RIFLETTIAMO SULLE MODERNE DISCOTECHE
(occasione di peccato e di gravidanze inattese, sfocianti nella tragedia dell’aborto)
ALLA LUCE DELL’INSEGNAMENTO
DI SAN FRANCESCO DI SALES
(DOTTORE DELLA CHIESA)

Mons. ANGELO COMASTRI, Arcivescovo-Delegato Pontificio di Loreto, nella sua Prefazione al Libro
“I MISTERI DEL SANTO ROSARIO MEDITATI ALLA LUCE DEGLI INSEGNAMENTI DI SAN PIO DA PIETRELCINA”
(Edizioni ADAM – Ancona – info@gesusorgentedamore.it)
ha scritto:
“Alcuni commenti di Padre Pio fanno venire i brividi. Invito a leggere attentamente il commento al Quinto Mistero della Luce, che dice così: «Sentite i giusti lamenti del nostro dolcissimo Gesù: “Con quanta ingratitudine viene ripagato il mio amore dagli uomini! Sarei stato meno offeso da costoro, se li avessi amati di meno! Rimango solo di notte, solo di giorno nelle Chiese! Non si curano più del Sacramento dell’altare; non si parla mai di questo Sacramento di Amore; ed anche quelli che ne parlano, ahimé!, con che indifferenza, con che freddezza ne parlano”». (…) Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha confidato: “Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa. Meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità”. Fatene esperienza… e scoprirete che la gioia si trova soltanto frequentando Dio e non frequentando le discoteche o i luoghi squallidi del divertimento. Buona preghiera, buon rifornimento di gioia!”.

di San Francesco di Sales
(Dottore della Chiesa)
sono riportati due capitoli riguardo alla liceità dei balli di un tempo
che potrebbe essere utile per una valutazione morale sui balli nelle discoteche di oggi
(non paragonabili con i balli di cui parlava San Francesco di Sales)

I BALLI E I PASSATEMPI LECITI MA PERICOLOSI
(Capitolo XXXIII)
Di natura loro, le danze e i balli sono cose indifferenti, ma il modo abituale
di dar corso a questi passatempi, manifesta una forte inclinazione e tendenza al
male. Per tale motivo costituiscono sempre un certo pericolo.
Ci si dà alle danze di notte e, col favore delle tenebre e dell'oscurità, è facile farci scivolare qualche libertà equivoca e insinuatrice, per un soggetto che, di natura sua, tende fortemente al male; si veglia a lungo, il che guasta la mattinata del giorno seguente e quindi la possibilità di servire Dio in essa; in una parola è sempre follia cambiare il giorno con la notte, la luce con le tenebre, le buone azioni con le follie.
Tutti fanno a gara nell'essere vanitosi al ballo e si sa che la vanità dispone fortemente agli affetti equivoci e agli amori riprovevoli e pericolosi; nelle danze tutto ciò trova un terreno ideale. Filotea, sai cosa dicono i medici delle zucche e dei funghi? Che non valgono niente. Ti dico la stessa cosa delle danze: i balli migliori non sono buoni a nulla.
Se ti capita di dover mangiare delle zucche, fa attenzione che almeno siano preparate bene: se ti trovi in una situazione per cui non ti è possibile trovare plausibili giustificazioni per dispensarti dal ballo, cura che la danza sia “ben preparata”. Con che cosa la devi condire? Modestia, dignità e retta intenzione. Riferendosi ai funghi, i medici dicono dì mangiarne pochi e di rado, perché, per quanto ben preparati, la quantità li rende velenosi. Filotea, danza poco e raramente; diversamente rischieresti di affezionartici.
Secondo Plinio, i funghi, proprio perché sono spugnosi e porosi, assorbono facilmente tutto ciò che di infetto c'è intorno, e se si trovano vicino a un serpente ne assorbono il veleno. I balli, le danze e simili riunioni equivoche ordinariamente assorbono tutti i vizi e i peccati che dominano in un ambiente: le dispute, le invidie, le beffe, gli amori folli. Allo stesso modo che il ballo apre i pori del corpo di coloro che vi si impegnano, contemporaneamente apre anche i pori del cuore; per cui, se qualche serpente, approfittando dell'occasione, viene a sussurrare qualche parola lasciva all'orecchio, qualche corteggiamento, qualche moina, o addirittura qualche basilisco viene a gettare sguardi impudichi, occhiate d'amore, i cuori sono molto arrendevoli e si lasciano facilmente conquistare ed avvelenare.
