LE “VERITA’”
DEL PROCESSO CONTRO ADEL SMITH
di GIORGIO NICOLINI
Essendo il diretto interessato, volevo dare delle informazioni più dettagliate sul processo contro Adel Smith celebrato a Verona il 16 marzo scorso (del quale riporto nella parte sottostante un articolo del giornale “L’Arena” di Verona, del 17 marzo).
Il processo era stato avviato per una mia "denuncia-querela" presentata ad Ancona, ove risiedo, per le frasi pronunciate da Adel Smith in più occasioni, secondo il quale "la Chiesa è un'associazione a delinquere" e "il Papa è il capo di questa associazione a delinquere"; quindi, per deduzione, noi cattolici saremmo dei "delinquenti"... Quelle frasi e altre violavano degli articoli del Codice Penale, sia a riguardo del vilipendio della "religione Cattolica" (considerata ancora "religione di Stato"), sia a riguardo della "diffamazione".
La denuncia l'avevo presentata dietro invito del mio amico Dott. Arrigo Muscio di Brescia, Presidente dell’”Associazione Genitori Cattolici” di quella città, ed era stata accettata dalla Procura della Repubblica di Verona, convocandomi poi al processo (difeso dall'avv. AVANZI, di Verona), che, dopo due precedenti rinvii, è stato celebrato il 16 marzo scorso.
L'Avv. AVANZI mi aveva informato che, in realtà, dal fascicolo in suo possesso, prelevato a mio nome, le denunce presentate contro Adel Smith sarebbero state fatte anche da altri cittadini, compreso Arrigo Muscio. Ma, stranamente, né Arrigo Muscio né gli altri denuncianti sono stati convocati, nonostante fossero “parte offesa”. Io - che ero molto lontano da Verona - sono stato invece “stranamente” “scelto” come “l'unico” convocato per testimoniare contro Adel Smith.
Allora ho avvisato il Dott. Arrigo Muscio, che si è presentato ugualmente all'Udienza del Tribunale di Verona (con il suo avvocato). Di norma, infatti, tutti i denuncianti avrebbero dovuto essere stati convocati a Verona per il processo, in qualità di “parti offese” e con la possibilità di costituirsi “parti civili”: ma ciò stranamente non è stato fatto... e ciò ha, di fatto, "agevolato" indubitabilmente Adel Smith, il quale si è trovato di fronte meno legali di “parte civile”.
Il processo ora è stato “canalizzato” sul binario della Corte Costituzionale, dal momento che il Giudice ha accolto l'istanza del difensore di Smith e del Pubblico Ministero riguardo ad una presunta "illegittimità" dell'art. 403, per maggior penalizzazione nei confronti delle offese arrecate alla Religione Cattolica.
In realtà, però, c'era anche il reato di "diffamazione" (la definizione di "delinquenti" a tutti i cattolici del mondo): ma su questo punto nessuno ha proceduto, nonostante l’espressa richiesta presente nella mia “denuncia-querela” ed in quella del Dott. Muscio.
Così Adel Smith non ha subìto - per ora - nessuna condanna e l'art. 403, che punisce le offese contro la Religione Cattolica, è ora il vero "processato" dalla Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sull’incostituzionalità della norma in oggetto.
Il Dott. Arrigo Muscio era uno dei "denuncianti" che doveva essere convocato come me (ma ciò non era avvenuto), e la sua imprevista presenza ha fatto mettere in luce le "contraddizioni" del processo. Nella circostanza, con il suo Avvocato, Muscio aveva anche richiesto di "costituirsi parte civile", per richiedere "i danni materiali e morali" per essere stato definito (io, lui e tutti noi cattolici) "dei delinquenti". Ma la sua richiesta è stata rifiutata, contro ogni logica "legale".
Giustamente Arrigo Muscio, abbandonando l'aula per protesta per l'assenza del Crocifisso, presente invece nelle altre aule in base ad una disposizione del Ministero, ha detto che proprio quel simbolo è l'emblema di un "giudizio ingiusto" patito da un innocente e monito per tutti i "giudizi ingiusti" della storia.
“Me ne vado – ha detto Muscio – ricordando tuttavia anche il monito del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, primo magistrato italiano, in qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, che ha difeso in più di un’occasione il valore del crocifisso”.
Tornano qui davvero opportune le Parole ammonitrici della Sacra Scrittura: "Non farai deviare il giudizio del povero, che si rivolge a te nel suo processo" (Es.23,6). E anche Gesù disse con severità: "Non giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con giusto giudizio!» (Gv.7,24).
Rivolgendosi ai “potenti” la Parola di Dio, nel libro della Sapienza, “avverte”: "La vostra sovranità proviene dal Signore; la vostra potenza dall'Altissimo, il quale esaminerà le vostre opere e scruterà i vostri propositi; poiché, pur essendo ministri del suo regno, non avete governato rettamente, né avete osservato la legge né vi siete comportati secondo il volere di Dio. Con terrore e rapidamente egli si ergerà contro di voi poiché un giudizio severo si compie contro coloro che stanno in alto. L'inferiore è meritevole di pietà, ma i potenti saranno esaminati con rigore. Il Signore di tutti non si ritira davanti a nessuno, non ha soggezione della grandezza, perché egli ha creato il piccolo e il grande e si cura ugualmente di tutti. Ma sui potenti sovrasta un'indagine rigorosa" (Sap. 6,3-8).
Ma il Signore, con la sua Parola Divina, conforta tutti noi, “credenti” in Lui, perché: “Il Signore Dio ci vede dall'alto e in tutta verità ci dá conforto, precisamente come dichiarò Mosè nel canto della protesta: Egli si muoverà a compassione dei suoi servi” (2^Mac.7,6).
Infatti sta scritto: "Il Signore sta assiso in eterno; erige per il giudizio il suo trono: giudicherà il mondo con giustizia, con rettitudine deciderà le cause dei popoli. Il Signore sarà un riparo per l'oppresso, in tempo di angoscia un rifugio sicuro. Confidino in te quanti conoscono il tuo nome, perché non abbandoni chi ti cerca, Signore" (Salmo 9,8-11).
Prof. GIORGIO NICOLINI
Via Maggini, 230 – 60127 ANCONA
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Posta Elettronica: giorgio.nicolini@libero.it
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Dal giornale “L’ARENA” di VERONAMercoledì, 17 Marzo 2004
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ASSOCIAZIONE GENITORI CATTOLICI
In data odierna, come preannunciato, si è svolta presso il Tribunale di Verona l’udienza per il processo contro Adel Smith.
1) Al sottoscritto, sia in qualità di scrittore cattolico sia nella veste di Presidente dell’Associazione Genitori Cattolici, non è stata consentita da parte del giudice la costituzione di parte civile.
2) Non è stato inserito, nel momento in cui scrivo, anche il capo di imputazione per diffamazione relativo alla frase “La Chiesa cattolica è un’associazione a delinquere” pronunciata da Adel Smith, come indicato nella mia denuncia-querela (che riporto alla fine del comunicato).
