri al proprio sacrificio di lode e di rendimento di grazie offerto al Padre una volta per tutte sulla croce; mediante questo sacrificio egli effonde le grazie della salvezza sul suo corpo, che è la Chiesa.

L'Eucaristia è il memoriale della pasqua di Cristo, cioè dell'opera della salvezza compiuta per mezzo della vita, della morte e della risurrezione di Cristo, opera che viene resa presente dall'azione liturgica.

 (Catechismo della Chiesa Cattolica 611, 1407, 1409)

 

Meditazione

 

L’Apostolo Paolo dice: «Chi indegnamente mangia il corpo di Cristo o beve il calice del Signore, è reo del corpo e del sangue del Signore» (1Cor 11,27).

Che significa ricevere indegnamente? Ricevere con derisione, ricevere con disprezzo. Non ti paia di poco conto, per il fatto che tu vedi. Ciò che tu vedi, passa; l’invisibile che è manifestato, non passa, ma rimane.  Ecco si riceve, si mangia, si consuma. Ma forse che il corpo di Cristo si consuma? Forse che le membra di Cristo si consumano? No, certo. Rimarrà ciò che è significato, anche se sembra passare ciò che significa.

Ricevetelo, dunque, per conformare ad esso i vostri pensieri, per conservare l’unità nel cuore, per fissare sempre in alto il cuore.  La vostra speranza non risieda in terra, ma in cielo; la vostra fede in Dio sia solida, sia gradita a Dio.

E quanto ora qui non vedete e credete, lo vedrete là dove senza fine vi rallegrerete.

(Sant’Agostino, Sermone 227,1)

 

 

Preghiamo

 

O Dio, il tuo unico Figlio prima di essere consegnato alla morte, affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio, convito nuziale del suo amore, fa’ che dalla partecipazione a così grande mistero attingiamo pienezza di carità e di vita.  


 

 

 

Misteri del dolore

 

Rosarium Virginis Mariæ
1° mistero del dolore
L'agonia di Gesù nel Getsèmani

 

la Parola del Signore

 

Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un pò innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu». In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra.  

(Mc 14,32-36; Lc 22,44)

 

 

La Fede della Chiesa

 

Il calice della Nuova Alleanza, che Gesù ha anticipato alla Cena offrendo se stesso, in seguito egli lo accoglie dalle mani del Padre nell'agonia al Getsemani facendosi "obbediente fino alla morte" (Fil 2,8). Gesù prega: "Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice!" (Mt 26,39). Egli esprime così l'orrore che la morte rappresenta per la sua natura umana. Questa, infatti, come la nostra, è destinata alla vita eterna; in più, a differenza della nostra, è perfettamente esente dal peccato che causa la morte; ma soprattutto è assunta dalla Persona divina dell' "Autore della vita" (At 3,15), del "Vivente" (Ap 1,17). Accettando nella sua volontà umana che sia fatta la volontà del Padre, Gesù accetta la sua morte in quanto redentrice, per "portare i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce" (1Pt 2,24).

(Catechismo della Chiesa Cattolica 612)
 

 

Meditazione

 

Sono io, [dice Gesù], e atterra gli empi. Che cosa farà quando verrà a giudicare, colui che ha fatto questo quando doveva essere giudicato? Quale sarà la sua potenza quando verrà per regnare, se era tanta quando stava per morire? Anche adesso, per mezzo del Vangelo, Cristo fa sentire ovunque la sua voce. E' certo i persecutori andarono, guidati dal traditore, per arrestare Gesù; trovarono colui che cercavano e udirono la sua voce: Sono io: perché non lo presero, ma indietreggiarono e caddero in terra, se non perché così volle colui che poteva tutto ciò che voleva? Ma in verità, se egli non si fosse mai lasciato prendere, essi certamente non avrebbero potuto compiere ciò per cui erano andati, ma nemmeno lui avrebbe potuto effettuare ciò per cui era venuto. Essi lo cercavano, nella loro crudeltà, per metterlo a morte; egli cercava noi per salvarci con la sua morte. Egli ha dato una prova della sua potenza a coloro che invano hanno tentato di arrestarlo; lo prendano ormai, affinché egli possa compiere la sua volontà per mezzo di essi che lo ignorano.

