Ogni bambino che nasce è un inno alla vita!

La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, vivila.
La vita è una gioia, gustala.
La vita è una croce, abbracciala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è pace, costruiscila.
La vita è felicità, meritala.
La vita è vita, difendila.
(Beata Madre Teresa di Calcutta)
Ci sono minori feriti profondamente dalla violenza o dall’indifferenza degli adulti: abusi sessuali, avviamento alla prostituzione, bambini obbligati a lavorare o arruolati per combattere, bambini abbandonati e che muoiono di fame o a causa dell’AIDS
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I NUMERI DELLA VERGOGNA |
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1 miliardo |
I bambini in povertà |
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640 milioni |
Sono senza servizi igienici |
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400 milioni |
Non hanno acqua potabile |
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300 milioni |
Non sanno che cosa accade nel resto del mondo perché non hanno tv, radio, stampa, internet… |
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270 milioni |
Sono privi di cure mediche |
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180 milioni |
Sono sfruttati sul lavoro |
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120 milioni |
Non frequentano la scuola |
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90 milioni |
Soffrono di carenze alimentari |
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20 milioni |
Dal 1990 ad oggi, hanno abbandonato casa a causa della guerra |
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15 milioni |
Sono orfani a causa dell’Aids |
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40 mila |
Sono uccisi ogni anno dalle mine antiuomo |
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29.158 |
Muoiono ogni giorno per malattie curabili |
Che male hanno fatto tanti piccoli per meritare tanta sofferenza?
IL TURISMO SESSUALE
L’aspetto più vergognoso del turismo sessuale è quello legato alla prostituzione minorile. Sono oltre 2 milioni i minori al di sotto dei 15 anni costretti a prostituirsi, soprattutto in estremo oriente e nel sud-est asiatico in particolare.
Le più colpite sono le bambine tra gli otto e i sedici anni, ma in molte regioni l’età scende fino a quattro anni.
Quasi sempre le famiglie vendono i bambini che non riescono a sfamare, in cambio di qualche migliaio di dollari e con la speranza di avviarli verso un futuro migliore.
Questo orribile commercio avviene quasi sempre con la complicità delle autorità.
Il perché è presto detto: il turismo sessuale, aumentando il numero di turisti, diventa uno strumento di introito di valuta straniera.
LAVORO MINORILE
NON TOCCATE I DIRITTI DEI BAMBINI!
“Non rovinateci il futuro, perché il futuro siamo noi!”
120 milioni di bambini, tra i 5 e i 14 anni, sono costretti a lavorare prematuramente in tutto il mondo, non solo nei paesi in via di sviluppo, ma anche nei paesi ricchi.
Ridotti in vera e propria schiavitù lavorano per molte ore consecutive e in condizioni che compromettono la loro salute, nelle piantagioni di caffè, cacao, tabacco e canna da zucchero, nelle miniere, nelle fabbriche di tappeti, di giocattoli, di scarpe, di fiammiferi e fuochi d’artificio.
I bambini hanno diritto al gioco, ad andare a scuola, al riposo, e allo svago. Ma un bambino che lavora non ha tempo per andare a scuola, né tanto meno per giocare ed è costretto a lavorare in condizioni umilianti e pericolose che provocano malattie e deformazioni fisiche.
Perché un bambino è costretto a lavorare?
La causa principale è la povertà. Molte fabbriche richiedono la manodopera infantile perché costa molto meno di quella degli adulti. I bambini non protestano, sono più docili, non possono difendersi né ribellarsi. Moltissime famiglie riescono a sopravvivere grazie ai guadagni, seppure miseri, dei loro figli.
RIFLETTIAMO:
Oggi non esiste una legge che obblighi le imprese alla trasparenza riguardo alle condizioni sociali della loro produzione. Di conseguenza tutti noi rischiamo di essere complici inconsapevoli delle peggiori forme di sfruttamento: sfruttamento del lavoro infantile, lavoro forzato, orari di lavoro massacranti, salari indegni, etc.
E’ da questa constatazione che nasce l’idea dei marchi etici; un modo per responsabilizzare i consumatori e costringere le imprese a misurare la propria competitività con le esigenze dello sviluppo e del rispetto delle condizioni di lavoro.
Altra brillante proposta è quella di incoraggiare la vendita di prodotti “equo-solidali”.
