Il Natale è una rivoluzione

 

- Tutti gli anni dico: "Basta con 'sto natale di alberi, di vetrine illuminate, di presepi, di pranzi con i parenti. Poi l'anno dopo, non c'è niente da fare, il clima natalizio mi riprende.

- Quello che capita a te, succede a tutti. Non vedi? C'è una folla di predicatori che si accanisce contro il Natale "ridotto a festa consumistica", a "spreco per mangiare e regali"... Ma chi li ascolta? Ogni anno il clima natalizio diventa più forte.

- Però non è nemmeno bello festeggiare Gesù che nasce povero con sprechi d'ogni tipo.

- Certo, ma tu credi che se non festeggiamo il Natale le cose andrebbero meglio? Io non ci credo. Vedi, il fatto stesso che, ogni anno, il Natale ci fa vergognare dello spreco, delle differenze tra chi ha tropo e chi ha troppo poco: dei malati dimenticati, dei vecchi abbandonati, degli handicappati... è una piccola iniezione contro l'egoismo. Il Natale qualche pensiero buono lo suscita sempre.

- In effetti davanti ad un presepio, non posso fare a meno di provare dei brividi.

- Lo vedi? E ti assicuro, che fa più un brivido che mille prediche. E' cosi: a Natale, ognuno sente di dover diventare un pò più buono.

- Si, ma sentirsi più buoni soltanto un giorno...

- Un giorno è sempre meglio di niente: uno è sempre infinitamente più grande di zero! Senza la festa del Natale, ne sono sicuro, il mondo sarebbe molto peggiore.

- Quando è cominciata la festa del Natale?

- A Roma, già nel 336, si celebrava la festa del Natale il 25 dicembre. Era molto diversa dalla nostra: non si pensava a Gesù bambino, ma al suo ritorno glorioso come giudice del mondo.

- Allora niente pastorelli e stella cometa?

- Tutt'altro! I romani il 25 dicembre, celebravano "il natale del sole invincibile". I cristiani, che ci sapevano fare, hanno detto: "Chi è il vero sole della storia? Gesù. E allora celebriamo il Natale di Gesù". Anche perchè i cristiani - la gente non può fare a meno delle feste - erano tentati di partecipare alla festa del sole.

- Allora è vero che Gesù non è nato alla mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre?

- Certo! Non sappiamo la data precisa della sua nascita. Possiamo supporre che essa sia avvenuta in una notte fredda, e in Palestina il freddo si fa sentire da novembre a febbraio. Ma non c'è niente di sicuro.

- Il Natale come lo conosciamo noi quando è cominciato?

- Nel secolo V. Molti eretici mettevano in dubbio che Gesù fosse stato un vero uomo, allora il papa Leone Magno volle che il Natale diventasse l'occasione per riaffermare l'umanità di Gesù. Fu però San Francesco, come tutti sanno, a dare il via alla festa cosi come la celebriamo oggi. Una volta posto al centro il "bambinello", la celebrazione acquistò gli elementi caratteristici della festa familiare attorno a un neonato: le ninne nanne, il pranzo con i parenti, i regali...

- Ho sentito un prete che diceva che bisognerebbe tornare al Natale dei primi Cristiani.

- E perchè mai? Lo Spirito Santo non si è mica fermato al 336 dopo Cristo! La fede non è una statua antica da mettere al museo. In San Francesco agivo lo stesso Spirito che aveva suggerito ai cristiani di soppiantare la festa del sole. Il significato profondo del natale di Gesù è proprio questo: la fede deve nascere continuamente dentro alla storia degli uomini. Semmai dovremmo cercare di inserire di più questa festa nelle esigenze dei nostri giorni.

- Come quei cristiani che festeggiano il Natale digiunando per gli affamati del Terzo Mondo?

- E' un modo. Purchè non si pretenda di trasformare una festa in un piagnisteo! Non si può impedire al mondo di fare festa, anche con le luminarie, anche con le tombolate, anche con i regali, per un avvenimento unico e impensabile: il figlio di Dio diventa uomo come noi.

- Si, ma se la gente pensa soltanto a mangiare e a divertirsi...

- Ci sarà qualcuno talmente ottuso che non riesce ad andare al di là del piatto dei tortellini, ma il fascino del Natale non nasce dalle mangiate. Vedi, oggi la gente mangia tutti i giorni, però questa festa diventa sempre più grande e universale. Significa che sotto c'è qualcosa di misterioso, di diverso, di cui si sente il bisogno o almeno la nostalgia.

- Cosa potrebbe essere?

- .......uni contro gli altri. Per questo tutti sentono la nostalgia di poter vivere in pace con gl altri, senza lotte, senza corse ai soldi e alla carriera. Tutti vorrebbero sentirsi importanti pe quell oche sono non per quello che possiedono. Il Natale ci ricorda questo: l'uomo è importante anche se piccolo, nudo, povero.

- Un conto è dirlo un conto è farlo! Se non hai i soldi, se non sei importante, se non hai almeno 18 anni

- .....donne avranno nostalgia della fratellanza, dell'uguaglianza, dlela pace e dell'amore, si riuniranno con il cuore pieno di gioia e di speranza, davanti al presepio di Gesù.

- Fratellanza, uguaglinza, libertà...queste cose non l'ha inventate la rivoluzione francese?

- La rivoluzione ha cercato di conquistarle con la ghigliottina e la violenza. Gesù ce le ha proposte e ce le propone con la sua vita.

                                   

“Per toccarmi, lasciate i vostri bisturi...
Per vedermi, lasciate i vostri sistemi di televisione...
Per sentire le pulsazioni del divino nel mondo, non prendete strumenti di precisione

Per leggere le Scritture, lasciate la critica...
Per gustarmi, lasciate la vostra sensibilità...”
 

Ma credete e adorate.

                                                  

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