Aborto:omicidio o libertà di scelta?

 

 

confutazioni a 15 motivi che giustificano l'aborto.

 

La Bibbia condanna chiaramente chi uccide intenzionalmente un essere umano innocente. Il sesto comandamento recita "Non uccidere" (Esodo 29:13). Uccidere un essere umano, fatto ad immagine di Dio, è un crimine serio. Poiché l'uomo è creato ad immagine di Dio, l'omicidio è un attacco contro Dio. Questa è una questione molto seria. Dio non la tratta con leggerezza e neppure noi dovremmo.

L'aborto è una procedura introdotta dall'uomo che ha come scopo la soppressione della vita di un essere umano non ancora nato. 

Ci sono vari modi di uccidere chi non è ancora nato. Lo si può uccidere risucchiandolo mediante uno strumento ripulitore, oppure tagliuzzandolo con uno strumento affilato. Lo si può uccidere mediante l'uso di una forte soluzione salina o una droga. Ma in tutti i casi, l'aborto è una procedura che inizia con l'intenzione di uccidere chi non è ancora nato. Quindi è un omicidio volontario.

L'aborto è omicidio volontario di un essere umano innocente.

Ci rendiamo conto che il non nato non ha ancora commesso alcun crimine sociale che possa meritargli la morte secondo la giustizia umana, infatti esso non è ancora venuto al mondo. Ma prima che possa venire la mondo e mentre non può difendersi, altri esseri umani, che possono essere la madre o l'istituzione sanitaria (stabilita anch'essa da uomini), intenzionalmente decidono di togliergli la vita.

 

Oggi muoiono in tutto il mondo circa 50 milioni di creature all'anno a causa di aborto volontario. Questa cifra equivale al numero delle vittime complessivo della seconda guerra mondiale e come per tutte le guerre, le vittime dell'aborto sono le più innocenti ed indifese.

Molte donne non vogliono rinunciare al "diritto a decidere del loro ventre" e non vogliono rinunciare alle loro comodità a causa di una gravidanza indesiderata. Così si combatte una guerra totale sotto una copertura umanistica, ma non contro altri poteri, o contro eserciti, o contro terroristi, bensì contro bambini indifesi. E com’è sempre successo che per gli artefici delle guerre ci sono state delle conseguenze terribili, così sarà per coloro che favoriscono e causano le morti di creature innocenti non ancora nati: per i governi che legalizzano l'aborto; per i mariti che costringono le loro mogli ad abortire; per i medici e gli scienziati che abusano degli embrioni a scopo di ricerca; per le donne che urlano: "La mia pancia appartiene a me!", per una società che minimizza l'uccisione di bambini non ancora nati.

 

ALCUNI DATI

 

- L'aborto è una delle cause di morte più frequenti che non viene neanche riportata nelle statistiche ufficiali;

- Il rapporto tra gli aborti e le nascite è di 1/6,7, cioè ad almeno 1 bambino su 7 viene negato il diritto alla vita;

- Circa il 95% di tutti i decessi di bambini, sino al 9° anno di vita, ha luogo nel grembo materno;

- In diverse nazioni si causano circa 50 aborti al giorno;

- Solo dal 10% al 30% delle donne che richiedono l'aborto hanno problemi economici;

- I casi di aborti volontari sono aumentati proprio nelle nazioni dove è stata legalizzata l'interruzione della gravidanza.

 

DEFINIZIONE DELLA VITA

 

Chi non è ancora nato è un essere umano o qualcosa di inferiore?

Secondo la Bibbia, la vita umana comincia col concepimento. Davide disse: "Mia madre mi concepì nel peccato". Questo non soltanto fa cominciare la vita umana al concepimento ma il peccato, nella vita umana, comincia già a quel punto; un salmista scrisse: "I mentitori sono traviati sin dal seno materno" (Salmo58:3). La Bibbia dice che il seme di Levi esisteva nei lombi del suo bisnonno Abramo (Ebrei 7:9-10). Infatti, tutti gli uomini hanno peccato in Adamo quando egli peccò (Romani 5:12).

