

1. Noi ci impegniamo a proclamare la nostra ferma convinzione che la violenza e il terrorismo contrastano con l'autentico spirito religioso e, nel condannare ogni ricorso alla violenza e alla guerra in nome di Dio o della religione, ci impegniamo a fare quanto è possibile per sradicare le cause del terrorismo.
2. Noi ci impegniamo ad educare le persone a rispettarsi ed a stimarsi reciprocamente, perché si possa realizzare una convivenza pacifica e solidale tra appartenenti ad etnie, culture e religioni diverse.
3. Noi ci impegniamo a promuovere la cultura del dialogo, perché crescano la comprensione e la fiducia reciproca fra gli individui e i popoli, essendo queste le premesse dell'autentica pace.
4. Noi ci impegniamo a difendere il diritto di ogni persona umana a vivere una degna esistenza secondo la propria identità culturale e a formarsi liberamente una propria famiglia.
5. Noi ci impegniamo a dialogare, con sincerità e pazienza, non considerando quanto ci differenzia come un muro invalicabile, ma, al contrario, riconoscendo che il confronto con l'altrui diversità può diventare occasione di migliore comprensione reciproca.
6. Noi ci impegniamo a perdonarci vicendevolmente gli errori e i pregiudizi del passato e del presente, e a sostenerci nel comune sforzo per sconfiggere l'egoismo e il sopruso, l'odio e la violenza e per imparare dal passato che la pace senza la giustizia non è vera pace.
7. Noi ci impegniamo a stare dalla parte di chi soffre nella miseria e nell'abbandono, facendoci voce di chi non ha voce ed operando concretamente per superare tali situazioni, nella convinzione che nessuno può essere felice da solo.
8. Noi ci impegniamo a far nostro il grido di chi non si rassegna alla violenza e al male e vogliamo contribuire con tutte le nostre forze per dare all'umanità del nostro tempo una reale speranza di giustizia e di pace.
9. Noi ci impegniamo ad incoraggiare ogni iniziativa che promuova l'amicizia fra i popoli, convinti che il progresso tecnologico, quando manchi un'intesa solidale tra i popoli, espone il mondo a rischi crescenti di distruzione e di morte.
10. Noi ci impegniamo a chiedere ai responsabili delle nazioni di fare ogni sforzo perché, a livello nazionale e internazionale, si edifichi e si consolidi, sul fondamento della giustizia, un mondo di solidarietà e di pace.
IL VANGELO CI SFIDA ALLA PACE
Traccia di riflessione di G. Mazzillo all’incontro della parrocchia del Carmine – Sambiase (Lamezia) 29/05/02
(molto bella)
Papa/ Benedetto XVI: "Nella verità la pace di ogni uomo"
"Nella verità la pace". E' questo il tema prescelto da Papa Benedetto XVI per la 39ma Giornata mondiale della pace, che ricorrerà il prossimo primo gennaio.
Il tema è stato presentato con un bollettino diffuso dalla sala stampa della Santa Sede. Un tema forte, dove è espresso con chiarezza che la pace è "la situazione che permette il pieno dispiegamento della verità dell'uomo", e la sete di verità manifestata dall'uomo si traduce in un desiderio di pace, pace vera".
Un tema che trae spunto dalla Costituzione conciliare Gaudium et spes, laddove questa afferma che l'umanità non riuscirà ad "edificare un mondo veramente più umano per tutti gli uomini su tutta la terra, se tutti non si volgeranno con animo rinnovato alla verità della pace". La pace possiede - è detto nella presentazione - una sua "intrinseca ed invincibile verità, corrispondendo essa, come tutti sperimentano, ad un anelito e ad una speranza che vivono indistruttibili nel cuore degli uomini". Tale sua verità deriva dal fatto che essa è - riprendendo ancora la Gaudium et spes - "il frutto dell'ordine immesso nella società umana dal suo Fondatore e che deve essere attuato dagli uomini assetati di una giustizia sempre più perfetta".
La pace è vera "perché risponde al desiderio iscritto dal Creatore nel cuore di ogni uomo. La natura umana ha delle esigenze profonde: i diritti dell'uomo chiedono di essere attuati". E - ancora riprendendo la Costituzione conciliare - il "diritto naturale delle genti e i suoi principi universali" esigono di essere rispettati, la giustizia intesa come dare a ciascuno il suo, domanda di essere posta in atto". Nella presentazione si aggiunge che "quando l'agire umano non rispetta l'ordine delle cose, quella grammatica naturale di cui parlò il Papa Giovanni Paolo II di fronte all'Assemblea delle Nazioni Unite il 5 ottobre 1995, quando coarta la vita umana impedendone lo sviluppo, quando impone sacrifici intollerabili ai popoli, la pace non c'è, perché non si ha alcun rispetto per la verità delle cose".
E dunque Benedetto XVI nel suo messaggio pe la Giornata mondiale
della pace ricorderà che la pace è la "tranquillitas ordinis", vale a dire la situazione che
permette "il pieno dispiegamento della verità dell'uomo. La sete che l'uomo ha
della verità come pienezza dell'essere si traduce in un desiderio di pace, di
non-disordine, della pace vera o della verità della pace". Inoltre, "la pace
vera è anche pacifica. Essa riconcilia, fa uscire dal proprio isolamento. La
verità illumina, fa intravvedere la strada delle autentiche relazioni umane,
permette di correggere gli errori, di riconciliarsi con se stessi e con gli
altri, di essere trasparenti nelle
contrattazioni e fedeli alla parola
data"
http://www.paxchristi.it/ - http://www.peacelink.it/ -
http://www.lucidalmediterraneo.it/ - http://www.operatoridipace.it/