3) Nell’aula in cui si è tenuta l’udienza non era presente il Crocifisso, diversamente da altre aule d’udienza del medesimo tribunale.
Notata l’assenza del Crocifisso (simbolo condiviso anche da quanti riconoscono in Gesù soltanto Colui che ha dato la Sua vita per amore del genere umano; emblema di chi ha patito un ingiusto processo e monito affinché non si ripeta nei tribunali del mondo tale ignominia; personificazione di perfetta giustizia e di infinita misericordia) ho dichiarato al mio legale di Verona ed ai giornalisti presenti che me ne sarei andato dall’aula. Sollecitato dal mio legale affinché rimanessi per questioni procedurali fino alla pronuncia del giudice sull’ammissibilità di parte civile, mi sono allontanato subito dopo.
Lascio a quanti mi leggono (espressione di volontà popolare) il compito di giudicare.
Cordiali saluti.
Il Presidente
Dr. Arrigo Muscio
DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI VERONA
Io sottoscritto Dott. ARRIGO MUSCIO ……………………… e residente ……………….. presento una denuncia-querela contro Adel Smith (presidente dell’Unione Musulmani d’Italia) per offese alla religione cattolica ai sensi dell’art. 403 C.P. e per diffamazione ai sensi dell’art. 595 C.P., alla luce quest’ultimo della sentenza della Suprema Corte “Le persone giuridiche e gli enti collettivi possono assumere la qualità di soggetti passivi dei delitti contro l’onore e non è preclusa la configurabilità di una concorrente offesa all’onore o alla reputazione delle singole persone che dell’ente fanno parte…” (Cass. Pen. Sez. V, 22 marzo 1988, n. 3756).
Ho letto sul quotidiano “Libero”, in data 15 novembre 2002 (vedere copia allegata), un articolo intitolato “Insulti islamici in televisione, Verona insorge – Bufera per le parole del fondatore del “partito di Allah”: - La Chiesa è un’associazione a delinquere –“. Questa frase è stata più volte ripetuta pubblicamente durante una trasmissione a “Telenuovo” (emittente locale veronese) da Adel Smith, presidente dell’Unione Mussulmani italiani.
Questa frase è gravemente offensiva:
a) non solo del “Corpo Mistico di Cristo” (la Chiesa viene infatti considerata il Corpo Mistico di Gesù);
b) per le migliaia di santi, di martiri, di missionari e di quanti si prodigano per il benessere spirituale e fisico del prossimo mediante l’assistenza medica, scolastica, sociale, spirituale (membri della Chiesa considerata “un’associazione a delinquere” da Adel Smith);
c) per tutte le gerarchie che la compongono;
d) per tutti gli onesti cittadini cattolici sparsi nel mondo che vi appartengono, i quali non compongono di certo un’associazione a delinquere;
e) anche per il Papa stesso che è il Vicario di Cristo.
Ciò premesso, in qualità di cittadino cattolico, chiedo a codesta Autorità Giudiziaria di perseguire penalmente Adel Smith per le sue gravissime affermazioni alla luce degli art. 403, 404 e 406 e 595 del C.P. e/o di altre norme non citate.
Chiedo d’essere avvisato ai sensi dell’art. 408 C.P.P. nell’eventuale ipotesi di richiesta di archiviazione.
Distinti saluti.
Dott. Arrigo Muscio
Brescia, 17 novembre 2002
LETTERA INFORMATIVA n°74
LA VOCE
Il vento soffia dove vuole e ne senti LA VOCE, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito
(Gv. 3,8)
La Civiltà dell'Amore prevarrà nell'affanno delle implacabili lotte sociali,
e darà al mondo la sognata trasfigurazione dell'umanità finalmente cristiana
(Paolo VI, 25 dicembre 1975)
ANCONA
ANCON DORICA CIVITAS FIDEI
Giovedì, 26 ottobre 2006
DA VERONA
I MUSULMANI CONTINUANO LA CONQUISTA DELL’ITALIA
FRA L’INCOSCIENZA E LA CECITA’ DEI CATTOLICI
Cari figli, oggi il Signore mi ha permesso di dirvi nuovamente che vivete in un tempo di grazia. Non siete coscienti, figlioli, che Dio vi dona una grande opportunità per convertirvi e vivere nella pace e nell’amore. Voi siete così ciechi e legati alle cose della terra e pensate alla vita terrena. Dio mi ha mandato per guidarvi verso la vita eterna. Io, figlioli, non sono stanca, anche se vedo i vostri cuori appesantiti e stanchi di tutto ciò che è grazia e dono. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
(La Regina della Pace a Mediugorie, 25 ottobre 2006)
L’INTERVISTA del Card. BIFFI, Arcivescovo Emerito di Bologna, rilasciata il 10 maggio 1997:
Una casa non si può costruire dicendo che deve essere tutta aperta. Ci vogliono le mura, poi si fa l’apertura. Un’Europa così non ha prospettiva. O si sveglia l’anima cristiana o l’Europa sarà musulmana. Perché i musulmani da noi vengono con una intransigenza di principio e hanno di fronte soltanto il “vietato vietare”.
Pier Paolo Pasolini come Oriana Fallaci? Anzi, di più: Pasolini come un precursore della Fallaci? Non è una provocazione, come parrà alla cultura ufficiale e a quella di Sinistra che hanno realizzato per anni una curiosa rimozione. Infatti, proprio lo scrittore e regista friulano (uno dei simboli della Sinistra intellettuale e cinematografica) è l'autore dell'unica (che io sappia) opera teatrale che racconti la tragedia delle popolazioni italiane per secoli massacrate da scorribande musulmane o ridotte in schiavitù, straziate e minacciate di invasione. I musulmani (nelle loro diverse componenti: arabi, turchi e altro ancora) da quattordici secoli tentano di invadere con gli eserciti l'Europa. Sono arrivati fino ai Pirenei (a Occidente), fino a Vienna (a Oriente) e in Sicilia (a Sud), divorandosi Bisanzio e i Balcani (e la Spagna che hanno dominato per quattrocento anni). Per secoli le coste italiane sono state teatro delle razzie islamiche. Non solo la Puglia, ma perfino Roma. Il Friuli poi, terra di confine, ha subìto specialmente nel XV secolo atrocità e devastazioni che sono rimaste nella memoria popolare e nella storia. I musulmani come i nazisti: Pasolini scrive un dramma teatrale di fortissimo impatto emotivo, "I Turcs tal Friul" (I turchi in Friuli), nel 1944, nei mesi dell'occupazione nazista che ricorda ai friulani l'orrore vissuto 500 anni prima. E anche questa equiparazione, che diventerà tipicamente fallaciana, fra oppressione nazista e oppressione musulmana, dovrebbe far rabbrividire la sinistra politically correct. Così come la conseguente analogia operata da Pasolini fra la Resistenza all'occupante nazista e la Resistenza all'invasore islamico. Ma curiosamente a Sinistra sembra non si sia colto questo "fallacismo" ante-litteram di Pasolini. (…)
(di ANTONIO SOCCI, parte di articolo tratto dal quotidiano LIBERO)
LE “VERITA’” DEL PROCESSO AD ADEL SMITH
IL PROCESSO INTENTATO DA ADEL SMITH AD ORIANA FALLACI
E COSA E’ AVVENUTO A VERONA IL 24 OTTOBRE 2006 NEL PROCESSO AD ADEL SMITH
Cari figli, oggi il Signore mi ha permesso di dirvi nuovamente che vivete in un tempo di grazia. Non siete coscienti, figlioli, che Dio vi dona una grande opportunità per convertirvi e vivere nella pace e nell’amore. Voi siete così ciechi e legati alle cose della terra e pensate alla vita terrena. Dio mi ha mandato per guidarvi verso la vita eterna. Io, figlioli, non sono stanca, anche se vedo i vostri cuori appesantiti e stanchi di tutto ciò che è grazia e dono. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
(La Regina della Pace a Mediugorie, 25 ottobre 2006)
Per dovere di conoscenza, comunico quanto è avvenuto nel processo ad Adel Smith, per “il vilipendio della Religione Cattolica”, in cui ero il denunciante e la parte offesa.