Questi divertimenti, Filotea, abitualmente sono fuori posto e risultano pericolosi: dissipano lo spirito di devozione, indeboliscono le forze, intiepidiscono la carità, e risvegliano nell'anima mille generi di affetti perversi; questa è la ragione per cui occorre servirsene con grande prudenza.
Dopo i funghi si raccomanda di bere vino della migliore qualità; io ti dico che dopo le danze devi ricorrere a qualche santa e buona riflessione, per bloccare le impressioni pericolose che il piacere che hai provato potrebbe aver risvegliato nella tua anima.
E quali?
Ho notato per tua comodità queste brevi riflessioni; ma Dio te ne suggerirà
altre a questo fine, se tu hai il suo timore.

QUANDO È PERMESSO GIOCARE E DANZARE
(Capitolo XXXIV)
Giocare e danzare è lecito quando si fa
per divertimento e non per affetto; deve essere per breve tempo e non fino a
stancarsi o stordirsi, e di rado. Chi lo facesse spesso, trasformerebbe il
divertimento in lavoro.
Ma quando si può giocare e danzare? Le occasioni per la danza e il gioco, di per sé moralmente indifferenti, sono abbastanza frequenti; quelle per i giochi proibiti sono più rare, e quanto più tali giochi sono biasimevoli e pericolosi tanto più rare saranno le occasioni in cui saranno permessi.
In breve: gioca e danza alle condizioni che ti ho indicato, quando te lo consiglieranno la prudenza e la discrezione per accondiscendere e far piacere all'onesta compagnia nella quale ti troverai; la condiscendenza è figlia della carità e come tale rende buone le azioni indifferenti e permesse quelle pericolose. Riesce persino a togliere la malizia a quei giochi che sono del tutto cattivi: per cui i giochi d'azzardo, che di per sé sono riprovevoli, cessano di esserlo se, qualche volta, è una ragionevole condiscendenza che ti ci conduce.
Mi ha edificato leggere nella vita di San Carlo Borromeo che era arrendevole con gli Svizzeri in certi campi nei quali ordinariamente era molto severo, e che Sant’Ignazio di Loyola, invitato a giocare, accettò.
Di Santa Elisabetta d'Ungheria sappiamo che giocava e danzava quando si trovava in riunioni fatte per divertirsi; e questo senza pregiudizio della devozione, che era tanto radicata nella sua anima che aumentava in mezzo alla pompa e alle vanità cui l'esponeva la sua condizione, proprio come avviene per gli scogli intorno al lago di Rieti che crescono se battuti dalle onde; col vento i grandi fuochi divampano con maggior violenza, ma i piccoli si spengono del tutto se non li proteggiamo.
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a cura di
Dal
Vangelo secondo San Giovanni
Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch'io ti condanno; và e d'ora in poi non peccare più» (Gv.8,1-11).
LA DONNA E LA MODA
di
Alessandro Bon
dal sito www.mediatrice.net
Estate o inverno, la tendenza è sempre la stessa. Farsi notare, attirare lo
sguardo dell'uomo. E' sempre inconsapevolmente o innocentemente che la donna fa
le sue scelte?
Il mondo corre all'impazzata verso l'impurità più sfacciata. Ogni anno la moda
porta la sua novità, ed è sempre una novità degradante. Le vesti lunghe o corte,
scollacciate o tirate su fino agli orecchi, attillate o a campana, mostrano
sempre la preoccupazione di ostentare la carne, e dolorosamente tendono sempre
non a vestire ma a spogliare.