 

Il profeta Geremia fu conosciuto da Dio e scelto mentre era ancora nel seno della madre (Geremia 1:5). Giovanni Battista esultò per la gioia (Luca 1:44) e fu riempito di Spirito Santo quando era ancora nel seno della madre (Luca 1:15). Gesù Cristo fù concepito dallo Spirito Santo (Matteo 1:20) nel seno di Maria e le Scritture ci dicono che, in quel momento, si ebbe l'inizio della sua natura umana.

Il salmo 139 ci dà uno specifico resoconto dell'embrione umano come una sostanza che viene formata da Dio. Con belle immagini viene descritto l'embrione come qualcosa che viene formato e tessuto da Dio (versetti 15 e 16). Secondo il salmo, Dio ha scritto nel suo libro i giorni dell'embrione, quando esso non era ancora nato. La bibbia non lascia alcun dubbio sul fatto che Dio fa l'uomo a sua immagine e somiglianza prima della nascita.

C'è una notevole concordanza tra la Bibbia e la scienza medica sul momento iniziale della vita umana. L'embrione umano è il frutto dell'incontro tra lo sperma e l'ovulo e questo è il concepimento. Meno di un mese dopo il concepimento, il feto ha il suo cuore; dopo un mese e mezzo, emette la propria onda cerebrale che manterrà per tutta la sua vita. Prima dei due mesi, il feto ha tutti gli organi interni dell'adulto, e dopo un'altra settimana ha tutti gli organi esterni. In poco tempo il feto diventa un minuscolo essere umano in crescita.

 

GLI ARGOMENTI USATI DAGLI ABORTISTI PER GIUSTIFICARE L'ABORTO E LE RELATIVE RISPOSTE

 

1) Nessuno conosce quando comincia la vita umana.

Se nessuno conosce quando comincia la vita umana, essa potrebbe cominciare anche all'atto del concepimento. E se essa comincia all'atto del concepimento l'aborto è un omicidio. Possiamo noi giustificare l'assassinio di qualcosa che potrebbe essere umano? L'incertezza non ci autorizza ad uccidere dei feti. Non possiamo uccidere dei feti anche se non siamo sicuri che si tratta di esseri umani.

Attualmente sappiamo che la vita comincia all'atto del concepimento. Lo spermatozoo con 23 cromosomi non è un essere umano come non lo è l'ovulo femminile con i suoi 23 cromosomi, ma quando essi si uniscono formano 46 cromosomi, ed è il risultato di un essere umano. Questo è un fatto scientifico. Geneticamente questo ovulo fertilizzato è un essere umano con le sue caratteristiche e la sua identità. Da questo punto è solo questione di crescita, non di genere.

 

2) La madre ha il diritto di controllare il suo corpo.

Il bambino non è una parte del corpo della madre. E' un essere umano individuale con un suo corpo separato. La madre alimenta il suo bambino mentre è nel suo seno e questo non gli da diritto di decidere per la sua vita o per la sua morte. Come la madre ha il dovere di provvedere all'alimentazione del proprio figlio dopo la nascita, altrimenti sarebbe colpevole di omicidio per fame, allo stesso modo non ha diritto di troncare la vita del proprio figlio prima di nascere.

Anche se il nascituro fosse parte del corpo della madre, ella non avrebbe il diritto di fare ciò che vuole con il suo corpo, non avrebbe il diritto di mutilarsi tagliandosi una mano o un piede. Ella non ha neanche il diritto di togliersi la vita mediante il suicidio.

 

3) Un nascituro non è realmente umano finché non è nato.

Se un bambino non è umano prima della nascita, quando lo è? 

Certamente non è un minerale o un vegetale. Le mucche danno vita alle mucche e le cavalle ai cavalli. Nessuno ha difficoltà nell'identificare un cane nascituro come un cane o un maiale nascituro come un maiale. Perché si dovrebbe porre la questione per i nascituri umani?

I nascituri umani sono identificati umani per il cambiamento di luogo? Cioè che dall'utero materno passano alle braccia materne? La differenza tra i bambini che sono nati e quelli che non sono ancora nati non è la loro natura, ma il luogo (essere nell'utero ed esserne fuori) e la loro misura. Certamente delle caratteristiche accidentali o circostanziali come quelle relative al luogo e alla misura, non determinano se un essere è umano o meno.

