DROGA. LIBERTA’ O SCHIAVITU’ ?
È per la libertà che Cristo ci ha fatti liberi; state dunque saldi e non vi lasciate stringer di nuovo sotto il giogo della servitù. (Galati 5,1)
O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? [20]Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo! (Corinzi 1 – Capitolo 6,19-20)
Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri. (Romani – Capitolo 12,4-5)
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Gli inesorabili schieramenti tra proibizionisti e antiproibizionisti |
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Permissivi contro autoritari. Proibizionisti contro antiproibizionisti. La polemica mediatica contro l'annunciato divieto anche di droghe leggere, anche solo per uso personale, ha qualcosa di agghiacciante: ed è il suo carattere ideologico, cioè frivolo. "Fumo Nero", titola allusivo un giornale della sinistra estrema, sotto una foto di Fini: col sottinteso che Fini vuole rendere illegale lo spinello perché è "nero", fascista. Ma non è questione di destra o sinistra: un telegiornale neo-conservatore s'è rivelato antiproibizionista in termini parimenti militanti, cioè ideologici. Cioè sbrigativi rispetto alla tragedia della nostra gioventù. Perché, prima di difendere proibizionismo
o anti-proibizionismo come teorie, dovremmo dare qualche spiegazione per
questi nostri figli. In Italia si sequestrano 2 tonnellate l'anno di eroina
e 2,6 di cocaina: i nostri giovani dunque ne consumano fose dieci volte di
più. Che una generazione si devasti con tonnellate di stupefacenti duri,
senza contare la quantità imprecisabile di ecstasys, "erba" e alcolici
assunti in modo sempre più indiscriminato e "ricreazionale", è il segno di
una tragedia in corso. Vogliamo, anzitutto, prenderne atto? |
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| Fonte: Maurizio Blondet - Avvenire |
DOMANDE
1) Conoscete la differenza tra droghe leggere e droghe pesanti?
2) Perché si inizia a fare uso di droghe?
3) Pensate che sia facile smettere, dopo aver fatto uso di droghe leggere?
4) Credete che per combattere “il problema droga” sia meglio una legge che proibisca totalmente l’uso di droghe oppure solo parzialmente, o addirittura che ne venga liberalizzato l’uso?
5) Drogarsi è solo un problema personale? Può considerarsi anche un problema etico? E’ un peccato?
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di don Vincenzo Sorce |
DALLA CONFERENZA MONDIALE UN
FORTE "NO"
AL PERMISSIVISMO
MA NON SI PUÒ
CURARE
LA DROGA CON LA DROGA
È calato il sipario sulla quinta Conferenza mondiale sulla prevenzione delle droghe, promossa da network mondiali, finanziata dal Dipartimento di Stato americano e dal Governo italiano, organizzata dall’associazione Casa famiglia Rosetta, fondata a Caltanissetta agli inizi degli anni ’80.
Una conferenza importante per la capacità di superare luoghi comuni e barriere ideologiche, mettendo al centro la persona, i bisogni, i valori, le difficoltà delle nuove generazioni, facendo chiarezza, uscendo dalle ambiguità. Drogarsi non è lecito per nessuno, per rispetto alla dignità della persona: corale è stata la richiesta di superare la falsa distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti. La droga è sempre dannosa. La droga non si cura con la droga.
La conferenza ha rinnovato la consapevolezza che non si può abbassare la guardia davanti al diffondersi delle nuove droghe come l’ecstasy. È meno traumatico l’uso delle droghe per via orale, al posto delle siringhe, ma è sempre drogarsi. Le nuove droghe non richiedono costi esosi e il rapporto con la criminalità è meno forte, è più facile acquistarle e gli spacciatori hanno sempre i loro profitti. Drogarsi è diventato un fenomeno socialmente accettato. Lo "sballo" è quasi una moda. Davanti a questa realtà non si può fare prevenzione con esortazioni generiche, con moralismi inutili, con terrorismi psicologici.
