San Basilio, vissuto nel 4° secolo, era un “grande”.
Se ci fosse bisogno di un santo protettore dei consumatori critici, quello non potrebbe essere che lui.
Già ai tempi degli imperatori di Costantinopoli scriveva: “Ormai esistono infiniti pretesti per spendere: così che si va cercando ciò che è inutile, scambiandolo per ciò che è necessario, e niente mai basta a soddisfare i bisogni delle loro fantasie. Davvero io non posso fare a meno di ammirare sì tanta invenzione di cose inutili…”
Può far sorridere che qualcuno già allora cercasse “nuovi stili di vita”.
Ma, oggi, nel 21° secolo, siamo proprio sicuri che ogni nostro acquisto ci sia davvero necessario e “giusto” ?
Tutti abbiamo già sentito dire che noi facciamo parte di quel 20% di abitanti del mondo che vivono a nord e che consumiamo l’80% delle risorse di tutto il pianeta Terra.
Non possiamo quindi meravigliarci se agli altri abitanti del mondo, che vivono a sud, resta ben poco…E nemmeno possiamo credere sul serio a chi dice che in qualche modo è colpa loro se si trovano in una situazione di miseria, perché… è una semplicissima questione matematica.
Se poi crediamo che agli abitanti che vivono al sud, che sono l’80%, debba spettare qualcosa di più del 20% delle risorse che oggi noi lasciamo loro, allora risulta evidente che noi dobbiamo cambiare le regole del gioco di coloro che ci spingono alla corsa agli acquisti…è una questione di giustizia!
Ma come facciamo noi, nel nostro piccolo, a cambiare le regole di questo ingiusto gioco?
Dobbiamo cambiare “stile di vita”.
Non basterà certo il cambiamento nostro per cambiare il mondo. Ci vuole una rivoluzione culturale. Ma sappiamo che qualsiasi rivoluzione inizia dal basso.
Semplici azioni e piccole cose come, per esempio, fare la spesa acquistando le cose giuste e al posto giusto possono essere un primo passo per contribuire alla costruzione di un mondo più giusto.
Come consumatori, possiamo contribuire a tante situazioni di ingiustizia, ma, scegliendo un prodotto, piuttosto che un altro, possiamo invece influenzare tutto il mercato verso scelte più giuste. I consumatori hanno una grande arma a disposizione che è la loro spesa quotidiana: basta che il 5% dei consumatori decida di non acquistare un prodotto e i produttori subito capiscono e si adeguano alle loro richieste.

Ci sono vari gruppi e movimenti che da anni ormai sono impegnati nell’informazione e hanno preparato anche delle guide all’acquisto giusto.
I criteri per la scelta tengono conto sia dell’impatto ambientale dei prodotti dalla produzione al consumo, sia delle condizioni di lavoro dei produttori.
È possibile, per esempio, consultare la Guida al consumo critico preparata dal Centro nuovo modello di sviluppo http://www.alfea.it/coordns/