 

4) I bambini non sono esseri personali coscienti.

Secondo questa obiezione uno deve essere cosciente per essere umano. Ma se la coscienza determina l'umanità, allora gli adulti che dormono non sono umani. Inoltre, se la coscienza determina l'umanità, allora quelli che cadono in coma perdono la loro umanità.

La logica conclusione di questo discorso sarebbe che uccidere esseri senza coscienza non sarebbe commettere omicidio, allora tutti gli assassini dovrebbero semplicemente far perdere la coscienza alle loro vittime prima di ucciderle.

Inoltre, i bambini sono coscienti prima di nascere. Un mese e mezzo dopo il concepimento, essi hanno le proprie onde cerebrali che poi manterranno per tutta la vita. L'assenza di queste onde è considerata un segno della morte, perché allora la loro presenza non è considerata un segno della vita?

Verso i tre mesi reagiscono agli stimoli e possono avere coscienza di un senso di oppressione, di dolore e di gioia.

La coscienza di sé (non la consapevolezza) distingue l'uomo dagli animali, anche da quelli di grado superiore. Tuttavia la coscienza di sé non si manifesta finché un bambino non arriva ad un anno e mezzo circa. Così, secondo la logica degli abortisti, si può giustificare l'aborto prima di quel periodo.

 

5) Ogni bambino ha diritto a una vita piena.

Quali sono i criteri per stabilire se una vita è piena o meno e chi può stabilire questo? 

Questo genere di ragionamento si è spinto talmente oltre che alcuni giudici hanno condannato dei genitori per aver messo alla luce bambini sapendo che erano deformati in base ai test prenatali. 

Questo ragionamento potrebbe far credere che è possibile rinviare la nascita di un figlio a migliori circostanze, per cui lo si può uccidere ora. Non è così. Togliere la vita a questo nascituro significa togliere l'unica possibilità, che questo essere ha, di venire al mondo. Egli non avrà alcuna altra circostanza migliore per venire alla vita. Perciò la scelta non è fra una vita deforme e una sana, la vita è una sola e non c'è scelta. Ognuno ha diritto alla vita che egli ha, non tenere conto di questo significa attentare all'unica possibilità di vita.

Anche secondo questa logica, si dovrebbe poi uccidere tutti gli esseri umani deformi, anche al di fuori dell'utero materno (cosa che alcune menti diaboliche, in parte, hanno messo in atto nel corso della storia). Così questa logica abortista condurrebbe all'infanticidio e all'eutanasia, ed alcuni abortisti ammettono che queste due possibilità discendono dalla stessa logica. Secondo questi ultimi è più giustificabile togliere la vita a chi è deforme che togliere la vita a chi potrebbe esserlo secondo test prenatali.

 

 

6) E' meglio abortire che esporre un figlio a maltrattamento.

Secondo ciò il non abortire figli indesiderati conduce al maltrattamento. Statisticamente è l'opposto. I casi di figli malmenati sono aumentati con l'aumentare degli aborti. Apparentemente il disprezzo per la vita umana, riflesso nell'accettazione dell'aborto, si estende dalla fase prenatale a quella post-natale. Erroneamente questa obiezione fa ritenere che l'aborto non è un grande maltrattamento.

Attualmente l'aborto è il peggiore maltrattamento che può essere inflitto ad un essere umano: porta la morte. Per impedire che il bambino subisca maltrattamenti gli infliggono un maltrattamento peggiore. Questo è semplicemente grottesco.

Inoltre, se si può uccidere il nascituro per evitare potenziali oltraggi, perché non uccidere il già nato che viene attualmente malmenato? I milioni di bambini che vivono nella denutrizione si possono togliere di mezzo tranquillamente secondo questa logica. In altre parole, se noi proteggiamo il nato che viene maltrattato, quanto più dovremmo proteggere il nascituro che è ancor più indifeso?

 

7) Noi dobbiamo fermare la sovrappopolazione o moriremo tutti di fame.

L'alternativa fra l'aborto e la sovrappopolazione è falsa. Ci sono altre alternative. Il controllo della nascite può limitare la sovrappopolazione senza omicidi e questo si può fare con la prevenzione.