Prof. Giorgio Nicolini
Per leggere le documentazioni precedenti collegarsi all’indirizzo Internet diretto
www.lavocecattolica.it/lettera19ottobre2006.htm
oriana fallaci processa il processo e l’accusatore adel smith
Cfr. indirizzo Internet: www.lavocecattolica.it/lettera21settembre2006.htm
Su Il Foglio del 28 maggio è presente una lunga intervista di Christian Rocca ad Oriana Fallaci, che rappresenta in sostanza uno sfogo della scrittrice contro il processo che le era stato intentato, in seguito alla denuncia contro di lei sporta da Adel Smith per vilipendio della religione islamica. Riporto di seguito alcuni stralci dell'intervista, che è possibile leggere anche in Rete, ricercandola nell'archivio del quotidiano.
Intervista alla scrittrice di Christian Rocca.
Oriana Fallaci processa il processo di Bergamo e l'accusatore Adel Smith.
In Tribunale non andrà manco morta. Io sarò condannata.
Solidarietà da tutto il mondo per il clamoroso rinvio a giudizio.
Nuova York.
Questo processo non è contro di me dice Oriana Fallaci. Non è neanche il processo di un giudice in cerca di pubblicità, di un signore che esce dal suo minuscolo cosmo di provincia e finalmente vede il suo nome pubblicato sui giornali. E' un processo che mira a creare un Caso, il Caso Fallaci. Cioè un processo che mira a condannare una persona nota per poterne condannare altre. Io sarò condannata. E in certo senso, paradossalmente, sarà un bene. Una cosa che gioverà a chiarire le cose, a dimostrare che stiamo perdendo la libertà. Perché la mia condanna non si limiterà a soddisfare la vanità di certi magistrati, ossia i magistrati che incapaci di separare la Legge dalle loro scelte ideologiche o partitiche vorrebbero sostituirsi al potere politico. Ed aprirà un varco che a cuor leggero consentirà di condannare per reato d'opinione coloro che, contrariamente ai magistrati, hanno il diritto e il dovere di prendere pubblica posizione. Giornalisti, scrittori, intellettuali, cittadini che rifiutano il Politically Correct e osano andare controcorrente. Sa, non è la prima volta che vengo usata per aprire un varco: servire da esempio, accendere la miccia. Successe anche quando denunciai la verità sull'assassinio di Pasolini. Per non rivelare i nomi, non mettere a rischio la vita dei testimoni, mi appellai all'articolo Numero Uno dello Statuto dei Giornalisti. L'articolo che vieta di fornire le fonti di informazione quando a fornirle si rischia di rovinare qualcuno o addirittura di condurlo al cimitero. Eppure mi condannarono lo stesso. E nei giorni seguenti altri giornalisti vennero incriminati per lo stesso motivo. Uno, addirittura sbattuto in prigione.
Nello studio nuovayorchese di Oriana Fallaci il telefono, un telefono bizzarramente rosso vermiglio, squilla tutto il pomeriggio. Il segretario la chiama dal suo ufficio della 57esima strada per informarla che la Associated Press, la Reuters e la Cbc canadese vorrebbero un suo commento sul processo di Bergamo. Martedì pomeriggio, dopo la querela di un cittadino musulmano noto alle cronache per aver vilipeso la religione cristiana e aver minacciato la Fallaci con un libretto che chiede ai musulmani di applicare su di lei il castigo di Allah, il giudice Armando Grasso l'ha rinviata a giudizio per vilipendio alla religione islamica. La notizia del rinvio a giudizio ha fatto il giro del mondo. E il telefono rosso vermiglio non tace un momento. Giornali e agenzie di stampa la cercano. Il New York Times ne ha già scritto, così come il Washington Post. Il Wall Street Journal insiste per intervistarla. Su Internet trovi siti che esprimono sdegno per il reato d'opinione e vogliono organizzarsi per darle una mano. Oriana Fallaci non lo sa. Non vuole neanche sapere che cosa sta succedendo al di fuori della sua casa traboccante di libri. (...)
Non capisce, non vuole capire, che una grande scrittrice processata per aver espresso la sua opinione in un libro non è una notizia da poco. La cosa più strana, tuttavia, non è questa. E' che non si cura nemmeno di informare i suoi tormentatori che a provocare questo processo è proprio il musulmano che nel 2002 chiedeva di eliminarla in nome di Allah. Perché? Perché quel signor Nessuno non conta nulla. Conta il processo. Al processo non andrà manco morta, dice categorica. No, non li degnerò della mia presenza. Questa è una causa inaccettabile, inammissibile, imperdonabile. Perché questa è una giustizia che condanna la vittima e assolve il carnefice. Che anzi al carnefice permette di portare in giudizio la vittima. Se la sentenza dirà che La Forza della Ragione costituisce reato, il ridicolo cadrà sull'intero sistema giudiziario. Forse, in fondo al cuore, Oriana Fallaci a Bergamo ci andrebbe. Ma solo per stare in tribunale tre secondi, per dare un'occhiata al musulmano che mi fa processare per vilipendio alla religione islamica e che infinite volte ha oltraggiato nel modo più sconcio la religione cristiana. Il musulmano che con una denuncia ha indotto il giudice bergamasco a processare la Fallaci è infatti Adel Smith, colui che divenne noto per aver definito il crocefisso un cadaverino ignudo che spaventa i bambini e per averlo staccato dall'aula della scuola abruzzese cui è iscritto suo figlio nonché dalla corsia dell'ospedale dell'Aquila dov'era ricoverata sua madre, poi d'averlo gettato giù dalla finestra. E' anche colui che, senza giri di parole, nel denigratorio libretto scrisse perché la Fallaci doveva esser punita in nome dell'Islam e secondo le leggi dell'Islam. “Donna! non dovevi dire bugie. Non ci sto! Non posso accettarle né, quindi, tacere. Avrai la lezione che ti meriti. Una forte sberla. Ma non una sberla di quelle che meriti per davvero, bensì uno schiaffo morale che ti farà, forse, tornare a piangere ancora. Preparati a una forte e giusta punizione: essere messa a nudo. Denudata. Spogliata. Non del tuo abbigliamento come, forse, avresti desiderato (e dico desiderato visto che di te vien detto che hai l'utero nel cervello). Non mi interessa. Ma denudata della tua forza, di quella tua tenue forza che trai dalle tue spregevoli menzogne. Preparati! Sto per smascherarti. Preparati! Sto per infliggerti una punizione. Te la meriti, eccome. Donna! Brutta o bella che tu sia, preparati dunque adesso al castigo umano. Quello divino, ben più abbondante e doloroso, lo avrai dopo, a suo tempo. Questa è una promessa”.
