Don ORESTE BENZI

(fondatore dell’Associazione Papa Giovanni XXIII)

      Sull'aborto il più grande peccato è tacere. Diceva Martin Luther King: “Non temo la cattiveria dei malvagi, temo piuttosto il silenzio dei giusti”. Se tutti i cattolici si mettessero a urlare, questa ingiustizia smetterebbe! Non sono colpevoli solo i medici e i politici, ma anche tutti quelli che rimangono indifferenti. La gente deve accorgersi di questo male enorme!

Non dobbiamo però giudicare le donne: esse non sanno. I medici però dovrebbero chiedere il consenso informato all'intervento: dovrebbero far sì che la donna sia consapevole di portare in grembo una vita, dovrebbero farle vedere un'ecografia del bambino, perché sia davvero consapevole della scelta che fa.

Erode ha fatto male o no ad uccidere i bambini di Betlemme? E che differenza c'è tra chi li uccide così e chi li uccide in altro modo, per il bambino?

“I.V.G.” vuol dire “Interruzione Volontaria di Gravidanza”: ma si potrebbe chiamare così se fosse il bambino a chiederla! Dicono: “La donna può fare quello che vuole del suo corpo!”: ma noi parliamo del corpo del bambino, non di quello della madre!

Anni fa c'erano i campi di sterminio; oggi gli stermini avvengono negli Ospedali. Quando dico queste cose mi dicono: “Sei un barbaro!”.  Ma perché? Perché difendo la vita? E tu che la uccidi cosa sei?…  Il Direttore Sanitario deve essere mosso da dolore per ciò che avviene nel suo Ospedale.

I primi Cristiani si distinguevano per il fatto che loro non uccidevano i bambini, né con l'aborto né con l'esposizione. Così diceva anche la Lettera a Diogneto.

                                                                                                                                    Don ORESTE BENZI

 

Durante la "Preghiera pubblica per la vita nascente" che ha luogo tutti i lunedì mattina davanti al

Policlinico di Modena

che il 20 gennaio 2003 è stata guidata dal responsabile della Comunità Papa Giovanni XXIII, don

Oreste Benzi.