Acqua minerale

 

L’acqua è un bene comune, ci viene offerta dalla natura gratuitamente, solamente in secondo ordine avviene il rischio che alcuni la possano trasformare in merce per ei grandi business (oro blu). Per questo nuovo mercato si sono già ipotizzate delle possibili future guerre per l’acqua (vedi il sito www.contrattoacqua.it).

-         l’italia è uno dei più grandi consumatori mondiali pro capite di acque minerali in bottiglia;

-         scegliamo quella in bottiglia di vetro (il contenitore può essere riutilizzato e/o riciclato), le bottiglie in plastica sono sconsigliabili perché, con il passare dei mesi, possono cedere all’acqua alcuni veleni contenuti nella plastica stessa (nel PVC il cloruro di vinile, nel PET alcune aldeidi);

-         per quanto concerne le bottiglie di plastica è inoltre da considerare l’inquinamnteo prodotto sia durante la loro produzione che nello smaltimento (che potrebbe produrre diossina, sostanza molto pericolosa);

-         acquistare le acque minerali locali, non boicottate (vedi lista della “Miniguida al consumo critico e al boicottaggio”), per evitare l’inquinamento dovuto al trasporto delle acque imbottigliate, dalla fonte (che spesso è ubicata in località fuori regione) ai vari punti di vendita al dettaglio;

-         prendiamo in considerazione l’utilizzo dell’acqua dell’acquedotto che sgorga buona e potabile dai rubinetti delle nostre case; è  certamente l apiù economica (la differenza di costo è enorme, fatevi due conticini con carta e penna!) e la più sicura (le norme di igiene impongono alle autorità  preposte controlli molto frequenti dei parametri di potabilità, la frequenza è determinata dalle quantità di prelievo, ma si tratta in genere di più controlli al giorno, specialmente nelle grandi città);

-         come società civile dovremmo impegnarci a fare in modo che ogni comune possa offrire acqua potabile ai suoi cittadini. Inoltre, diventandone i primi promotori, pubblicizzarne il consumo, senza doverla comprare nei supermercati e senza favorire il mercato, sempre più lucroso, della vendita dell’acqua come bene di consumo, salvaguardando così il principio fondamentale che l’acqua è un diritto e non una merce.

 

Beviamo l’acqua del sindaco e non l’acqua delle multinazionali!