Nel denigratorio libretto, l'uomo del cadaverino ha scritto che la Fallaci è una picchiatella assatanata, appena fuggita, senza più la camicia di forza, da un manicomio criminale del Ku Klux Klan. Nonché una bestia selvaggia ferita a morte, traballante e ubriaca di un profondo dolore inesplorato, arcano, stantio, mai dimenticato. (...)
(...) Sebbene un preciso articolo del Codice Penale condanni la diffamazione dei defunti, se la prese anche col padre di Oriana: Edoardo Fallaci, noto liberal-socialista di Giustizia e Libertà, eroe della Resistenza torturato dai fascisti, poi candidato alla Costituente. Però l'uomo del cadaverino descrive Edoardo come un padre che brutalmente batte la figlia. Nonché come un cattolico nevrotico, degno figlio dell'Inquisizione. Nonché un violento, un sadico, spietato. Nonché un padre incapace di trasmettere affetto alle figlie. Sia per le offese a lei che per quelle al padre, sia per istigazione all'omicidio, la Fallaci ha chiesto in sede civile danni per tre milioni di euro. L'udienza è fissata per il prossimo anno.
Nel frattempo, però, ci sarà il processo di Bergamo. Il giudice sostiene che alcune frasi de La Forza della Ragione sono inequivocabilmente offensive nei confronti dell'Islam e di coloro che praticano quel credo religioso. Una ad una, la Fallaci le rilegge con me. La prima di quelle contestate dal giudice dice: Afflitti da atavica mancanza di fierezza, gli italiani non si offendono quando gli immigrati (…) buttano i loro crocefissi dalla finestra di un ospedale. E lei replica: Non capisco se questa frase è tolta da La Rabbia e L'Orgoglio o da La Forza della Ragione. Deve essere incompleta, sintetizzata. Però mi piace lo stesso. La ripeto, e continuerò a ripeterla finché avrò un filo di fiato cioè fino alla morte. (...) Ho letto tutti e tre i libri della trilogia della Fallaci. Benché non sia d'accordo con molte delle tesi sostenute dalla scrittrice, ritengo che, in una società democratica e rispettosa della libertà di pensiero e di espressione dei singoli individui, debba esserci posto e rispetto anche per i libri scomodi di Oriana Fallaci.
Dice bene secondo me la scrittrice: non conta la persona che l'ha denunciata, conta il processo. Non m'intendo di diritto, quindi non sono in grado di valutare quanto sia giuridicamente fondato il rinvio a giudizio disposto dal giudice. In ogni caso a me questo sembra un processo alla libertà di pensiero e di espressione, prima e più che un processo per vilipendio di una religione. L'articolo 21 della nostra Costituzione inizia così: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. (...) Non sempre è possibile conciliare il rispetto di questo fondamentale principio con l'esigenza oggi dominante del politically correct. Tra le due esigenze in conflitto, mi sembra di gran lunga più importante garantire il rispetto della libertà di pensiero e di espressione di ogni individuo.
Le violente accuse personali contro la Fallaci contenute nel libello di Adel Smith mi sembrano, quelle sì, una vera manifestazione di intolleranza.
Non voglio entrare nel merito dell'analisi delle frasi, estrapolate dai libri della Fallaci, che l'accusa le ha contestato come offensive per la religione islamica. Il punto secondo me non sta nel decidere se e quanto esse siano offensive. Il punto sta nel rischio di condannare, insieme con i libri della Fallaci, anche la libertà di espressione che è a fondamento della nostra Costituzione. (…)
Proprio perché le religioni sono assolute nei loro princìpi e nelle loro condanne, è lo Stato che deve farsi garante della libertà di ciascuno di pensare e di scrivere ciò che gli pare in materia di religione. Ho paura di una società che proclama di continuo grandi princìpi e difende a parole i diritti di tutti, ma che, nella pratica, finisce con il restringere sempre più il campo delle libertà individuali.
Articolo di Michele Diodati pubblicato il 31/5/2005 alle ore 16,46.
LE “VERITA’” DEL PROCESSO AD ADEL SMITH
di GIORGIO NICOLINI
Essendo il diretto interessato, volevo dare delle informazioni più dettagliate sul processo contro Adel Smith celebrato a Verona il 24 ottobre scorso.
Il processo era stato avviato per una mia "denuncia-querela" presentata ad Ancona, ove risiedo, per le frasi pronunciate da Adel Smith in più occasioni, secondo il quale "la Chiesa è un'associazione a delinquere", il Card. Biffi “è un miserabile” e "il Papa è il capo di questa associazione a delinquere"; quindi, per deduzione, noi cattolici saremmo dei "delinquenti"... Quelle frasi e altre violavano degli articoli del Codice Penale, sia a riguardo del vilipendio della "religione Cattolica", sia a riguardo della "diffamazione".
La denuncia l'avevo presentata dietro invito del mio amico Dott. Arrigo Muscio di Brescia, Presidente dell’”Associazione Genitori Cattolici” di quella città, ed era stata accettata dalla Procura della Repubblica di Verona, convocandomi poi al processo (difeso dall'avv. AVANZI, di Verona), che, dopo due precedenti rinvii, venne celebrato il 16 marzo 2003.
L'Avv. AVANZI mi aveva informato che, in realtà, dal fascicolo in suo possesso, prelevato a mio nome, le denunce presentate contro Adel Smith vennero fatte anche da altri cittadini, compreso Arrigo Muscio. Ma, stranamente, né Arrigo Muscio né gli altri denuncianti furono convocati, nonostante fossero “parte offesa”. Io - che ero molto lontano da Verona – venni invece “stranamente” “scelto” come “l'unico” convocato per testimoniare contro Adel Smith.
Allora avvisai il Dott. Arrigo Muscio, che si presentò ugualmente il 16 marzo 2003 all'Udienza del Tribunale di Verona (con il suo avvocato, l’avv. Sartori). Di norma, infatti, tutti i denuncianti avrebbero dovuto essere stati convocati a Verona per il processo, in qualità di “parti offese” e con la possibilità di costituirsi “parti civili”: ma ciò stranamente non è stato fatto... e ciò ha, di fatto, "agevolato" indubitabilmente Adel Smith, il quale si è trovato di fronte meno legali di “parte civile”.
