AVVERTENZE

PER LA VISIONE DEL FILMATO

IL GRIDO SILENZIOSO

 

IL METODO DELLA VIDEOCASSETTA

IL RISPETTO DELLA VITA UMANA NASCENTE

          Essendo un Professore di Religione, nel passato mi sono trovato a dover insegnare per vari anni in un Istituto Tecnico Femminile, ove la richiesta della trattazione dell’argomento dell’aborto era continua. E fu proprio per l’insistenza di tali richieste delle alunne, che volevano assolutamente vedere il filmato del Dott. Nathanson “IL GRIDO SILENZIOSO”, che mi decisi ad acquistare la videocassetta (conosciuta solo attraverso articoli di giornali) e a prenderne visione e sincerarmi della sua reale efficacia pedagogica. Nelle mie classi una notevole percentuale delle ragazze non si rendevano assolutamente conto della natura umana del concepito ed erano favorevoli all’aborto per sola ignoranza.

         Avendo le mie alunne un’età dai 14 ai 18 anni mi sono poi preoccupato di far vedere quelle parti del filmato che di volta in volta ritenevo adatte alla specifica maturazione delle singole classi. A tale scopo avevo pensato di realizzare vari montaggi di sequenze ed insegnamenti tratti da filmati biblici o documentaristici per accompagnare psicologicamente, in modo graduale, alla visione di quelle parti del filmato del Dott. Nathanson che erano più crude e realiste. Per certe alunne molto giovani (14-15 anni) era opportuno, ad esempio, non mostrare tutte le immagini in movimento, ma renderle fisse - a modo di diapositive - con l’identica spiegazione a voce. Tale modo rende meno drammatiche le sequenze, pur mostrate sempre nel loro crudo realismo.

         Ho ritenuto assai efficace il presentare in modo specifico - nei miei montaggi – la figura di Maria Santissima, dal concepimento in lei di Gesù alla sua nascita, fino alla strage degli innocenti, per incrementare da un lato il naturale interiore apprezzamento della bellezza e della gioia del Dono della Vita e della Maternità e, per contrasto, suscitare la repulsa verso la distruzione della vita, attuata con l’aborto prima della nascita, come Erode lo fece (dopo la nascita) a riguardo dei SS. Innocenti di Betlemme (in una Chiesa, proprio in Italia, ad Ancona, dai primissimi secoli si conservano le piccole ossa di alcuni dei bambini uccisi da Erode).

         Preparate psicologicamente all’accoglimento dell’aspetto positivo della vita e a respingere quello negativo, le parti selezionate del drammatico documentario del Dott. Nathanson ha prodotto in pressocché tutte le alunne che lo hanno visto un mutamento radicale del loro giudizio sull’aborto, accettando tutte di giudicarlo per quello che esso è realmente: l’omicidio di un essere umano innocente ed indifeso, che vanamente e disperatamente si autodifende nel grembo materno prima di essere fatto a pezzi. In proposito, ho anche preventivamente esigito dalle alunne – prima della visione – il grave rispetto della piccola vittima del Dott. Nathanson, per togliere ogni aspetto di vana curiosità o spettacolarizzazione, e accentuare ancor più in loro la coscientizzazione della inequivocabile natura umana di “quel” bambino ucciso nel grembo materno dal Dott. Nathanson.

 

         Sapendo, poi, per vie indirette, di qualche alunna che poteva aver praticato l’aborto, per aiutarle a rendersi coscienti di quanto intuivo avevano fatto, senza farle cadere nella disperazione, ho poi aggiunto altri strumenti didattici per suscitare in loro il senso del pentimento e la fiducia nella misericordia di Dio, utilizzando a tale scopo opportuni insegnamenti di Madre Teresa di Calcutta, oltre agli ordinari princìpi del Magistero della Chiesa al riguardo.

 

         Quel filmato – opportunamente adattato a seconda dell’età e della maturità dell’uditorio – dalla mia esperienza di insegnante ho constatato che ha prodotto tanto bene e può persino aver salvato delle vite umane. Tante ragazze, infatti, convintesi ormai della natura umana del concepito, hanno poi fatto il sincero e fermo proposito: “Io non abortirò mai”.

 

            Ritengo che ancor oggi il filmato “IL GRIDO SILENZIOSO” sia uno strumento provvidenziale ed eccezionale per salvare altre vite umane, come nella realtà è anche avvenuto, anche attraverso la visione in Internet del sottostante filmato, come attestatoci da corrispondenze pervenuteci.

 

  

 Prof. GIORGIO NICOLINI

 

Cell. 338.2892353 - Tel. 071.2801766

Posta Elettronica: giorgio.nicolini@poste.it

 

 

PER VEDERE

E FAR VEDERE IL FILMATO

SI CONSIGLIA DI SEGUIRE

IL METODO SOPRA INDICATO                                                  

 

Se sei una donna che ha abortito è consigliabile "non" vedere questo filmato.  Esso infatti va bene come prevenzione ma non come cura!

In quest'ultimo caso è meglio seguire i consigli della Beata Teresa di Calcutta:

Cercate sempre di convincere la donna che sta meditando di avere un aborto, che l'unica soluzione giusta è quella dell'amore. L'aborto porta esclusivamente ulteriore male e sofferenza soprattutto in seno alla famiglia e nel mondo intero. Pregate inoltre con la donna che vuole abortire per farle capire che l'aborto è la soluzione sbagliata poiché il bambino viene inviato alla vita eterna senza aver avuto la possibilità di vivere in questa vita per amare ed essere amato.

 

Spiegate alla donna che ha avuto un aborto, che il destino eterno del proprio bambino deve essere lasciato nelle mani di Dio, perché noi non sappiamo esattamente cosa accade ai bambini che muoiono, ed in particolar modo ai bambini che muoiono senza aver ricevuto il battesimo. Spiegate, inoltre, alla donna che ha abortito che esistono per lei soltanto due direzioni da prendere.

La direzione sbagliata che la donna può seguire è quella di illudersi credendo che l'aborto era giustificato poiché, a sua volta, si illude pensando che il bambino ucciso con l'aborto non era da considerare un essere umano. Questo modo di illudersi farà vivere la donna che ha abortito in un mondo di sogni e sarà molto distruttivo per la sua tranquillità di spirito.

 

La direzione giusta da seguire è quella di ammettere completamente che l'aborto sia stato una scelta sbagliatissima, anche se, in coscienza, la colpa può essere in parte giustificata a causa dell’ignoranza o della mancanza di libertà nel momento in cui la donna abortiva. Dopo aver ammesso che l'aborto è stato un atto sbagliato, la donna dovrebbe ricercare il perdono di Dio nella misura in cui sia andata contro la sua coscienza il giorno in cui ha abortito. Nessuna persona può giudicare la sua coscienza dall'esterno.

 

Soltanto Dio può aiutarla ad essere pentita per l'atto compiuto contro la sua coscienza. Nel momento in cui la donna ha ricercato il perdono da parte di Dio, esortatela a distogliere la sua attenzione dal passato per quanto vi è possibile.

 

Dio perdona e  dimentica...

 

 

 

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IL GRIDO SILENZIOSO

 

 


 

 

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mercoledì, 31 gennaio 2007 00.33