Chi è il Vostro Vescovo

Calogero La Piana è nato a Riesi (Caltanissetta) il 27.01.1952 in una famiglia di contadini. 
Ha frequentato le Scuole Elementari e Medie del paese e una Sezione staccata del Liceo Scientifico di Caltanissetta conseguendo la maturità scientifica.
In tutti questi anni trascorsi a Riesi, ha sempre frequentato l'Oratorio Salesiano. 
Ha iniziato il Noviziato nella Congregazione Salesiana, dove ha concluso il 12 settembre del 1974, con la prima professione religiosa. Ha frequentato gli studi filosofici presso L'istituto Teologico "San Tommaso" di Messina e qui ha conseguito il baccalaureato in sacra Teologia.
E' stato ordinato sacerdote per l'imposizione delle mani di S.E. Mons. Sebastiano Rosso a Riesi l'8 agosto 1981.
Ha conseguito la Licenza in Teologia con specializzazione in "Dogmatica" e il Dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.
Ha rivestito numerosi incarichi ed ha prestato servizio sotto varie mansioni. E’ stato docente di Teologia presso l'Istituto Teologico "San Tommaso" di Messina
Il 6 Gennaio 2003, per l'imposizione delle mani di Giovanni Paolo II, è diventato Vescovo.

Carissimo Giovane,

ad un anno dal mio ingresso in questa Diocesi ho il desiderio di rivolgermi a te. Molte volte ci siamo incrociati, o negli ingressi nelle varie città o nella tua comunità parrocchiale o in alcune ricorrenze pubbliche.

Ho incrociato il mio sguardo col tuo e in questo sguardo ho colto lo stesso interrogativo, la stessa richiesta che il Papa ci ricorda, nel messaggio che quest’anno ha rivolto a tutti i giovani del mondo, essere di quei Greci che si rivolgono all’apostolo Filippo e gli chiedono: <<Vogliamo vedere Gesù>>.

Ebbene si, caro Fratello giovane ho colto nei tuoi occhi il desiderio di vedere, incontrare, contemplare, conoscere il Signore, ma ho colto anche tutte le paure, difficoltà che vivi e che ti impediscono molte volte di fare un incontro vero.

E’ vero ci sono difficoltà con la stessa Chiesa: “ Noi non siamo padroni della vostra fede, ma i collaboratori della vostra gioia perché voi siete saldi nella fede” (1 Cor). Ricordo a me, caro giovane, e a tutti i confratelli sacerdoti della Diocesi, che come Chiesa non siamo padroni della tua fede ma soltanto collaboratori della tua gioia.

La gioia vera che non è lo “sballo” o gli effimeri “piaceri” o i “luoghi” pieni di luci e rumori, la gioia vera è l’incontro con Lui, Gesù Cristo Via-Verità-Vita.

Dal tuo sguardo ho colto la speranza ma anche la paura per il tuo futuro, la difficoltà di vedere prospettive di lavoro, di occupazione stabile, spesso la scelta difficile di andare a lavorare o studiare lontano dalla tua famiglia dalla tua comunità.

Ma soltanto quando avrai la capacità di ripetere a te stesso le parole del salmo 62 <<O Dio, tu sei il mio dio, all’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne come una terra deserta, arida senz’acqua>> e rimettere in Lui tutte le tue difficoltà e le paure, potrai veramente cominciare a respirare a pieno da uomo libero.

Carissimo amico vivi, prendi in mano la tua vita e mettila nelle mani di Cristo, l’unico e vero Amico che ti assicuro non tradisce mai, abbi il coraggio di gridare a noi adulti che vuoi un mondo migliore, diverso, dove non si “tira a campare” ma si gusta la propria vita che è dono di Dio, dove si ha la capacità di andare con slancio verso tutti i fratelli e le sorelle, cominciando da chi ti sta vicino, che ha bisogno di te o che soffre, e Lui, Gesù, che ce lo insegna: <<Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi… Ogni volta che avete fatto queste cose a uno dei miei fratelli più piccoli l’avete fatta a me>> (Mt 25.35-36-40).

Guarda, abbi il coraggio di guardare oltre il tuo naso, non esisti solo tu con il tuo cerchietto di conoscenti, c’è la tua famiglia, la tua scuola, il posto dove lavori, la tua comunità parrocchiale, il quartiere, la tua città e tutti hanno bisogno di te, metti a frutto quei talenti, quelle cose belle che il Signore ti ha dato e non avere soprattutto paura di aprire il tuo cuore a Cristo.

A conclusione di questa mia lettera, vorrei invitarti in un momento bello, pieno di gioia, colori, preghiera, musica, riflessione, una giornata che vivremo a Salemi, la GIOVANINFESTA, domenica 2 maggio 2004.

Ti aspetto,

Il tuo Vescovo

Calogero

Mazara del Vallo 19 marzo 2004 

 

H O M E