In molte realtà depresse del Sud del mondo esistono ormai forme di autorganizzazione produttiva, grazie alle quali piccoli produttori agricoli e artigianali prendono in mano il proprio destino, fissano la propria remunerazione e si liberano della miseria, commerciando direttamente con cooperative del Nord del mondo a condizioni eque. In questo contesto non esiste sfruttamento infantile.
ADULT WARS, CHILD SOLDIERS
(Guerre dei grandi, soldati bambini)
I bambini soldato sono mezzo milione, nel mondo. Li mandano in avanguardia, così se ci sono mine nel terreno, saltano per aria loro e si risparmiano soldati adulti.
Le mine antiuomo sono responsabili di 15.000 vittime all’anno, circa un quinto di essi sono bambini.
Le bambine sono impiegate come vivandiere, “mogli” temporanee di truppa e subiscono violenze di ogni genere.
I guerriglieri dei gruppi armati colombiani li chiamano “piccole api” perché riescono a “pungere” (sparare) prima che il loro bersaglio si accorga di essere sotto tiro.
Imbracciano il fucile per vendicare il padre o i fratelli morti o, più spesso, semplicemente per avere un pasto garantito ogni giorno.
BAMBINI DI STRADA
Oggi nel mondo ci sono almeno 30 milioni di street children.
Dall’alba al tramonto, vanno in giro e la sera si ritrovano in gruppo, nella stazione degli autobus o sotto un ponte, a respirare colla o benzene per rintontirsi e non pensare.
Questo è Alex: “Io ho nove anni, vivo in strada da quando ne avevo tre, ma per il mio Paese non esisto, non sono nessuno. I miei genitori non mi hanno mai iscritto all’anagrafe ed io non ho i soldi per farlo, così è come se non ci fossi! Sono un fantasma, ma di quelli che hanno fame e sete, che vorrebbero andare a scuola e avere una famiglia!”
Brasile: i bambini di strada
Almeno sette milioni di bambini adolescenti vivono abbandonati per le strade delle principali città brasiliane.
Questi bambini non hanno altra scelta che sopravvivere quotidianamente di espedienti, il che li porta spesso a diventare mendicanti cronici a specializzarsi in piccoli furti, alla prostituzione per ricchi turisti del nord.
Il loro comportamento è gravemente antisociale e la società si difende spesso uccidendoli. Solo negli ultimi cinque anni sono stati 16.000 i bambini di strada assassinati dagli squadroni della morte. Questi ultimi sono composti, per lo più, da poliziotti statali che come secondo lavoro svolgono la professione di children’s killer, ai quali si rivolge l’elite carioca per la propria sicurezza.
FAME
Un bambino su 12, nel mondo, non arriva a compiere 5 anni.
Più di 5.000.000 di bambini muoiono di fame, 20.000.000 nascono sotto peso e 850.000.000 di persone sono cronicamente denutrite.
A causa della carenza di cibo moltissimi bambini nascono mentalmente ritardati e in vita sono soggetti alla caduta di capelli, fino alla calvizia, all’invecchiamento precoce, ventre gonfio, rachitismo, alla perdita delle unghie e della vista e talvolta anche del primo strato di pelle, …

AIDS
Nel mondo sono due milioni e mezzo i bambini segnati dal marchio dell’Aids.
La situazione più tragica è in Africa.
Si parla ormai di milioni di persone colpite da questo flagello, e di queste, tantissime sono state contagiate sin dalla nascita.
L’umanità non può chiudere gli occhi di fronte ad un dramma così preoccupante!
RIFLETTIAMO:
Oggi circa 400 persone muoiono ogni giorno in Kenya per Aids, una malattia che in Europa e in America del Nord non è più mortale, ma cronica.
Perché questa differenza?
Per l’azione genocida dei cartelli farmaceutici che rifiutano di abbassare i prezzi per l’Africa. E’ una questione morale che dimostra la mancanza di coscienza sociale di tali imprese capitalistiche.
La nostra è dunque una umanità senza speranza?
Tu vuoi che sia così?
DIO no, e noi…
NEPPURE!!!!!
“… non è sufficiente limitarsi ad iniziative straordinarie. L’impegno per la giustizia richiede un autentico cambiamento dello stile di vita, soprattutto nelle società del benessere…” (Giovanni Paolo II)
“ Il sogno di una persona sola resta solo un sogno.
Un sogno, comunicato ad un altro, già
diventa realtà.”