(Sant'Agostino, Commento al Vangelo di Giovanni, Omelia 112)

 

 

 

 

 

Preghiamo

 

O Dio, che nel tuo misterioso disegno di salvezza hai voluto continuare la passione del tuo Figlio nelle membra piagate del suo corpo, che è la Chiesa, fa’ che uniti alla Madre Addolorata ai piedi della croce impariamo a riconoscere e servire con amore premuroso il Cristo sofferente nel fratelli.

 

Rosarium Virginis Mariæ
2° mistero del dolore
Gesù è flagellato

 

 

la Parola del Signore  
 

Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla: «Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli». Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.

(Mt 27, 24-26)

 
 

La Fede della Chiesa

 

Le sofferenze di Gesù hanno preso la loro forma storica concreta dal fatto che egli è stato "riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi" (Mc 8,31), i quali lo hanno consegnato "ai pagani" perché fosse "schernito e flagellato e crocifisso" (Mt 20,19).

La morte violenta di Gesù non è stata frutto del caso in un concorso sfavorevole di circostanze. Essa appartiene al mistero del disegno di Dio, come spiega san Pietro agli Ebrei di Gerusalemme fin dal suo primo discorso di Pentecoste: "Egli fu consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio" (At 2,23). Questo linguaggio biblico non significa che quelli che hanno "consegnato" Gesù (At 3,13) siano stati solo esecutori passivi di una vicenda scritta in precedenza da Dio.

 (Catechismo della Chiesa Cattolica 572, 599)
 

 

Meditazione

 

Così si adempiva ciò che Cristo aveva predetto di se stesso, insegnando ai martiri a sopportare tutto ciò che ai persecutori fosse piaciuto di far loro subire. Occultando per breve tempo la sua tremenda maestà, voleva anzitutto proporre alla nostra imitazione un grande esempio di pazienza; il suo regno che non era di questo mondo, vinceva così il mondo superbo, non con sanguinose lotte, ma con l'umiltà della pazienza; questo grano, che doveva moltiplicarsi, veniva seminato in mezzo a così orribili oltraggi, per germogliare mirabilmente nella gloria.

(Sant’Agostino, Omelia 116,1)

 

   

Preghiamo

 

O Dio, che per redimere il genere umano, sedotto dagli inganni del maligno, hai associato alla passione del tuo Figlio la Madre Addolorata, fa’ che tutti i figli di Adamo, risanati dagli effetti devastanti della colpa, siano partecipi della creazione rinnovata in Cristo redentore.  

 

Rosarium Virginis Mariæ
3° mistero del dolore
Gesù è coronato di spine

 

la Parola del Signore

 

Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

(Mc 15, 17-20)


 

La Fede della Chiesa

 

La morte di Cristo è contemporaneamente il sacrificio pasquale che compie la redenzione definitiva degli uomini per mezzo dell’”Agnello che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29) e il sacrificio della Nuova Alleanza che di nuovo mette l’uomo in comunione con Dio riconciliandolo con lui mediante il sangue “versato per molti in remissione dei peccati” (Mt 26,28).

Questo sacrificio di Cristo è unico: compie e supera tutti i sacrifici. Esso è innanzitutto un dono dello stesso Dio Padre che consegna il Figlio suo per riconciliare noi con lui. Nel medesimo tempo è offerta del Figlio di Dio fatto uomo che, liberamente e per amore,  offre la propria vita al Padre suo nello Spirito Santo per riparare la nostra disobbedienza.

(Catechismo della Chiesa Cattolica 613, 614)

  
 

Meditazione

 

Che male fu per il Cristo l'essere messo a morte? Malvagi furono certo quelli che vollero compiere il male; ma niente di male capitò a colui che essi tormentavano. Venne uccisa una carne mortale, ma con la morte venne uccisa la morte, e a noi venne offerta una testimonianza di pazienza e presentata una prova anticipata, come un modello, della nostra resurrezione. Quanti e quali benefici derivarono al giusto attraverso il male compiuto dall'ingiusto! Questa è la grandezza di Dio: essere autore del bene che tu fai e saper ricavare il bene anche dal tuo male. Non stupirti, dunque, se Dio permette il male. Lo permette per un suo giudizio; lo permette entro una certa misura, numero e peso. Presso di lui non c'è ingiustizia. Quanto a te, vedi di appartenere soltanto a lui, riponi in lui la tua speranza; sia lui il tuo soccorso, la tua salvezza; in lui sia il tuo luogo sicuro, la torre della tua fortezza. Sia lui il tuo rifugio, e vedrai che non permetterà che tu venga tentato oltre le tue capacità (cf. 1 Cor 10, 13); anzi, con la tentazione ti darà il mezzo per uscire vittorioso dalla prova.

