“Non rassegnatevi”

Più che mai attuale l’esortazione della Chiesa pronunciata all’indomani dell’approvazione della legge 194 sull’aborto. Ognuno di noi può fare la sua parte per promuovere una cultura della vita e salvare i bambini non desiderati.

 

Dell’On. Carlo Casini

Presidente del Movimento per la Vita

 

 

Ogni prima domenica di febbraio il pensiero torna a quel 19 maggio 1978 in cui fu definitivamente approvata la legge sull’aborto. La Chiesa Italiana istituì immediatamente la Giornata per la Vita e proclamò che non si rassegnava e “non si rassegnerà mai”.

Queste parole evocano l’appassionato appello di Giovanni Paolo II nell’Evangelium Vitae: “Urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia a favore della vita. Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita…”.

Che significa “non rassegnarsi”?

Prima di tutto non aver paura di parlare del diritto a vivere del più piccolo e più povero tra gli essere umani. C’è ancora troppa timidezza, troppo timore a parlare di lui. C’è paura di dividere, di suscitare polemiche. Invece Madre Teresa di Calcutta ci dimostra che si possono usare espressioni più ferme per condannare l’aborto e contemporaneamente suscitare consenso e unità. La recente beatificazione della piccola suora che tanto coraggio ha avuto nel difendere i bambini non ancora nati e tanto è stata vicina al Movimento per la Vita deve dare un particolare vigore alla Giornata del 2004.

“Non rassegnarsi” significa anche non considerare chiuso il capitolo legislativo. La legge che La Pira qualificò ”integralmente iniqua” resta iniqua anche dopo 26 anni. Non serve però il grido, quanto piuttosto la pazienza intelligente che, se da un lato sa smascherare la menzogna (ad esempio la bugia secondo la quale è la legge ad avere diminuito il numero degli aborti), dall’altro sa anche trovare gli spazi per accogliere la vita nascente pur nell’attuale assetto normativo.

Soprattutto “non rassegnarsi” significa amare concretamente la vita. Con grande umiltà, nella consapevolezza dei propri limiti, sussurrando più che gridando, i Centri e i movimenti per la vita dicono all’intero popolo della vita che “è possibile”. E’ possibile salvare la vita dei bambini ponendosi “accanto” e non “contro” le madri in difficoltà per una gravidanza difficile o non desiderata. E’ possibile tradurre in comportamenti pratici il principio che “le difficoltà della vita non si superano sopprimendo la vita, ma superando insieme le difficoltà.

A questo punto la meditazione si sposta sulle parole di Giovanni Paolo II.

Urgono: vuol dire che non c’è tempo da perdere, che bisogna alzarsi in piedi subito, non domani.

Mobilitazione: vuol dire impegno di ogni risorsa di mente e di cuore, il contrario di una attenzione episodica e distratta.

Generale: vuol dire che tutti, proprio tutti, devono impegnarsi e non soltanto in occasione della Giornata per la vita.

Occorre percepire la grandezza della sfida che è posta dinanzi  a noi. La questione della vita umana nelle condizioni della più estrema povertà e debolezza, quali sono emblematicamente quelle “del nascere e del morire” (Ev 18), non è soltanto un problema di vita o di morte. Investe anche il punto in cui tutte le conquiste faticosamente raggiunte dalla storia umana (uguaglianza, libertà, diritto, democrazia, laicità) possono trovare definitivo consolidamento oppure possono cominciare a vacillare. Solo la liberazione degli schiavi e dei neri può essere paragonata alla liberazione dalla morte e dalla riduzione a cose dei bambini non nati e dei malati irrecuperabili.

E’ in tale contesto che il Movimento per la vita nella Giornata 2004, che è ecclesiale, può rivolgersi all’intero popolo della vita. Esso si sente parte di questo popolo. Vuole servire questo popolo. Rifiuta ogni monopolio nel servizio alla vita. Chiede soltanto di non essere lasciato solo. Sa che grandi ideali richiedono una lunga fatica e perciò anche la elaborazione ed attuazione di una strategia sostenuta da una adeguata forza di coordinamento e organizzazione. Perciò, oltre alle parole pronunciate dalla Chiesa 26 anni fa e da Giovanni Paolo II nel 1995, vengono in mente quelle di San Paolo. Meditiamole insieme in questa XXVI Giornata nella quale il tema della vita nascente è collegato con quello del futuro, cioè della speranza: “Questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno…!” (Rom.13,11). Svegliamoci!

E’ l’ora di alzarci in piedi! Con coraggio e con speranza. Con continuità e unità, secondo anche le suggestioni che potete leggere in queste pagine.

 

IN 24 ANNI “CANCELLATA” UNA CITTA’ PIU’ GRANDE DI ROMA

 

Con la legge 194 dal 1978 al 2002 sono state effettuate 4.200.224 interruzioni di gravidanza. E’ stata insomma cancellata una città più grande di Roma. Qualcuno dice che la legge ha portato a una riduzione degli aborti. E’ falso. Sono diminuiti gli aborti registrati (130.690 nel 1992 contro 232.000 nel 1982) ma ci sono gli aborti illegali su cui si tenta di stendere una cortina di silenzio e che invece vengono eseguiti sistematicamente in cliniche fuori legge. Soprattutto i dati non tengono conto di un fenomeno importante: la diffusione dell’aborto precocissimo e occulto causato dalla pillola del giorno dopo (20 mila confezioni vendute ogni mese in Italia). Ma anche ad ammettere che gli aborti siano diminuiti davvero, come si può credere che il merito sia della legge che li consente e non piuttosto del messaggio incessante sulla vita nascente del Papa, della Chiesa e del Movimento per la vita? Il silenzio sul bene che si va affermando nella società è drammatico e colpevole. Gli operatori dei Centri di aiuto alla vita hanno scritto al ministro, pregandolo di inserire nelle prossime relazioni sulla 194 il numero dei bambini salvati dall’aborto e le azioni intraprese per raggiungere quel risultato. Una provocazione ma anche un suggerimento per valorizzare quel poco di prevenzione che la legge prevede

 

INTERRUZIONI VOLONTARIE DI GRAVIDANZA

 

2001               2002

                                                       (dati provvisori)

Nord                                58.311.           59.082

Centro                              28.370            28.694

Sud                                   34.056            31.256

Isole                                 11.497            11.661

ITALIA                          132.234           130.693

Fonte: Ministero della Salute

 

 

 

 http://www.fuocovivo.org/MOVIMENTO/INDEXMOVIMENTO.htm

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"Fratelli miei, se uno di voi si allontana dalla verità e un altro ve lo riconduce, costui sappia che chi riconduce un peccatore dalla sua via di errore, salverà la sua anima dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati" (Gc.5,19-20)