 

8) Non possiamo legiferare sulla moralità.

Se fosse così dovremmo sbarazzarci delle legislazioni che si basano sulla moralità. Dovremmo cominciare ad eliminare le proibizioni riguardo all'assassinio, alla crudeltà, al maltrattamento dei bambini, all'incesto ed a tutti quei casi in cui la morale è la base dalla formazione delle leggi applicate. Dovremmo eliminare anche le leggi antischiaviste e tutte le altre leggi sui diritti civili. Anche queste leggi riguardano il comportamento morale della persona. Questo sarebbe chiaramente sbagliato e pochi abortisti suggerirebbero di abolirle. Ma se è così, perché non dovremmo avere delle leggi per proteggere i diritti morali del nascituro?

Inoltre, le attuali leggi che permettono l'aborto su richiesta, sono di natura morale, perché in effetti affermano che togliere la vita a un essere umano, non ancora nato, è moralmente giusto.

E' impossibile evitare di legiferare secondo i criteri della moralità. Al fine di avere una buona legislazione bisogna incorporare nelle leggi ciò che è moralmente giusto. Per questo, è assolutamente ingiusto di togliere ad un essere umano innocente il suo diritto alla vita. Perché il diritto alla vita è il diritto dei diritti. Senza vita non c'è alcun diritto.

 

9) I bambini mentalmente ritardati non dovrebbero essere fatti nascere.

E' interessante notare che nessuna organizzazione di genitori con figli mentalmente ritardati ha mai sostenuto l'aborto. Tutte le famiglie, che io ho conosciuto, sono affezionati ai loro figli mongoloidi perché mostrano un amore schietto.

I bambini mentalmente ritardati sono umani, ucciderli equivale a commettere omicidio. A maggior ragione, non si deve uccidere quelli che non sono ancora nati perché sono ancora più indifesi. La logica con cui gli abortisti giustificano l'aborto terapeutico, sarebbe valida anche per l'infanticidio.

 

10) Perché una donna violentata dovrebbe essere forzata a portare un figlio indesiderato?

La violenza carnale è una delle cose più indegne che una persona possa subire. Bisogna avere grande compassione per le vittime, tuttavia bisogna tenere presente alcune cose: primo, non c'è alcun modo di disfare il fatto, ricorrere all'aborto non significa cancellare l'oltraggio; secondo, non viene fatta giustizia punendo la creatura che nasce a causa del ratto. Due errori non fanno una verità. La colpa di ricorrere all'omicidio (aborto) non aiuterà la madre.

Il ratto non è un crimine per la vittima, ma uccidere un innocente è un crimine. 

Sebbene raramente le vittime di ratto danno alla luce dei figli, quei pochi bambini che vengono concepiti hanno tutto il diritto di vivere. 

Chi non è stato benedetto ascoltando la musica gospel della famosa cantante negra Ethel Waters? Sua madre fu una vittima di ratto, all'età di tredici anni. Forse che ella doveva abortire e non far nascere Ethel? Perché punire un frutto innocente anche se frutto di episodio di violenza carnale? Bisogna colpire il colpevole della violenza, il violentatore e non la più innocente creatura.

 

11) Gli aborti vengono svolti comunque, meglio allora legalizzarli.

Dovremmo legalizzare il ratto e la violenza sui bambini solo perché esistono delle persone che commettono queste atrocità? Dovremmo legalizzare l'incesto e la crudeltà solo perché esistono delle persone che li commettono? Legalizzare delle cose malvagie non le rende moralmente giuste. Legalizzare un'attività illecita non ne frena necessariamente l'abuso, anzi qualche volta lo favorisce. Questo è attualmente il caso degli Stati Uniti.

D'altro canto, cambiare le leggi può aiutare a cambiare l'attitudine verso un certo illecito, come hanno dimostrato le leggi abolizionisti della schiavitù.

Le leggi in sé non possono forzare le persone ad essere buone, ma rafforzare le buone leggi può aiutare a frenare le persone nel fare il male.

 

12) Legalizzare l'aborto salverà la vita delle madri in quanto renderà gli aborti più sicuri.