(Sant’Agostino,  Esposizione dei Salmi, in Ps. 61, 22)

 

 

Preghiamo

 

O Dio, che accanto al tuo Figlio hai voluto presente la Vergine Madre, associata in un unico martirio, fa’ che il popolo cristiano, accogliendo questo segno del tuo amore, sperimenti sempre più i frutti della redenzione.  

Rosarium Virginis Mariæ
4° mistero del dolore
Gesù sale al Calvario

 

la Parola del Signore

 

Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i sommi sacerdoti: «Non abbiamo altro re all’infuori di Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei».

(Gv 19, 13-19)

 
 

La Fede della Chiesa

 

“Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rm 5,19). Con la sua obbedienza fino alla morte, Gesù ha compiuto la sostituzione del Servo sofferente che offre “se stesso in espiazione “, mentre porta “il peccato di molti”, e li giustifica addossandosi “la loro iniquità” . Gesù ha riparato per i nostri errori e dato soddisfazione al Padre per i nostri peccati.

(Catechismo della Chiesa Cattolica 615)

  
 

Meditazione

 

In due modi portiamo la croce del Signore: quando con la rinuncia domiamo la carne e quando, per vera compassione del prossimo, sentiamo i suoi bisogni come fossero nostri. Chi soffre personalmente quando il prossimo è ammalato, porta la croce del Signore. Ma si sappia bene: vi sono alcuni uomini che domano con gran rigore la loro carne non per la volontà di Dio, ma solo per futile vanagloria. E ve ne sono altri, e molti, che hanno compassione del prossimo non in modo spirituale, ma solo carnale; e questa compassione non è in loro virtù, ma piuttosto vizio, per la loro esagerata tenerezza. Tutti costoro sembra che portino la croce del Signore, ma essi non seguono il Signore. Per questo la Verità dice rettamente: «Chi non porta la mia croce e mi segue, non può essere mio discepolo». Infatti, portare la croce e seguire il Signore significa rinunciare completamente ai piaceri carnali e avere compassione del prossimo per vero zelo della beatitudine. Chi fa ciò solo con fine umano, porta la croce, ma non segue il Signore.

(San Gregorio Magno, Predica per la festa di un santo martire)

 

 

Preghiamo

 

O Dio, che nel sangue prezioso del tuo Figlio hai riconciliato a te il mondo, e ai piedi della croce hai costituito la Vergine Maria riconciliatrice dei peccatori, per i suoi meriti e le sue preghiere, concedi a noi il perdono delle colpe e una rinnovata esperienza del tuo amore.  

 

Rosarium Virginis Mariæ
5° mistero del dolore
Gesù muore sulla croce

 

la Parola del Signore

 

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!».  Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò.

(Gv 19, 25-30)

   
 

La Fede della Chiesa

 

E' l'amore "sino alla fine" (Gv 13,1) che conferisce valore di redenzione e di riparazione, di espiazione e di soddisfazione al sacrificio di Cristo. Egli ci ha tutti conosciuti e amati nell'offerta della sua vita. "L'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti" (2Cor 5,14). Nessun uomo, fosse pure il più santo, era in grado di prendere su di sé i peccati di tutti gli uomini e di offrirsi in sacrificio per tutti. L'esistenza in Cristo della Persona divina del Figlio, che supera e nel medesimo tempo abbraccia tutte le persone umane e lo costituisce Capo di tutta l'umanità, rende possibile il suo sacrificio redentore per tutti.

