Necessità della preghiera  (CdA [938])

 

 

Ogni cristiano ha un suo proprio cammino spirituale, ma alcune linee generali sono comuni a tutti. Secondo il concilio Vaticano 11, la via che conduce alla perfezione della carità, cioè alla santità, comprende esperienze di preghiera, di purificazione e dominio di sé, di esercizio delle virtù e servizio del prossimo.

 

 

La preghiera ha una incidenza senza pari nello sviluppo della vita cristiana.

 

 

Senza la luce di Dio nessun uomo si salva. Essa fa muovere all’uomo i primi passi; essa lo conduce al vertice della perfezione.

Perciò se vuoi cominciare a possedere questa luce di Dio, prega; se sei già in impegnato alla salita della perfezione e vuoi che questa luce in te aumenti prega; se sei giunto al vertice della perfezione e vuoi ancora luce per poterti in essa mantenere, prega; se vuoi la fede, prega; se vuoi la speranza prega; se vuoi la carità, prega; se vuoi la povertà, prega; se vuoi l'obbedienza prega, la castità, l'umiltà, la mansuetudine, la fortezza, prega. Qualunque virtù desideri, prega.

La preghiera è necessaria per salvarsi; a maggior ragione lo è per giungere alla perfezione. E’ il primo mezzo, efficacissimo e accessibile a tutti. Ci ottiene la grazia di Dio e ci dispone ad  accoglierla. Alimenta in noi una mentalità di fede e ci aiuta a discernere la volontà di Dio. A lungo andare trasforma la nostra personalità e innalza la stessa vita ordinaria a dialogo con Dio, facendone una risposta consapevole di amore. Occorre organizzare il proprio tempo con un programma che preveda momenti di preghiera nel giorno, nella settimana,  nel mese e nell'anno, tenendo conto degli impegni familiari, professionali e sociali. Non serve a niente pregare a lungo ripetendo e accumulando formule vuote. La preghiera privata vocale, ha senso se è finalizzata a suscitare fervore. Proprio perché mira a destare il fervore del sentimento e della volontà, ha grande importanza quella riflessione affettiva che si chiama meditazione. Essa dispone a ricevere più fruttuosamente i sacramenti, libera dalla superficialità, provoca una conversione seria. Sant’Alfonso Maria de’ Liguori afferma che la meditazione è incompatibile con il peccato: o si lascia presto l'orazione mentale o si lascia presto il peccato.

Tra le forme di preghiera privata, accanto alla meditazione è da raccomandare la pratica quotidiana dell'esame di coscienza, utilissima per una progressiva purificazione del cuore. Si verificano i propri atti e atteggiamenti, buoni e cattivi; si concentra l'attenzione su una disposi­zione particolare, rinnovando ogni volta il pentimento sincero, il pro­posito fermo, l'impegno di vigilanza riguardo alle tentazioni e alle occasioni pericolose.

La vita spirituale si nutre della parola di Dio. Il contatto con essa deve essere assiduo. Le modalità possono essere varie: proclamazione li­turgica e omelia, catechesi, studio personale, meditazione e lettura spi­rituale. Chi ne ha la possibilità è bene che almeno qualche volta faccia l'esperienza estremamente fruttuosa di un ascolto prolungato e intenso nei ritiri e negli esercizi spirituali.

L'esistenza cristiana è plasmata dai sacramenti, soprattutto dall'eu­caristia, che ci conforma a Cristo nella sua dedizione pasquale e ci comunica la sua carità e la sua gioia. Di qui l'urgenza di partecipare rego­larmente e con fervore alla Messa festiva e l'utilità, quando è possibile, di farlo nei giorni feriali. Anche il sacramento della riconciliazione ha un'importanza decisiva, non solo per attuare la conversione dal peccato mortale alla vita di grazia, ma anche per sostenere la conversione permanente. E opportuno riceverlo con regolarità periodica, senza cadere nell'abitudine, rinnovando ogni volta una sincera contrizione e un fer­mo proposito. E' bene che sia accompagnato da un minimo di direzione spirituale da parte del confessore.

 

 

Oltre la partecipazione frequente ai sacramenti è da consigliare la liturgia delle ore, specialmente la preghiera delle lodi al mattino e quel­la dei vespri alla sera. Non è riservata al clero o ai religiosi: oggi molti laici ne riscoprono la bellezza e la fecondità.

Dalla preghiera riceve energia l'impegno assiduo di purificazione, dimensione essenziale del cammino spirituale. Nel nostro cuore si scon­trano il desiderio del bene e le inclina­zioni disordinate, lo Spirito di Dio e l'egoismo: "La carne infatti ha deside­ri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste» (Gal 5,17). Anche dopo la remissione dei peccati rimangono l'oscurità dell'intelligenza, la debolezza della volontà, le inclinazioni ribelli alla ragione. Occorre un lungo e faticoso esercizio per acquistare equilibrio interiore e autentica libertà. In un certo senso, liberi non si nasce, si diventa.

 

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