LA DIFESA DELLA FEDE
Qualcuno, al solo ascoltare l'espressione «difesa della Fede», farà un gesto di ripulsa, pensando di tornare ai tempi passati, fatti di Santa Inquisizione, lotte religiose e sangue.
Non si tratta di questo, Si tratta semplicemente di essere realisti. Se c'è gente che sistematicamente, di casa in casa e uno per uno, attacca la nostra fede, è logico e doveroso che qualcuno cerchi di far qualcosa per difenderla. Un problema vecchio nella Chiesa, oggi quanto mai attuale.
L'aver inteso l'ecumenismo come «disarmo generale» davanti all'errore, ha lascialo la porta aperta ai Nuovi Gruppi Religiosi (N.G.R.) o Sette, che ne hanno approfittato abbondantemente, mentre i nostri cattolici più sprovveduti sono stati abbandonali nei loro dubbi, fino a cedere alle sollecitazioni di queste.
Cosi, senza rendersene conto, a causa di idee sbagliate o vigliaccheria, il pastore si è trasformato in mercenario, che «quando vede venire il lupo, lascia le pecore e scappa perché le pecore non sono sue. Cosi il lupo le rapisce e le disperde» (Gv 10.12).
Di fronte a questa situazione, si fa quanto mai urgente l'esigenza di una «nuova apologetica», che tenga presente i Nuovi Gruppi Religiosi, che tanta confusione stanno causando tra le file della gente semplice, priva di una vera educazione nella fede.
L'ignoranza, l'astuzia e la testardaggine rappresentano la base di tulle le eresie. Dove trovare qualcosa di semplice che possa aiutare a respingere con successo gli attacchi, che vengono da parte dei nemici della fede cattolica, o a rispondere alle domande che spesso sorgono in campo religioso?
Ecco qui un abbozzo di soluzione, CHE VI INVITIAMO A LEGGERE E DIFFONDERE, tratto da “LA CHIESA CATTOLICA E LE SETTE PROTESTANTI” un libro di P.Flaviano Amatulli, fondatore del Movimento Ecclesiale “Apostoli della Parola” e incaricato del dipartimento della Fede di fronte al Proselitismo Settario, che fa parte della Commissione per la Dottrina della Fede (Conferenza Episcopale Messicana) .
GRAZIE!
Vittore Saladino – 91025 Marsala (TP)
Cell. 3289736094
Indirizzo posta elettronica: vittoresaladino@fuocovivo.org
PREMESSA
(…)
Ciò che faremo in questo capitolo, sarà di applicare i principi generali ai casi concreti.
Per procedere con ordine è necessario chiarire alcuni concetti fondamentali.
Dogma
Per dogma si intende una verità proposta ufficialmente dalla Chiesa come rivelata da Dio e pertanto obbligatoria per tutti e per sempre. I dogmi si «proclamano», non si «inventano», perché sono contenuti precisamente nella Rivelazione.
Quando sorge un problema circa una verità, la Chiesa riflette sul caso e «definisce» il dogma, chiarendo la verità in questione e proponendola come obbligatoria per tutti e per sempre.
Per esempio, il dogma dell'Immacolata Concezione di Maria non è stato inventato l'anno 1854, ma è stato proclamato dopo molto studio e molta riflessione che durarono vari secoli.
A questo riguardo, è molto importante notare che tutti i gruppi religiosi hanno i loro dogmi, cioè verità che non si possono mettere in discussione. Per i testimoni dì Geova, per esempio, è dogma che Gesù non è Dio; per i sabatisti è dogma l'osservanza del sabato; per i mormoni è dogma il terzo testamento scritto da Giuseppe Smìth; e così via.
Disciplina
Per disciplina s'intendono le leggi ecclesiastiche, che possono cambiare secondo le circostanze. Per esempio, il celibato di certi ministri di culto nella Chiesa Cattolica, non è un dogma, ma una legge ecclesiastica che, come tale è soggetta a cambiamento.
Terminologia
Una cosa è la verità e un'altra è la parola che si sceglie per esprimere quella verità.
Per esempio, fin dal principio, basandosi sulla Bibbia e la Tradizione, la Chiesa ha sempre creduto che Gesù si fa realmente presente nella celebrazione eucaristica (Santa Cena, Frazione del Pane, ecc.). A un certo momento, si comincia a usare la parola 'transustanziazione' per esprimere questo concetto, secondo il quale il pane e il vino si cambiano nel Corpo e nel Sangue di Cristo.
Non è che la Chiesa abbia «inventato» questa verità in un tempo determinato. Ciò che ha fatto la Chiesa, è stato studiare il problema e scegliere una parola, che potesse esprimere adeguatamente il concetto. Lo stesso è successo con la parola «messa». La Chiesa non ha «inventato» la messa in un momento della sua storia, ma ha cominciato a usare la parola «messa» per indicare la «Cena del Signore», la «Frazione del Pane» o la «Eucaristia», che è esistita fin dal principio, come sì può provare biblicamente (At 2,42; At 20,6-11; At 27,35; 1 Cor 10,16; I Cor 11,20-34).
DUBBI, OBIEZIONI E ATTACCHI
1 - ACQUA SANTA
1. Secondo la Bibbia, cosa simboleggia l'acqua?
Secondo la Bibbia, l'acqua simboleggia lo Spirito Santo.
Verserò su dì voi acqua pura e vi purificherò da ogni vostra sporcizia, dai vostri idoli. Metterò dentro di voi un cuore nuovo e uno spirito nuovo, toglierò il vostro cuore ostinato, di pietra, e lo sostituirò con un cuore vero, ubbidiente. Metterò dentro di voi il mio spirito e vi renderò capaci di ubbidire ai miei ordini, di osservare e di applicare le leggi che vi ho dato (Ez 36,25-27).
Gesù rispose: - Io ti assicuro che nessuno può entrare nel regno di Dio se non nasce da acqua e Spirito (Gv 3,5).
2. Cos'è l'acqua santa?
L'acqua santa è un'acqua speciale, che si usa per fini religiosi.
3. A che serve l'acqua santa?
L'acqua santa serve per ricordare gli impegni del battesimo, quando per la prima volta abbiamo ricevuto lo Spirito Santo, l'acqua viva che purifica e da forza ai credenti. Allo stesso tempo, mediante l'acqua benedetta, vogliamo esprimere la nostra fede nella continua presenza di Dio nella nostra vita e chiedere la sua protezione.
2 - ANIMA
È vero che l'anima muore insieme al corpo?
Non è vero. Quando i testimoni di Geova affermano questo, lo fanno basandosi su alcuni testi biblici isolati, secondo cui l'uomo si dividerebbe in tre elementi: corpo, sangue-anima-vita e spirito.
Ebbene, con la morte, si distruggerebbe il corpo; si distruggerebbe il sangue, in cui starebbe l'anima o la vita mortale; ma continuerebbe a vivere lo spirito.
Come si vede, si tratterebbe di elementi culturali del popolo di Israele e non di una dottrina biblica.
Questa risulta mollo chiara, sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento: quando uno muore, solamente, una parte dell'essere umano si distrugge, mentre l'altra continua ad esistere. Che questa ultima parte si chiami anima o spirito, è lo stesso.
Dio ha creato l'uomo perché fosse immortale e lo ha fatto a immagine del suo essere divino (Sap 2,23).
Le anime dei giusti sono al sicuro nelle mani di Dio, nessun tormento li colpirà (Sap 3,1).
Il tuo corpo ritornerà alla polvere della terra dalla quale fu tratto; il tuo spirito vitale ritornerà a Dio che te l'ha dato (Qoélet 12,7).
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima. Temete piuttosto Dio che può mandare in rovina sia il corpo sia l'anima, all'inferno (Mt 10,28).
Gesù gli rispose: - Ti assicuro che oggi sarai con me in paradiso (Lc 23,43).
Un giorno, il povero Lazzaro morì, e gli angeli dì Dio lo portarono accanto ad Abramo nella pace. Poi mori anche l'uomo ricco e fu sepolto. Andò a finire nell'inferno e soffriva terribilmente. Alzando lo sguardo verso l'alto, da lontano vide Abramo e Lazzaro che era con lui. Allora gridò: - Padre Abramo, abbi pietà di me! Di' a Lazzaro che vada a mettere la punta di un dito nell'acqua e poi mandalo a rinfrescarmi la lingua, Io soffro terribilmente in queste fiamme! (Lc 16,22-24).
Sono spinto da opposti desideri: da una parte desidero lasciare questa vita per essere con Cristo, e ciò sarebbe certamente per me la cosa migliore! (Filip 1,23).
Anche Cristo è morto per voi. Egli i morto una volti per sempre, per i peccati degli uomini. Era innocente, eppure è morto per i malvagi, per riportarvi a Dio. Egli è stato ucciso nel corpo, ma lo Spirito di Dio lo ha fatto risorgere. E con la forza dello Spirito egli è andato ad annunciare la salvezza anche agli spiriti imprigionati (1 Pt 3,18-19).
Per questo il messaggio del vangelo è stato annunziato anche ai morti: perché, pur avendo ricevuto nel loro corpo la condanna comune a tutti gli uomini, ora per mezzo dello Spirito di Dio, possano vivere la vita di Dio (1 Pt 4,6).
Mentre gli scagliavano addosso le pietre, Stefano pregava così: -Signore Gesù, accogli il mìo spirito» (At 7,59).
Come si vede chiaramente da questi testi biblici, con la morte non si distrugge tutto l'essere umano. C'è qualcosa che continua a vivere, godendo o soffrendo. Che si chiami anima o spirito, è lo stesso.
3 - ANIMALI PURI E IMPURI
È vero che la Bibbia proibisce dì mangiare la carne di certi animali, considerati impuri?
Si tratta di una proibizione dell'Antico Testamento (Lv 11). Lo scopo era di allenare il popolo all'obbedienza di cose semplici. Inoltre, la carne di certi animali in luoghi aridi e caldi poteva facilmente andare a male e provocare danni alla salute. Comunque, il Nuovo Testamento afferma che possiamo mangiare tutto.
Non è ciò che entra nella bocca dell'uomo che può farlo diventare impuro. Piuttosto è ciò che esce dalla bocca: questo può far diventare impuro l'uomo! (Mt 15,11).
Perché il Regno dì Dio non e fatto di questioni che riguardano il mangiare e il bere, ma e giustizia, pace e gioia che vengono dallo Spirito Santo (Rm 14,17).
Nessuno dunque vi condanni più a causa di quello che mangiate e bevete, o perché non osservate certi giorni di festa, di sabato o di luna nuova (Col 2,16).
Infatti tutto ciò che è stato creato da Dio è buono: non c'è niente da scartare. Tutto deve essere accolto ringraziando Dìo (1 Tm 4,4).
Allora una voce gli disse: - Pietro, alzati! Uccidi e mangia! Ma Pietro rispose: - Non lo farò mai. Signore, perché non ho mai mangiato nulla di proibito o di impuro. Quella voce per la seconda volta gli disse: - Non devi considerare impuro quel che Dio ha dichiarato puro (At 10,13-15),
4 - ANTICRISTO
È vero che il papa è l'anticristo?
Non è vero. Il papa è il successore di San Pietro e come tale il capo di tutta la Chiesa fondata da Cristo. Mai nella Bibbia si dice che il successore di San Pietro o il capo della Chiesa, fondata da Cristo, è un anticristo. Secondo la Bibbia, sono anticristi tutti coloro che escono dalla Chiesa di Cristo e l'attaccano. Infatti, attaccare i discepoli di Cristo è lo stesso che attaccare Cristo, Basti ricordare le parole di Gesù:
«Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» (Atti 9,4); «Chi disprezza voi, disprezza me» (Lc 10,16),
In questo senso, sarebbero anticristi i fratelli separati, che sono usciti dalla Chiesa di Cristo e stanno cercando tutti i modi per danneggiarla.
Figli miei, è giunta l'ultima ora. Voi sapete che deve venire un anticristo. Ebbene, ora ci sono molti anticristi: questo vuol dire che siamo proprio all'ultima ora. Prima essi erano con noi, ma non erano veramente dei nostri: se lo fossero stati, sarebbero rimasti con noi. Si sono allontanati, perciò e chiaro che non tutti quelli che sono con noi sono veramente dei nostri (1 Gv 2,18-19),
5 - APOCALISSE
È vero che l'Apocalisse va contro la Chiesa Cattolica?
Non è vero. L'Apocalisse si pone in favore della Chiesa Cattolica. Presenta la lotta tra il bene e il male. Cristo e il demonio, Questo, non potendo vincere Cristo, attacca la sua Chiesa, servendosi dell'impero romano, presentato sotto i simboli della bestia, della prostituta e della grande Babilonia.
Nonostante le grandi sofferenze che sta causando alla Chiesa, alla fine cadrà l'impero romano e ci sarà un lungo periodo di relativa pace per i discepoli di Cristo. Inoltre l'Apocalisse contiene un messaggio di consolazione e fiducia per la Chiesa di Cristo e di condanna per i suoi nemici.
Tutto ciò rappresenta una messa in guardia per le sette, che stanno cercando tutti i mezzi per distruggere la Chiesa Cattolica, ma non ci riusciranno mai. Proprio per questo, cercano di travisare il senso dell'Apocalisse.
Chi è in grado di udire ascolti: Chi deve andare in prigionia andrà certamente in prigionia; chi deve essere ucciso dì spada sarà certamente ucciso di spada. Qui si vedrà la fermezza e la fede di quanti appartengono al Signore (Ap 13,9-10).
Allora mi accorsi che la donna era ubriaca del sangue del popolo di Dio e del sangue dì quelli che sono morti per la fede in Gesù. Al vederla fui preso da grande stupore (Ap 17.6).
6 - APOCRIFI
Cosa sono i libri apocrifi?
I libri apocrifi sono quei libri che scrissero gli eretici al principio della Chiesa per diffondere i loro errori. Per attrarre più facilmente la gente, li presentavano come "Parola di Dio”, affermando che erano stati scritti da quel tale o tal altro apostolo. La Chiesa Cattolica, quando riunì tutti i libri ispirati, li escluse dal canone o lista dei libri ispirati. Apocrifo vuoi dire occulto. In una maniera occulta, gli eretici volevano diffondere i loro errori, presentandoli come «Parola di Dio», come fanno adesso i fratelli separati, che, con la scusa di presentare un messaggio da parte di Dio, insegnano molti errori, servendosi di opuscoli, cassette, libri, ecc.
Tra i libri apocrifi ricordiamo il Vangelo secondo San Pietro, il Vangelo secondo San Tommaso, il Vangelo secondo San Giacomo, ecc.
7 - BALLO
È vero che è peccato ballare?
Tutto dipende di che tipo di ballo si tratta. Se si realizzerà in un clima di disordine morale, è peccato; se si fa in un clima di sano divertimento, è buono.
Davide e tutti gli Israeliti danzavano con entusiasmo davanti a Dio, accompagnati da canti e dal suono di cetre, arpe, tamburi, cembali e trombe (1 Cr 13,8).
8 - BATTESIMO
1. Perché i cattolici battezzano i bambini, se non hanno peccato ed ancora non hanno raggiunto l'uso della ragione? La Bibbia dice: «Chi crede e si battezza, si salverà» (Mc 16,16).
Per poter interpretare correttamente la Bibbia, bisogna vedere tutto quello che essa dice su un tema determinato. Ebbene, che dice la Bibbia sul battesimo?
a) Effetti del battesimo
l. Anche i bambini sono peccatori, perché nascono con il peccato originale, commesso da Adamo ed Eva. Perciò con il battesimo si cancella questo peccato.
Fin dalla nascita sono nella colpa, peccatore mi ha concepito mìa madre (Sal 51,7).
Per la disubbidienza di uno solo, tutti risultarono peccatori; per l'ubbidienza di uno solo, tutti sono accolti da Dio come suoi (Rm 5,19).
È importante notare come la Bibbia non dice che si possono battezzare solamente gli adulti. Parla in una forma generale di bambini e adulti, come anche di famiglie intere.
Gesù rispose: - Io ti assicuro che nessuno potrà entrare nel regno di Dio se non nasce da acqua e Spirito (Gv 3,5).
Essi risposero: - Credi nel Signore Gesù. Sarai salvato tu e la tua famiglia (At 16,31).
Secondo l'usanza di quel tempo, facevano parte della famiglia i genitori, i figli, i servitori e gli schiavi. Bastava la fede del padre di famiglia, perché tutti ricevessero il battesimo. La Bibbia presenta altri casi di battesimo per famiglie intere (Atti 16,15).
2. Il battesimo non serve solamente per togliere il peccato. Dà lo Spirito Santo. Se servisse soltanto per togliere i peccati. Gesù non l'avrebbe ricevuto, giacché non aveva peccato. Per questa ragione, il battesimo serve anche per i bambini, perché da loro lo Spirito Santo.
Io vi battezzo soltanto con acqua, lui invece vi battezzerà con lo Spirito Santo (Mc 1,8).
Mentre usciva dall'acqua. Gesù vide il cielo spalancarsi e lo Spirito Santo scendere su di lui come una colomba (Mc 1,10).
Come vediamo, il battesimo di Giovanni di per sé è un segno di pentimento e nient'altro. Il vero battesimo è quello di Gesù, nello Spirito Santo, di cui l'acqua e il fuoco sono simboli (Cfr Gv 3,5; Lc 3,16).
3. Infine, il battesimo è come una porta per entrare nella Chiesa. Altrimenti, perché San Pietro ordinò che si battezzassero Cornelio e la sua famiglia, se già avevano ricevuto lo Spirito Santo, per cui i loro peccati erano già stati perdonati? Mediante il battesimo, essi entrarono a far parte della Chiesa.
Come si può ancora impedire che siano battezzati con l'acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi? Allora ordinò di battezzarli nel nome di Gesù Cristo, Essi poi pregarono Pietro dì rimanere con loro per alcuni giorni (At 10,47-48).
b) Maniera di battezzare
2. Perché la Chiesa Cattolica non battezza in un fiume, dai momento che Gesù fu battezzato in un fiume?
Siamo obbligati a fare tutto quello che Gesù ha ordinato, non tutto quello che lui ha fatto. Altrimenti dovremmo vestire come lui, mangiare come lui, morire come lui su una croce, ecc.
Ebbene, riguardo al battesimo, Gesù non ha detto niente circa la maniera di realizzarlo. Ciò che troviamo nella Bibbia, sono maniere pratiche di realizzare il battesimo, ossia usanze, non leggi obbligatorie per lutti e per sempre.