La sua santissima passione sul legno della croce ci meritò la giustificazione" insegna il Concilio di Trento sottolineando il carattere unico del sacrificio di Cristo come "causa di salvezza eterna" (Eb 5,9). E la Chiesa venera la croce cantando: "O crux, ave, spes unica - Ave, o croce, unica speranza" [Inno Vexilla Regis].

(Catechismo della Chiesa Cattolica 616, 617)

    

 

Meditazione

 

E’ dal suo costato che Cristo ha formato la Chiesa, come dal costato di Adamo fu formata Eva. Per questo Mosè, parlando del primo uomo, usa l'espressione: « ossa delle mie ossa, carne della mia carne » (Gn 2,23), per indicarci il costato del Signore. Similmente come Dio formò la donna dal fianco di Adamo, così Cristo ci ha donato l'acqua e il sangue dal suo costato per formare la Chiesa. E come il fianco di Adamo fu toccato da Dio durante il sonno, così Cristo ci ha dato il sangue e l'acqua durante il sonno della sua morte.

Vedete in che modo Cristo unì a sé la sua Sposa, vedete con quale cibo ci nutre. Per il suo sangue nasciamo, con il suo sangue alimentiamo la nostra vita. Come la donna nutre il figlio col proprio latte, così il Cristo nutre costantemente col suo sangue coloro che ha rigenerato.

(Dalle «Catechesi» di san Giovanni Crisostomo, vescovo; Catech. 3,13-19; SC 50,174-177)

 

 

Preghiamo

 

Dio, Padre di misericordia, il tuo unico Figlio, morente sulla croce, ha donato a noi come nostra madre la sua stessa madre, la beata Vergine Maria; fa’ che sorretta dal suo amore, la tua Chiesa, sempre più feconda nello Spirito, esulti per la santità dei suoi figli.   


 

 

 

Misteri della gloria

 

Rosarium Virginis Mariæ
1° mistero della gloria
La risurrezione di Gesù

 

la Parola del Signore

 

Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: «Chi ci rotolerà via il masso dall'ingresso del sepolcro?». Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande. Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto».

(Mc 16, 1-7)
 

 

La Fede della Chiesa

 

"Noi vi annunziamo la Buona Novella che la promessa fatta ai padri si è compiuta, poiché Dio l'ha attuata per noi, loro figli, risuscitando Gesù" (At 13,32-33). La Risurrezione di Gesù è la verità culminante della nostra fede in Cristo, creduta e vissuta come verità centrale dalla prima comunità cristiana, trasmessa come fondamentale dalla Tradizione, stabilita dai documenti del Nuovo Testamento, predicata come parte essenziale del Mistero pasquale insieme con la croce: Cristo è risuscitato dai morti. Con la sua morte ha vinto la morte, Ai morti ha dato la vita [Liturgia bizantina, Tropario di Pasqua].

Il mistero della Risurrezione di Cristo è un avvenimento reale che ha avuto manifestazioni storicamente constatate, come attesta il Nuovo Testamento. Già verso l'anno 56 san Paolo può scrivere ai cristiani di Corinto: "Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici" (1Cor 15,3-4).

(Catechismo della Chiesa Cattolica 638, 639)

  

 

Meditazione

 

Molte cose sono state predette dai profeti riguardanti il mistero della Pasqua, che è Cristo, « al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen ». (Gal 1,5 ecc.).

Egli è la Pasqua della nostra salvezza.

Egli è colui che prese su di se le sofferenze di tutti.

Egli è colui che si incarnò nel seno della Vergine, fu appeso alla croce, fu sepolto nella terra e risorgendo dai morti, salì alle altezze dei cieli.

Egli è l'agnello che non apre bocca, egli è l'agnello ucciso, egli è nato da Maria, agnello senza macchia.

Egli fu preso dal gregge, condotto all'uccisione, immolato verso sera, sepolto nella notte. Sulla croce non gli fu spezzato osso e sotto terra non fu soggetto alla decomposizione.

Egli risuscitò dai morti e fece risorgere l'umanità dal profondo del sepolcro.

(Dall'«Omelia sulla Pasqua» di Melitone di Sardi, vescovo; 66-67; SC 123,95-101)

 

 

Preghiamo

 

O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine concedi a noi di rinascere nella luce del Signore risorto per godere la gioia della vita senza fine.  