Occorre partire dai risultati della ricerca scientifica, dall’esplorazione del campo delle neuroscienze, che sempre di più ci fanno conoscere i danni procurati al cervello dall’uso e dall’abuso d’ogni tipo di droga. Anche gli spinelli non sono innocui, la cannabis non è una sostanza innocente. Questi comportamenti giovanili esprimono un disagio profondo e bisogna sapere che le nuove droghe e gli spinelli provocano gradualmente allucinazioni, ansia, attacchi di panico, alterazioni cerebrali, invecchiamento precoce delle cellule del cervello. E incominciano a emergere nuove patologie come l’Alzheimer giovanile e il Parkinson precoce.
Tutte le droghe condizionano il normale processo evolutivo della persona. Sono un paradiso artificiale breve e dannoso. Si bruciano vita e benessere. Per questo la famiglia è chiamata a entrare in campo, ma non da sola. Ha bisogno di essere aiutata, perché alla scoperta di un figlio che si droga non reagisca con la repressione, che può compromettere il dialogo e il confronto.
Nell’ambito della prevenzione bisogna concentrarsi sulla fase in cui il soggetto prova un forte desiderio di avvicinarsi a certe realtà che permettono di superare i propri limiti, arrivando a forme anche gravi di dipendenza. Bisogna mettere al centro della società i giovani, spesso con disagi personali e familiari, con comportamenti a volte impulsivi e aggressivi. Aiutiamo i giovani positivi, che sono tantissimi, a occuparsi dei loro coetanei più deboli.
La conferenza ha posto la sua attenzione alla centralità della persona e alla sua dimensione etica, mettendo in discussione il permissivismo. Scegliere di drogarsi non è etico, non è espressione di libertà, è sintomo di disagio, è un’invocazione di aiuto. Si è voluto far chiarezza tra spacciatore e vittima, tra permissivismo e responsabilità morale.
Non si vogliono punire le vittime, le persone che si drogano, le si vuole aiutare. La strategia della modica quantità è stata ben utilizzata dai piccoli spacciatori, incrementando il volume dello spaccio. Per questo non è possibile vedere il fenomeno della droga con il colore politico della destra o della sinistra, le ferite delle persone non si curano e non si guariscono con il logo di uno schieramento politico.
Si possono dare risposte a questi problemi con leggi che non permettano il diffondersi delle droghe – come farebbe la legalizzazione –, con lo sviluppo delle politiche giovanili e delle occasioni di occupazione. Con il sostegno alle famiglie e alle strutture pubbliche e private che con serietà e professionalità sono impegnate nella prevenzione e nel recupero. Superando, nell’assegnare i finanziamenti, la logica delle lobby e dei più forti. Con un’equa distribuzione di fondi per la crescita della cultura della solidarietà. Coniugando impegno per la vita, legalità, politica, cultura. Recuperando il primato della formazione e dell’educazione
don Vincenzo Sorce
Danni alla salute da derivati della Cannabis
Giuseppe R. Brera (a cura di)
1) INDUZIONE DELLA SCHIZOFRENIA DA DERIVATI DELLA CANNABIS
Gli articoli esaminati mostrano senza ombra di dubbio,da un punto di vista clinico ed epidemiologico e transculturale che :
a) l'uso della cannabis induce una psicosi schizofrenica (1)(2)(3)(4)(5) ed aggrava il decorso di tale patologia (6)(7)
b) che un consumatore di derivati della cannabis rischia 6 volte più di un non consumatore di divenire schizofrenico; tale rischio è proporzionale alla frequenza del consumo Un consumatore di derivati della cannabis che dichiari d'avere fatto uso almeno una volta di derivati della cannabis,rischia 2,5 volte più di un non consumatore di divenire schizofrenico.Il consume della cannabis appare un fattore di rischio indipendente,per l'esordio di una psicosi. (8)
