La consacrazione
Essere consacrati significa essere totalmente riservati per Dio, altrimenti si commette un’ingiustizia contro Dio.
Bisogna donarsi gratuitamente e riservarsi totalmente alla volontà di Dio per poter compiere la Sua volontà. Nessuno fa i voti per portare un beneficio a se stessi.
La cosa più importante è proprio questo “ESSERE RISERVATI A DIO”; la missione è solo una conseguenza.
I TRE VOTI PER LA CONSACRAZIONE:
POVERTA’: Tutto il cuore si deve svuotare dagli idoli che sono dentro di noi; il dio dell’avere deve sparire. Tutti i beni sono appena dei mezzi ed è necessario capire con tutte le risorse che povertà significa credere nella Provvidenza Divina e che anche noi possiamo ricevere le ricchezze di Dio.
E’ una chiamata molto forte per il nostro tempo, un tempo con i propri idoli, le proprie liturgie e i propri sacerdoti.
E’ importante questo voto per dare una testimonianza che Gesù Cristo è la nostra ricchezza.
La radice della povertà è lasciare familiari, padre, madre, sorelle, fratelli e dedicarsi tutto a Dio.
Bisogna chiedere tre grazie per mantenere questo voto:
1) Discernimento dinanzi ad un mondo materialista;
2) Che il Padre Amato ci possa dare la grazia di essere povero come Gesù;
3) Percepire nella vita della comunità la povertà concreta.
OBBEDIENZA: E’ il voto che logora il profondo del nostro essere perché è difficile dare ad un’altra persona la nostra stessa libertà.
Fare quello che ha fatto Gesù, fare la volontà del Padre anziché la sua è a volte molto doloroso, ma è necessario per la nostra crescita.
L’obbedienza produce grazia; dobbiamo credere in questo! Il frutto finale dell’obbedienza sarà moltiplicato. L’obbedienza ci configura con Gesù in maniera più forte di qualsiasi altro voto. E’ il voto più difficile e ci vuole più preghiera. Il Signore ci consolerà quando dobbiamo obbedire perché Cristo ci tiene ad obbedire ancora oggi al Padre per mezzo nostro. Abramo, Mosè, Giona fino ad arrivare a Gesù hanno obbedito al Padre; l’obbedienza e la storia della salvezza si intrecciano e ancora oggi la storia della salvezza si realizza se obbediamo.
CASTITA’: Pensiamo che significa rinuncia alla sessualità. E’ nel senso del proprio stato di vita si può percepire in modo molto distorto.
Ma qual è la vera dimensione del voto di castità. La cosa più importante è darci un’intensa capacità di amare. La rinuncia è conseguenza. Primo c’è AMARE.
Non si è casti per se stessi ma per entrare nel cuore della chiesa e di Gesù.
Castità vuol dire primato assoluto di Dio; non avere nessun altro nel cuore che prenda il posto di Dio. Che nessuna persona, nessuna cosa, possa prendere il posto di Dio nel nostro cuore.
Per i non sposati, inoltre, la rinuncia alla sessualità libera per la missione apostolica.
TUTTI I VOTI POSSONO SINTETIZZARSI IN UNO SOLO “VIVERE IL BATTESIMO”
I voti sono appena una conseguenza del Battesimo. Nel Battesimo ci sta tutto il senso della vita consacrata; il Cristiano è chiamato a vivere questi doni anche senza i voti pubblici.