 

Rosarium Virginis Mariæ
2° mistero della gloria
L'ascensione del Signore

 

la Parola del Signore

 

Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo».

(At 1, 8-11)

 

La Fede della Chiesa

 

L'Ascensione di Cristo segna l'entrata definitiva dell'umanità di Gesù nel dominio celeste di Dio da dove ritornerà, ma che nel frattempo lo cela agli occhi degli uomini.

Gesù Cristo, Capo della Chiesa, ci precede nel Regno glorioso del Padre perché noi, membra del suo Corpo, viviamo nella speranza di essere un giorno eternamente con lui.

Gesù Cristo, essendo entrato una volta per tutte nel santuario del cielo, intercede incessantemente per noi come il mediatore che ci assicura la perenne effusione dello Spirito Santo.

(Catechismo della Chiesa Cattolica 665, 666, 667)

 
 

Meditazione


Quaranta giorni dopo la risurrezione, elevandosi al cielo sotto lo sguardo dei discepoli, pose termine alla sua presenza corporale per restare alla destra del Padre fino a quando si compiranno i tempi divinamente stabiliti per moltiplicare i figli della Chiesa: allora egli verrà per giudicare i vivi e i morti in quella stessa carne nella quale ascese.

Esultiamo con spirituale gaudio; rallegriamoci nel presentare a Dio un degno ringraziamento, solleviamo liberamente gli occhi della mente a quell’altezza nella quale Cristo si trova. I desideri terreni non aggravino più gli animi invitati all’alto: gli eletti alle cose eterne non si lascino preoccupare da ciò che perirà. Chi si è inoltrato nella via della verità, non si lasci trattenere da ingannevoli attrattive. I fedeli passino per queste realtà temporali nella consapevolezza di essere pellegrini in questa valle del mondo, ove, se sono forniti di alcune comodità, non devono con sfrenatezza abbracciarle, ma costantemente superarle.

(S. Leone Magno, Commento al Vangelo dell’Ascensione; dal Discorso 74, 2-5)

 

 

 

Preghiamo

 

Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Signore, poiché in Cristo asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te e noi, membra del Suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere il nostro Capo nella gloria.

 

 

Rosarium Virginis Mariæ
3° mistero della gloria
La Pentecoste

 

la Parola del Signore

 

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano.  Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.

 (At 2,1-4)

   
 

La Fede della Chiesa

 

Il giorno di Pentecoste (al termine delle sette settimane pasquali), la Pasqua di Cristo si compie nell'effusione dello Spirito Santo, che è manifestato, donato e comunicato come Persona divina: dalla sua pienezza, Cristo, Signore, effonde a profusione lo Spirito.

In questo giorno è pienamente rivelata la Trinità Santa. Da questo giorno, il Regno annunziato da Cristo è aperto a coloro che credono in lui: nell'umiltà della carne e nella fede, essi partecipano già alla comunione della Trinità Santa. Con la sua venuta, che non ha fine, lo Spirito Santo introduce il mondo negli "ultimi tempi", il tempo della Chiesa, il Regno già ereditato, ma non ancora compiuto: Abbiamo visto la vera Luce, abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, abbiamo trovato la vera fede: adoriamo la Trinità indivisibile, perché ci ha salvati [Liturgia bizantina, Tropario dei Vespri di Pentecoste, ripreso nelle Liturgie eucaristiche dopo la Comunione].

(Catechismo della Chiesa Cattolica 731, 732)

   
 

Meditazione


Il Signore concedendo ai discepoli il potere di far nascere gli uomini in Dio, diceva loro: «Andate, ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28, 19).

E’ questo lo Spirito che, per mezzo dei profeti, il Signore promise di effondere negli  ultimi tempi sui suoi servi e sulle sue serve, perché ricevessero il dono della profezia. Perciò il Signore promise di mandare lui stesso il Paraclito per renderci graditi a Dio. Infatti come la farina non si amalgama in un’unica massa pastosa, né diventa un unico pane senza l’acqua, così neppure noi, moltitudine disunita, potevamo diventare un’unica Chiesa in Cristo Gesù senza l’«Acqua» che scende dal cielo. E come la terra arida se non riceve l’acqua non può dare frutti, così anche noi, semplice e nudo legno secco, non avremmo mai portato frutto di vita senza la «Pioggia» mandata liberamente dall’alto.