- Lo stesso Gesù ricevette il battesimo fuori dell'acqua. come abbiamo già visto (Mc 1,10).
- Gli apostoli furono battezzati «nel fuoco», trovandosi nel Cenacolo, senz'acqua.
Allora videro qualcosa di simile a lingue di fuoco che si se paravano e si posavano sopra ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e si misero a parlare in altre lingue come lo Spirito Santo concedeva loro di esprimersi (At 2,3-4).
- Il giorno di Pentecoste 3000 persone furono battezzate e sappiamo che in Gerusalemme non c'è nessun fiume, che permettesse un battesimo di immersione.
Alcuni ascoltarono le parole di Pietro e furono battezzali. Cosi, in quel giorno, circa tremila persone si aggiunsero al gruppo dei credenti (At 2,41).
- Il carceriere fu battezzato con tutta la famiglia nello stesso carcere. È possibile che nel carcere ci fosse una piscina o un fiume, per fare un battesimo dì immersione? No. Semplicemente si trattò di un battesimo di infusione.
Egli li prese in disparte in quella stessa ora della notte, e curò le loro piaghe. Subito si fece battezzare, lui e tutta la sua famiglia (At 16,33).
Quando la Bibbia presenta qualche battesimo di immersione, sta presentando una maniera pratica di battezzare, non una legge. Ciò che importa, è ricevere il battesimo. Secondo i tempi e i luoghi, si stabiliscono le maniere pratiche di realizzare il rito.
c) Uso della ragione
3. Perché sì battezzano i bambini, se ancora non hanno coscienza di quello che stanino ricevendo?
Per ciò che riguarda il fatto che i bambini non abbiano coscienza del battesimo, ricordiamo che nell'Antico Testamento la circoncisione rappresentava il rito di ammissione al Popolo di Dio. E questa si faceva l'ottavo giorno dalla nascita.
Lo stesso per il battesimo, È l'inizio della vita cristiana, non la conclusione. È un regalo. Sì cancella il peccato originale, si riceve Io Spirito Santo e si comincia a far parte della Chiesa. Perché non concederlo anche ai bambini, se ci sono certe garanzie di serietà da parte dei genitori?
Secondo i fratelli separati, il battesimo dei bambini non avrebbe valore perché non avrebbero piena coscienza dell'atto. Se questo fosse vero non varrebbe nemmeno la nazionalità che si acquisisce col nascere in un determinato paese. Prima di registrare un bambino in un municipio, si dovrebbe aspettare che arrivi all'età adulta e scelga la nazionalità. Il che è un assurdo. Se uno nasce in Italia, è italiano; se nasce in Francia, è francese, ecc.. Se, quando diventa adulto, vuoi cambiare nazionalità, è ben libero di farlo. Lo stesso succede per l'aspetto religioso. I genitori trasmettono ai figli la loro religione. Se domani vorranno cambiarla, è affare loro. Per intanto hanno fatto per loro il meglio che hanno potuto. Considerare invalido il battesimo dei bambini, solo perché non l'hanno chiesto personalmente, è un assurdo. Nello stesso modo non sarebbe valida la nazionalità acquisita, la lingua che si apprende, il latte che si beve, la medicina che si prende, ecc. Conclusione: tutto quello che si fa ai bambini, vale. Se un giorno sapranno rendersi degni e approfondire l'impegno battesimale, meglio per loro. Se al contrario lo ripudieranno, se ne assumeranno le conseguenze.
9 - BIBBIA
È vero che la Chiesa Cattolica nei secoli passati ha proibito la lettura personale della Bibbia? Non è vero. Ciò che la Chiesa ha affermato nel passato è che la lettura della Bibbia non era strettamente necessaria per tutti (Clemente XI, anno 1713, Denzinger 1429) né conveniente per le persone impreparate (Pio VII, anno 1816, Denzinger 1604), dal momento che possono cadere facilmente nell'eresìa. «Infatti, non sono nate le eresie se non dal fatto che le Scritture buone sono male intese» (Sant'Agostino). Ed è precisamente ciò che adesso sta succedendo con le sette. Gente senza preparazione si mette a interpretare la Bibbia, cadendo in una infinità di errori, come possiamo facilmente notare.
Allo stesso tempo, la Chiesa ha sempre affermato l'enorme utilità della Bibbia per alimentare la propria fede e pietà. Ecco le parole del Papa Gregorio XVI, estratte dall'Enciclica «Inter Praecipuas» del 16 maggio 1844.
È cosa nota a voi come, fin dal principio del cristianesimo, fu caratteristica propria degli eretici, ripudiata la parola divina ricevuta e l'autorità della Chiesa, manomettere le Scritture o travisare il loro senso. E non ignorate, finalmente, quanta diligenza e saggezza sono necessarie per tradurre in un'altra lingua la Parola di Dio; di modo che niente perciò risulta più facile in queste versioni, moltipllcate per mezzo delle società bibliche, che si mescolino gravissimi errori per inavvertenza o per mala fede di tanti interpreti... (Denzinger 1630 o 2771 nella XXXIII edizione, 1963).
A tal fine questi stessi membri delle società bibliche non cessano di calunniare la Chiesa Cattolica e questa Santa Sede di Pietro, come se da molti secoli in qui fosse impegnata ad allontanare il popolo fedele dalla conoscenza delle Sante Scritture. Al contrario esistono moltissimi e chiari documenti del singolare impegno che ancora nei tempi moderni hanno mostrato i sommi pontefici e, seguendo la loro guida, gli altri prelati cattolici, affinché i popoli cattolici fossero più intensamente istruiti nella Parola di Dio, sia scritta che derivata dalla tradizione... (Denzinger 1631).
Ciò che la Chiesa ha sempre ribadito, è che si usino buone traduzioni, «approvate dalla Sede Apostolica o pubblicate con note prese dai Santi Padri della Chiesa o da uomini dotti e cattolici» (Gregorio XVI, enciclica citata, Denzinger 1632).
A questo riguardo, ecco ciò che afferma il Concilio Ecumenico Vaticano II nella Costituzione Dogmatica sulla Divina Rivelazione del 18 novembre 1965, chiamata «Dei Verbum»:
È necessario che i fedeli abbiano largo accesso alla sacra scrittura. Per questo motivo, la Chiesa fin dagli inizi accolse come sua l'antichissima traduzione greca dell'Antico Testamento detta dei LXX; e ha sempre in onore le altre versioni orientali e le versioni latine, parli cola riti ente quella che è delta Volgata. Ma poiché la parola di Dio deve essere a disposi/ione di tulli in ogni tempo, la Chiesa cura con materna sollecitudine che si facciano traduzioni appropriate e corrette nelle varie lingue, a preferenza dai lesti originali dei sacri libri. Queste, se secondo l'opportunità e col consenso dell'autorità della Chiesa saranno fatte in collaborazione con i fratelli separati, potranno essere usate da tutti i cristiani (Dei Verbum, n. 22)
La sacra teologia si basa, come su un fondamento perenne, sulla parola di Dio scritta, insieme con la sacra tradizione, e in quella vigorosamente si consolida e ringiovanisce sempre, scrutando alla luce della fede ogni verità racchiusa nel mistero di Cristo. Le sacre scritture contengono la parola di Dio e, perché ispirate, sono veramente parola di Dio; lo studio delle sacre pagine sia dunque come l'anima della sacra teologia. Anche il ministero della parola, cioè la predicazione pastorale, la catechesi e tutta l'istruzione cristiana, nella quale l'omelia liturgica deve avere un posto privilegiato, sì nutre con profitto e santamente vigoreggia con la parola della scrittura (Dei Verbum, n. 24).
Perciò è necessario che tutti i chierici, in primo luogo i sacerdoti di Cristo e quanti, come i diaconi o i catechisti, attendono legìttimamente al ministero della parola, devono essere attaccati alle scritture mediante la sacra lettura assidua e lo studio accurato, affinché qualcuno di loro non diventi vano predicatore della parola di Dio all'esterno, lui che non l'ascolta dentro, mentre deve partecipare ai fedeli a lui affidati le sovrabbondanti ricchezze della parola divina, specialmente nella sacra liturgia. Parimenti, il santo concilio esorta con forza e insistenza tutti i fedeli, soprattutto i religiosi, ad apprendere “la sublime scienza di Gesù Cristo” (Fil. 3,8) con la frequente lettura delle divine scritture. “L'ignoranza delle scritture, infatti, è ignoranza dì Cristo”. Si accostino dunque volentieri al sacro testo, sia per mezzo della sacra liturgia ricca di parole divine, sia mediante la pia lettura, sia per mezzo delle iniziative adatte al tale scopo e di altri sussidi, che con l'approvazione e a e» dei pastori della chiesa lodevolmente oggi si diffondono ovunque. Si ricordino però che la lettura della sacra scrittura deve essere accompagnata dalla preghiera, affinchè possa svolgersi il colloquio tra Dio e l'uomo; poiché «gli parliamo quando preghiamo e lo ascoltiamo quando leggiamo gli oracoli divini».
Compete ai sacri presuli, «depositari della dottrina apostolica», istruire opportunamente i fedeli loro affidati circa il retto uso dei libri divini, soprattutto del Nuovo Testamento e in primo luogo dei vangeli, con traduzioni dei sacri testi, che siano corredate dalle spiegazioni necessarie e veramente sufficienti, affinché i figli della Chiesa si familiarizzino con sicurezza e utilità con le sacre scritture e siano permeati del loro spirito.
Inoltre, siano preparate edizioni della sacra scrittura, fonte di idonee annotazioni, ad uso anche dei non-cristiani adattate alle loro condizioni, che in ogni maniera sia i pastori d'anime sia i cristiani di qualsiasi stato avranno cura di diffondere con prudenza (Dei Verbum, n. 25).
10 - CANDELE, CEROTTI
Perché i cattolici usano nel culto candele e cerotti?
I cattolici nel culto usano candele e cerotti, perché sono simbolo di Cristo e ricordano l'impegno del battesimo di essere luce per il mondo.
Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo (Gv 9,5).
Siete voi la luce del mondo (Mt 5,14).
11 - CELIBATO SACERDOTALE
1. Perché nella Chiesa Cattolica i ministri non sono sposati? San Paolo dice che il vescovo o il diacono deve esse marito «di una sola moglie» (1 Tim 3,2.12).
Si tratta di una interpretazione sbagliata della Bibbia.
Qui ciò che San Paolo vuol dire, è che non vengano scelti ad essere vescovi o diaconi uomini passati a seconde nozze. Non si esige che il vescovo o il diacono sia sposato, ma che, se è sposato, lo sia solamente una volta.
Infatti, al principio si sceglievano come ministri (vescovi o diaconi) uomini di una certa età, che generalmente erano sposati, per i quali si esigeva che non fossero sposati più di una volta.
Se uno, essendo pagano, avesse divorziato e si fosse risposato, non poteva essere scelto per essere vescovo o diacono. Lo stesso succedeva se un cristiano fosse restato vedovo e si fosse risposato: non poteva essere scelto per essere vescovo o diacono. Il risposarsi era considerato come mancanza di una autentica fedeltà «sino alla morte». Comunque, così la Chiesa ha interpretato questo testo biblico fin dal principio, accettando ministri sposati e ministri celibi.
2. Quando nella Chiesa Cattolica cominciò la legge del celibato per i ministri del culto?
Coscienti della superiorità del celibato rispetto al matrimonio, presto nella Chiesa Cattolica cominciarono a sorgere uomini e donne completamente consacrati a Dio in perfetta castità.
Con il passar del tempo, sorsero grandi istituzioni monastiche, che godettero di molta stima nel popolo di Dio a causa dell'alta testimonianza di vita e della forza evangelizzatrice di cui erano portatrici.
Davanti a questa situazione, la gerarchia ecclesiastica cominciò a manifestare preferenza per i ministri di culto celibi, fino ad arrivare ad una vera legislazione al riguardo (Concilio di Elvira, anno 300-306 d. C. ; Concilio di Nicea, anno 325 d.C; ecc.).
Mi domando: che c'è di raro in tutto questo? Forse la Chiesa non ha diritto di stabilire certe condizioni per i suoi ministri? Inoltre, si tratta di leggi che possono cambiare. Infatti, attualmente abbiamo diaconi permanenti sposati.
3. Come sappiamo che il celibato è superiore al matrimonio?
Lo dice la Bibbia.
Allora i suoi discepoli gli dissero: - Se questa è la condizione dell'uomo che si sposa, e meglio non sposarsi. Gesù rispose: - Non tutti capiscono questo insegnamento; lo accolgono soltanto quelli ai quali Dio dà la capacità di farlo.
Vi sono diversi motivi per cui certe persone non si sposano: per alcuni vi è un'impossibilità fisica, fin dalla nascita; altri sono incapaci di sposarsi perché gli uomini li hanno fatti diventare così; altri poi non si sposano per servire meglio il regno di Dio. Chi può capire, cerchi di capire (Mt 19,10-12).
Se i fratelli separati non possono capire questo, che colpa ne abbiamo noi? San Paolo ribadisce la stessa idea:
Io vorrei che tutti fossero celibi, come me; ma Dio dà a ognuno un dono particolare: agli uni da questo dono, ad altri uno diverso.
Ai celibi e alle vedove dico che sarebbe bene per essi continuare a esser soli, come lo sono io. Se però non possono dominare i loro istinti, contraggano matrimonio. È meglio sposarsi che ardere di desiderio (1 Cor 7,7-9).
Il fatto che tra i fratelli separati quasi non esiste questo dono, è una prova in più per dedurre che non hanno niente a che fare con la vera Chiesa di Cristo. Se fosse realmente necessario sposarsi per essere ministri, perché allora lo stesso Gesù non si sposò?
Perche non si sposò San Paolo? Come si vede, i fratelli separati cercano tutti i mezzi per attaccare la Chiesa Cattolica, anche a costo di distruggere i valori più sacri.
12 - CHIESA CATTOLICA
1. È vero che l'imperatore Costantino ha fondato la Chiesa Cattolica l'anno 313 d.C?
Non è vero. L'imperatore Costantino diede solamente libertà di culto.
2. Perché si chiama «Cattolica» la Chiesa fondata da Cristo?
La Chiesa fondata da Cristo si chiama cattolica, perché è aperta a tutte le razze e culture di tutti i tempi. Infatti, cattolico vuoi dire universale.
Poi disse: «Andate in tutto il mondo e portate il messaggio del vangelo a tutti gli uomini. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; ma chi non crederà sarà condannato (Mc 16,15).
3. Chi usò per la prima volta l'espressione «Chiesa Cattolica» per indicare la Chiesa fondata da Cristo?
Sant'Ignazio di Antiochia, che morì circa l'anno 107 d.C.
4. Perché si chiama «Romana» la Chiesa fondata da Cristo?
La Chiesa fondata da Cristo si chiama romana, perché il suo capo risiede a Roma, dove predicò e mori San Pietro.
13 - CIELI NUOVI E TERRA NUOVA
4. Che vuoi dire l'espressione biblica «cieli nuovi e Terra nuova»?
L'espressione biblica «Cieli nuovi e Terra Nuova» vuol dire tutta la creazione purificata e rinnovata dal sangue di Cristo e dalla sofferenza, vista come partecipazione alla redenzione operata da Cristo. Sarà il luogo dell'incontro fra Dio e il suo popolo dopo il giudizio finale. In effetti, cielo e terra vuol dire tutto l'universo creato (Gen 1,1; Gen 2,4; Gen 14,19; ecc.; Mt 5,18; Mc 13,31; ecc.).
Allora io vidi un nuovo cielo e una nuova terra, - il primo cielo e la prima terra erano spariti, il mare non c'era più, - e vidi venire dal cielo, da parte di Dio, la santa città, la nuova Gerusalemme, ornata come sposa pronta per andare incontro allo sposo. Una voce forte che veniva dal tronco esclamò: 'Ecco l'abitazione di Dio fra gli uomini; essi saranno suo popolo ed egli sarà «Dio con loro». Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi. La morte non ci sarà più. Non ci sarà più né lutto né pianto né dolore. Il mondo di prima è scomparso per sempre (Ap 21, 1-4).
14 - COLLANE, ANELLI, ORECCHINI, Ecc.
È vero che fa Bibbia proibisce l'uso di collane, anelli, orecchini e qualsiasi altro tipo di ornamento?
Non è vero. La Bibbia proibisce solamente l'uso degli ornamenti, che possono favorire l'orgoglio personale e il disprezzo dei poveri (Cfr Gn 41,42; Gdt 10,4).
Come son belle le tue guance tra le trecce, com'e bello il tuo collo ornato di perle! (Cant 1,10).
Ma il padre ordinò subito ai suoi servi: Presto, andate a prendere il vestito più bello e fateglielo indossare. Mettetegli l'anello al dito e dategli un paio di sandali (Lc 15,22).
E così preghino anche le donne: con abiti decenti, con modestia e semplicità. I loro ornamenti non siano complicate pettinature, gioielli d'oro, perle e vestiti lussuosi (1 Tm 2,9).
15 - CONFESSIONE
1. Perché i cattolici si confessano dai sacerdoti, che sono uomini come gli altri?
I sacerdoti non sono uomini come gli altri. Infatti, hanno un potere speciale che Gesù ha dato agli apostoli e ai loro successori.
Poi soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi non li perdonerete, non saranno perdonati» (Gv 20,22-23). Molti dì quelli che erano diventati cristiani venivano e riconoscevano davanti a tutti il male che avevano fatto (Al 19,18).
2. È vero che la confessione auricolare (uno per uno con il sacerdote) fu inventala dal papa Innocenza IH l'anno 1215 d.C.?
Non è vero. Durante i primi secoli, si mise in pratica la penitenza pubblica, cioè davanti a tutta la comunità, presieduta dal vescovo. Il penitente manifestava il suo pentimento e il vescovo assegnava la penitenza, davanti a tutti.
Compiuta la penitenza, riceveva il perdono ed era ammesso alla «comunione», cioè veniva integrato pienamente nella Chiesa con il diritto a partecipare alla Cena del Signore.
Generalmente sì trattava di colpe gravi e notorie (apostasia, omicidio e adulterio). Con il passar del tempo, prevalse la forma privata di realizzare la confessione, per motivi pratici, tenendo presente l'aumento dei fedeli.