c) che il consumo della cannabis indipendentemente dalla dose può indurre una psicosi che viene discussa come una psicosi specifica da cannabis (Cannabis Induced Psychosis) o come "Drug induced psychosis". (9)(10)
d) che i derivati dalla cannabis hanno un azione psicodislettica provocando fenomeni allucinatori (11)(12)
2) DANNI CEREBRALI DA DERIVATI DELLA CANNABIS, DANNI ALLA PERCEZIONE E ALL'APPRENDIMENTO. INDUZIONE BOLOGICA DELLA DIPENDENZA Appare verificato che i derivati della cannabis:
1) danneggiano la struttura del nucleo cellulare (DNA e RNA),(1)questo comporta un documentato effetto teratogeno nella prole,(2)(3)a livello sperimentale e un probabile aumento delle mutazioni con induzione di tumori e una documentata riduzione della fertilita' nella prole(4)
2) si legano a dei recettori specifici (5)(6)del cervello alterando la trasmissione sinaptica dal punto di vista morfolologico e funzionale ed incidendo dei meccanismi biomolecolari del rinforzo e modulando i recettori oppioidi. Questo significa che i derivati della cannabis agiscono in modo biologico e non possono essere considerati "droga leggera",in quanto la dipendenza dalla droga ha una struttura biologica.( 7)(8)(9)
3) danneggiano la struttura e la funzione del cervello,colpendo le aree limbiche (zona del setto ed ippocampo),(1*)i processi emotivi-affettivi,l'apprendimento e la memoria.(10)(11)(12)(13)agendo a livello della trasmissione colinergica e sull'asse ipotalamo-ipofisi-surrene.E' stato visto sperimentalmente che i danni sono trasmessi alla prole(2*)(3*)
4) alterano i processi percettivi,l'attenzione,(14)la percezione della distanza e del tempo (15)(16)aumentando la probabilita' d'incidenti stradali causati da soggetti consumatori.(17)(18)(19)
5) alterano il coordinamento motorio(20) potenziando il rischio d'incidenti stradali in soggetti consumatori 6) sono stati stati associati all'insorgenza della discinesia tardiva(21) (1)Article Title: Biomedical aspects of cannabis usage. Author: Nahas, Gabriel AUTHOR AFFILIATION: Columbia U, Coll of Physicians & Surgeons DOCUMENT TYPE: Journal Article SOURCE DOCUMENT TITLE: Bulletin on Narcotics SOURCE DOCUMENT DESCRIPTION: 1977 Apr-Jun Vol 29(2) 13-27
3) DEPRESSIONE DEL SISTEMA IMMUNITARIO DA DERIVATI DELLA CANNABIS ED INDUZIONE DELLA CARCINOGENESI E' stata evidenziata una depressione del sistema immunitario in vitro ed in vivo causata dai derivati della cannabis
1) soppressione sperimentale dell'attivita' citolitica dei natural killer (NK) .Questo significa una maggiore vulnerabilita' alle infezioni e all'insorgenza dei tumori.
2) riduzione capacita' di formazione di anticorpi
3) nei consumatori cronici sembra esservi una maggiore probabilita' di tumori della testa e del collo (2)
4) è stata riscontrata un'associazione tra insorgenza di leucemia acuta non linfoblastica e consumo di MJ(3) (1) Immunosuppression by Marjiuana and components (Review) Author(S): Herman Friedmann,Thomas Klein and Steven Spencer SOURCE DOCUMENT TITLE: Psychoneuroimmunology SOURCE DOCUMENT DESCRIPTION: 1991, Academic Press, 931-953
L'uso della droga causa gravissimi danni alla salute e alla vita umana.
Esclusi i casi di prescrizioni strettamente terapeutiche, costituisce una colpa
grave.
La produzione clandestina di droghe e il loro traffico sono pratiche
scandalose; costituiscono una cooperazione diretta, dal momento che spingono a
pratiche gravemente contrarie alla legge morale.
(2291, Catechismo della Chiesa Cattolica)