Il processo – su richiesta di Adel Smith – venne poi “canalizzato” sul binario della Corte Costituzionale, dal momento che il Giudice accolse l'istanza del difensore di Smith e del Pubblico Ministero riguardo ad una presunta "illegittimità" dell'art. 403, per maggior penalizzazione nei confronti delle offese arrecate alla Religione Cattolica.
In realtà, però, c'era anche il reato di "diffamazione" (la definizione di "delinquenti" a tutti i cattolici del mondo): ma su questo punto nessuno procedette, nonostante l’espressa richiesta presente nella mia “denuncia-querela” ed in quella del Dott. Muscio.
Così Adel Smith non subì in quel frangente nessuna condanna e l'art. 403, che punisce le offese contro la Religione Cattolica, divenne il vero "processato" dalla Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sull’incostituzionalità della norma in oggetto, come poi realmente fu dichiarato.
Il Dott. Arrigo Muscio era uno dei "denuncianti" che doveva essere convocato come me (ma ciò non avvenne), e la sua imprevista presenza fece mettere in luce le "contraddizioni" del processo. Nella circostanza, con il suo Avvocato, Muscio richiese anche di "costituirsi parte civile", per richiedere "i danni materiali e morali" per essere stato definito (io, lui e tutti noi cattolici) "dei delinquenti". Ma la sua richiesta venne rifiutata, contro ogni logica "legale".
Giustamente Arrigo Muscio, abbandonando l'aula per protesta per l'assenza del Crocifisso, presente invece nelle altre aule in base ad una disposizione del Ministero, ha detto che proprio quel simbolo è l'emblema di un "giudizio ingiusto" patito da un innocente e monito per tutti i "giudizi ingiusti" della storia.
“Me ne vado – ha detto Muscio – ricordando tuttavia anche il monito del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, primo magistrato italiano, in qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, che ha difeso in più di un’occasione il valore del crocifisso”.
Nel frattempo Adel Smith aveva denunciato Oriana Fallaci per “offese alla religione musulmana”, seppure, in realtà, non ravvisabili nel libro LA FORZA DELLA RAGIONE. La Fallaci venne ugualmente rimandata in giudizio, ma il 15 settembre scorso, nella celebrazione della Madonna Addolorata, è deceduta.
Cfr. documentazione all’indirizzo Internet: www.lavocecattolica.it/lettera21settembre2006.htm
IL NUOVO PROCESSO DI VERONA AD ADEL SMITH
… E se pregassimo che Adel Smith ritorni alla Fede Cristiana, nella quale è stato battezzato?...
DIFENDIAMO LA RELIGIONE CRISTIANA,
IL SANTO PADRE E LA CHIESA CATTOLICA
ANCHE DAVANTI AI TRIBUNALI
Il Card. Francis Arinze, Prefetto della “Congregazione per il Culto Divino”, aveva dichiarato: “Esistono mezzi legali per far rispettare i diritti fondamentali. Quelli che bestemmiano Cristo, devono rispettare il nostro credo religioso; devono rispettare il nostro fondatore, Gesù Cristo” (Avvenire, 7/5/2006, p.26).
Un umile “richiamo”
VESCOVI, SACERDOTI, LAICI “CATTOLICI”
NON SIETE RIMASTI A VERONA DOPO IL CONVEGNO
PER DIFENDERE IL CROCIFISSO, IL PAPA E LA NOSTRA RELIGIONE
ANCHE DAVANTI AL TRIBUNALE DI VERONA?...
VERONA, 24 OTTOBRE 2006 – RIPRESA DEL PROCESSO AD ADEL SMITH
La lettera, apparsa con il titolo “Prete amareggiato” sul quotidiano “Libero” dell’1 ottobre 2006, firmata “don Nino Origgi, Varese”: "Ho atteso vari giorni prima di scrivere, nell’attesa di vedere le varie associazioni cattoliche prendere posizione di fronte agli attacchi forsennati contro il Papa. Tranne il movimento di Cl, tutti gli altri si sono segnalati per il loro silenzio. Dove sono Aci, Acli, Scout, Focolarini, Rinnovamento dello Spirito, Pax Cristi, Francescani, Comboniani, Preti di frontiera, religiosi sempre pronti a fare marce per la pace a braccetto dei sostenitori di un’ideologia che nel mondo ha prodotto milioni di morti?".
Don Nino Origgi
L’UDIENZA DEL 24 OTTOBRE A VERONA NEL PROCESSO AD ADEL SMITH
Leggi le documentazioni nella precedente Lettera Informativa
www.lavocecattolica.it/lettera21settembre2006.htm
LA COMPARIZIONE DELLE PARTI
N.2062/03 R.G. TRIBUNALE
N. 11676/02 N.R.
TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA - SEZIONE PENALE
Verona, 28 febbraio 2006
Il Presidente della sezione penale, visti gli atti del processo a carico di SMITH ADEL, nato ad Alessandria d’Egitto (Egitto ) il 9 marzo 1960, residente ad Ofena (AQ), Largo San Pietro n.1; domicilio dichiarato; assistito dall’Avv. Ugo Fanuzzi, con studio in Pozzuoli-Napoli, via Napoli n.71; IMPUTATO del reato di cui all’art.403 co.1 e 2 C.P. per avere, durante un dibattito in una trasmissione televisiva sull’emittente privata “Telenuovo”, offeso la religione dello Stato mediante vilipendio di chi la professa, definendo la Chiesa Cattolica “una grande associazione a delinquere” e mediante vilipendio del Cardinale Biffi (Vescovo della Curia di Bologna) definito “miserabile” e del Sommo Pontefice indicato come “capo di questa istituzione che io definisco associazione a delinquere”. In Verona l’8 novembre 2002.
Persona offesa: NICOL1NI GIORGIO, nato ad Ancona il 18.1.1951, ivi residente via Maggini n.230; assistito dall’Avv. Nicola Avanzi del Foro di Verona.
Letta la sentenza emessa in data 18 aprile 2005 dalla Corte Costituzionale; letta l’ordinanza in data 28.9.2005 con la quale la Corte Suprema di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso proposto dall’imputato (rimessione ex artt.45 e ss. C.P.P.); ritenuto necessario fissare la data dell’udienza dibattimentale per la trattazione del processo; viste la tabelle dell’ufficio;
FISSA
l’udienza del giorno 22 SETTEMBRE 2006 ore 9.00, per la comparizione delle parti dinanzi al Tribunale di Verona in composizione Monocratica, giudice Federica Baccaglini, aula delle udienze penali secondo piano, via dello Zappatore n.1 (ex Caserma Mastino), Verona. Manda alla cancelleria per la comunicazione del presente decreto al P.M. e la notificazione all’imputato, persona offesa e difensori.
Verona, 27 febbraio 2006
Il Presidente della Sezione Penale
LA COMUNICAZIONE DEL RIMANDO DELL’UDIENZA AL 24 OTTOBRE 2006
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From : …(…)@virgilio.it
To : giorgio.nicolini@libero.it
Date : Fri, 29 Sep 2006 08:13:26 +0100 (GMT+01:00)
Subject : Proc. Pen. 11672/02 R.G.N.R.