Vediamo ciò che a questo riguardo ci dice il papa San Leone Magno, l'anno 452 d.C.:
Infatti «il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù» [1 Tm 2,5] affidò a coloro che sono preposti alla Chiesa sia il potere di assegnare una penitenza a coloro che si confessano, sia quello di ammetterle, una volta purificali mediante una salutare soddisfazione, attraverso la porta della riconciliazione, a partecipare ai sacramenti. (Denzinger 146 o 308 nell'edizione XXXIII, 1963).
Perciò è necessario che ogni cristiano sottoponga a giudizio la propria coscienza, per non rimandare di giorno in giorno di convenirsi a Dio, e per non fissare alla fine della sua vita il tempo della soddisfazione... e, pur potendo meritare il perdono mediante una più completa soddisfazione, scelga invece la ristrettezza di quel momento in cui a stento potrebbe trovare spazio il penitente per confessarsi o il sacerdote per riconciliarlo. Tuttavia, come ho già detto, occorre venire incontro alla necessità di tali persone, in maniera da non negare loro né la confessione né la grazia della comunione, se, ancora lucidi, anche nel caso che abbiano perduto l'uso della parola, lo richiedono mediante segni. Ma, se per qualche attacco della malattia si fossero cosi aggravati da non essere più in grado di esprimere in presenza del sacerdote quanto chiedevano precedentemente, dovrà valere per loro la testimonianza dei fedeli che vi sfanno intorno, onde possano ottenere contemporaneamente il beneficio e della confessione e della riconciliazione... (Denzinger 147 o 310 nell'edizione XXXIII, 1963).
Innocenzo III semplicemente ordinò la confessione e la comunione almeno una volta all'anno. Non inventò nessuna confessione auricolare.
Ogni fedele dell'uno e l'altro sesso, una volta giunto all'età della ragione, confessi fedelmente da solo (ossia in privato), per lo meno una volta all'anno, i suoi peccati al sacerdote e procuri compiere secondo le sue forze la penitenza che gli s'imponga, ricevendo con rispetto per lo meno a Pasqua il sacramento dell'Eucaristia (Denzingcr 437 o 812-813 nell'edizione XXXIII, 1963).
16 - COSTUMI, USANZE, TRADIZIONI, Ecc.
Perché i cattolici fanno tante cose che non si trovano nella Bibbia? Gesù condanna le tradizioni degli uomini.
Non è vero che Gesù condanni tutte le tradizioni o costumi degli uomini. Gesù condanna soltanto quelle tradizioni che vanno contro la Parola dì Dio.
I farisei e i maestri della legge, dunque, chiesero a Gesù: -Perché i tuoi discepoli non ubbidiscono alla tradizione religiosa dei nostri padri e mangiano con mani impure? Gesù rispose loro: - II profeta Isaia aveva ragione quando parlava di voi. Voi siete degli ipocriti, come è scritto nel suo libro: Questo popolo - dice il Signore - mi onora a parole, ma il suo cuore è molto lontano da me. Il modo con cui mi onorano non ha valore perché insegnano come dottrina di Dio comandamenti che son fatti da uomini. Voi lasciate da parte i comandamenti di Dio per poter conservare la tradizione degli uomini. Poi Gesù aggiunse: «Siete molto abili quando volete mettere da parte i comandamenti di Dio per difendere la vostra tradizione-.
Per esempio, Mosè ha detto: Onora tuo padre e tua madre, e poi: Chi parla male di suo padre o di sua madre deve essere condannalo a morte. Voi invece insegnate che uno non ha più il dovere di aiutare suo padre e sua madre, se dice loro che sono korbàn, cioè doni offerti a Dio, quei beni che doveva usare per loro.
Così, per mezzo della tradizione che voi insegnate, fate diventare inutile la parola di Dio. E cose come queste ne fate molte (Mc 7,5-13).
Per questo motivo, le processioni, le candele, i fiori, ecc., non sono proibiti dalla Bibbia, perché non sono contro la Parola di Dio. Semplicemente sono un mezzo per esprimere la propria fede.
17 - CROCE
1. Perché i cattolici vogliono tanto bene alla croce, che è lo strumento su cui è stato ucciso Gesù?
Secondo la Bibbia, Gesù è morto per i nostri peccati. La croce è stata soltanto lo strumento perché Gesù ci potesse salvare, la porta che gli ha permesso, in quanto uomo, di entrare nella gloria.
Gesù rispose: «L'ora è venuta. Il Figlio dell'uomo sta per essere innalzato alla gloria. Se il seme di frumento non finisce sottoterra e non muore non porta frutto. Se muore, invece, porta molto frutto. Ve l'assicuro (Gv 12,23-24).
Per questa ragione, la croce si trasformò nel simbolo della volontà di Dio, che dobbiamo accettare con amore.
Poi Gesù chiamò la folla insieme con i discepoli e disse: -Se qualcuno vuol venire con me, smetta di pensare a se stesso, prenda la sua croce e mi segua (Mc 8,34).
Non tutti, però, capiscono questo.
Predicare la morte di Cristo in croce sembra una pazzia a quelli che vanno verso la perdizione; ma per noi, che Dio salva, è la potenza di Dio. La Bibbia dice infatti: Distruggerò la sapienza dei sapienti e squalificherò l'intelligenza degli intelligenti.
Infatti, che cosa hanno ora da dire i sapienti, gli studiosi, gli esperti in dibattiti culturali? Dio ha ridotto a pazzia la sapienza di questo mondo. Gli uomini, con tutto il loro sapere, non sono stati capaci di conoscere Dio e la sua sapienza. Perciò Dio ha deciso di salvare quelli che credono, mediante questo annunzio di salvezza che sembra una pazzia. Gli Ebrei infatti vorrebbero miracoli, e i non Ebrei si fidano solo della ragione. Noi invece annunziamo Cristo crocifisso, e per gli Ebrei questo messaggio è offensivo, mentre per gli altri è assurdo (1 Cor 1,18-23).
Io invece voglio vantarmi soltanto di questo: della croce del nostro Signore Gesù Cristo: poiché egli è morto in croce, il mondo è morto per me e io sono morto per il mondo (Gal 6,14).
Contro di noi c'era un elenco di comandamenti che era una sentenza di condanna, ma ora non vale più: Dio l'ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce (Col 2,14).
Per mezzo della sua morte in croce li ha uniti in un solo corpo, e li ha messi in pace con Dio. Sulla croce, sacrificando se stesso, egli ha distrutto ciò che li separava (Ef 2,16).
2. È vero che Gesù è morto su un legno e non su una croce?
Non è vero. Quando la Bibbia usa la parola legno (solamente quattro volte), vuol dire che la croce era di legno e non di altro materiale.
A questo riguardo, esiste una citazione biblica che non lascia nessun dubbio.
In alto, sopra la testa, avevano messo un cartello con scritto il motivo della condanna: «Questo e Gesù, il re dei Giudei-(Mt 27,37).
Se si fosse trattato di un semplice legno, Gesù avrebbe avuto le mani unite l'una all'altra e la Bibbia avrebbe detto che il cartello era stato messo sulle mani. Invece, la Bibbia dice che il cartello era stato messo sulla testa. Il che vuoi dire che le mani erano aperte e pertanto Gesù fu messo su una croce e non su un legno.
3. Perché i cattolici adorano la croce il Venerdì Santo?
II Venerdì Santo i cattolici non adorano la croce materiale, ma il «Mistero della Croce», cioè Gesù stesso, che per la nostra salvezza mori sulla croce.
18 - DANIELE
È vero che il libro del profeta Daniele parla della prossima fine del mondo?
Non è vero. Il libro di Daniele parla della imminente fine dell’ira, cioè della fine della persecuzione del re Antioco Epifane.
Poi mi disse: -Voglio rivelarti quel che accadrà alla fine dei tempi, quando l'ira di Dio avrà raggiunto il massimo» (Dn 8,19).
19 - DEUTEROCANONICI
Quali sono i libri deuterocanonici?
I libri deuterocanonici sono quelli che furono inclusi nel canone, o lista dei libri ispirati, dopo un periodo di dubbio.
Eccone i nomi secondo l'ordine cronologico:
Antico Testamento
Tobia, Giuditta, Primo e Secondo Libro dei Maccabei, Sapienza, Ecclesiastico (o Siracide), Baruc.
Nuovo Testamento:
Lettera agli Ebrei, Lettera di Giacomo, Seconda Lettera di Pietro, Seconda e Terza Lettera di Giovanni, Lettera di Giuda e Apocalisse.
2. Quali furono i motivi di perplessità nella Chiesa prima di accettare questi libri nei canone biblico?
Per quanto riguarda l'Antico Testamento, il fatto che gli Ebrei avevano escluso questi libri dal loro canone; e per il Nuovo Testamento, l'incertezza circa l'autore dei libri.
3. Perché gli Ebrei esclusero dal loro canone biblico i nostri libri deuterocanonici?
Perché erano scritti in greco, un motivo che per noi non ha nessuna importanza giacché tutto il Nuovo Testamento è stato scritto in greco. Se fosse vero cosi, tutto il Nuovo Testamento sarebbe apocrifo. Inoltre, quando gli Ebrei presero questa decisione (II secolo d.C.), ormai non avevano nessuna autorità sulla Parola di Dio, perché Gesù aveva dato ogni potere alla sua Chiesa.
4. Come si risolse il problema circa i libri deuterocanonici del Nuovo Testamento?
Comparando il loro contenuto con la Tradizione e in ultima analisi con il principio di autorità, i vescovi pensarono: «Siamo successori degli apostoli. Abbiamo coscienza che questi libri sono ispirati da Dio. Per questo, con la nostra autorità, decidiamo che facciano parte del canone biblico». E così fu.
5. I protestanti quale canone biblico accettano?
I protestanti, per l'Antico Testamento, accettano il canone biblico ebraico e, per il Nuovo Testamento, il canone biblico cattolico.
20 - DECIME
In che consistono le decime? Le decime consistono nella decima parte di una cosa.
2. Siamo obbligati a donare per il culto le decime di tutto quello che abbiamo e guadagniamo?
No. Si tratta di una legge dell'Antico Testamento. Nel Nuovo Testamento non esiste questa legge. Basta che gli incaricati del culto abbiano il necessario per l'onesto sostentamento.
Restate in quella casa, mangiate e bevete quel che vi daranno, perché l'operaio ha diritto al suo salario. Non passate di casa in casa (Lc 10,7).
Tutti i credenti vivevano insieme e mettevano in comune tutto quello che possedevano. Vendevano le loro proprietà e i loro beni e distribuivano i soldi fra tutti, secondo le necessità di ciascuno. (At 2,44-45).
21 - DEFUNTI
E bene pregare per i defunti?
Se uno muore come amico di Dio, ma allo stesso tempo ha qualche peccato, è bene pregare per lui.
In seguito. Giuda radunò l'esercito e raggiunse la città di Odollam. Stava per iniziare il settimo giorno della settimana. Perciò si purificarono secondo l'usanza e là celebrarono il sabato.
Era diventato ormai urgente raccogliere i cadaveri dei soldati caduti. Perciò, l'indomani. Giuda e i suoi uomini andarono a prenderli per seppellirli nelle tombe di famiglia insieme ai loro parenti.
Ma sotto la tunica di ciascuno di loro trovarono degli amuleti dedicati agli idoli di amnia, oggetti che la legge proibisce espressamente agli Ebrei di portare addosso. Così tutti capirono perché quei soldati erano morti. Allora lodarono l'opera del Signore, il giudice giusto che svela le cose nascoste. E poi si misero a pregarlo, per ottenere il completo perdono di quel peccato. Il nobile Giuda esortò la sua gente a tenersi lontana dal male, perché avevano visto con i loro occhi quel che era capitato a quei soldati, morti in battaglia a causa del loro peccato. Poi Giuda fece una colletta fra il suo esercito. Raccolse del denaro da ciascun soldato e mandò a Gerusalemme la somma di duemila monete d'argento, e con esse fece offrire un sacrificio per il perdono dei peccati. Il suo fu un gesto bello e nobile, suggerito dalla fiducia nella risurrezione. Infatti, se Giuda non avesse sperato che quei soldati caduti sarebbero risorti, non avrebbe avuto nessun senso pregare per i morti. Invece Giuda era sicuro che a quanti fanno una morte santa è destinala una ricompensa magnifica. Perciò egli si lasciò ispirare da un pensiero santo e bello. E proprio per quel motivo fece offrire un sacrificio per il perdono, perché quei morti fossero liberali dal loro peccato (2 Mac 12,38-45).
22 - DIGIUNO
Perché i cattolici non fanno digiuno?
Non è vero che i cattolici non fanno digiuno. I veri cattolici lo fanno. Soltanto che non lo vanno dicendo a tutti, proprio come ci insegnò lo stesso Gesù.
E quando fate un digiuno religioso, non agite come gli ipocriti. Essi mostrano la faccia triste, perché vogliono che tutti vedano che stanno digiunando. Ma io vi assicuro che questa è l'unica loro ricompensa.
Tu invece, quando fai un digiuno, lavati la faccia e profumati i capelli, perché la gente non si accorga che tu stai digiunando. E Dio tuo Padre, che vede anche ciò che è nascosto, ti ricompenserà. (Mt 6,16-18).
23 - DIO UNO E TRINO
1. Quanti dei ci sono? C'è un solo Dio.
Gesù rispose: - II comandamento più importante è questo; Ascolta, Israele! Il Signore Dio è l'unico Signore: Ama il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutte le tue forze (Mc 12,29-30).
2. In Dio quante persone ci sono?
In Dio ci sono tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo.
Perciò andate, fate diventare miei discepoli tutti gli uomini del mondo: battezzateli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (Mt 28,19).
La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con voi tutti (2 Cor 13,13).
La sacrosanta Chiesa Romana, fondata dalla parola del Signore e Salvatore nostro, fermamente crede, professa e annunzia, che vi è un solo vero Dio onnipotente, immutabile ed eterno, Padre e Figlio e Spirito Santo, uno nell'essenza, trino nelle Persone: il Padre non generato, il Figlio generato dal Padre, lo Spirito Santo procedente dal Padre e dal Figlio. Il Padre non è il Figlio e lo Spirito Santo; il Figlio non è il Padre e lo Spirito Santo; lo Spirito Santo non è il Padre o il Figlio; ma il Padre è soltanto il Padre, il Figlio è soltanto il Figlio, lo Spirito Santo è soltanto lo Spirito Santo. Il Padre solo dalla sua sostanza generò il Figlio, il Figlio solo dal Padre è generato, lo Spirito Santo solo procede insieme dal Padre e dal Figlio. Queste tre Persone sono un solo Dio, e non tre dèi: perché delle tre (persone) una sola è la sostanza, una sola l'essenza, una sola la natura, una sola la divinità, una sola l'immensità, una sola l'eternità, e tutte sono una cosa sola, quando non contraddica l'opposizione della relazione (Neuner-Ross-Rahner, La Fede detta Chiesa, Roma 1967, p. 120).
3. Gesù è Dio? Sì. Gesù è Dio
(Rm 9,5; Fil 2,6; Gv 5,18; 10.30; 17,30; Ap 1,18; 2 Pt 1,1; Tt 1,3, Mt 26,63-67; Mc 14,61-64).
Al principio c'era colui che è la "Parola". Egli era con Dio; Egli era Dio (Gv 1,1).
Mio Signore e mìo Dìo (Gv 20,28).
I suoi discepoli lo adorarono (Lc 24,52).
Tutti gli angeli di Dìo dovranno adorarlo (Eb 1,6).
4. Lo Spirito Santo è una persona divina o una forza di Dio?
Lo Spirito Santo è una persona divina e non una forza di Dio. Infatti, la Bibbia lo presenta come maestro e intercessore (At 28,25-27; Eb 3,7-9; 2 Pt 1,21; 1 Cor 12,4-11).
Ma il Padre vi manderà nel mio nome un difensore: lo Spirito Santo. Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quel che ho detto (Gv 14,26).
Allo stesso modo, anche lo Spirito viene in aiuto della nostra debolezza, perché noi non sappiamo neppure come dobbiamo pregare, mentre lo Spirito stesso prega Dio per noi con sospiri che non si possono spiegare a parole (Rm 8,26).
5. Qual è il nome di Dio?
Secondo l'Antico Testamento è Jahvé, mentre nel Nuovo Testamento Gesù ci ha insegnato a chiamarlo con il nome di Padre. Mai Gesù o gli apostoli usarono il nome di Jahvè.
Padre nostro, che sei nei cieli (Mt 6,9).
6. Tra Jahvè e Geova, qual è la forma più corretta di pronunciare il nome di Dio?
Tra Jahvè e Geova, la forma più corretta è Jahvè. Infatti gli Ebrei non usavano vocali. Ciò che troviamo in Esodo 3,15 come nome di Dio sono quattro consonanti: YHWH. A queste si aggiungevano alcune vocali, che si sapevano a memoria e non si scrivevano. Dall'anno 597 prima di Cristo, cominciando la cattività di Babilonia, si proibì di pronunciare il nome di Dio per evitare che i pagani lo potessero ascoltare con il rischio di profanarlo. Al suo posto si cominciò a usare la parola Adonai (il Signore). Cosi, con il passar del tempo, sì arrivò a dimenticare la maniera dì pronunciare il nome di Dio.
700-800 anni dopo Cristo, i masoreti fecero una nuova edizione dell'Antico Testamento, aggiungendo le vocali alle consonanti. Quando arrivarono al nome di Dio, non seppero quali vocali aggiungere, giacché si era perduta la masora (tradizione). Per risolvere il problema, presero le vocali della parola Adonai, cambiando la prima «a» in «e» e ne uscì Geova. Come si vede, si tratta di una soluzione arbitraria, giacché il nome di Dio non ha niente da vedere con Adonai. Ciononostante, alcuni protestanti hanno accettato questa maniera di pronunciare il nome di Dio che troviamo nell'Antico Testamento.
Noi cattolici abbiamo trovato un'altra soluzione, adottando la maniera di pronunciare il nome di Dio in uso presso i samaritani. Questi, infatti, mai hanno lasciato di pronunciare il nome di Dio, che è stato sempre Jahvè.
24 - DONNE
1. Perché nella Chiesa Cattolica le donne fanno cose che non vanno d'accordo con la Bibbia, come per esempio tagliarsi i capelli, usare pantaloni, non coprirsi la lesta con il velo, predicare, ecc.?
Non tutto quello che si trova nella Bibbia è dottrina La Bibbia contiene anche usanze, che non siamo obbligati a osservare.