Le statistiche dicono che la maggior parte degli aborti avvengono ancora al di fuori degli ospedali. La Corte Suprema degli USA ha decisamente bocciato progetti di legge che erano atti ad assicurare un minimo di igiene nelle fabbriche dell'aborto. Così, se un carro bestiame si parcheggiasse in strada mettendo su un cartello con scritto: "qui si operano aborti", il governo non soltanto non impedirebbe l'operazione, ma non insisterebbe neanche che gli abortisti sterilizzassero i loro strumenti!

Inoltre, la legalizzazione dell'aborto in USA, non ha salvato vite, ma ha fatto perdere vite: 16 milioni nei primi dodici anni dal momento dell'approvazione da parte della Corte Suprema.

Anche se il governo sarebbe in grado di garantire migliori condizioni igieniche per effettuare l'aborto, significherebbe semplicemente assicurare l'igiene nell'omicidio. Sapere che si è trattato di un uccisione pulita è una ben magra consolazione per la vittima.

 

 

13) Non dobbiamo proiettare la nostra moralità sugli altri.

Se è così, chi sono gli abortisti che proiettano la loro moralità su chi non è ancora nato? E come se essi dicessero ai non ancora nati: "Il mio credo morale è che voi non dovete vivere". Questa non è una proiezione di moralità, ma una proiezione di immoralità. Infatti, noi dobbiamo influenzare con la nostra moralità i convincimenti degli abortisti. Se non lo fanno quelli che sono capaci di influenzare con la giusta moralità per proteggere le vite innocenti, chi lo farà mai?

Proiettare le nostre giuste convinzioni morali sugli altri non è sbagliato, è sbagliato distruggere i diritti morali degli altri. L'aborto distrugge il diritto morale alla vita che hanno gli innocenti.

 

14) L'aborto è la soluzione per le gravidanze indesiderate.

Una soluzione migliore è l'adozione. E' difficile affidare un bambino agli altri, ma è meglio che ucciderlo.

La madre che ha abortito è spesso depressa, sia quando arriva il tempo che avrebbe dovuto partorire che in seguito a rimorsi di coscienza ed altro. Questa depressione talvolta ricorre per anni ed anni in occasione del compleanno del bambino. Qualche volta la depressione è così forte che la madre sfiora il suicidio.

Le madri con gravidanze indesiderate hanno di bisogno di incoraggiamenti per trattenere il figlio e non incoraggiamenti per uccidere il figlio. Un metodo efficace è la realizzazione e l'accoglienza in cliniche per consultazioni ed aiuti, non di cliniche per aborti.

 

15) Nessun bimbo indesiderato dovrebbe mai nascere.

Secondo questa asserzione, ogni concepimento indesiderato dovrebbe automaticamente comportare un figlio indesiderato. Capita però che molte madri cambiano il loro atteggiamento dopo aver superato il trauma iniziale della gravidanza indesiderata. Spesso cambiano il loro atteggiamento anche quando avvertono o vedono con l'ecografia che portano un essere vivente nel loro grembo. Accade anche che molte madri cambiano idea dopo che i loro figli sono nati.

Se la madre non vuole allevare il bimbo, ci sono molte altre famiglie che, non possono avere figli e che sono disposte a riceverli. Nel mondo ci sono più persone che desiderano avere figli di figli che si possono adottare.

Il solo fatto che non si desidera che qualcuno venga alla vita non ci dà il diritto di ucciderlo. I nostri desideri non debbono intaccare i diritti degli altri, specialmente il diritto di vivere. Davanti a Dio e davanti agli uomini una madre con un figlio sono due persone.

 

A questo punto vi voglio raccontare di una ragazza che seppe di essere gravida. Era fidanzata, ma il fidanzato non era il padre del bimbo. La sua famiglia era povera, perciò era duro per la famiglia mantenere un'altra bocca da sfamare. La sua famiglia aveva una buona reputazione ed ella non voleva che si spettegolasse. Abortire avrebbe potuto essere una soluzione al suo problema. Ma ella non volle abortire. Partorì un bimbo, un maschietto, e lo chiamò Gesù.

 

di NORMAN L. GEISLER