SOBRIETA’ NEL LAVORO
Lavorare per vivere e non vivere per lavorare!
Ci siamo accorti che oggi si tende a vivere per lavorare, perdendo il significato del lavoro che dovrebbe migliorare la nostra vita?
Ci rendiamo conto che stiamo perdendo una parte importante del nostro tempo senza riuscire a stare meglio?
Molte persone si lamentano perché si arriva alla fine della giornata che “non se ne può più”, perché riempiamo la nostra vita di lavoro remunerato per soddisfare i nostri crescenti bisogni. Dopo un’intera giornata lavorativa, che ormai non comprende solamente le classiche otto ore ma molte di più, ci si accorge che non c’è tempo per altri aspetti della vita. Ci si sente come un ingranaggio di una macchina che non si riesce ad arrestare.
Siamo proprio convinti che quelle ore di lavoro in più possano veramente farci guadagnare, oltre ai soldi, una vita più dignitosa? Più ricchezza significa davvero piu benessere?
Non sarebbe forse meglio utilizzare quel tempo per coltivare i rapporti umani e altre dimensioni importanti che ti realizzano molto di più? Invece di lavorare molte ore per poter acquistare delle cose, dedicare quelle ore per il fai da te che ti aiuterebbe a realizzare le tue doti e capacità, facendoti sentire protagonista del vivere.
Vale la pena tentare di recuperare la dimensione del lavoro: non per guadagnare ma per stare meglio.
PIU’ = MEGLIO ?
Ti sei mai accorto che aver la giornata piena di lavoro ci toglie il tempo per pensare?
Ti ha mai sfiorato l’idea che ciò possa essere una strategia del sistema?
La definizione scientifica dell’uomo lo indica come “essere pensante”; invece noi passiamo tre quarti della vita solamente a fare, e molto poco a pensare.
Rischiamo di diventare sempre più dei robot, telecomandati e conformisti. (Esempio i rituali delle vacanze: tutti in colonna verso la stessa spiaggia).
Il lavoratore viene visto generalmente dall’imprenditore come un costo e non come un valore, molte volte è trattato come una merce di lavoro per la quale è stato coniato il nome “risorse umane”.
Non sarebbe utile ridurre le ore lavorative? Lavorare quel tanto che ci serve per le necessità reali, riutilizzando le ulteriori ore di lavoro, destinate a comprare il superfluo, per valorizzare le altre dimensioni della vita
(hobby, tempo libero, volontariato, impegno sociale, formazione culturale….)E’ bene ricordare che le ore straordinarie sono spesso utilizzate dai datori di lavoro per evitare nuove assunzioni, che ridurrebbero il profitto dell’azienda. Non sarebbe bene riciclare sia le ore impiegate per il superfluo che le ore straordinarie per creare nuovi posti di lavoro, riducendo così la disoccupazione?
Impostando la vita sull’unica attività lavorativa, si rischia di arrivare alla propria anzianità senza altri interessi al di fuori del proprio lavoro e di ritrovarsi con un vuoto esistenziale. Arricchire la vita di desideri, interessi e attività significa vivere.