2. Qual è la dottrina che troviamo nella Bibbia circa le donne?
La Bibbia dice che gli uomini e le donne hanno la stessa dignità.
Non ha più alcuna importanza l’essere Ebreo o pagano, schiavo o libero, uomo o donna, perché uniti a Gesù Cristo siete diventati un sol uomo (Gal 3,28).
3. Possono ricevere anche le donne l'ordinazione sacerdotale?
Secondo il Magistero della Chiesa, il fatto che Gesù non abbia scelto donne come apostoli è interpretato nel senso che Gesù non vuole che le donne ricevano l'ordinazione sacerdotale.
25 - DOMENICA
Dove dice la Bibbia che bisogna osservare la domenica e non il sabato come giorno di riposo? Ci sono citazioni chiare dove vediamo che fin dal principio sì tolse il sabato (settimo giorno) e si mise il primo giorno della settimana come giorno del Signore dedicato al culto. Infatti, domenica vuol dire giorno del Signore.
Nessuno dunque vi condanni più a causa dì quello che mangiate e bevete, o perché non osservate certi giorni di festa, di sabato o di luna nuova (Col 2,16).
Il primo giorno della settimana ci riunimmo per la celebrazione della Cena del Signore, e Paolo rimase a parlare con i discepoli. Siccome il giorno dopo doveva partire, continuò a parlare fino a mezzanotte (At 20,7).
Ogni domenica, ciascuno di voi, secondo le sue possibilità, metta da parte quel che è riuscito a risparmiare e lo conservi a casa sua. Cosi, quando verrò da voi, non ci sarà più bisogno di fare una colletta (1 Cor 16,2).
Un giorno era il giorno del Signore lo Spinto si impadronì di me e udii, dietro di me, una voce forte come una tromba (Ap 1,10).
26 - ERESIA
Che vuoi dire la parola eresia?
La parola eresia viene dal greco àiresis e vuoi dire selezione. Si separano una o più verità dal loro contesto e con queste si interpreta tutta la Rivelazione, lasciando da parte altri elementi molto importanti. Per questo esistono eresie molto differenti tra loro. Infatti, ogni fondatore di setta sceglie certe parti della Bibbia come base del suo sistema, eliminando altri punti ugualmente importanti. A volte ciò che è ripudiato da una setta, diventa la base dottrinale di un'altra.
27 - ESORCISMO
In che consiste l'esorcismo?
L'esorcismo consiste nell'espellere il demonio mediante la preghiera.
«E quelli che avranno fede faranno segni miracolosi: cacceranno i demoni invocando il mio nome; parleranno lingue nuove; prenderanno in mano serpenti e berranno veleni senza avere nessun male; poseranno le mani sui malati e li guariranno» (Mc 16,17).
28 - FESTE
A che servono le feste religiose?
Le feste religiose servono per favorire un incontro della comunità con Dio, in un clima di allegria e sano divertimento. Lo stesso Gesù partecipava alle feste religiose del suo popolo.
I genitori di Gesù ogni anno andavano in pellegrinaggio a Gerusalemme per la festa di Pasqua (Lc 2,41). Nell'ultimo giorno della festa, il più solenne, Gesù si alzò ed esclamò a voce alta: «Se uno ha sete sì avvicini a me» (Gv 7,37).
29 - FINE DEL MONDO
1. È vero che nell'anno 2000 ci sarà la fine del mondo? Nessuno sa quando ci sarà la fine del mondo. Si tratta di un argomento molto usato dai fratelli separati per intimorire la gente e attirarla nei loro gruppi.
Già nel passato essi stabilirono delle date e si sbagliarono. Circa la fine del mondo. Gesù disse con tutta chiarezza che nessuno ne conosce il giorno.
Ma nessuno sa quando verranno quel giorno e quell'ora; non lo sanno gli angeli e neppure il Figlio: solo Dio Padre lo sa (Mt 24,36).
2. Quali sono i segni più chiari per rendersi conto che si avvicina il giorno finale?
I segni più chiari sono i seguenti:
II Vangelo sarà predicato a tutto il mondo.
Intanto il messaggio del regno di Dio sarà annunziato in tutto il mondo; tutti i popoli dovranno sentirlo. E allora verrà la fine (Mt 24,14).
Il popolo di Israele riconoscerà Gesù come Messia ed entrerà a far parte della Chiesa.
Perché io vi dico che da questo momento non mi vedrete più fino al giorno in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore (Mt 23,39).
Fratelli, io voglio farvi conoscere il misterioso progetto di Dio, perché non diventiate presuntuosi: una parte d'Israele continuerà nella sua ostinazione fino a che tutti gli altri popoli non saranno giunti alla salvezza. E così tutto Israele sarà salvato. Lo dice la Bibbia: Il Liberatore verrà da Sion ed eliminerà la disubbidienza dei discendenti di Gìacobbe (Rm 11,25-26).
3. Come bisogna interpretare le parole dì Gesù che annunciano terremoti, oscuramento del sole e caduta delle stelle?
Ma in quei giorni, dopo quelle tribolazioni, il sole si oscurerà, la luna perderà il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo, e le forze del cielo saranno sconvolte (Mc 13,24-25).
Si tratta di immagini simboliche per indicare che tutta la natura passerà per una prova dolorosa, che servirà come purificazione.
Tutto l'universo aspetta con grande impazienza il momento in cui Dio mostrerà il vero volto dei suoi figli. Il creato è stato condannato a non aver senso, non perché l'abbia voluto, ma a causa di chi ve lo ha trascinalo. Vi e però una speranza: anch'esso sarà liberato dal potere della corruzione per partecipare alla libertà e alla gloria dei figli di Dio. Noi sappiamo che fino a ora tutto il creato soffre e geme come una donna che partorisce. E non soltanto il creato, ma anche noi, che già abbiamo le primizie dello Spirito, soffriamo in noi stessi perché aspettiamo che Dio, liberandoci totalmente, manifesti che siamo suoi figli (Rm 8,19-23).
Infatti, sempre ci sono stati terremoti, guerre, oscuramenti del sole (eclissi) e non è venuta la fine del mondo. Inoltre, come sarà possibile che le stelle cadano dal ciclo? Dove cadranno?
30 - FUMARE
E peccato fumare?
Nella misura in cui il fumare causa danno alla salute, è peccato. Dire che non si può fumare nemmeno una sigaretta, è una esagerazione, che serve soltanto per «favorire il proprio orgoglio».
Perché vi lasciale dire: «Questo non si può prendere; quello non si può mangiare; queste cose non si possono toccare»? In realtà sono tutte cose che scompaiono dopo essere state usate. Quelle sono regole e idee puramente umane. Possono sembrare questioni serie e sapienti perché trattano di religione personale, di umiltà o di severità verso il corpo. In realtà non servono a niente. Anzi, servono soltanto a nutrire la nostra superbia (Col 2,21-23).
31 - GIUDIZIO
1. Quanti giudizi ci sono?
Ci sono due giudizi: il giudizio particolare e il giudizio finale.
2. Quando ci sarà il giudizio particolare?
Il giudizio particolare ci sarà al momento della morte di ogni uomo.
Gesù gli rispose: ti assicuro che oggi sarai con me in paradiso (Lc 23,43).
Sono spinto da opposti desideri: da una parte desidero lasciare questa vita per essere con Cristo, e ciò sarebbe certamente per me la cosa migliore! (Fil 1,23).
Un giorno, il povero Lazzaro morì, e gli angeli di Dio lo portarono accanto ad Abramo nella pace. Poi morì anche l'uomo ricco e fu sepolto. Andò a finire all'inferno e soffriva terribilmente. Alzando lo sguardo verso l'alto, da lontano vide Abramo e Lazzaro che era con lui (Le 16,22-23).
3. Quando ci sarà il giudizio finale?
Il giudizio finale ci sarà alla fine del mondo, dopo che tutti saranno risuscitati.
Come loro, io ho questa sicura speranza nel Signore: che tutti gli uomini, sia buoni che malvagi, risorgeranno dai morti (At 24,15).
Non vi meravigliate: viene un'ora in cui tutti i morti, nelle tombe, udranno la sua voce e verranno fuori. Quelli che hanno fatto il bene risorgeranno per vivere; quelli che hanno fatto il male risorgeranno per essere condannati (Gv 5,28-29).
E andranno nella punizione eterna, mentre i giusti andranno nella vita eterna (Mt 25,46).
32 - INDULGENZA
1. Che vuoi dire la parola «indulgenza?»
La parola indulgenza vuoi dire perdono.
2. In che consiste l'indulgenza?
L'indulgenza consiste in questo: Quando uno commette un peccato e si pente, Dio lo perdona, ma gli resta qualcosa da «pagare». Infatti, siamo collaboratori di Dio non solamente sul piano naturale, ma anche sul piano soprannaturale che si riferisce alla nostra salvezza. Ebbene, come «pagare?» Mediante la sofferenza e le buone opere. Inoltre, bisogna «pagare» personalmente o anche gli altri possono aiutarci a «pagare» il nostro debito? Secondo la Parola di Dio, anche gli altri ci possono aiutare a «pagare» i nostri debiti. Infatti, esiste un interscambio tra i membri del Corpo Mistico di Cristo, che è la Chiesa. Ebbene, l'autorità della Chiesa, usando il potere che Cristo le ha dato, stabilisce certe condizioni (confessione, comunione, preghiere, opere buone, ecc.), affinchè uno possa approfittare del tesoro della Chiesa, rappresentato dai meriti di Cristo, della Vergine e dei santi e cosi restare libero da ogni debito di peccato. In questo precisamente consiste l'indulgenza data dalla Chiesa.
Ora, io sono felice di i offrire per voi. Con le mie sofferenze completo in me ciò che Cristo soffre a vantaggio del Suo corpo, cioè della Chiesa (Col 1,24).
3. Quanti tipi di indulgenza esistono?
Esistono due tipi di indulgenza: indulgenza plenaria e indulgenza parziale.
4. In che consiste l'indulgenza plenaria?
L'indulgenza plenaria consiste nel cancellare ogni debito di peccato.
5. In che consiste l'indulgenza parziale?
L'indulgenza parziale consiste nel cancellare parte del debito dovuto per i nostri peccati.
6. Chi stabilisce se mediante certi atti uno ottiene l'indulgenza totale o parziale?
È l'autorità ecclesiastica che stabilisce le norme concrete per ottenere l'indulgenza plenaria o parziale in favore di se stesso o di qualche defunto.
7. E se uno per suo conto recita delle preghiere o fa alcune opere buone per se stesso o per qualche defunto, ha valore?
Si; tutto quello che sì fa a beneficio personale o dì qualche defunto, ha valore.
8. E se un defunto si trova nell'inferno, che succede con le preghiere che si fanno in suo favore?
Evidentemente non gli possono valere. In questo caso, Dio le applica a un altro defunto che si sta purificando.
33 - INFERNO
1. Secondo la Bibbia, esiste l'inferno?
Si; secondo la Bibbia, esiste l'inferno.
2. In che consiste l'inferno?
L'inferno consiste in un castigo eterno e definitivo per gli angeli ribelli e i loro seguaci. Questo castigo è presentato mediante simboli: Geenna, lago di fuoco, verme che non muore, fiamme inestinguibili, disperazione, condanna eterna, ecc. Non bisogna confondere la verità con il simbolo che l'esprime, come fanno alcuni fratelli separati, per affermare che non esiste l'inferno. Per cui a un certo momento potrebbe scomparire il simbolo, restando intatta la realtà, come nel caso della Geenna, che era l'immondezzaio di Gerusalemme. Potrà scomparire la Geenna, che è il simbolo, ma non la realtà dell'inferno, che è un castigo definitivo ed eterno.
«E quando usciranno dal tempio vedranno i cadaveri di chi si era ribellato contro di me. I vermi che li mangiano non moriranno mai, il fuoco che li brucia non finirà mai. Sarà una cosa ripugnante per tutti gli uomini. Lo dico io, il Signore» (Is 66,24).
Egli tiene in mano la pala per separare il grano dalla paglia. Il grano lo raccoglierà nel suo granaio, ma la paglia la brucerà con fuoco senza fine (Mt 3,12).
Così sarà alla line dì questo mondo: verranno gli angeli e separeranno i malvagi dai buoni, per gettarli nel grande forno di fuoco. Là, essi piangeranno come disperati (Mt 13,49-50).
Se la tua mano e il tuo piede ti fanno compiere il male, tagliali e gettali via: è meglio per te entrare nella vera vita senza una mano o senza un piede, piuttosto che essere gettato nel fuoco eterno con due mani e due piedi (Mt 18,8).
Allora il padrone tornerà, in un momento che lui non sa, quando meno se l'aspetta, lo separerà dagli altri e lo metterà tra i malvagi. E là piangerà come un disperato (Mt 24,50-51).
Poi dirà ai malvagi: - Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno che Dio ha preparato per il diavolo e per i suoi simili! (Mt 25,41).
Se il tuo occhio ti fa commettere il male, strappalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, piuttosto che avere due occhi ed essere gettato all'inferno, dove si soffre sempre e il fuoco non finisce mai (Mc 9,47-48).
Essi saranno condannati a una rovina eterna, lontani dalla faccia del Signore, lontani dalla sua gloriosa potenza (2 Ts 1,9).
3. Che vogliono dire quei lesti biblici in cui si afferma che i cattivi saranno distrutti ?
Vogliono dire che i cattivi saranno vinti per sempre Si tratta di un linguaggio popolare. Anche noi diciamo: «L'esercito nemico è stato annichilito, distrutto, fatto a polvere...». Non si vuol dire con questo che realmente l'esercito nemico è stato distrutto letteralmente. Solamente si vuol dire che è stato vinto.
34 - INQUISIZIONE
1. Che vuoi dire la parola inquisizione?
La parola inquisizione vuoi dire investigazione o indagine.
2. In che consistette la Santa inquisizione?
La Santa Inquisizione fu istituita dal Papa Gregorio IX, l’anno 1232, per reprimere le eresie, i sacrilegi e i gravi delitti morali.
Quando ci si trovava dinanzi ad un delitto realmente grave e gli accusati non si pentivano, erano consegnati all'autorità civile, che li castigava secondo la legge. Era costume di quel tempo applicare la tortura per ottenere la dichiarazione degli accusati; per cui ci furono molti abusi. Comunque, bisogna giudicare le cose secondo la mentalità dell'epoca. Infatti, in quel tempo non c'erano i concetti di libertà di coscienza e tolleranza religiosa, come per esempio furono attuati secoli dopo negli Stali Uniti, ove molti si trovavano li precisamente per sfuggire alle persecuzioni religiose. In Europa tutti erano obbligati a seguire la religione del re, secondo il principio «cuìus regio, eius et religio» (di chi è la regione, dello stesso è la religione). Per cui un delitto in campo religioso (l'eresia) era consideralo come attentato contro lo stato, che interveniva con tutto il peso della legge.
Questo sistema fu seguito negli stati cattolici, protestanti e musulmani. Era la mentalità dell'epoca. Pertanto, servirsi di questo fallo per attaccare il cattolicesimo, è storicamente scorretto. In campo cattolico la Santa Inquisizione cominciò la sua attività contro gli albigesi e durò sino al principio del secolo passato.
35 - MAGIA
1. In che consiste la magìa?
La magia (fattura) consiste nell'uso di alcune parole, oggetti e riti, a cui si attribuiscono poteri speciali, superiori alle capacità dell'uomo e capaci di sottomettere lo stesso Dio.
2. È buona la magia?
La magia non è cosa buona, giacché ha la sua radice nella ricerca dell'uomo di essere uguale a Dio (Gn 3,5).
Quando sarete entrati nella terra che il Signore, vostro Dio, sta per darvi, non imiterete le pratiche vergognose dei popoli pagani che vi abitano. Nessuno tra di voi bruci in sacrificio un figlio o una figlia; nessuno pratichi la divinazione o cerchi di indovinare il futuro, nessuno eserciti la magia, né faccia incantesimi, o consulti spiriti e indovini; nessuno cerchi di interrogare i morti. Chiunque fa queste cose è considerato dal Signore una vergogna.'A causa di tali pratiche vergognose il Signore, vostro Dio, scaccerà quei popoli davanti a voi. Voi, invece, comportatevi in modo irreprensibile con il Signore, vostro Dio!
I popoli di cui state per occupare il territorio ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma a voi il Signore, vostro Dio, non permette di agire così (Dt 18, 9-14).
Ma i vigliacchi, Ì miscredenti, i depravati, gli assassini, gli svergognati, i ciarlatani, gli idolatri e tutti i bugiardi andranno a finire nel lago ardente di fuoco e di zolfo. Questa è la seconda morte (Ap 21,8).
Fuori i cani, i maghi, i porci, gli assassini, gli idolatri e tutti quelli che amano e praticano la menzogna (Ap 21,15)
36 - MARIA
a) adorazione
1. È vero che i cattolici adorano Maria?
Non è vero. Noi adoriamo solamente Dio. Verso Maria abbiamo un rispetto speciale, trattandosi della Madre di Gesù, nostro Signore e Salvatore. Il culto che le rendiamo si chiama di iperdulìa e non di adorazione.
Fin d'ora tutte le generazioni mi chiameranno beata (Lc l,48b).
b) immacolata concezione
In che consiste Questo dogma?
Nel fatto che Maria, fin dal primo istante della sua concezione, fu esente dal peccato.
Dove si trova questa verità?
La Bibbia dichiara Maria «piena di grazia» (Lc 1,28). La Tradizione sviluppa questo tema, affermando che Maria fu esente anche dal peccato originale fin dal primo momento della sua concezione. Ecco la Bolla «Ineffabilis Deus» del Papa Pio IX, in cui si proclama questo dogma il giorno 8 dicembre 1854:
...A onore della santa e individua Trinità, e gloria e ornamento della Vergine Madre di Dio, per l'esaltazione della Fede cattolica, e per l'incremento della religione cristiana, con l'autorità del Signore Nostro Gesù Cristo, dei beati Apostoli Pietro e Paolo, e Nostra, dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina, la quale ritiene che la beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, ed in vista dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, sia stata preservata immune da ogni macchia di colpa originale, è dottrina rivelata da Dio, e perciò da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli (Neuner-Ross-Rahner, o.c., p. 238).
4. Allora Maria non sarebbe stata salvata da Gesù come succede a tutti noi?
Sì; anche Maria è stata salvata da Gesù. Soltanto che lei è stata salvata prima di essere soggetta al peccato d'origine «in vista dei meriti di Cristo». Come succede a un prigioniero che viene liberato prima di andare in carcere.