E' l'arte di Satana! Certe donne, completamente coperte di panni, per la
preoccupazione che hanno di mostrarsi, si attillano in tale maniera che
appariscono spogliate, e fanno confezionare i loro abiti in modo che le mettano
in evidenza, senza curarsi del più elementare pudore, pur pretendendo di essere
irreprensibili nel decoro. La vita moderna poi, con le sue stranezze e le sue
vertigini, induce in molte donne ed in moltissimi uomini la persuasione che in
date circostanze si può o si deve fare a meno del decoro e della più elementare
modestia. C'è l'abito da ginnastica, da piscina, da spiaggia, da sport, da
ballo, da teatro, nel quale appare naturale la riduzione a minimi termini, e si
assiste anche in città ad esibizioni spettacolose, che riducono sempre più il
senso del pudore. E'così che un abito che potrebbe tollerarsi solo quando dalla
cabina ci si tuffa nel mare, facendosi coprire dall'acqua, è diventato la divisa
dei ciclisti, degli sciatori e degli sportivi in genere, e dolorosamente anche
di tante giovani che l'indossano nella più clamorosa esibizione, vociando e
dimenandosi, quasi che i trams, le ferrovie, le strade, e le piazze fossero
luoghi di pubblica esibizione. Eppure il clima nel quale viviamo è un clima
eroico nel quale non si dovrebbe dare così miserabile spettacolo d'incoscienza.
Sono morti i martiri a migliaia, immolando tutto per la Fede, come ai primi
tempi del Cristianesimo. Avanzano le orde dei senza Dio, orde ignominiose,
vergogna dell'umanità, ed avanzano col programma militante di demolire la
società cristiana ed instaurare una repubblica di bruti. Avanzano sfacciatamente
oggi, e sfacciatamente stabiliscono come testa di ponte della loro lotta,
l'impurità e la disonestà della donna, la corruzione morale ed il nudismo.
Non è più un segreto: si mandano avanti le donne immorali per corrompere le
donne e gli uomini onesti; si prostituisce pubblicamente la bellezza con le mode
procaci, per disorientare le anime, abituarle ai disordini del senso e
precipitarle nell'apostasia. E' storicamente accertato che il bolscevismo
spagnolo, prima d'iniziare la sua bestiale campagna di scristianizzazione e di
distruzione, reclutò le più sfacciate donne, le sguinzagliò nei centri più
importanti, le pagò perchè si fossero mostrate in abbigliamenti procaci, ed
avessero preparata con la corruzione morale la via al comunismo. Questo metodo
non è cambiato, anche dov'è attuato con maggiore astuzia lanciando solo la moda,
gradatamente più procace. [...] A questo si aggiunga che a modello delle donne
non si prendono più le nobili donne oneste, ornate di decoro, ma le peggiori
sgualdrine dei teatri e dei concerti, chiamate per ironia stelle! I giornali
illustrati sono riboccanti d'immagini scomposte e di pose vergognose, di visi
truccati e di nudità ripugnanti al più elementare senso morale, e le donne
s'ispirano a questi mostri, e vi uniformano tanto spesso i loro abbigliamenti..
[...] Non si riesce a capire come possano credersi immuni da colpa grave, quando
non possono ignorare che le loro esibizioni fanno sorgere cattivi pensieri,
inducono a peccati di desiderio e spingono alle peggiori degradazioni.
Incoscienti e schiave di suggestioni.
Molti dicono e suppongono che la mancanza di pudore è incoscienza; ma questa
potrebbe ammettersi in paesi pagani, non in nazioni cristiane, dove la parola
ammonitrice del Papa, dei Vescovi e dei Sacerdoti è incessante. [...] Molte di
esse infatti, credono che la moda sia una necessità, una legge che le obblighi.
Satana le suggestiona e fa loro credere di apparire strane se non la seguono nei
suoi capricci, e credono anche di decadere dalla loro nobiltà se non vestono in
modo da farsi notare od ammirare. [...] Non vogliono apparire singolari non
vogliono far la figura delle vecchie; dicono di non poter trovar marito o per
conservarlo, di non poter contraddire la mamma, il babbo, i fratelli, il marito,
che ci tengono a farle figurare, e con queste scuse giustificano la loro
degradazione.
Alessandro BON
dal sito www.mediatrice.net