DI MIO FIGLIO
26 gennaio 1993
Non puoi ancora guardarmi, è troppo presto,
eppure c’è già qualcuno che tenta di portarti via da me:
ma non lascerò mai che questo accada.
E’ qualche settimana che tu stai dentro di me,
ma io già ti voglio troppo bene.
solo restando insieme.
Ti vogliamo già troppo bene per levarti la vita,
quella vita che proprio noi ti abbiamo donato.
Non voglio che tu nasca sapendo che sei stato un errore,
perché chi ti ha creato non la pensa così.
Certo è facile dire: “Ne puoi avere altri”,
ma forse nessun altro varrà quanto te.
Tua Mamma
21 agosto 1993
Oggi 21 Agosto sei nato,
dopo una lunga agonia, in sala parto.
Mi è bastato vedere quei capelli neri,
quelle lunghe manine affusolate,
mi è bastato sentire il tuo caldo corpo sulla mia pancia
per dimenticare quei momenti che sembravano non finir mai.
Sono sensazioni difficili da descrivere con le parole,
ma che terrò sempre custoditi nel fondo del mio cuore.
Non credevo di essere pronta
per una cosa più grande di me,
ma in quei momenti si uniscono
tutte le forze rimaste per vedere quella creatura
che ha tanta voglia di uscire.
Quella creatura che per mesi mi ha fatto sentire
un’altra persona, una persona veramente importante,
quella creatura che la notte mi svegliava
dandomi calci e pugni,
quella creatura che mi sapeva ascoltare
nei momenti di vero sconforto.
Quando finalmente sei nato e sono riuscita
a tenerti tra le mie braccia
ho capito quanto eri importante per me,
eri l’unica persona veramente e solo MIA.
21 febbraio 1994
Oggi piccolo mio sei arrivato al tuo sesto mese di vita
e ormai sono passate tutte le paure di quella notte.
Ma ogni tanto mi vengono in mente quei brutti momenti
in cui ho saputo del tuo arrivo.
Ma guardandoti, giocando con le tue piccolissime mani, osservando ogni tuo sorriso,
mi chiedo come avrei fatto a non avere tutto questo.
Sei tu che mi hai fatto scoprire la vera felicità,
il vero senso della vita.
Ho scelto di averti perché sono contro ogni regola di aborto. Non accetto che i giovani si divertino senza testa
e poi ammazzino il risultato del loro divertimento.
Non trovo giusto che ci sia un rimedio così ovvio
ad una nuova vita.
Con la mia decisione
ho dovuto attraversare grossissimi problemi,
in particolare per l’emarginazione che la società ha avuto verso una ragazza che a diciassette anni
ha scelto di tenere suo figlio.
Allora, in che cosa crede veramente la gente?
E’ facile dire “non abortirei”
quando il problema non ti ha mai toccato.
Ma poi nella realtà è tutto diverso:
basta vedere una ragazza nel mio stesso stato
e c’è ancora chi di voi ha il “coraggio” di dire: “Vergognati”.
Vergognarmi? E di che cosa?
di non aver, forse, voluto uccidere mio figlio?
Tra voi e me, sono io che ho avuto il coraggio,
il mio coraggio è il coraggio della vita.
E la vergogna credetemi è solo vostra.
Per contattare Federica si può telefonare al cellulare 338.2892353