E il fatto è mollo logico: dovendo essere la madre di Gesù, era sommamente conveniente che mai fosse stata soggetta al dominio di satana.
c) madre di DIO
5. Perché diciamo che Maria è Madre di Dio, se ha dato a Gesù soltanto la natura umana?
In Gesù c'è una sola persona, quella del Verbo, in due nature, quella umana e quella divina. Avendo Maria dato a Gesù la natura umana, ed essendo Gesù vero Dio e vero uomo, possiamo dire che Maria è Madre di Dio.
A questo proposito, vediamo quanto ci dice il Concilio di Efeso nell'anno 431:
Infatti non è nato dalla Vergine dapprima un comune uomo qualunque, nel quale poi scese il Verbo di Dio; ma si dice che è stato generato unito alla carne secondo la carne nello stesso utero, facendosi propria la generazione della sua carne... Cosi (i santi Padri) non dubitarono di chiamare la santa Vergine Deipara, non perché la natura o la divinità del Verbo abbia avuto il principio della sua origine dalla Santa Vergine, ma perché ha tratto quel sacro corpo informato di anima intelligente da lei, alla quale si dice che e nato secondo la carne il Verbo di Dio, unito secondo l'ipostasi (Neuner-Ross-Rahner, o.c., p. 193).
d) madre della chiesa
6. Perché noi cattolici diciamo che Maria è Madre della Chiesa?
Perché la Chiesa è la continuazione di Cristo nel mondo. Essendo Maria la madre del corpo fisico di Gesù, è anche la madre del suo corpo mistico, che è la Chiesa. E tutti noi credenti, schiavi o liberi, di origine ebraica o pagana, siamo stati battezzati con lo stesso Spirito per formare un solo corpo, e tutti siamo stati dissetati dallo stesso Spirito (1 Cor 12,13).
e) perpetua virginità di maria santissima
È una verità che si trova chiaramente nella Tradizione della Chiesa fin dal principio. Alcuni fratelli separati vorrebbero negarla, basandosi su alcuni testi bìblici mal interpretati. Vediamo le loro obiezioni.
— Fino a quando [L'espressìone "fino a quando" ("donec" nella "volgata") è (traduzione letterale dal latino e non della Bibbia interconfessionale.]
7. La Bibbia dice che Gesù fu concepito per opera dello Spirito Santo (Lc 1,35; Mt 1,20).
In questo siamo d'accordo. Dopo, invece, ci furono relazioni coniugali tra Maria e Giuseppe. Infatti, la Bibbia dice:
Quando Giuseppe si svegliò, fece come l'angelo di Dio gli aveva ordinato e prese Maria come sua sposa, con la quale non ebbe nessun rapporto matrimoniale fino a quando partorì il bambino e Giuseppe gli mise nome Gesù (Mt 1.24-25).
Perché la Chiesa Cattolica insegna che Maria fu vergine anche dopo che nacque Gesù?
L'espressione «fino a quando» (Mt 1,25) non vuol dire che dopo la nascita di Gesù ci furono relazioni coniugali tra Maria e Giuseppe. San Matteo vuol affermare semplicemente che Gesù fu concepito per opera dello Spirito Santo, senza l'intervento di Giuseppe. Infatti, il tema che sta trattando, non è quello della perpetua verginità di Maria, ma quello della concezione verginale di Gesù. Quindi, finché nacque Gesù, non ci furono relazioni tra Maria e Giuseppe, per cui Gesù nacque per opera dello Spirito Santo. E che successe dopo? San Matteo non afferma niente. Facciamo un esempio. Uno mi chiede: «Oggi c'è stato qualche incidente sulla strada?» Risposta: «Fino a quando sono passato io, non c'è stato nessun incidente». Che vuol dire questo? Che dopo c'è stato qualche incidente? No. Io affermo fino a un certo momento e basta. Di quello che sia successo dopo, non so niente.
Nel nostro caso concreto, San Matteo afferma che Gesù fu concepito per opera dello Spirito Santo e quindi non ci furono relazioni tra Maria e Giuseppe. È tutto quello che dice il Vangelo di Matteo. Voler dedurre da questo che secondo San Matteo dopo la nascita di Gesù ci furono relazioni tra Maria e Giuseppe, è una maniera sbagliata di interpretare la Bibbia, facendole dire quello che in realtà non dice. Rispetto a questa maniera di esprimersi, ecco un altro esempio, preso dalla Bibbia:
E Mical, figlia di Saul, non ebbe figli fino al giorno della morte di Davide (2 Sam 6,23).
Che vuoi dire ciò? Che dopo la morte di Davide ebbe figli? Evidentemente no.
- Primogenito
8. La Bibbia presenta Gesù come figlio «primogenito» (Lc 2,7), Ciò vuol dire che Maria ebbe altri figli. Altrimenti, l'avrebbe presentato come figlio «unigenito». Che dire al riguardo?
Che questa maniera di pensare non si accorda con la Bibbia. Infatti, c'è molta differenza tra il linguaggio attuale e quello biblico. Per la Bibbia primo nato o primogenito è lo stesso (Cfr Es 13,2; Nm 18,15). Per questa categoria dì persone erano previsti dalla legge mosaica riti speciali di culto che bisognava soddisfare subito, indipendentemente dal fatto se uno era figlio unico o primo tra molti.
Venne poi per la madre e per il bambino il momento della loro purificazione, com'è stabilito dalla legge di Mosè. I genitori allora portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore. Sta scritto infatti nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito appartiene al Signore. Essi offrirono anche il sacrificio stabilito dalla legge del Signore: un paio di tortore o due giovani colombi (Lc 2,22-24).
Come prova extrabiblica abbiamo una lapide sepolcrale, trovata l'anno 1922 in Tell El Yejudieh (Egitto) e scritta in greco l'anno 5 prima di Cristo. Dice cosi: «La giovane madre ebrea Arsenoe è morta tra i dolori del parto dando alla luce il suo figlio primogenito. Come si vede, nonostante che questa donna non abbia potuto dar alla luce più figli, comunque il primo ed unico figlio che ebbe è chiamato primogenito e non unigenito. Lo stesso successe nel caso di Gesù.
-I fratelli di Gesù
9. La Bibbia parla anche di «fratelli e sorelle» di Gesù (Mt 12,46-47; Mt 13,55-56).
Di alcuni presenta anche i nomi.
Non e lui il falegname, il figlio di Maria e il fratello di Giacomo, Ioses. Giuda e Simone? e le sue sorelle non vivono qui in mezzo a noi? Per questo non volevano più saperne di lui (Mc 6,3). Che si può dire al riguardo?
1. La Bibbia parla di «fratelli di Gesù» e non di «figli di Maria».
2. La parola «fratello» nella Bibbia vuol dire nipote (confrontare Gen 11,27 con Gen 13,8), prossimo (Mt 5,23), correligionario (Atti 9,30), della stessa razza (Tob 1,3.5-10; 4,13; 5,5.9-14, ecc.), cugino (Tob 7,4), parente (Tob 7,10).
3. Di due «fratelli di Gesù», Giacomo e Giuseppe, lo stesso vangelo chiarisce che erano figli di un'altra Maria, diversa dalla madre di Gesù e il loro padre era Alfeo (Mt 10,3).
Molte donne erano là e guardavano da lontano. Esse avevano seguito e aiutato Gesù fin da quando era in Gallica. Tra le altre, c'erano Maria Maddalena, Maria, madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo (Mt 27,55-56).
Alcune donne erano là e guardavano da lontano: c'erano Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo (il più giovane) e di loses, e anche Salome (Mc 15,40).
4. Se Maria avesse avuto altri figli. Gesù, prima di morire, non l'avrebbe consegnala a un estraneo.
Stavano alcune donne: la madre di Gesù, sua sorella, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.
Gesù vide sua madre e accanto a lei il discepolo preferito. Allora disse a sua madre: “Donna, ecco tuo figlio». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre». Da quel momento il discepolo la prese in casa sua (Gv 19,25-27).
Pertanto, «i fratelli di Gesù» erano parenti più o meno vicini.
- Dottrina Cattolica
Fin dal principio la Chiesa Cattolica ha insegnato che Maria è slata sempre vergine. Ecco alcune testimonianze al riguardo:
Certamente non possiamo negare che giustamente sia stato rimproverato circa l'affermazione che Maria abbia avuto altri figli, e che la Vostra Santità (cosi il papa Siricio rispondendo ad Anisio vescovo di Tessalonica) abbia detestato il dire che da quel medesimo seno verginale, da cui è nato Cristo secondo la carne, un altro parto ne sia seguito. Non avrebbe infatti Cristo Signore scelto di nascere da una vergine, se avesse pensato che non sarebbe stata tanto casta da macchiare con un rapporto umano quel palazzo del Re eterno, dove è stato formato il corpo del Signore. Chi afferma questo, sostiene quanto afferma la perfidia dei Giudei, i quali dicono che Cristo non ha potuto nascere da una vergine. Se poi ricevono questa affermazione dai sacerdoti, perché appaia che Maria ha avuto più figli, essi tentano con maggior impegno di condannare la verità dì fede. (Papa Siricio, anno 392, in Neuner-Ross-Rahner, o .e, p. 234). Se qualcuno, in contrasto con l'insegnamento dei santi Padri (come nel can. 2), nega che Maria, santa madre dì Dìo e sempre vergine ed immacolata, negli ultimi tempi ha concepito, senza rapporto umano bensì per opera dello Spìrito Santo, in modo speciale ma reale, il Verbo in quanto esso stesso Dio, (Verbo) nato da Dio Padre fin dall'eternità, e lo ha dato alla luce senza danno per la sua verginità, rimasta intatta anche dopo il parto, sia scomunicato (Concilio Lateranense, anno 649, in Denzinger 256 o 503 nell'edizione XXXIII, 1963).
f) assunzione di maria al cielo
10. In che consiste questo dogma?
Nell'affermare che Maria, dopo aver terminato la sua vita in questo mondo, fu assunta al cielo in corpo e anima.
... a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato su Maria la sua speciale benevolenza, ad onore del suo Figlio, re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre ed a gioia ed esultanza di tutta la Chiesa, per l'autorità di Nostro Signore Gèsu Cristo, dei santi Apostoli Pietro e Paolo, e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'Immacolata Madre di Dio sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo (Ncuner-Ross-Rahner, o.c., p. 245-246).
11. Com'è possibile questo, se la Bibbia dice che "nè la carne né il sangue erediteranno il regno dei cieli»? (1 Cor 15,50).
Quando diciamo che Maria fu assunta al cielo in corpo e anima, stiamo parlando di un corpo glorioso come quello di Gesù risuscitato, non di un corpo normale come quello che abbiamo adesso noi.
12. Qual è il fondamento di questo dogma?
Si tratta di una conseguenza del dogma dell'Immacolata Concezione di Maria. Dal momento che Maria fu esente dal peccato fin dal primo istante della sua concezione, era anche logico che il suo corpo fosse esente dalla corruzione, che precisamente è conseguenza del peccato.
E dal non essere il suo corpo soggetto alla corruzione, ne consegue la sua gloriosa assunzione in cielo. Successe a Maria quello che successe a Gesù e succederà a noi alla fine del mondo prima del giudizio universale. Questo è quanto afferma la Chiesa, basandosi sulla Tradizione.
g) avvocata
13. Come è possibile che Maria sia avvocata, se la Bibbia dice che «Gesù è il nostro avvocato presso il Padre»? (1 Gv 2.1).
Basta leggere l'episodio delle nozze di Cana (Gv 2,1-11), per convincersi che Maria è nostra avvocata presso Gesù e intercede per noi. Infatti, Gesù non pensava di fare il miracolo. Maria intercedette e Gesù lo fece.
Adesso Maria si trova con Gesù nella gloria. E che sta facendo Gesù nella gloria? Sta intercedendo per noi (Rom 8,34). Ebbene, lo stesso sta facendo Maria.
Maria intercede presso suo figlio Gesù e questi intercede presso il Padre.
14. L'espressione di Gesù: «Che c'è tra me e te, o donna» (Gv 2,4) non manifesta un certo disprezzo verso la sua mamma ?
Certamente no. Si tratta di un linguaggio popolare, che manifesta familiarità e mutua fiducia. Difattì, Gesù diede ascolto alla sua mamma e realizzò il miracolo.
37 - MASSONERIA
1. La massoneria è una setta protestante?
No. La massoneria non è una setta protestante.
2. Che vuol dire «massoneria»?
La parola «massoneria» viene dal francese «macòn», che vuoi dire muratore. Infatti, al principio la massoneria era una specie di confraternita o associazione di muratori, specializzati nella realizzazione di grandi costruzioni, come per esempio le cattedrali e i palazzi dei re e dei principi. Per questo, usavano nei riti di iniziazione la squadra e il compasso, e i loro gradì imitavano quelli in uso tra i muratori: apprendista, compagno, maestro, ecc.
3. E’ permesso appartenere alla massoneria?
La Chiesa non permette che un autentico cattolico appartenga alla massoneria.
4. Perché?
Per le seguenti ragioni:
1. Si tratta dì una società segreta. Pertanto rappresenta un grave pericolo per gli individui e la società intera.
2. Ripudia ogni religione soprannaturale: la Rivelazione, la Bibbia, i dogmi di fede, i misteri, ecc.
3. Si preoccupa essenzialmente degli interessi dei suoi membri, mettendoli in posti-chiave e rischiando di commettere molte ingiustizie.
4. Sì oppone alla Chiesa e a ogni tipo di organizzazione, che non accetta di seguire i suoi regolamenti.
38 - MEDICINA
È vero che la Bibbia proibisce l'uso della medicina e insegna che basta la preghiera per guarire?
Non è vero. Nella Bibbia non troviamo nessuna proibizione contro l'uso della medicina (Sir 38,1-15).
Figlio mio, se ti ammali non scoraggiarti, prega il Signore e ti guarirà.
Poi chiama il medico, perché e un dono del Signore, tienilo vicino finché hai bisogno di lui (Sir 38,9.1-2).
Qui vediamo chiaramente come, in caso di malattia, bisogna ricorrere alla preghiera e al medico.
Il Nuovo Testamento presenta la stessa dottrina.
Gesù senti le loro parole e rispose: - Le persone sane non hanno bisogno del medico; ne hanno bisogno invece i malati. Io non sono venuto a chiamare quelli che sì credono giusti, ma quelli che si sentono peccatori (Mc 2,17).
Se qualcuno di voi è malato, chiami i responsabili della comunità. Essi preghino per lui e lo ungano con olio, pregando il Signore. Questa preghiera, fatta con fede, salverà il malato, e il Signore gli darà sollievo. Inoltre, se il malato avesse commesso dei peccati, gli saranno perdonati (Gc 5,14-15).
Gli andò vicino, versò olio e vino sulle sue ferite e gliele fasciò. Poi lo caricò sul suo asino e lo portò a una locanda e fece tutto il possibile per aiutarlo. Il giorno dopo tirò fuori due monete d'argento, le diede al padrone dell'albergo e gli disse: “Abbi cura di lui e anche se spenderai di più pagherò io quando ritorno” (Lc 10,34).
L'olio e il vino erano i rimedi più usati in quel tempo. Ebbene, Gesù non li proibisce. Al contrario, nella Chiesa primitiva l'olio arrivò a trasformarsi nella materia per un sacramento: l'Unzione dei malati.
Se uno pensa di curarsi soltanto con la preghiera, sappia che sta tentando Dio, esigendogli continuamente un miracolo.
Gesù gli rispose: - Ma nella Bibbia c'è scritto anche: Non sfidare il Signore tuo Dio (Mt 4,7).
Perché non fa lo stesso riguardo al cibo, pregando Dio perché gli dia da mangiare senza far niente per guadagnarselo?
39 - MESSA
a) Congedo
1. Che vuol dire la parola «Messa»?
La parola «Messa» vuoi dire congedo. È la parola che si usava per dire alla gente che già poteva andarsene, quando era terminato l'atto liturgico. Con il tempo si usò per indicare tutta la celebrazione.
b) Cena del Signore.
2. In che parte della Bibbia si parla della Messa?
Bisogna distinguere tra la parola e la realtà. La parola cominciò a usarsi dopo qualche tempo, mentre la realtà è perfettamente biblica: frazione del pane (Atti 2,42), Cena del Signore (1 Cor 11,20-23), Eucaristia o Azione di Grazie (Mt 26,27; Mc 14,20; Lc 22,17.19; Atti 27,35) e Benedizione (1 Cor 10,16).
c) Transustanziazione
3. Che vuoi dire la parola «transustanziazione»?
La parola «transustanziazione» vuoi dire che durante la Cena del Signore, la sostanza del pane e del vino si cambia nella sostanza del Corpo e del Sangue di Cristo (Denzinger 877), restando uguali le specie o accidenti (Denzinger 416, 582, 884).
Ecco quanto afferma il Concilio di Trento nel decreto sull'Eucaristìa, approvato nella Sessione XIII dell'11 ottobre 1551:
Poiché Cristo, nostro Redentore, disse che era veramente il suo Corpo quanto offriva sotto la specie del pane (cf Mc 26,26ss-; Mc I4,22ss.; Lc 22,19ss.; 1 Cor 11,24ss.). vi fu sempre la certezza nella Chiesa di Dio, e di nuovo lo afferma questo S.Concilio: Mediante la consacrazione del pane e del vino si ha una trasformazione di tutte le sostanze del pane nella sostanza del corpo di Cristo nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del sangue di lui. E questa trasformazione convenientemente e propriamente è stata chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione. (Neuner-Ross-Rahner, o.c., p. 411).
Evidentemente, perché si realizzi la transustanziazione, c'è bisogno della partecipazione di un ministro consacrato mediante la imposizione delle mani per linea diretta fin dagli apostoli.
d) Simbolo o realtà?
4. Com'è possibile mangiare il Corpo e bere il Sangue di Cristo? In questo caso, non ci trasformeremmo in cannibali? Non si tratterà invece di un semplice sìmbolo?
È lo stesso atteggiamento dei giudei al tempo di Gesù.
Gli avversari di Gesù si misero a discutere tra di loro. Dicevano: -Come può darci il suo corpo da mangiare? (Gv 6,52).
E che rispose Gesù?