Il lavacro battesimale con l’azione dello Spirito Santo ci ha unificati tutti nell’anima e nel corpo in quell’unità che preserva dalla morte.

[Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo (Lib. 3, 17, 1-3; SC 34, 302-306]

   
 

Preghiamo

 

O Padre, che hai effuso i doni del tuo Spirito sulla beata Vergine orante con gli Apostoli nel Cenacolo, fa’ che perseveriamo unanimi in preghiera con Maria nostra Madre per portare al mondo, con la forza dello Spirito, il lieto annunzio della salvezza.

 

Rosarium Virginis Mariæ
4° mistero della gloria
L'assunzione di Maria

 

la Parola del Signore

 

«L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi.

Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,  come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».

(Lc 1,46-55)

  
 

La Fede della Chiesa


...L'immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e con la sua anima, e dal Signore esaltata come la Regina dell'universo, perché fosse più pienamente conformata al Figlio suo, il Signore dei dominanti, il vincitore del peccato e della morte. L'assunzione della santa Vergine è una singolare partecipazione alla risurrezione del suo Figlio e un'anticipazione della risurrezione degli altri cristiani.

«Nella tua maternità hai conservato la verginità, nella tua dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; hai raggiunto la sorgente della Vita, tu che hai concepito il Dio vivente e che con le tue preghiere libererai le nostre anime dalla morte».[ Tropario della festa della dormizione della beata Vergine Maria].

 (Catechismo della Chiesa Cattolica 966)

 
 

Meditazione


I santi padri e i grandi dottori nelle omelie e nei discorsi, rivolti al popolo in occasione della festa odierna, parlavano dell’Assunzione della Madre di Dio come di una dottrina già viva nella coscienza dei fedeli e da essi già professata.

San Giovanni Damasceno, considerando l’Assunzione corporea della grande Madre di Dio nella luce degli altri suoi privilegi, esclama con vigorosa eloquenza: «Colei che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità doveva anche conservare senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Colei che aveva portato nel suo seno il Creatore, fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divin. Colei, che fu data in sposa dal Padre, non poteva che trovar dimora nelle sedi celesti. Doveva contemplare il suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, lei che lo aveva visto sulla croce, lei che, preservata dalla spada del dolore quando lo vide morire. Era giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio, e che fosse onorata da tutte le creature come Madre ed ancella di Dio».

Dalla Costituzione Apostolica »Munificentissimus Deus» di Pio XII, papa (AAS 42 [1950]

 

 

Preghiamo

 

Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l’immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa’ che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni per condividere la sua stessa gloria.

 

Rosarium Virginis Mariæ
5° mistero della gloria
Maria è coronata regina del cielo e della terra

 

la Parola del Signore

 

Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni….

(Ap 12, 1-5)

 
 

La Fede della Chiesa

 

«Tutte le generazioni mi chiameranno beata» (Lc 1,48). La pietà della Chiesa verso la santa Vergine è elemento intrinseco del culto cristiano. La santa Vergine viene dalla Chiesa giustamente onorata con un culto speciale. In verità dai tempi più antichi la beata Vergine è venerata col titolo di "Madre di Dio", sotto il cui presidio i fedeli, pregandola, si rifugiano in tutti i loro pericoli e le loro necessità. [...] Questo culto [...], sebbene del tutto singolare, differisce essenzialmente dal culto di adorazione, prestato al Verbo incarnato come al Padre e allo Spirito Santo, e particolarmente lo promuove; esso trova la sua espressione nelle feste liturgiche dedicate alla Madre di Dio  e nella preghiera mariana come il santo Rosario, compendio di tutto quanto il Vangelo.

La Madre di Gesù, come in cielo, glorificata ormai nel corpo e nell'anima, è l'immagine e la primizia della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell'età futura, così sulla terra brilla come un segno di sicura speranza e di consolazione per il popolo di Dio in cammino.