Come anticipatoLe telefonicamente, La informo che l'udienza del 22 settembre u.s. non tenutasi a causa dell'astensione degli avvocati dalle udienze, è stata rinviata al 24 ottobre 2006 ore 9.00.
I migliori saluti.
Avv. Nicola Avanzi
LA COMUNICAZIONE VIA POSTA ELETTRONICA ALL’AVV. NICOLA AVANZI
DI QUANTO RICHIEDEVO
----- Original Message -----
From: giorgio.nicolini@poste.it
To: …(omissis)…@virgilio.it
Sent: Sunday, October 22, 2006 11:43 PM
Subject: ALL'ATTENZIONE DELL'AVV. AVANZI - Carteggio riguardo al processo ad Adel Smith
Ancona, 22 ottobre 2006
Gent.mo Avv. Avanzi,
ringraziandoLa per le telefonate, Le trasmetto in allegato vari carteggi relativi al processo ad Adel Smith, per l'Udienza di martedì prossimo 24 ottobre, per la Sua opportuna conoscenza e valutazione in merito.
Riguardo a quanto mi aveva detto per telefono circa il motivo per il quale nel processo ad Oriana Fallaci era stato concesso ad Adel Smith di costituirsi parte civile, vorrei farLe presente che, da quanto letto, non mi risulta che nel libro della Fallaci LA FORZA DELLA RAGIONE ci fosse alcun riferimento personale ad Adel Smith. Appare perciò molto incongruente che la stessa richiesta non fu concessa a me, tramite Lei, e al Dott. Arrigo Muscio. Se ci fosse la possibilità, sarebbe perciò opportuno che nell'Udienza del 24 p.v. sia fatta conoscere nel processo tale incongruenza, per l'amore della verità.
A causa di un errato intervento chirurgico - che dovrà essere ripetuto - ho molte difficoltà a viaggiare e a salire a Verona per dopodomani. Tuttavia partirò ugualmente domattina e conto senz'altro di essere presente all'Udienza. Nel caso comunque di una mia assenza La pregherei di far rilevare nel processo quanto sopra precisato.
RingraziandoLa del Suo prezioso aiuto, La saluto con viva cordialità, sperando di poterLa ringraziare "di persona" dopodomani, a Verona.
Prof. GIORGIO NICOLINI
CIO’ CHE E’ ACCADUTO A VERONA IL 24 OTTOBRE 2006
NEL PROCESSO AD ADEL SMITH
Cronaca del Prof. Nicolini, parte offesa nel processo
· Mi presento al Tribunale di Verona, per le ore 09.00, nell’orario fissato per l’inizio dell’Udienza, presenti anche tre altri amici.
· All’Aula 2, predisposta per il processo, leggo un nuovo orario per l’inizio del processo: ore 12.00.
· Nell’attesa dell’avvio del processo, verifico che nell’Aula 2 e in altre aule del Tribunale di Verona non c’è il Crocifisso, nonostante sia previsto dalla Legge.
· Attendo per un pò di tempo l’arrivo del mio Avvocato Avanzi, che però non si presenta.
· Ricerco il mio Avvocato nel suo studio con una telefonata: mi risponde la segretaria, la quale mi comunica che l’avvocato si trova a Reggio Emilia e che non è autorizzata a comunicarmi il suo cellulare. Esprimo al telefono le mie forti rimostranze per l’assenza del mio Avvocato e richiedo con severità la possibilità di un contatto urgente con lui.
· Nell’attesa di un contatto con il mio Avvocato, chiedo ad una responsabile del Tribunale cosa devo fare per poter avere un Avvocato, essendo assente ingiustificato il mio Avvocato. I miei amici presenti intanto cercano un Avvocato nel Tribunale che possa sostituire il mio.
· Da due altre responsabili del Tribunale (di cui non conosco le qualifiche), vengo informato – dietro mia richiesta - che, trattandosi in quel frangente dell’avvio di una nuova procedura del processo ad Adel Smith (dopo la sentenza della Corte Costituzionale), ho il diritto di richiedere di nuovo la “costituzione di parte civile”; ma che devo farlo con un Avvocato, che, nel frattempo, verso le ore 10.30, viene reperito dai miei amici e che si rende disponibile a sostituire il mio.
· Il nuovo Avvocato, Silvia Pescetta, cerca anche lei di contattare il mio Avvocato, che gli risponde al cellulare. L’avv. Pescetta mi passa la comunicazione. Chiedo al mio Avvocato di essere subito presente in Tribunale per permettermi di costituirmi “parte civile”. Il mio Avvocato però rifiuta di rendersi disponibile nel caso io voglia richiedere tale “costituzione”, perché mi dichiara che non sarebbe stata accettata. Alle mie forti e severe rimostranze, con le quali gli ingiungo di venire ugualmente, e di fare quanto richiedevo, perché fosse rispettato il mio diritto (indipendentemente dall’esito), il mio Avvocato declina allora l’incarico, ad appena mezz’ora dall’inizio del processo. Affido allora subito la causa all’avv. Pescetta.
· Verso le ore 10.45 giunge improvvisamente l’Avv. Sartori, che già difese il Dott. Muscio nel processo del 16 marzo 2003, e che mi mostra la rinuncia scritta dell’Avv. Avanzi alla mia difesa e l’incarico avutone di sostituirlo, ma con l’ingiunzione obbligante di non rendersi disponibile a richiedere per me “la costituzione di parte civile”.
· Incarico allora di nuovo l’altro avvocato, Silvia Pescetta, resasi disponibile.
· Vengo intervistato da un giornalista di Tele Arena sul processo, che inizia circa alle ore 12.00, mancante però lo stesso Adel Smith.
· Appena il processo sta per iniziare, da una responsabile del Tribunale (di cui non conosco la qualifica) vengo invitato a lasciare l’Aula perché risulto essere “un testimone” nel processo contro Adel Smith e la prassi richiederebbe che io debba restare fuori dall’aula, in attesa di essere chiamato appunto come “testimone” durante il processo.
· Il processo viene avviato: ma io vengo lasciato fuori dall’aula, in una vana attesa di essere chiamato come “testimone”. Quando si riapre la porta dell’Aula il processo viene momentaneamente sospeso. L’avv. Pescetta si trasferisce in un’altra aula, ove era impegnata, dicendomi di non aver potuto fare nulla.
· La suddetta responsabile del Tribunale, che mi aveva fatto uscire dall’aula, mi si avvicina di nuovo e mi dice che alla ripresa del processo posso entrare e restare in aula, ma che non posso prendere in alcun modo la parola, perché – ad un migliore controllo del carteggio - non risultava che dovevo essere chiamato né come “testimone” né come “parte offesa”.
· Chiedo spiegazioni al Pubblico Ministero, soprattutto riguardo al fatto che mi era stata inviata dal Tribunale “la richiesta di comparizione”, mentre sul posto mi veniva negata ogni possibilità di farlo. Il Pubblico Ministero non si espone e non mi dà spiegazioni e mi dice di chiedere tali spiegazioni al mio Avvocato (assente).