Gesù replicò: - Io vi dichiaro una cosa: se non mangiate il corpo del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue ha la vira eterna, e io lo risusciterò l'ultimo giorno; perché il mio corpo è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane unito a me e io a lui. Il Padre è la vita: io sono stato mandato da lui e ho la vita grazie a lui; così, chi mangia me avrà la vita grazie a me. Questo è il pane venuto dal cielo. Non è come il pane che mangiarono i vostri antenati e morirono ugualmente; chi mangia questo pane vivrà per sempre (Gv 6,53-58).
Evidentemente a molli non piacque questa maniera di parlare di Gesù, come adesso non piace a molti fratelli separati.
Molti discepoli, sentendo Gesù parlare cosi, dissero: -Adesso esagera! Chi può ascoltare cose simili? (Gv 6,60).
Comunque, sono parole di Gesù e bisogna accettarle, anche se a qualcuno provocano dispiacere, difficoltà o meraviglia.
Nell'ultima Cena tutto questo divenne realtà.
Poi prese il pane, fece la preghiera di ringraziamento, spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli e disse: -Questo è il mio corpo, che viene offerto per voi. Fate questo in memoria dì me. Allo stesso modo, alla fine della cena, offri loro il calice, dicendo: -Questo calice è la nuova alleanza che Dio stabilisce per mezzo del mio sangue offerto per voi.(Lc 22,19-20).
I primi cristiani capirono perfettamente bene tutto questo e cominciarono subito a celebrare la Cena del Signore, convinti che, con la comunione, ricevevano il «corpo» e il «sangue» di Cristo.
Io ho ricevuto dal Signore quel che a mia volta vi ho trasmesso: nella notte in cui fu tradito, il Signore Gesù prese i] pane, fece la preghiera di ringraziamento, spezzò il pane e disse: “Questo è il mio corpo che è dato per voi. Fate questo in memoria di me”. Poi, dopo aver cenato, fece lo stesso col calice. Lo prese e disse: “Questo calice è la nuova alleanza che Dio stabilisce per mezzo del mio sangue. Tutte le volte che ne berrete, fate questo in memoria di me”. Infatti, ogni volta che mangiate di questo pane e bevete da questo calice, voi annunziate la morte del Signore, fino a quando egli ritornerà.
Perciò, chi mangia il pane del Signore o beve il suo calice in modo indegno, si rende colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. Ciascuno perciò prima esamini se stesso, e poi mangi di quel pane e beva da quel calice. Perché, chi mangia del pane e beve dal calice senza discernere il corpo del Signore, mangia e beve la sua propria condanna (1 Cor 11,23-29).
Se ai fratelli separati lutto questo sembra impossibile, è affare loro. È una prova in più per concludere che vanno per una strada sbagliata.
e) Tipo di presenza
5. Se Gesù è Dio e si trova in ogni luogo, come può racchiudersi in una ostia consacrata?
Quando Gesù sì fa presente nel pane e nel vino, non vuol dire che cessa di essere presente in qualsiasi altra parte. Come Dio continua a essere presente in tutte le parti e come Uomo-Dio, con il corpo risuscitato, continua a essere presente nel cielo. Ebbene, durante la Celebrazione Eucaristica, Gesù si fa presente sacramentalmente sotto le specie del pane e del vino, per darsi a noi come alimento.
Questo è credere nell'onnipotenza di Dio. Questo è credere realmente in Gesù. Altrimenti, la fede sarebbe un semplice sentimentalismo e nient'altro.
f) Pane e vino
6. È vero che nel Concilio di Costanza fu tolto l'uso del vino dalla Celebrazione Eucaristica?
Basta partecipare ad una Santa Messa, per rendersi conto che si usano sempre il pane e il vino. Ecco quanto afferma il Concilio di Costanza nella Sessione XIII del 15 giugno 1415:
“Per evitare alcuni scandali e pericoli, s'introdusse ragionevolmente l'usanza, secondo cui i consacrati ricevessero l'Eucaristia sotto le due specie e i laici sotto la specie del pane. Comunque, deve credersi fermissimamente, senza dubbio alcuno, che sia sotto la specie del pane che sotto la specie del vino è contenuto il corpo intero e il sangue di Cristo” (Denzinger 626 o 1198-1200 nell'edizione XXXIII, 1963).
A questo proposito, ecco quanto afferma il Diritto Canonico:
II sacrosanto Sacrificio eucaristico deve essere celebrato con pane e vino, cui va aggiunta un po' d'acqua (e. 924, paragrafo 1).
La sacra comunione venga data sotto la sola specie del pane o, a norma delle leggi liturgiche, sotto le due specie; però, in caso di necessità, anche sotto la sola specie del vino (e. 925).
Non è assolutamente lecito, anche nel caso di urgente estrema necessità, consacrare una materia senza l'altra o anche l'una o l'altra, fuori della celebrazione eucaristica (e. 927).
40 - MISTERO
Nella Chiesa Cattolica che s'intende con la paro/a «Mistero»?
S'intende una verità così grande che non può essere compresa totalmente: per esempio, la verità circa l'unicità e trinità di Dio, quella che si riferisce all'essere di Cristo con due nature in una sola persona, ecc. Di per sé, tutto ciò che si riferisce a Dio, è un mistero, nel senso che non può essere compreso totalmente da una intelligenza così limitata come la nostra. Solamente nelle religioni «inventate» dagli uomini non ci sono misteri, giacché tutto è fatto su misura. Mentre nella vera religione, che viene da Dio, necessariamente devono esserci misteri, nel senso che non tutto può essere compreso sino in fondo.
41 - PADRE
Perché i cattolici chiamano «Padre» il sacerdote? La Bibbia lo proibisce.
Voi però non dovete fare cosi. Non fatevi chiamare "maestro", perché voi siete tutti fratelli e uno solo è il vostro Maestro.
E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è in cielo. E non fatevi chiamare "capo", perché uno solo è il vostro capo, Il Messia (Mt 23,8-10).
Per poter capire quello che vuol dire questa parte della Bibbia, bisogna leggere quanto segue:
In mezzo a voi, il più grande deve essere il servitore degli altri. Chi vorrà farsi grande. Dio lo abbasserà; chi resterà umile. Dio lo innalzerà (Mt 23,11-12).
Come si vede chiaramente, qui ciò che si vuol proibire è l'atteggiamento di superiorità verso gli altri e non l'uso delle parole maestro, padre e capo o l'esercizio delle relative funzioni.
Infatti, esaminando tutta la Bibbia, vediamo come si usa la parola «Padre» in un senso materiale e spirituale.
- Senso materiale:
Rispelta tuo padre e tua madre (Lc 18,20).
- Senso spirituale:
Padre Abramo, abbi pietà di me (Lc 16,24). Fratelli e padri, state attenti (At 7,2).
Santo Stefano chiama fratelli tutta la gente presente al suo discorso e padri i sacerdoti e gli anziani che facevano da giudici.
Figli miei, per i quali di nuovo soffro i dolori del parto (Gal 4,19).
I sacerdoti possono essere chiamati padri, perché si preoccupano della nostra vita spirituale.
42 - PAGANI O GENTILI
Chi sono i pagani o gentili?
Nell'Amico Testamento si consideravano «gentili» tutti coloro che non appartenevano al Popolo di Dio mediante la circoncisione; ossia erano membri degli altri popoli (popoli = gentes).
Attualmente, le sette protestanti, che si fondano su molte idee prese dall'Antico Testamento, generalmente considerano pagani tutti coloro che non appartengono ai loro gruppi; mentre noi cattolici consideriamo pagani soltanto coloro che credono nell'esistenza dì molti dei o che vivono come se Dio non esistesse.
La parola «pagano» viene da «pagus», che vuoi dire villaggio. Nei secoli quarto e quinto dell'era cristiana, i villaggi erano gli unici luoghi dove ancora non era arrivato il vangelo; per cui con la parola «pagano» si cominciò ad indicare una persona del villaggio, incolta e arretrata sotto l'aspetto civile e religioso, dal momento che continuava a credere negli antichi dei, priva della luce del Vangelo.
43 - PANTEISMO
In che consiste il panteismo?
Il panteismo consiste nel credere che Dio e il mondo sono una sola cosa. Tutto («pan» in greco) è Dio («Theòs»), per cui non c'è nessuna differenza tra il creatore e la creatura.
Il panteismo è la base dello spiritismo, massoneria, teosofia, scientismo, induismo, buddismo, ecc.
44 - PAPA
1. Chi è il Papa?
Il Papa è il successore di San Pietro e quindi il capo della Chiesa Cattolica, fondata da Cristo.
a) Rappresentante di Cristo
2. Non è meglio dipendere direttamente da Cristo e non dal Papa?
Come sì potrebbe dipendere direttamente da Cristo, se lui stesso ha stabilito Pietro come suo rappresentante per dirigere la Chiesa?
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CRISTO - Ef 2.20: Pietra Angolare
Gv 10,11: Io sono il Buon Pastore.
- Mt 28,18 Tutto il potere mi è stato dato nel cielo e sulla terra
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Pietra
Pastore supremo
Tutto il potere |
PIETRO - Ef 2,20: Fondamento o base. - Gv 1,42: Kefas = pietra, roccia.
- Gv 21,15-17: Pasci i miei agnelli. Pasci le mie pecore.
- Mt 16,19: A te darò le chiavi del Regno dei Cieli. Qualunque cosa legherai…. Qualunque cosa scioglierai...
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Come si vede. Cristo è la pietra angolare, il pastore supremo e possiede tutto il potere. Ebbene, vuole che, quando ritorna al Padre, un altro ne prenda il posto per dirigere la Chiesa. E costui sarà Simone, che costituisce «pietra», «pastore supremo del gregge» e guida «con tutta l'autorità».
Tutto questo risulta molto chiaro nella Bibbia. Se i fratelli separati non vogliono capirlo, che ci possiamo fare?
Come sappiamo che l'attuale Papa è il successore di San Pietro?
Lo sappiamo perché abbiamo la lista di tutti i vescovi di Roma da San Pietro fino al Papa attuale
b) Vescovo universale
3. È vero che fu l'imperatore Foca a dare al Papa Bonifacio III il titolo di Vescovo Universale l'anno 606 d.C., dando così origine al Primato del Papa?
Falso. Fin dal principio tutta la Chiesa riconobbe il vescovo di Roma come successore di San Pietro e quindi con piena autorità sul gregge di Cristo (Gv 21,15-17). Ecco quanto afferma al riguardo il Concilio di Efeso, l'anno 431 d.C:
Non c'è dubbio, anzi, a tutti è noto attraverso i secoli come il santo e felice Pietro, principe e capo degli apostoli, colonna della Fede e fondamento della Chiesa Cattolica, ricevette le chiavi del regno dalle mani di nostro Signore Gesù Cristo, Salvatore e Redentore del genere umano, e a lui è stata data la potestà di legare e sciogliere; e lui, nei suoi successori, vive e giudica fino al presente e sempre (Denzinger 112 o 3056 nell'edizione XXXIII, 1963).
e) Infallibilità del Papa
4. Come è possibile che il Papa sia infallibile se lo stesso San Pietro peccò?
Infallibilità non è lo stesso che impeccabilità. Vediamo quanto dice a questo riguardo il Concilio Ecumenico Vaticano I nella Costituzione Dommatica sulla Chiesa di Cristo, approvata il 18 luglio 1870:
II Romano Pontefice, quando parla dalla cattedra, cioè, quando, adempiendo l'ufficio di pastore e di maestro di tutti i cristiani, per la sua suprema autorità Apostolica definisce che una dottrina riguardo alla Fede e ai costumi deve essere tenuta da tutta la Chiesa, per l'assistenza divina a lui promessa nel beato Pietro, gode di quella infallibilità, della quale il Divin Redentore volle dotare la sua Chiesa nel definire una dottrina riguardo alla Fede e ai costumi; perciò tali definizioni del Romano Pontefice sono irreformabili di per sé, non per il consenso della Chiesa (Neuner-Ross-Rahner, o.c., 293).
d) 11 Papa e la politica
5. Perché il Papa si intromette nella politica?
Il Papa non si intromette nella politica. Ciò che fa, è dare orientamenti che possono servire ai politici nel cercare il bene dei popoli ed evitare le ingiustizie.
6. È vero che il Papa benedice le armi e favorisce le guerre?
È una calunnia di certe sette protestanti.
Ciò che fa il Papa, è tutto il contrario. Egli fa tutto il possibile per evitare le guerre, e, quando di fatto c'è qualche guerra, interviene affinchè essa termini al più presto, come ha fatto il Papa Giovanni Paolo II nella guerra tra Inghilterra e Argentina.
e) Tesoro del Vaticano
7. Perché il Papa non vende il «favoloso tesoro del Vaticano» e non distribuisce i soldi ai poveri?
Non è vero che il Vaticano possieda un favoloso tesoro. Generalmente si tratta di opere di arte, che rappresentano il patrimonio culturale di tutta la umanità e che sì trovano nei musei, affinché tutti possano ammirarle. Se fossero vendute, pochi ricchi potrebbero fruirle, e ciò rappresenterebbe un grave danno per tutta l'umanità.
f) La bestia dell'Apocalisse
8. È vero che al Papa si applica il numero 666 dell'Apocalisse? (Ap. 13,18).
Non è vero. Mai nell'Apocalisse si parla male del successore dì San Pietro o del capo della Chiesa fondata da Cristo. Il numero 666 si riferisce alla «bestia», che sta perseguitando la Chiesa, cioè all'imperatore di Roma. Secondo alcuni, si riferirebbe a Nerone, il grande persecutore. Traducendo in ebraico il nome Nerone Cesare e dando a ogni lettera il numero corrispondente, si ricaverebbe 666.
Che dire dell'espressione «yicarius Filii Dei», applicata al Papa? Non darebbe anche 666?
Anzitutto, per indicare il Papa, non si usa l'espressione «Vìcarius Filii Dei» (Vicario del Figlio di Dio), ma «Vicarius Christi» (Vicario di Cristo). Comunque, «Viarius Filii Dei» non da 666, ma 664, sempre in numeri romani.
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V
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F —
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D =
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500
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110
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I
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= 6
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I = 1
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E -
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53
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C
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= 100
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L
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I =
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1
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501
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A
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—
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I
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501
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664
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R
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—
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I = 52
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I
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53
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U
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= 4
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s
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—
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110
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10. Perché molti fratelli separati hanno tanto odio contro il Papa?
Perché il Papa è il capo della Chiesa fondata da Cristo, dalla quale essi si sono separati. La sua presenza e azione rappresenta per loro un richiamo continuo, per cui vorrebbero eliminarlo a qualsiasi costo, se non fisicamente, almeno moralmente mediante la calunnia e l'odio.
Tutto ciò naturalmente manifesta in molte sette un atteggiamento antievangelico, completamente contrario all'insegnamento di Cristo. Speriamo che un giorno questo serva a molti perché essi aprano gli occhi e si rendano conto della triste realtà delle sette.
45 - PARUSIA
1. Che vuoi dire «Parusia?»
La parola «Parusia» vuoi dire presenza. Anticamente indicava l'arrivo ufficiale del re o del governatore per visitare i suoi sudditi.
2. In che consiste, secondo la Bibbia, «la Parusia del Signore» ?
Secondo la Bibbia, «la Parusia del Signore» consiste nella seconda venuta di Cristo, quando verrà con gran potenza e gloria per giudicare i vivi e i morti.
Allora si vedrà nel ciclo il segno del Figlio dell'uomo; allora tutti i popoli della terra piangeranno, e gli uomini vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del ciclo con grande potenza e splendore.
Al suono della grande tromba egli manderà i suoi angeli in ogni direzione. Da un confine all'altro del ciclo essi raduneranno tutti gli uomini che si è scelti (Mt 24,30-31).
3. È vero che Gesù è tornato in questo mondo l'anno 1914?
Non è vero. Si tratta di un'invenzione dei testimoni di Geova. Infatti, nessuno l'ha visto, mentre, secondo la Bibbia, tutti lo dovranno vedere.
46 - PECCATO CONTRO LO SPIRITO SANTO
1. In che consiste il peccato contro lo Spirito Santo?
Il peccato contro lo Spirito Santo consiste nel chiudere la mente e il cuore davanti alla verità. Infatti, lo Spirito Santo è lo Spirito di verità.
2. Secondo la Bibbia, chi sono coloro che commisero questo peccato ?
I farisei. Infatti, videro i miracoli di Gesù, ma non credettero in Lui, cercando ogni pretesto per non accettarlo.
Portarono a Gesù un uomo che era cieco e muto, perché uno spirito maligno era dentro di lui. Gesù lo guarì, e quello si mise a parlare e incominciò a vedere. Le folle erano piene di meraviglia e dicevano: “Non sarà lui il Figlio di Davide che aspettiamo?”.
Ma quando Ì farisei ne furono informati dissero: «È soltanto con l'aiuto di Bedzebùl, il capo dei demòni, che egli ha il potere di scacciare i demòni» (Mt 12,22-24).
«Perciò vi dico una cosa: tutti i peccati e tutte le bestemmie degli uomini potranno essere perdonati, ma chi avrà detto una bestemmia contro lo Spirito Santo non potrà essere perdonato. Se uno avrà detto una parola contro il Figlio dell'uomo potrà essere perdonato; ma chi avrà detto una parola contro lo Spirito Santo non sarà perdonato, né ora né mai (Mt 12, 31-32).
3. Perché non si perdona il peccato contro lo Spinto Santo?
Non si perdona il peccato contro lo Spirito Santo, perché questo peccato impedisce il pentimento. E senza pentimento, non c'è perdono.
47 - PECCATO ORIGINALE
1. Qua! è il peccato originate?
Il peccalo originale è quello che commisero Adamo ed Eva all’origine o principio dell'umanità, come rappresentanti di tutta l'umanità.
2. Dove dice la Bibbia che questo peccato si trasmette a tutti i discendenti di Adamo ed Eva?
In molte parti della Bibbia si parla di questa verità. È sufficiente ricordare la lettera di San Paolo ai Romani e il Salmo 51.
Per la disubbidienza di uno solo, tutti risultarono peccatori; per l'ubbidienza di uno solo, tutti sono accolti da Dio come suoi (Rm 5,19).
Fin dalla nascita sono nella colpa, peccatore mi ha concepito mia madre (Sal 51,7).
48 - PENITENZA
È vero che si può scambiare la penitenza col denaro?
Se per penitenza s'intende il sacramento della confessione, non può esserci mai nessuno scambio.