(Catechismo della Chiesa Cattolica 971, 972)
 

 

Meditazione


 La santa Vergine Maria fu assunta in cielo. Ma il suo nome ammirabile rifulse su tutta la terra anche indipendentemente da questo singolare evento, e la sua gloria immortale si irradiò in ogni luogo prima ancora che fosse esaltata sopra i cieli. Era conveniente, infatti, anche per l’onore del suo Figlio, che la Vergine Madre regnasse dapprima in terra e così alla fine ricevesse la gloria nei cieli. Era giusto che la sua santità e la sua grandezza andassero crescendo quaggiù, passando di virtù in virtù e di splendore in splendore per opera dello Spirito Santo, fino a raggiungere il termine massimo al momento della sua entrata nella dimora superna. Perciò quando era qui con il corpo, pregustava le primizie del regno futuro, ora innalzandosi fino a Dio, ora scendendo verso i fratelli mediante l’amore. Fu onorata dagli angeli e venerata dagli uomini. Le stava accanto Gabriele con gli angeli e le rendeva servizio, con gli apostoli, Giovanni, ben felice che a lui, vergine, fosse stata affidata presso la croce la Vergine Madre. Quelli erano lieti di vedere in lei la Regina, questi la Signora, e sia gli uni che gli altri la circondavano di pio e devoto affetto.

[Dalle «Omelie» di sant’Amedeo di Losanna, vescovo (Om. 7; SC 72)]

  
  

Preghiamo

 

O Dio che ci hai dato come nostra Madre e Regina la Vergine Maria, dalla quale nacque il Cristo, tuo Figlio, per sua intercessione donaci la gloria promessa ai tuoi figli nel regno dei cieli.  


 

 


 

 

 

Salve Regina

 

Salve Regina, Madre di misericordia,

vita, dolcezza e speranza nostra, salve.

A te ricorriamo esuli figli di Eva,

a Te sospiriamo gementi e piangenti

in questa valle di lacrime.

Orsù dunque, avvocata nostra,

rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.

E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,

il frutto benedetto del tuo seno.

O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

 

 

 

Litanie alla Madonna

 

Signore pietà.

 

Cristo pietà.

 

Signore pietà.

 

Cristo, ascoltaci

 

Cristo esaudiscici

 

Padre celeste, che sei Dio

abbi pietà di noi

Figlio redentore del mondo, che sei Dio

abbi pietà di noi.

Spirito Santo, che sei Dio

abbi pietà di noi.

Santa Trinità, unico Dio

abbi pietà di noi.

Santa Maria

prega per noi

Santa Madre di Dio

prega per noi

Santa Vergine delle vergini

prega per noi

Madre di Cristo

prega per noi

Madre della Chiesa

prega per noi

Madre della divina grazia

prega per noi

Madre purissima

prega per noi

Madre castissima

prega per noi

Madre sempre vergine

prega per noi

Madre senza peccato

prega per noi

Madre degna d'amore

prega per noi

Madre ammirabile

prega per noi

Madre del buon consiglio

prega per noi

Madre del Creatore

prega per noi

Madre del Salvatore

prega per noi

Vergine prudentissima

prega per noi

Vergine degna d’onore

prega per noi

Vergine degna di lode

prega per noi

Vergine potente

prega per noi

Vergine clemente

prega per noi

Vergine fedele

prega per noi

Specchio di perfezione

prega per noi

Modello di santità

prega per noi

Sede della sapienza

prega per noi

Fonte della nostra gioia

prega per noi

Dimora dello Spirito Santo

prega per noi

Tabernacolo dell’eterna gloria

prega per noi

Modello di vera devozione

prega per noi

Rosa mistica

prega per noi

Gloria della stirpe di Davide

prega per noi

Fortezza inespugnabile

prega per noi

Splendore di gloria

prega per noi

Arca dell'Alleanza

prega per noi

Porta del cielo

prega per noi

Stella del mattino

prega per noi

Salute degli infermi

prega per noi

Rifugio dei peccatori

prega per noi

Consolatrice degli afflitti

prega per noi

Aiuto dei cristiani

prega per noi

Regina degli angeli

prega per noi

Regina dei patriarchi

prega per noi

Regina dei profeti

prega per noi

Regina degli apostoli

prega per noi

Regina dei martiri

prega per noi

Regina dei confessori della Chiesa

prega per noi

Regina delle vergini

prega per noi

Regina di tutti i santi

prega per noi

Regina concepita senza peccato

prega per noi

Regina del rosario

prega per noi

Regina della famiglia

prega per noi

Regina assunta in cielo

prega per noi

Regina della pace

prega per noi

 

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, perdonaci Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,  ascoltaci Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,  abbi pietà di noi

 
·         Prega per noi Santa Madre di Dio

-  E saremo degni delle promesse di Cristo.