· Vengo anche a sapere che all’avvio del processo il Giudice aveva subito dichiarato – in mia assenza - che non veniva ammessa per alcuno la costituzione a parte civile (come aveva saputo della mia intenzione a farlo, dato che ero l’unico che potevo farlo, e che non l’ho potuto fare perché lasciato fuori dall’aula?...).
· Vengo anche a sapere che, quando ero assente (perché lasciato fuori dall’aula), l’avvocato di Adel Smith aveva chiesto un rinvio del processo per far dichiarare da una Autorità Giudiziaria Superiore (che non conosco) se era “obbligatorio” l’esposizione del Crocifisso nei luoghi pubblici, come quelli giudiziari, con l’evidente intento di ottenere una dichiarazione negativa (cioè, la “non obbligatorietà”) e così giustificare una generalizzata futura estromissione del Crocifisso da tutti i luoghi pubblici.
· Alla ripresa dell’Udienza il Giudice Federica Baccaglini, cita il mio nome come la persona che aveva fatto una “semplice segnalazione” delle offese di Adel Smith contro la religione cattolica, come se non avessi fatto nella realtà una ben più grave “denuncia-querela” e come se non fossi presente in aula in quel momento. Aggiunge alcune cose a mio riguardo, ma stranamente in quel momento il microfono non funziona e non riesco a sentire nulla di cosa dice il Giudice a mio riguardo. Allora alzo la mano ripetutamente per segnalare la mia presenza e far capire di voler prendere la parola. Vengo “visto” e “osservato” dal Pubblico Ministero e dal Giudice, che tuttavia appare noncurante a mio riguardo e non mi viene concessa alcuna possibilità di prendere la parola, né avevo un avvocato con me che potesse interloquire.
· L’avvocato di Adel Smith, nel frattempo, assicura anche che lo stesso Adel Smith sarebbe arrivato più tardi, richiedendo – nell’attesa - la visione del filmato del “reato” nel quale proferiva le affermazioni ingiuriose contro la Religione Cattolica e i suoi membri.
· Dopo la pausa del pranzo riprende il processo e viene fatto vedere il filmato. Durante la visione del filmato giunge il mio Avv. Avanzi (da Reggio Emilia?...), che però aveva ormai rinunciato all’incarico e non potevo più utilizzare per la richiesta di “costituzione di parte civile”.
· L’udienza si chiude con il rimando del processo al 16 novembre, dopo che sarà stata ottenuta da una Autorità Superiore (che non ho compreso con chiarezza quale sia) una dichiarazione circa “la non obbligatorietà” del Crocifisso nelle aule giudiziarie, che però era già stato ugualmente estromesso, contravvenendo alle norme ancora vigenti. Se infatti non si sa se è obbligatorio esporre il Crocifisso, perché i Giudici lo hanno già tolto dalle aule del Tribunale, lì a Verona, ove mi trovavo?...
· Vale ancora qui, quanto già scrissi all’Avv. Avanzi, dopo il processo del 16 marzo 2003:
L’assenza del Crocifisso in aula, poi, per quanto possa apparire marginale e secondaria e volta forse ad evitare l’esposto pretestuoso del Sig. Smith al riguardo, rivela tuttavia una inadempienza che non fa certo onore a chi è deputato a far rispettare le leggi e a giudicare se tale rispetto è stato adempiuto. Se infatti la presenza del Crocifisso nelle aule giudiziarie è “obbligatorio” per disposizione ministeriale, “tutti” sono obbligati a rispettare tali disposizioni, finché non siano modificate per legge. …(…omissis…)…
Tale “testimonianza” e tale “rispetto delle leggi” da parte soprattutto di chi è deputato ad adempirle e a farle adempire dagli altri è “mancata” in maniera eclatante nel caso dell’aula giudiziaria priva di Crocifisso ove si è svolto il processo ad Adel Smith. Può sembrare una questione irrilevante, ma io ricordo quanto insegna Nostro Signore Gesù Cristo nel Vangelo: “Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto” (Lc.16,10). Così anche afferma San Paolo, espertissimo di legge, essendone lui stesso “maestro”: “Ora, se tu ti vanti di portare il nome di Giudeo e ti riposi sicuro sulla legge, (…) e, istruito come sei dalla legge, sai discernere ciò che è meglio, e sei convinto di esser guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre, educatore degli ignoranti, maestro dei semplici, perché possiedi nella legge l'espressione della sapienza e della verità... ebbene, come mai tu, che insegni agli altri, non insegni a te stesso? (…) Tu che ti glori della legge, offendi Dio trasgredendo la legge?” (Rom.2,17-24).
· Alla conclusione dell’Udienza, parlo con l’Avv. Avanzi, dimostrandogli ancora più ampiamente “il diritto” e “le ragioni” che avevo di “costituirmi parte civile”: 1°. perché così era stato concesso ad Adel Smith nel processo ad Oriana Fallaci, sebbene a lui “personalmente” non era stata arrecata alcuna offesa specifica; 2) la richiesta di “costituirmi parte civile”, con il relativo indennizzo, era ampiamente motivata dal fatto che le continue “aggressioni” (finora “impunite”) di Adel Smith e di altri contro i Cattolici permette all’Islam di prendere sempre più potere nella società italiana, ove in prospettiva futura, quando effettivamente gli islamici potranno anche decidere la formulazione di leggi, in opposizione a quelle attuali vigenti, non concederanno più neppure il lavoro (e la stessa vita!...) a chi si professerà cristiano e rifiuterà di convertirsi al musulmanesimo!... Spiego all’avv. Avanzi: Se un partito musulmano andrà al potere in Italia, potrò ancora insegnare la Religione Cattolica?... e quale altro lavoro potrò fare?... E lo stesso Avv. Avanzi, ed altri avvocati “cattolici”, potranno ancora esercitare una attività forense “da cattolico”?...
· Così anche scrivevo in una risposta ad un iscritto a LA VOCE:
Cfr. www.lavocecattolica.it/lettera19ottobre2006.htm
Nel caso storico che stiamo vivendo in Europa noi ci troviamo in una condizione nella quale l’islamismo, in generale, così come nei secoli passati, non solo “non è aperto” alla verità del Vangelo e alla Fede Cristiana, ma, al contrario, cerca di combatterla e di farla scomparire dalla nostra Civiltà Europea.
Consideri, al riguardo, come tutte le regioni dell’Asia Minore e dell’Africa Settentrionale erano alle origini le più fiorenti comunità cristiane: oggi esse sono del tutto scomparse dopo le invasioni musulmane, che hanno “forzatamente” – con la violenza - fatto “apostatare” quelle comunità cristiane dalla vera fede.
Tale intento si ripete ancora oggi, con l’islamismo che penetra all’interno delle nostre ormai “ex” Civiltà Cristiane dell’Europa, per sradicarle e distruggerle. Non Le dice niente la battaglia contro i Crocifissi, per toglierli dalle scuole, dagli ospedali, dai tribunali, ecc., e persino la battaglia contro i presepi (!) nelle scuole, e contro tutti i simboli religiosi cristiani in Italia e in Europa?... o non insegna nulla il terrorismo islamico?...