Se invece per penitenza intendiamo un sacrificio (pellegrinaggio, digiuno...), allora si può convertire in
qualche opera buona in favore del prossimo, come per esempio aiutare con danaro un malato o un povero. Che c'è di raro o sbagliato in tutto ciò? Forse non è questo il senso autentico della penitenza?
«Per digiuno io intendo un'altra cosa: rompere le catene dell'ingiustizia, rimuovere ogni peso che opprime gli uomini, rendere la libertà agli oppressi e spezzare ogni legame che lì schiaccia. Digiunare significa dividere il pane con chi ha fame, aprire la casa ai poveri senza tetto, dare un vestito a chi non ne ha, non abbandonare il proprio simile. (Is 58,6-7).
49 - PELLEGRINAGGIO
1. Perché i cattolici usano fare pellegrinaggi? Da dove hanno appreso quest'usanza?
Dalla Bibbia. Infatti, gli ebrei facevano pellegrinaggi a Gerusalemme.
Che gioia quando mi dissero: “Andremo alla casa del Signore!” (Sal 122,1).
2. Che significato hanno i pellegrinaggi?
I pellegrinaggi sono simbolo del cristiano, che cammina in questo mondo in cerca della patria definitiva.
Perché noi non abbiamo quaggiù una città nella quale resteremo per sempre; noi cerchiamo la città che deve ancora venire. (Eb 13,14).
50 - POSSESSIONE DIABOLICA
1. Quando c'è una possessione diabolica?
Quando uno o diversi spiriti cattivi prendono possesso di una persona (Mt 9,32; Mc 5,1-13; Lc 11,14; Lc 13,11-16).
2. Come si manifesta una possessione diabolica?
Una possessione diabolica si manifesta generalmente mediante malattie, aggressività, bestemmie, forza eccezionale, voci diverse dalla propria e ripudio di Dio.
Gesù era appena sceso dalla barca, quando improvvisamente un uomo uscì da un cimitero e gli venne incontro. Costui era tormentato da uno spinto maligno e stava sempre m mezzo alle tombe dei morti. Nessuno riusciva più a tenerlo legato, neppure con una catena: di fatto, avevano provato diverse volte a mettergli dei ferri ai piedi e delle catene alle mani, ma egli aveva sempre spezzato i ferri e rotto le catene. Nessuno era capace di domarlo. Se ne andava di qua e di là, in mezzo alle tombe e sui monti, di giorno e dì notte, urlando e picchiandosi con le pietre (Mc 5,2-5).
3. Il demonio può prendere possesso di qualsiasi persona?
No. Il demonio può prendere possesso soltanto di quelle persone che vivono nel peccato, mentre non può far niente contro coloro che seguono Cristo.
4. Chi è più forte: il demonio o Gesù?
Gesù è il più forte; per questo, chi crede in Lui ha il potere di espellere i demoni.
Ecco i miracoli che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel mio nome cacceranno i demoni. (Mc 16,17).
I settantadue discepoli tornarono dalla loro missione molto lieti dicendo: - Signore, anche i demoni ci ubbidiscono quando noi invochiamo il tuo nome. Gesù disse loro: - Ho visto Satana precipitare dal ciclo come un fulmine. Io vi ho dato il potere di calpestare serpenti e scorpioni e di annientare ogni resistenza del nemico. Niente vi potrà fare del male (Lc 10,17-19).
51 - PREDESTINAZIONE
1. In che consiste la predestinazione?
La predestinazione consiste nell'idea secondo cui, prima che uno nasca. Dio lo destina alla gloria o all'inferno.
2. La Chiesa Cattolica accetta la dottrina della predestinazione?
No. Si tratta di una dottrina calvinista, ripudiata dalla Chiesa Cattolica.
3. Secondo Calvino, come si sa se uno è predestinato alla gloria o all'inferno?
Se ha successo nella vita (salute, ricchezza e onori), vuoi dire che è un predestinato alla gloria; se non ha successo (malattie, povertà e disprezzo), vuoi dire che Dio lo ha destinato all'inferno.
4. Questa teoria ha conseguenze in campo politico-economico?
Certamente. Infatti, secondo molti studiosi, il calvinismo è l'anima del capitalismo assoluto, crudele e senza scrupoli, che attribuisce a un piano divino le enormi disuguaglianze che ci sono in questo mondo tra ricchi e poveri, Paesi ricchi e Paesi poveri, sfruttatori e sfruttati.
5. Secondo la Chiesa Cattolica, qual è la causa di tante disuguaglianze che esistono tra gli individui e le nazioni?
Secondo la Chiesa Cattolica, la causa fondamentale delle disuguaglianze e delle sofferenze che esistono tra gli individui e le nazioni è l'egoismo, conseguenza del peccato, per cui ognuno si preoccupa di se stesso, dimenticandosi de! fratello.
6. Che bisognerebbe fare, allora, per risolvere tutti i problemi che interessano gli individui e l'umanità intera?
Occorre sviluppare ed applicare i concetti della paternità divina, della fratellanza universale fra tutti gli uomini, dovuta alla comune origine, e della solidarietà fra gli individui e fra le nazioni.
52 - PROCESSIONI
A che servono le processioni?
Le processioni servono per esprimere pubblicamente la fede di un popolo.
Insieme con tutti gli Israeliti egli trasportò l'arca del Signore tra grida di gioia e suoni di trombe (2 Sani 6,15).
53 - PROFETA
1. Che vuoi dire la parola «profeta»?
La parola profeta indica uno che parla in nome di un altro; in concreto, uno che parla in nome di Dio.
2. Quando uno è «falso profeta»?
Uno è falso profeta, quando parla per suo conto, affermando che sta parlando in nome di Dio. Gesù assicurò che, lungo la storia, ci sarebbero stati sempre falsi profeti.
Allora, se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Messia è qui! ecco, è là!" voi non fidatevi. Perché verranno falsi profeti e falsi messia i quali faranno segni miracolosi per cercare di ingannare, se fosse possibile, anche quelli che Dio si è scelto (Mc 13,21-22).
3. Adesso, chi sono i falsi profeti?
I fondatori delle sette con i loro seguaci, giacché dicono che parlano in nome di Dio, mentre ciò è falso. Infatti, fuori della «sua unica» Chiesa, Gesù non autorizza nessuno a parlare in suo nome, ma soltanto i suoi legittimi rappresentanti.
Ma sia maledetto chiunque vi annunzia una via di salvezza diversa da quella che vi ho annunziata: anche se fossi io stesso o fosse un angelo venuto dal ciclo (Gal 1,8).
54 - PROSTITUTA
E’ vero che la Chiesa Cattolica è la "prostituta”, di cui parla l'Apocalisse?
Non è vero. Quando l'Apocalisse parla della prostituta, si riferisce all'impero romano, che praticava l'idolatria e stava perseguitando la Chiesa di Cristo (Ap 17-19).
Uno dei sette angeli, che avevano le sette coppe, venne a dirmi: «Vieni, ti farò vedere il castigo decretato per la grande prostituta che abita presso molte acque. I re della terra sì sono prostituiti con lei e gli abitanti della terra si sono ubriacati con il vino della sua prostituzione» (Ap 17,1-2).
55 - PROTESTANTESIMO
1. Chi ha fondato il protestantesimo?
Martin Lutero, ribellandosi al Papa nell'anno 1517.
2. Quali sono i punti fondamentali della sua dottrina?
1 punti fondamentali della sua dottrina sono i seguenti:
1 - Chiesa
La Chiesa è una società invisibile, alla quale appartengono tutti coloro che credono in Cristo. Solamente il peccato li può separare da essa, non l'autorità ecclesiastica (la scomunica non ha nessuna importanza).
2 - Regola di Fede
Solamente la Bibbia, interpretata personalmente, è regola sufficiente di Fede. Non c'è bisogno della Tradizione e del Magistero della Chiesa.
3 - Salvezza
Si ottiene la salvezza soltanto mediante la fede in Cristo, che consiste in una illimitata fiducia nella sua misericordia. Si ripudia ogni tipo di mediazione: sacerdoti, sacramenti, ecc., bastando il contatto diretto con Dio.
4 - Peccato originale
Prima del peccato originale, l'uomo era libero e sano. Dopo il peccato, la sua natura restò senza equilibrio, né forza, né libertà per resistere di fronte al male. Pertanto, tutti i suoi atti sono macchiati dal peccato e peccaminosi. Solamente una forte fede in Cristo lo può salvare, cosi che i suoi atti peccaminosi non gli siano imputali.
5 - Sacramenti
Lutero accetta solamente tre sacramenti: il battesimo, la penitenza e la Cena del Signore. Nega la transustanziazione, la messa come sacrificio e l'indissolubilità del matrimonio. Ammette il divorzio.
6 - Clero e laicato
Non c'è nessuna differenza tra clero e laicato. Tutti sono uguali. Non ammette l'esistenza di un carattere indelebile che i ministri ricevono mediante l'imposizione delle mani.
3. Quando si cominciò a usare la parola «protestante» e perché?
Si cominciò a usare la parola «protestante» l'anno 1529 nella Dieta di Spira quando i seguaci di Lutero «protestarono» contro l'imperatore Carlo V, che aveva proibito qualsiasi. cambiamento nella situazione religiosa degli stati tedeschi.
56 - PURGATORIO
1. In che cosa consiste il purgatorio?
Il purgatorio consiste in una situazione intermedia tra la morte e la gloria. Non si tratta di uno stato definitivo, come la gloria o l'inferno. Coloro che muoiono in pace con Dio, ma non sono completamente purificati, prima di arrivare alla gloria devono purificarsi mediante la sofferenza.
Ecco alcuni testi biblici che esprimono la convinzione circa l'esistenza del purgatorio. La Tradizione li chiarisce meglio e presenta la esistenza del purgatorio come verità di fede. Naluralmente intendiamo purgatorio come purificazione e non come luogo in cui le anime si purificano.
Se uno avrà detto una parola contro il Figlio dell'uomo potrà essere perdonato; ma chi avrà detto una parola contro lo Spirito Santo non sarà perdonato, né ora né mai (Mt 12,32).
Se invece la sua opera sarà distrutta dal fuoco, egli perderà la ricompensa. Egli personalmente sarà tuttavia salvo, come uno che passa attraverso un incendio (1 Cor 3,15).
Nulla di impuro vi potrà entrare, nessuno che pratichi la corruzione o commetta il falso. Entreranno soltanto quelli che sono scritti nel libro della vita che appartiene all'Agnello (Ap 21,27).
Poi, pieno di collera, lo fece mettere in prigione fino a quando non avesse pagato tutto il debito. (Mt 18,34).
2. Perché Gesù disse al buon ladrone: «Oggi sarai con me nel paradiso» (Lc 23,43) e non disse: «Oggi sarai con me nel purgatorio?»
Gesù ha il potere di purificare una persona in un solo attimo e portarselo direttamente in paradiso. È il padrone di tutto e può fare tutto quello che vuole. In più, la purificazione non dipende dal tempo, ma dall'intensità della sofferenza.
3. Possiamo aiutare le anime di coloro che si stanno purificando dopo la morte?
Si; mediante i nostri sacrifìci, preghiere e buone opere possiamo aiutare i defunti, che sono morti in grazia di Dio e ancora si stanno purificando prima di arrivare al paradiso.
Invece Giuda era sicuro che a quanti fanno una morte santa è destinata un ricompensa magnifica. Perciò egli si lasciò ispirare da un pensiero santo e bello. E proprio per quel motivo fece offrire un sacrificio per il perdono, perché quei morti fossero liberati dal loro peccato (2 Mc 12,45).
4. In che parte della Bibbia si trova la parola «purgatorio»?
In nessuna parte della Bibbia si trova la parola «purgatorio». Non per questo non esiste il purgatorio, inteso come purificazione. Una cosa è la parola e altra cosa è la verità che la esprime. La verità è presente nella Rivelazione; la Chiesa sceglie la parola più adatta per esprimerla.
Lo stesso succede con la parola «Trinità». La Bibbia non presenta questa parola, ma la dottrina di un solo Dio in tre persone (cfr Dio, pp. 175-178).
57 - RELIQUIE
1. Che sono le reliquie?
Le reliquie sono i resti mortali dei santi o gli oggetti che usarono durante la loro vita.
2. Le reliquie dei santi hanno potere dì guarire i malati?
No. Le reliquie dei santi non hanno nessun potere per guarire i malati.
3. Com'è, allora, che qualcuno è guarito, toccando la reliquia di un santo?
In questi casi, è Dio che fa i miracoli per onorare i santi, che sono suoi amici, per premiare la fede dei credenti e spingerli a seguire l'esempio dei santi.
4. Che bisogna fare con le reliquie dei santi?
Bisogna rispettarle, perché ci aiutano a ricordare le persone, a cui appartennero.
La gente prendeva fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con Paolo, li metteva sopra i malati e questi guarivano. Anche gli spiriti maligni uscivano dai malati (At 19,12).
E aggiunse: «Dio si prenderà certo cura di voi. Perciò giuratemi di portare via di qui le mie ossa. (Gn 50,25).
58 - RISURREZIONE
1. Alla fine dei tempi, chi risusciterà?
Alla fine dei tempi tutti risusciteranno: buoni e cattivi.
Non vi meravigliate: viene un'ora in cui tutti i morti, nelle tombe, udranno la sua voce e verranno fuori. Quelli che hanno fatto il bene risorgeranno per vivere; quelli che hanno fatto il male risorgeranno per essere condannati (Gv 5,28-29).
Come loro, io ho questa sicura speranza nel Signore: che tutti gli uomini, sia buoni che malvagi, risorgeranno dai morti (At 24,15).
2. Come sarà possibile la risurrezione dei corpi che sono stati completamente distrutti da qualche bomba o bruciati dal fuoco?
A Dio niente è impossibile. Quel Dio che ha creato il cielo e la terra dal niente, certamente ha il potere di far rivivere un corpo che un giorno ebbe già l'esistenza.
3. Come risusciteranno i corpi di coloro che morirono essendo anziani, malati, deformi o di coloro che perdettero la vita ancor prima di nascere (aborti)?
Tutti i corpi risusciteranno perfetti, sani e completi.
4. Come saranno i corpi risuscitati?
1 corpi risuscitati:
1. Non avranno attività sessuale.
2. Non avranno bisogno di alimentarsi per sussistere.
3. Non potranno soffrire né corrompersi.
4. Non saranno soggetti alle attuali leggi della natura. Pertanto, potranno muoversi con la velocità del
pensiero.
5. I buoni avranno corpi gloriosi, pieni di felicità, al contrario dei cattivi.
Qualcuno forse chiederà: -Ma come risuscitano i morti? Quale aspetto avranno? Lo splendore del sole è di un certo tipo, quello della luna e delle stelle è di un altro genere: ogni stella poi brilla in modo diverso. Lo stesso avviene per la risurrezione dei morti. Si è sepolti mortali, si risorge immortali. Si è sepolti miseri, si risorge gloriosi. Si è sepolti deboli, si risorge pieni di forza. Si seppellisce un corpo materiale, ma risusciterà un corpo animato dallo Spirito. Se vi è un corpo materiale, vi è anche un corpo animato dallo Spirito (1 Cor 15,35.41-44).
59 - RIVELAZIONE PUBBLICA E RIVELAZIONI PRIVATE
La Rivelazione Pubblica è quella che Dio realizzò in favore di tutta la umanità e culminò in Cristo e con gli apostoli. Terminò con la stesura dell'ultimo libro del Nuovo Testamento.
Nei tempi passati Dio parlò molte volte e in molti modi ai nostri padri, per mezzo dei profeti. Ora invece, in questi tempi che sono gli ultimi, ha parlato a noi, per mezzo del Figlio (Ebr 1,1-2).
Carissimi, avevo un gran desiderio di scrivervi a proposito della nostra comune salvezza. Ed ora vi scrivo, ma sono costretto a farlo per incoraggiarvi a combattere in difesa della fede. Quelli che appartengono a Dio hanno ricevuto questa fede una volta per tutte (Gd 1,3).
1. In che consistono le rivelazioni private?
Le rivelazioni private consistono in alcune comunicazioni che Dio da a persone private, generalmente molto unite a Lui.
2. Siamo obbligati a credere nelle rivelazioni private?
No. Siamo obbligati solamente a credere nella Rivelazione Pubblica.
3. Perché, allora, l'autorità ecclesiastica approva certe rivelazioni private e non altre?
Quando l'autorità ecclesiastica approva qualche rivelazione privata, vuol dire che non trova nessuna opposizione tra questa rivelazione privata e la Rivelazione Pubblica, contenuta nella Bibbia e nella Tradizione Apostolica. Quando, al contrario, non l'approva, vuoi dire che c'è qualche opposizione tra la supposta rivelazione privata e la Rivelazione Pubblica, o semplicemente sospetta che possa trattarsi di una frode per ingannare la gente.
4. Come bisogna comportarsi davanti alle rivelazioni private o le apparizioni della Vergine?
Per evitare tristi disillusioni, è meglio stare al giudizio dell'autorità ecclesiastica. Inoltre, è meglio concentrare l'attenzione più sul contenuto delle stesse (preghiera, penitenza, amore...) che sulle circostanze spettacolari che le possono accompagnare.
60 - ROSARIO
1. È vero che è sbaglialo recitare il Santo Rosario, giacché si tratta di ripetere sempre la stessa cosa, sullo stile pagano ?
Quando pregate, non usate tante parole come fanno i pagani: essi pensano che a furia di parlare Dio finirà per ascoltarli. Voi non fate come loro, perché Dio, vostro Padre, sa di che cosa avete bisogno, prima ancora che voi glielo chiediate. Dunque, pregate così:
Padre nostro che sei io ciclo, fa' che tutti ti riconoscano come Dio, che il tuo regno venga, che la tua volontà si compia in terra come in ciclo. Dacci oggi il nostro pane necessario. Perdona le nostre offese come noi perdoniamo a chi ci ha offeso. Fa' che non cadiamo nella tentazione, ma liberaci dal maligno (Mt 6,7-13).
Non si tratta di vane ripetizioni, sullo stile pagano. Il Santo Rosario è tutt'altra cosa. È una preghiera meditata,
I quindici misteri del Rosario sono un'ammirabile e forte sintesi, in forma di meditazione, di tutto il dogma della Redenzione (Papa Leone XIII).
Ciò che Gesù condanna, è la ripetizione meccanica di formule magiche, senza pensare a quello che si dice. E questo non è il caso del Rosario. Se qualche cattolico ignorante lo fa, è dovuto precisamente alla sua ignoranza e non perché sta seguendo l'insegnamento della Chiesa.