 

 

 

 

 

PREGHIAMO


Concedi ai tuoi fedeli, Signore Dio nostro, di godere sempre la salute del corpo e dello spirito e, per la gloriosa intercessione di Maria Santissima, sempre vergine, salvaci dai mali che ora ci rattristano e guidaci alla gioia senza fine.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.  
  

Preghiera per la famiglia

 

O Dio, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra,

Padre, che sei Amore e Vita,

fa' che ogni famiglia umana sulla terra,

mediante il Tuo Figlio Gesù Cristo, nato da Donna,

e mediante lo Spirito Santo,

sorgente di divina carità,

diventi un vero santuario della vita e dell'amore

per le generazioni che sempre si rinnovano.
 

Fa' che la tua grazia

guidi i pensieri e le opere dei coniugi

verso il bene delle loro famiglie

e di tutte le famiglie del mondo.
Fa' che le giovani generazioni

trovino nella famiglia

un forte sostegno per la loro umanità

e la loro crescita nella verità e nell'amore.
 

Fa' che l'amore,

rafforzato dalla grazia del sacramento del Matrimonio,

si dimostri più forte di ogni debolezza e di ogni crisi,

attraverso le quali, a volte, passano le nostre famiglie.
 

Fa' infine, te lo chiediamo

per intercessione della Sacra Famiglia di Nazareth,

che la Chiesa in mezzo a tutte le nazioni della terra

possa compiere fruttuosamente

la sua missione nella famiglia e con la famiglia.
 

Concedi alla tua Chiesa di compiere
la sua missione per la famiglia
e con la famiglia in tutte le nazioni della terra.

Amen!

Giovanni Paolo II

 

Preghiera per la famiglia

   

O Padre del cielo,

fa' che nella nostra famiglia

imitiamo le stesse virtù

e lo stesso amore

della Santa famiglia di Nazareth,

perché, riuniti insieme nella tua casa,

possiamo un giorno godere

la gioia eterna.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Paolo VI

 

  

Preghiera Evangelium Vitae

 

O Maria,
aurora del mondo nuovo,
Madre dei viventi,
affidiamo a Te la causa della vita:
guarda, o Madre, al numero sconfinato
di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile vivere,
di uomini e donne vittime di disumana violenza,
di anziani e malati uccisi dall'indifferenza
o da una presunta pietà.
Fà che quanti credono nel tuo Figlio
sappiano annunciare con franchezza e amore
agli uomini del nostro tempo
il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di accoglierlo
come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine
in tutta la loro esistenza
e il coraggio di testimoniarlo
con tenacia operosa, per costruire,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà,
la civiltà della verità e dell'amore
a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.

 

Giovanni Paolo II


 

 

Preghiera per pace


Dio dei nostri Padri,
grande e misericordioso
Signore della vita e della pace;
Padre di tutti.
Tu hai progetti di pace e d non di afflizione,
condanni le guerre
e abbatti l´orgoglio dei violenti.
Tu hai inviato il tuo figlio Gesù
Ad annunziare la pace ai vicini e ai lontani,
a riunire gli uomini di ogni razza e di ogni stirpe
in una sola famiglia.

Ascolta il grido unanime dei tuoi figli,
supplica accorata di tutta l´umanità:
mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza;
minaccia per le tue creature
in cielo, in terra e in mare.

In comunione con Maria, la Madre di Gesù
ancora di supplichiamo::
parla ai cuori dei responsabili delle sorti dei popoli,
ferma la logica della ritorsione e della vendetta,
suggerisci con il tuo Spirito soluzioni nuove,
gesti generosi e onorevoli,
spazi di dialogo e di paziente attesa
più fecondi delle affrettate scadenze della guerra.

Concedi al nostro tempo giorni di pace.
Mai più la guerra!
Amen

Giovanni Paolo II