XKE’ CREDERE, AMARE, DESIDERARE DIO???
XKE’ DOVREMMO METTERLO AL PRIMO POSTO NELLA NOSTRA VITA???
Pensate a Dio come ad un Padre Amoroso.
Un Padre Amoroso che ci ama di un amore sconosciuto all’umanità perché assolutamente gratuito e fuori dai nostri piccoli schemi umani. Un amore che spinse l’Infinito Dio a farsi piccolo bambino, il Dominatore dei Secoli a sottomettersi a delle povere creature, il Giudice dell’Universo a farsi condannare a morte e tutto questo per noi….,”per me” !
Un Padre amoroso che ci invita ad andare verso la sua casa per ricercare quello per cui siamo stati creati. Il suo cuore è aperto per accoglierci. Come nella Parabola del Figliol Prodigo le braccia erano sempre aperte ad accogliere il proprio figlio.
Un Padre Amoroso che è pronto a darci tutto il suo Regno se solo vogliamo farci abbracciare, come nella parabola del Figliol Prodigo quando il Padre fece uccidere il vitello grasso al ritorno del figlio.
E’ spontaneo amare questo Padre Amoroso.
Ma noi non conosciamo questo Dio amoroso che ci abbraccia e che ci aspetta alla sua casa, che è una piaga d’amore per noi ma piange perché noi non ci accostiamo a Lui, per la nostra malattia di attivismo.
Come possiamo conoscere meglio questo Dio???
- Con la PREGHIERA
La chiave per entrare nella casa di Dio è LA PREGHIERA.
Negli scritti degli uomini e delle donne che hanno incontrato Dio si fa sempre allusione a una misteriosa facoltà che s’è svegliata in loro e li ha messi in rapporto con lui. In sostanza essi ci dicono: “Non sono i miei sensi corporei ad essere entrati in gioco né la mia affettività né la mia intelligenza, ma un senso interiore di cui fino a quel momento ignoravo l’esistenza”.
Molti sono coloro che hanno fatto questa improvvisa scoperta dal giorno in cui Giobbe esclamava :”Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono” (Gb 42,5)
Se questo senso spirituale è ignorato dai manuali di psicologia non lo è dalla Bibbia. Essa lo chiama “cuore nuovo”. Essa è portatrice di una promessa di Dio, trasmessa dal profeta Ezechiele :Vi darò un cuore nuovo…toglierò da voi il cuore di pietra e ridarò un cuore di carne (Ez 36,26).
Ogni battezzato è si dotato di questo “cuore nuovo” ma, per accedere ad una conoscenza viva di Dio, il suo cuore dovrebbe essere educato, esercitato; altrimenti, come le diverse facoltà corporali o intellettive che non vengono usate, esso si sclerotizza. E allora deperiscono la fede, la speranza, l’amore, questi dinamismi del “cuore nuovo” mediante i quali esso potrebbe entrare in relazione con Dio.
La preghiera è il mezzo privilegiato per cui si risveglia, entra in gioco, si sviluppa il “cuore nuovo” ricevuto al battesimo.
Il cuore di Dio è aperto a tutti ed ognuno è il benvenuto.
Se non incontriamo Dio è perchè forse abbiamo pregato poco, o forse siamo rimasti delusi dalla preghiera o ancora probabilmente abbiamo pregato non credendoci tanto.
Dobbiamo anche sapere che esistono diversi tipi di preghiera:
- PREGHIERA SEMPLICE
- PREGHIERA D’ABBANDONO
- PREGHIERA DELLE LACRIME
- ADORAZIONE
- Per mezzo di GESU’ CRISTO
Se la chiave per entrare nel cuore di Dio è la preghiera la porta è CRISTO.
Che bontà di Dio averci messo Gesù sul nostro cammino; Dio sa che siamo duri di cervice e ci ha posto vicino il Suo Figlio.
Per poter arrivare al Padre dobbiamo passare per Gesù, dobbiamo quindi imparare a conoscerlo e per far questo dobbiamo poterlo incontrare.
Per incontrare Gesù abbiamo tre vie:
- Nella sua parola: Per stringere relazioni personali con Cristo devo anzitutto conoscerlo. Ed è essenzialmente nel Vangelo che io farò la sua conoscenza. L’intelligenza, l’intuizione non bastano a chi intraprende tale lettura. Ricordatevi: la sera di Pasqua, Cristo appare all’improvviso in mezzo ai suoi apostoli riuniti e, ci dice il Vangelo :”…aprì loro la mente alla comprensione delle Scritture (Lc 24,45). Domandiamo questa stessa grazia quando noi leggiamo il Vangelo. Chi vuole pregare deve una volta per tutte prendere in mano il Vangelo, non abbandonarlo più e ritornarvi ogni giorno. Più gli anni passeranno, più il volto di Cristo assumerà un rilievo catturante e meglio egli apprezzerà il “dono di Dio”.
- In noi stessi: Desiderare ciò che Gesù vuole dirci. Io mi metto a sua disposizione e, nel corso della preghiera, a poco a poco intravedo ciò che vuole dirmi.
- Nell’Eucaristia: Ogni giorno comunicherete Gesù. Chiederete al Suo Corpo e al Suo Sangue che diventi un incontro continuo. Chiederete allo Spirito che vi trasformi ad immagine di Gesù con estrema disponibilità ed apertura.
Come Cristo, il cristiano è chiamato a fare della propria vita un servizio di amore, a pagare di persona. Con la vostra coerenza, con la vostra credibilità, siate i testimoni convinti e gli entusiasti annunciatori del Signore risorto, tra i giovani e gli uomini di oggi, là dove trascorre la vostra vita: nella scuola, nel lavoro, nel quartiere, nella famiglia, nella comunità civile, nella parrocchia. Occorre che i giovani ben formati nella fede e nella preghiera diventino sempre più gli apostoli della gioventù; è a voi che spetterà la responsabilità di vivere e di mostrare tra gli uomini la testimonianza della fede, non solo oggi ma anche domani.
Cristo vi chiama a servire l’uomo promuovendolo, difendendone la dignità, partecipando alla costruzione di una società più giusta, più attenta all’uomo.
Siamo convinti che Cristo e la Chiesa hanno bisogno di voi, di ciò che siete, di ciò a cui aspirate, per costruire una comunità sempre giovane per santità e fedeltà al vangelo, in un mondo nuovo dove giustizia, fratellanza e amore autentico trovino spazio, strutture adeguate e cordiale disponibilità interiore.
