Il sesso è buono? (Marco 5,25-34) (Marco 7,14-23)
“Fino a poco tempo fa, facevo la comunione e soprattutto la confessione senza problemi: i miei peccati erano piccoli e poco importanti. Adesso mi trovo in difficoltà perché mi vergogno di dire certe cose al prete.
Non credere che io faccia chissà cosa! E che, da un po’ di tempo, in me è tutto in movimento. Il mio corpo si sta velocemente trasformando in altezza, in peso, in sensazioni. Alcuni parenti che vengono a trovare la mia famiglia di tanto in tanto dicono che quasi non mi riconoscono più. Ma il guaio è che io faccio fatica a riconoscermi, non tanto fuori ma dentro di me.
Prima non pensavo mai a tante cose che adesso invece non mi si levano più dalla testa. Adesso desidero cose che prima non desideravo. Adesso mi attirano cose che prima nemmeno sapevo che esistessero. D’altra parte, come si fa a non pensare a certe cose quando nelle edicole dei giornali non si vede altro, in televisione non si vede altro, con gli amici e le amiche non si parla d’altro?
Io non ci capisco più niente. Tutti dicono che il sesso è come il mangiare e il bere, … ma allora perché le copertine delle riviste non sono piene di panini, pastasciutte e polli arrosto? Perché gli spettacoli televisivi non parlano sempre di grandi mangiate e bevute? Tutti dicono che il sesso è buono che non deve creare problemi, ma allora perché crea tanti problemi e se ne parla in continuazione?”.
In tanti oggi si sforzano di dire che il sesso è una cosa come tutte le altre. Si fa di tutto per “banalizzarlo”, cioè per togliergli quell’aspetto di straordinario, di particolare che lo circonda. Si fa a gara per riderci su, per farne la caricatura con programmi televisivi che vorrebbero essere furbi e finiscono per risultare cretini. Ci si affanna a superare il tabù (cioè il senso di mistero) mostrando il corpo umano in tutte le posizioni, in modo che non ci sia più nemmeno un millimetro che non sia conosciuto, e ci si accanisce a uccidere ogni curiosità con l’abbondanza di nudi serviti in tutte le salse… Però, a voler essere sinceri, per ciascuno di noi il sesso rimane misterioso: c’è in esso qualcosa che la macchina fotografica e la telecamera non riescono a svelare.
Al tempo di Gesù, gira gira, forse le persone erano più sincere: riconoscevano che il sesso era una realtà come tute le altre. E non si facevano problemi a considerarlo misterioso, inspiegabile, abitato da forze nascoste: un tabù. Ma anche quella volta sbagliavano perché finivano per considerare il sesso come poco pulito, immondo, impuro..
Gesù doveva gettare luce anche su questa questione e lo ha fatto con il suo stile: non tanto con interminabili giri di parole, come succede oggi nelle trasmissioni televisive tra esperti che spiegano tutto e non spiegano niente, ma con dei fatti.
Gesù sta andando a casa di Giairo per salvargli dalla morte la figlia di dodici anni. Una grande folla lo segue e lo stringe, guarda la folle e chiede: “Chi mi ha toccato?”.
I discepoli guardandosi a loro volta negli occhi, gli dicono: “Ma come” Ti toccano tutti e tu chiedi se qualcuno ti ha toccato?”.
Ma egli continua a guardarsi intorno: sa quello che sta per succedere. E infatti ecco una donna impaurita e tremante si fa avanti e racconta forte la sua storia: soffre da dodici anni di mestruazioni irregolari, ha speso un sacco di soldi con i medici ottenendo soltanto un peggioramento… “Ho sentito parlare di te e ho aspettato l’occasione giusta per toccarti il mantello, perché ero sicura che tu mi avresti guarita e infatti ti ho toccato e sono guarita”.
Noi diremmo: “Non poteva come tutti gli altri malati, andare da lui e chiedergli la guarigione, senza fare tante storie?. Non poteva assolutamente!
Gli ebrei non permettevano alle donne di avvicinarsi agli uomini nei luoghi pubblici. Quando poi si verificava in loro il misterioso fenomeno delle mestruazioni, diventavano impure e rendevano impuro tutto quello che toccavano. Perciò, come i lebbrosi, dovevano avvertire gli uomini del loro stato perché non si accostassero.
Gesù non poteva lasciare che si continuasse a credere che, tra le cose create da Dio, ci fosse qualcosa di impuro, di indegno. Per questo, da espertissimo maestro, aveva provocato quella situazione. Nessuno avrebbe potuto più pensare che nel sesso ci fosse stato qualcosa di impuro, di indegno: se quella donna poteva toccare Gesù, poteva toccare chiunque.
Pochi giorni dopo, Gesù sarebbe tornato su questo problema con parole brevi, ma chiare e risolutive: “Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo. Tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna. Ciò che esce dall’uomo, questo sì contamina l’uomo. Dal suo cuore infatti escono le cattive intenzioni, l’uso sbagliato del sesso, la violenza, l’inganno, i tradimenti…”.
Qual è il succo di questo discorso? Non c’è niente nel sesso di sporco, di sbagliato, di tabù.
“Allora hanno ragione i venditori di sesso di oggi? Allora la pornografia non esiste perché tutto è puro e bello?”.
Un momento: e il “cuore” – cioè la parte più profonda e segreta dell’uomo – dove lo mettiamo?
E’ li, nel cuore, che il sesso come ogni realtà umana può diventare negativo. Anzi: più di ogni realtà umana! Tutte le altre cose sono esterne a noi, mentre il sesso è il nostro corpo, il nostro modo di esistere, siamo noi. Chi si serve del sesso con secondi fini, con scopi poco leali, con malvagità e violenza infanga un dono meraviglioso di Dio.
Siamo sinceri! Sarà proprio vero che i produttori di pornografia, i facitori di programmi televisivi “tuttosesso”, i mercanti del sesso facile cercano il bene dell’umanità e la vittoria sui tabù? Non cercheranno piuttosto i loro poco puliti interessi?
“Cuore”pulito, sesso buono.
Nel momento in cui si avverte fortemente il proprio essere sesso, perché il proprio corpo sta maturando e si sta disponendo a raggiungere la capacità di diventare collaboratore di Dio nel generare la vita, si deve essere lieti di ciò che accade e se ne deve ringraziare il Signore. Nessuna paura, ma grande gioia.
Nello stesso momento però ci si deve impegnare per avere un “cuore” forte, puro, leale, onesto, limpido, fedele a Gesù. E’ nel “cuore” infatti che sta la garanzia di una sessualità serena, arricchente, bella.
Si fa un gran parlare di educazione sessuale. Benissimo! Stiamo attenti però: l’educazione sessuale non è sapere come è fatto il maschio e la femmina – bastano cinque minuti e quattro fotografie! -, ma il continuo, quotidiano, coraggioso impegno a costruirsi un “cuore” buono e onesto
