L'educazione dei figli: amore, sostegno, pazienza.
Una famiglia è completa quando ci sono i figli: frutti dell'amore di due persone che, per amore, si sono unite e hanno generato vite che saranno la testimonianza vivente di questo amore.
Dire figlio allora è dire amore come tale deve essere considerato e trattato finché dura la sua vita. E' ovvio che noi parliamo della famiglia cristiana, quindi di genitori cristiani, nutriti dal Vangelo di Cristo, formati nella loro mentalità e nella loro coscienza dai comandamenti di Cristo e nutriti costantemente dai Sacramenti con i quali Cristo comunica ad essi la propria vita. E' questa una panoramica di famiglia esistente da venti secoli, ma a troppi sconosciuta o per effetto dell'influenza negativa dell'attuale cultura materialista, senza Dio ed egoista, o per dimenticanza più o meno colpevole.
L'educazione dei figli è un'azione complessa che si fonda su principi generali, i quali poi dovranno essere applicati e adattati alle esigenze dei singoli temperamenti. I principi generali sono: attenzione alle difficoltà, ai problemi, alle esigenze di ognuno.
Tale attenzione è indispensabile per vedere, capire, intuire le necessità dei figli al fine di adeguare i propri comportamenti a queste loro esigenze di crescita fisica e morale.
Non dimentichiamo il paragone che gli educatori antichi usavano per descrivere il bambino che doveva essere educato. Essi dicevano: " il bambino è come l'albero giovane che, per crescere diritto verso la luce del cielo a cui è destinato, ha bisogno di essere legato ad un sostegno forte che gli impedisca di piegarsi...
Sostegno forte... La fortezza di chi educa deve essere usata per mettere in atto la grande virtù della pazienza, la quale ha il potere di costruire (l'impazienza demolisce).
Il bambino non sa, non capisce, non ragiona. E' guidato dall'istinto che ha moti improvvisi, per loro natura irrazionali. Du qui i capricci, le testardaggini, le impuntature.
Non maltrattarlo allora il bambino. Dagli tanta tenerezza.
Abbraccialo stringilo al cuore, digli che gli vuoi bene e per questo gli chiedi di ubbidirti. Fagli sentire l'amore da cui l'hai generato. La ribellione è sempre una richiesta di tenerezza.
Non fare come gli americani che, per non patire, non hanno pazienza ed hanno istituito il metodo del libertinaggio, lasciando i figli liberi di fare tutto ciò che vogliono. Ed essi sono senza sostegno, senza guida, senza amore vero.
Così l'immoralità dilaga in tutto il paese, e dall'America si diffonde in tutto il mondo occidentale. Non basta che i figli siano amati, bisogna che lo sappiano; bisogna che se lo sentano dire.
E non affidare tutto al ragionamento. Affidati alla tenerezza. E' il vero toccasana.
Consolatrice e Regina delle Famiglie aiuta, benedici, soccorri i nostri figli mentre noi li educhiamo nel tuo amore.
BIOETICA E FAMIGLIA