Forse Gesù durante l'agonia non pregava “ripetendo le stesse parole”? (Mc 14,39),
2. Quando si cominciò a recitare il Santo Rosario?
La recita del Santo Rosario cominciò circa l'anno 800 all'ombra dei monasteri, come «salterio dei laici». Mentre i monaci recitavano i 150 salmi, i laici recitavano 150 padrenostri, che formavano un rosario, cioè un ramo di rose. Con il passare del tempo, si stabilirono altri tre rosari con 150 avemarie, 150 lodi in onore di Gesù e 150 lodi in onore di Maria. Nell'anno 1365 si diede inizio a una combinazione dei quattro rosari, dividendo le 150 avemarie in gruppi di 10 e mettendo un padre nostro al principio di ognuno di essi. Nell'anno 1500 si stabili per ogni gruppo la meditazione di un fatto della vita di Gesù o di Maria, e cosi sorse l'attuale Rosario di quindici misteri.
61 - SACERDOTI
1. Perché i cattolici obbediscono ai sacerdoti, se furono costoro a uccidere Gesù?
I sacerdoti che uccisero Gesù, furono quelli dell'Antico Testamento, appartenenti alla tribù di Levi; mentre i nostri sacerdoti (vescovi e presbiteri) sono i continuatori dell'opera degli apostoli.
Ora mi rivolgo a quelli che in mezzo a voi sono i responsabili della comunità. Anch'io sono uno di loro, sono testimone della sofferenza di Cristo e partecipo alla gloria che Dio mostrerà presto a tutti gli uomini (1 Pt 5,1).
Ti ho lasciato nell'isola di Creta perché tu finisca quel che è rimasto da fare: perché tu stabilisca in ogni città alcuni re-sponsabili, seguendo le mie istruzioni (Tt 1,5).
2. Perché i cattolici hanno fiducia nei sacerdoti, se la Bibbia proibisce di aver fiducia negli uomini?
Il Signore dice: «Io condanno chi si allontana da me, perché ha fiducia nell'uomo e conta soltanto su mezzi umani (Ger 17,5).
Quando obbediamo ai sacerdoti, noi cattolici poniamo la nostra fiducia in Cristo, che ha stabilito i sacerdoti come suoi rappresentanti, dando loro grandi poteri (Gv 20,23; Le 22,19; Gc 5,14, ecc.).
Gesù disse di nuovo: «La pace sia con voi. Come il Padre ha mandato me, cosi io mando voi» (Gv 20,21).
3. Perché i sacerdoti non si sposano?
I sacerdoti non si sposano perché vogliono imitare l'esempio di Cristo, che non si sposò e insegnò la superiorità del celibato rispetto al matrimonio.
Vi sono diversi motivi per cui certe persone non si sposano: per alcuni vi è un'impossibilità fisica, fin dalla nascita; altri sono incapaci di sposarsi perché gli uomini li hanno fatti diventare cosi; altri poi non si sposano per servire meglio il regno di Dio. Chi può capire, cerchi di capire (Mt 19,12).
Lo stesso San Paolo non si sposò e parlò dell'importanza del celibato per poter essere più liberi nel servizio di Dio.
Vorrei sapervi liberi da preoccupazioni. Infatti l'uomo non sposato si preoccupa di quel che riguarda il Signore e cerca di piacergli. Invece l'uomo sposato si preoccupa di quel che riguarda il mondo e cerca di piacere alla moglie (1 Cor 7,32-33).
4. Perché i sacerdoti si fanno pagare le messe, i battesimi e qualsiasi servizio che rendono?
Ciò che chiedono i sacerdoti, non è un pagamento ma un'offerta per il loro onesto sostentamento. Sotto questo aspetto, i fratelli separati sono più esigenti, perché chiedono le decime, le primizie e le offerte.
Restate in quella casa, mangiate e bevete quel che vi daranno, perché l'operaio ha diritto al suo salario. Non passate di casa in casa (Lc 10,7).
Chi lavora nel tempio riceve dal tempio il proprio nutrimento, e chi si occupa dei sacrifici offerti sull'altare, riceve una parte dei sacrifici. Allo stesso modo, per quelli che annunziano il vangelo, il Signore ha stabilito che hanno il diritto di vivere di questo lavoro (1 Cor 9,13-14).
62 - SANGUE
1. Perché nella Bibbia si proibisce di mangiare il sangue degli animali?
Nella Bibbia si proibisce di mangiare il sangue degli animali, perché gli antichi ritenevano che la vita stava nel sangue, per cui, se uno mangiava il sangue di un animale, allo stesso tempo ne mangiava la vita; un atto senza dubbio peccaminoso, giacché la vita appartiene a Dio.
Come si vede, si tratta di una proibizione, basata su una credenza popolare. Ebbene, cambiando i tempi, cambiano le credenze popolari e cadono anche certe leggi, che si basavano su di esse.
La vita di una creatura risiede nel sangue. Il Signore vi concede di versare il sangue sull'altare come sacrifìcio per il perdono dei peccati, a vostro favore: il sangue infatti permette di ricevere il perdono perché è portatore di vita. Ecco perché il Signore ha dichiarato agli Israeliti: Nessuno di voi e nessuno straniero che abita in Israele ha il diritto di mangiare del sangue (Lv 17,11-12).
2. Ma anche nel Nuovo Testamento troviamo la stessa proibizione, emanata dal Concilio di Gerusalemme (anno 50 circa d.C.). Come interpretarla?
Abbiamo infatti deciso, lo Spirito Santo e noi, di non imporvi nessun altro obbligo al di fuori di queste cose che sono necessarie: non mangiate la carne di animali che sono stati sacrificati agli idoli; non mangiate sangue o carne di animali morti per soffocamento. Infine astenetevi dai disordini sessuali; tenetevi lontani da tutte queste cose e sarete sulla buona stradi. Saluti! (At 15,28-29).
Bisogna vedere il contesto. San Pietro afferma che per la salvezza non servono le opere della legge mosaica, ma basta la fede in Cristo.
Dunque, perché provocate Dio cercando di imporre ai credenti un peso che, né i nostri padri né noi, siamo stati capaci di sopportare? In realtà, sappiamo che anche noi siamo salvati per mezzo della grazia del Signore Gesù, esattamente come loro (At 15, 10-11).
Si tratta di un principio molto chiaro, che non ammette discussione. Tuttavia, esisteva un problema pratico molto delicato: i cristiani dì origine ebrea non avrebbero potuto mai convivere con i cristiani di origine pagana, se questi non avessero evitato quello che ripugnava in una forma assoluta ai primi (mangiare sangue o la carne degli animali sacrificati agli idoli, ccc.).
San Giacomo si fa portavoce di questa problematica e ne cerca la soluzione; proibire ai cristiani dì origine pagana alcune cose che più ripugnano agli ebrei, mentre egli stesso si preoccupa di predisporre questi ultimi ad accettare i pagani nel Nuovo Popolo di Dio, citando l'Antico Testamento.
Quando essi ebbero finito di parlare, Giacomo disse: - Fratelli, ascoltatemi! Simone ci ha raccontato come fin da principio Dio si è preso cura dei pagani, per accogliere anche loro nel suo popolo. Questo concorda in pieno con le parole dei profeti. Sta scritto infatti nella Bibbia: Dopo questi avvenimenti io ritornerò; ricostruirò la casa di Davide che era caduta. Riparerò le sue rovine e la rialzerò. Allora gli altri uomini cercheranno il Signore, anche tutti i pagani che ho chiamati ad essere miei. Cosi dice il Signore. Egli fa queste cose, perché le vuole da sempre (At 15,13-18),
Inoltre notiamo che la proibizione non si riferiva a tutta la Chiesa e per sempre, ma ad alcune comunità in particolare, dove più forte era il problema della convivenza tra cristiani di origine ebrea e cristiani di origine pagana, ossia nelle comunità di Antiochia, Siria e Cilicia.
3. Cos'è, allora, questo divieto?
E una disposizione disciplinare, intesa ad evitare la divisione tra i cristiani di origine pagana e i cristiani di origine ebrea. Infatti, poco dopo San Paolo, constatando l'inefficacia di tale disposizione, afferma che si possono mangiare le carni degli animali sacrificati agli idoli.
Dunque: le carni sacrificate agli idoli si possono mangiare? Noi sappiamo che gli idoli di questo mondo non sono niente, e che vi è un solo Dio. Non tutti però hanno questa conoscenza. Alcuni, abituati finora al culto degli idoli, mangiano ancora quelle carni come se appartenessero agli idoli. E la loro debole coscienza ne è turbata (1 Cor 8,4.7).
4. Ma il decreto afferma che sì tratta di una disposizione che è parsa bene allo stesso Spirito Santo (At 15,28a). Come potrebbe trattarsi di una semplice disposizione disciplinare?
Lo Spirito Santo guida sempre la Chiesa, non solamente quando si decidono dogmi, validi per tutti e per sempre, ma anche quando si danno orientamenti pratici che aiutano nella vita normale dei discepoli di Cristo.
5. Che pensare di quelli che proibiscono la trasfusione di sangue, basandosi nella Bibbia?
Che interpretano male la Bibbia, confondendo credenza con dottrina, disposizione disciplinare con precetto assoluto, per tutti e per sempre.
63 - SANTI
1. Chi sono i santi?
I santi sono discepoli di Cristo, che vivono nella gloria e che la Chiesa ci presenta ufficialmente come esempi da imitare per seguire meglio il cammino di Cristo.
2. In che consiste il «Processo di Canonizzazione dei Santi?»
II processo di canonizzazione dei santi consiste in un'accurata e rigorosa serie di indagini, prima che uno possa far parte del canone (lista) dei santi. L'autorità ecclesiastica infine proclama santi solo coloro che hanno dato in vita un'alta testimonianza di santità.
Non si tratta di un processo per far santi, ma per riconoscerli e presentarli alla imitazione dei fedeli.
3. A parte di questi «santi» riconosciuti ufficialmente, ci sono altri santi?
Certamente. Tutti coloro che si trovano in pace con Dio, sono santi. Fra questi, alcuni sono ancora pellegrini in questo mondo; altri si stanno purificando e altri stanno godendo la vita eterna con Dio. Il giorno primo di novembre noi cattolici ricordiamo «tutti i santi» che si trovano nel paradiso; il giorno due di novembre ricordiamo tutti i defunti, che si stanno purificando; e ogni giorno dell'anno ricordiamo santi illustri, che rappresentano per noi un esempio da imitare per il loro alto grado di fedeltà a Cristo.
4. Sì è sempre usato questo metodo per riconoscere i santi?
No. Nei primi secoli della Chiesa, bastava l'opinione del popolo in generale per proclamare i santi. Quasi sempre si trattava di martiri, grandi evangelizzatori e persone che si erano consacrate a Dio in povertà, castità e obbedienza.
Con il passar del tempo il Papa assunse sotto la sua responsabilità questo compito stabilendo norme e criteri ben precisi per assegnare questo riconoscimento ufficiale nella Chiesa.
Tra le condizioni principali per procedere alla canonizzazione di un santo, è necessario dimostrare chiaramente l'eroicità delle sue virtù e, per sua intercessione, la realizzazione di un certo numero di miracoli ben documentati.
Come si vede, il problema della canonizzazione dei santi, è più serio e complicato di quanto uno possa immaginarsi.
5. Come si chiama l'omaggio che si rende ai santi?
L'omaggio che si rende ai santi si chiama venerazione o dulia.
6. Che differenza esiste tra l'adorazione e la venerazione?
L'adorazione consiste nel sottomettersi completamente a una persona, riconosciuta come essere supremo, e ciò è possibile solamente nei riguardi di Dio; mentre 1a venerazione consiste nel rendere omaggio a una persona per qualche merito speciale (eccellente santità, scienza eminente, ecc.), ed è quanto si fa nei riguardi degli angeli e dei santi.
Ma Gesù disse a lui: - Vattene via. Satana! Perché nella Bibbia è scritto: Adora il Signore, tuo Dio; a lui solo rivolgi la tua preghiera (Mt 4,10).
Difatti io sono Raffaele, uno dei sette angeli che stanno davanti al trono di Dio per servirlo.
Tobi e Tobia furono presi da grande stupore al sentire quelle parole. Si gettarono con la faccia a terra, pieni di paura (Tb 12,15-16).
Ha guardato a me, alla sua povera serva: tutti, d'ora in poi, mi diranno beata (Lc 1,48).
7. Oltre che imitare gli esempi dei santi, possiamo chiedere la loro intercessione?
Si. In effetti, seguendo l'esempio di Cristo, anche i santi nel cielo intercedono per noi.
Gesù è alla destra del Padre, intercedendo per noi (Rm 8,34).
64 - SCAPOLARE, MEDAGLIA, ecc.
A che servono gli scapolari e le medaglie? Gli scapolari e le medaglie sono segni di un impegno che uno assume per realizzare alcune pratiche di pietà. Spesso a tale impegno corrispondono benefici di ordine spirituale, legati a rivelazioni private, la cui accettazione è completamente lìbera.
65 - SCISMA
1. Che vuoi dire scisma?
Scisma vuoi dire separazione.
2. Che dice la Bibbia circa lo scisma?
La Bibbia condanna ogni scisma.
Purtroppo alcuni della famiglia di Cloe mi hanno fatto sapere che vi sono litigi tra voi. Mi spiego: uno di voi dice: “Io sono di Paolo”; un altro: “Io di Apollo”; un terzo sostiene: “Io sono di Pietro”; e un quarto afferma: “Io sono di Cristo”.
Ma Cristo non può essere diviso! E Paolo, d'altra parte, non è stato crocifìsso per voi. E nessuno vi ha battezzati nel nome di Paolo (1 Cor 1,11-13).
Anzitutto mi dicono che nella vostra comunità, quando vi riunite, si formano gruppi rivali. Credo che in parte sia vero. Infatti le divisioni sono necessarie perché si possano riconoscere quelli che sanno superare le prove (1 Cor 11,18-19).
66 - SETTA
1. Cos'è una setta religiosa?
Una setta religiosa è un gruppo di credenti, separati dal tronco originale.
2. Che intendiamo noi cattolici per «sette protestanti»?
Noi cattolici, quando parliamo di sette protestanti, generalmente ci riferiamo a tutti quei gruppi che cominciarono a sorgere nel cristianesimo all'inizio del 1800; pertanto, non ci riferiamo a quei gruppi che si riallacciano a Martin Lutero e che si separarono dalla Chiesa Cattolica nei secoli XVI-XVIII o anche prima di Lutero (esempio, i Valdesi).
67 - SETTIMANA SANTA - PASQUA
Perché non si celebra la Pasqua tutti gli anni nella stessa data?
La Pasqua non si celebra tutti gli anni nella stessa data, perché è regolata dal plenilunio dell'equinozio di primavera che quindi non coincide tutti gli anni nella stessa data.
68 - SUPERSTIZIONE
1. In che cosa consiste la superstizione?
La superstizione consiste in una forma errata di esprimere la propria fede, avendo fiducia in oggetti, parole, riti o forze immaginarie, come se fossero Dio o avessero il potere di obbligare Dio a concedere qualcosa. In questo campo possiamo ricordare gli amuleti, i talismani, le lettere in catena (lettere di Sant'Antonio), alcune preghiere, ecc.
2. Cos'è un amuleto?
Un amuleto è un oggetto che si usa per proteggersi contro le forze nemiche.
3. Cos'è un talismano?
Un talismano è un oggetto che si usa per attirare la buona sorte o fortuna.
4. Che sono le «lettere in catena»?
Le lettere in catena sono lettere contenenti preghiere, richieste dì denaro o altro, che impongono dì trasmettere ad amici e conoscenti un determinato numero di copie delle suddette lettere, minacciando castighi e sventure in caso di inadempienza.
5. È vero tutto ciò?
Nemmeno per sogno. Ciò che bisogna fare in questi casi, è strappare la lettera e cestinarla, avendo fiducia in Dio e chiedendogli tutto ciò di cui uno ha bisogno.
6. È vero che esistono certe preghiere infallibili allo Spirito Santo, a Santa Rita o ad altri santi?
No. Generalmente quelli che pensano così hanno una mentalità magica, secondo la quale si pretende di obbligare Dio a concedere un favore, ripetendo alcune preghiere un determinato numero di volte (3-7). Ma noi sappiamo che nessuno ha il potere di obbligare Dio a concedere una cosa. Ciò che possiamo fare, è chiedere un favore a Dio con fiducia, convinti che ce lo concederà, se risulta per il nostro bene.
69 - TOLLERANZA
1. In che consiste la tolleranza?
La tolleranza consiste nel rispettare tutti, senza distinzione di credo, ideologia o razza.
2. Quando è cominciata la tolleranza religiosa?
Le idee di tolleranza religiosa, maturate in alcuni intellettuali europei, ebbero concreta realizzazione negli Stati Uniti d'America nei secoli XVII e XVIII, poiché molti vi giunsero per sfuggire alle persecuzioni religiose d'Europa. Constatando i danni causati dall'intolleranza religiosa, decisero di prendere il cammino contrario e formarono così una nuova nazione, in cui tra le altre libertà si proclamò anche la libertà religiosa.
70 - TRADIZIONALISTI CATTOLICI
1. Chi sono i tradizionalisti cattolici?
I tradizionalisti cattolici sono i seguaci dell'arcivescovo francese Marcel Lefèbvre, che nell'anno 1975 si ribellò contro il Papa Paolo VI, non accettando le conclusioni del Concilio Ecumenico Vaticano II per alcuni cambiamenti specialmente in campo liturgico.
2. Come sono considerati dalla Chiesa Cattolica? Dalla Chiesa Cattolica sono considerati come scismatici.
71 - VINO, LIQUORI, ecc.
1. È vero che la Bibbia proibisce di bere vino?
Ciò che proibisce la Bibbia, non è il semplice bere vino, ma l'ubriacarsi. Infatti, tutto ciò che può far danno alla salute, è peccato.
Non fare agli altri quello che non vuoi ricevere da loro. Non bere troppo vino, per non prendere l'abitudine dì ubriacarti (Tb 4,15).
Smetti di bere soltanto acqua; prendi anche un po' di vino per favorire la digestione, visto che sei spesso malato (1 Tm 5,23).
2. A questo riguardo, quale fu l'esempio di Gesù? Gesù, seguendo l'usanza del tempo, beveva vino durante i pasti. Basti ricordare i casi delle nozze di Cana e dell'Ultima Cena.