E’ un nostro dovere di veri cattolici conoscere la realtà, analizzarla con oggettività e prendere coraggiosamente posizione davanti ad essa. Questa realtà ci mostra che, per via delle sue convinzioni filosofiche e religiose, l’Islam radicale ha un’ansia di dominio e una determinazione distruttiva ai danni del mondo cristiano. Mentre le Nazioni Occidentali accolgono immense masse musulmane, le concedono di costruire moschee, rispettano le loro usanze, nel mondo islamico accade sempre più il contrario.
Questa funesta realtà, ben diversa dai sorridenti quadri dipinti dai seguaci della “coesistenza pacifica”, è stata espressa con esattezza da un profondo conoscitore del problema, Mons. Giuseppe Germano Bernardini, vescovo di Izmir, nella Turchia, che avvertì nel II Sinodo europeo: “Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamico-cristiano, un autorevole personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse ad un certo punto con calma e sicurezza: “Grazie alle vostre leggi democratiche v’invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo”. C’è da crederci, perché il dominio è già cominciato con i petrodollari, usati non per creare lavoro nei Paesi poveri del Nord-Africa o del Medio Oriente, ma per costruire moschee e centri culturali nei Paesi cristiani dell’immigrazione islamica, compresa Roma, centro della Cristianità. Come non vedere in tutto questo un chiaro programma di espansione e di riconquista? (…) Termino con un’esortazione che mi è suggerita dall’esperienza: non si conceda mai ai musulmani una chiesa cattolica per il loro culto, perché questo ai loro occhi è la prova più certa della nostra apostasia”.
E di “apostasia silenziosa” dei cristiani più volte ha parlato il “santo” Pontefice Giovanni Paolo II. Dopo il Concilio Vaticano II il mondo cattolico, infatti, ha subìto gli effetti di una crisi interna; una crisi che Paolo VI qualificò come processo di “autodemolizione” della Chiesa e di penetrazione del “fumo di Satana nel tempio di Dio”; una crisi che Giovanni Paolo II continuò a riconoscere con parole come queste: “Bisogna ammettere realisticamente, e con profonda e sofferta sensibilità, che i cristiani di oggi, in gran parte, si sentono smarriti, confusi, perplessi e perfino delusi. Si sono sparse a piene mani idee contrastanti con la Verità rivelata e da sempre insegnate; si sono propalate vere e proprie eresie in campo dogmatico e morale, creando dubbi, confusioni, ribellioni; si è manomessa la Liturgia. Immersi nel relativismo intellettuale e morale, e perciò nel permissivismo, i cristiani sono tentati dall’ateismo, dall’agnosticismo, dall’illuminismo vagamente moralistico, da un cristianesimo sociologico senza dogmi definiti e senza morale oggettiva” (discorso del 6 febbraio 1981 ai religiosi e sacerdoti partecipanti al I Congresso Nazionale Italiano sul tema Le missioni al popolo per gli anni Ottanta; cfr. “L’Osservatore Romano”, 7-2-1981).
· Il giorno dopo, 25 ottobre, partecipo a Parma alla costituzione di una nuova Associazione, denominata “LUCE DI CRISTO”, finalizzata a UNIRE TUTTE LE FORZE CRISTIANE a difesa della nostra Civiltà Europea e delle sue “radici cristiane”, per impedire l’islamizzazione dell’Europa.
· Nella Chiesa Carmelitana ove è avvenuto l’incontro “costitutivo” esiste un “facsimile” perfetto della Santa Casa di Loreto. Pregandovi all’interno di essa, ci si sente quasi come nell’autentica Santa Casa di Nazareth, a Loreto, con la percezione della elargizione delle “grazie” particolari che vengono offerte solo nella “vera” Santa Casa, a Loreto. La fede dei “padri” attorno alla Santa Casa di Loreto, riprodotta mirabilmente a Parma, come in tanti altri luoghi, ha salvato nei secoli passati la Civiltà Europea. E così sarà ancor oggi, se i Cristiani si uniranno di nuovo a difesa della propria Fede attorno a quella Santa Casa di Nazareth ove avvenne l’Incarnazione del Figlio di Dio, in Maria Vergine.
· Nell’incontro di Parma affido all’Avv. LAURA FERRABOSCHI la prosecuzione del processo di Verona ad Adel Smith, con la seguente DICHIARAZIONE DI NOMINA:
· Parma, 25 ottobre 2006. Il sottoscritto Giorgio Nicolini, nato ad Ancona il 18 gennaio 1951 e residente ad Ancona in Via Maggini 230, DELEGA l’Avv. LAURA FERRABOSCHI a ritirare i Verbali d’Udienza n°2062/03 R.G. Tribunale n°11676/02 N.R., a carico di Adel Smith, in cui io ero parte offesa, nessun verbale escluso. Nomino altresì la stessa a difensore e procuratore, conferendoLe tutti i poteri di Legge previsti dall’art.97, Codice Procedura Penale.
·
CONCLUSIONE
dopo l’Udienza di Verona del 24 ottobre 2006
nel processo ad Adel Smith
Tornano qui davvero opportune le Parole ammonitrici della Sacra Scrittura: "Non farai deviare il giudizio del povero, che si rivolge a te nel suo processo" (Es.23,6). E anche Gesù disse con severità: "Non giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con giusto giudizio!» (Gv.7,24).
Rivolgendosi ai “potenti” la Parola di Dio, nel libro della Sapienza, “avverte”: "La vostra sovranità proviene dal Signore; la vostra potenza dall'Altissimo, il quale esaminerà le vostre opere e scruterà i vostri propositi; poiché, pur essendo ministri del suo regno, non avete governato rettamente, né avete osservato la legge né vi siete comportati secondo il volere di Dio. Con terrore e rapidamente egli si ergerà contro di voi poiché un giudizio severo si compie contro coloro che stanno in alto. L'inferiore è meritevole di pietà, ma i potenti saranno esaminati con rigore. Il Signore di tutti non si ritira davanti a nessuno, non ha soggezione della grandezza, perché egli ha creato il piccolo e il grande e si cura ugualmente di tutti. Ma sui potenti sovrasta un'indagine rigorosa" (Sap. 6,3-8).
Ma il Signore, con la sua Parola Divina, conforta tutti noi, “credenti” in Lui, perché: “Il Signore Dio ci vede dall'alto e in tutta verità ci dá conforto, precisamente come dichiarò Mosè nel canto della protesta: Egli si muoverà a compassione dei suoi servi” (2^Mac.7,6).
Infatti sta scritto: "Il Signore sta assiso in eterno; erige per il giudizio il suo trono: giudicherà il mondo con giustizia, con rettitudine deciderà le cause dei popoli. Il Signore sarà un riparo per l'oppresso, in tempo di angoscia un rifugio sicuro. Confidino in te quanti conoscono il tuo nome, perché non abbandoni chi ti cerca, Signore" (Salmo 9,8-11).
Prof. GIORGIO NICOLINI

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