Introduzione agli esercizi Spirituali

 

A volte facciamo gli esercizi spirituali come routine, o perché ci sono comandati dal superiore o dalle costituzioni.

 

Dobbiamo invece comprendere che è vitale per noi fare gli esercizi spirituali.

 

Quasi tutte le volte che Dio vuole chiamarci ad una missione o ci vuole dire qualcosa di importante lo fa attraverso gli esercizi spirituali. Dio ci chiama portandoci al deserto o subito dopo un’esperienza di deserto.

 

E’ stato così durante tutta la storia della salvezza a partire da Abramo.

 

ABRAMO: Dio chiama Abramo e lo induce a lasciare tutto e ad attraversare il deserto.

Ciò ci fa comprendere che è necessario stare in cammino ed inoltre che così come Abramo è chiamato a lasciare tutto e a diventare nomade , pure noi durante gli esercizi spirituali dobbiamo lasciare tutto per attraversare il deserto in modo che siamo più leggeri possibile. E’ difficile e doloroso cambiare le nostre abitudini ma solo così si può dare una dimensione giusta alla nostra vita e quando facciamo gli esercizi spirituali lo dobbiamo vedere come importante per dare una dimensione giusta alla nostra vita.

 

MOSE’: Pure Mosè viene chiamato ad andare nel deserto. Dio lo chiama ad una missione opposta a ciò che Mosè sapeva fare. Inoltre la missione di Mosè implica tutto il popolo, e  tutto il popolo è invitato a lasciare tutto e ad attraversare il deserto insieme a Mosè. Tutto il popolo deve imparare a mettere in Dio ogni speranza e deve diventare obbediente a Dio. E per questo Dio conduce tutto il suo popolo nel deserto, nel posto più isolato del mondo.

 

ELIA: Ha una vera sete di solitudine e di deserto. Per Elia è il mezzo per incontrare Dio. Si ritira nel deserto quando è stanco e quando si sente fallito. La missione di Elia è quella di pregare e predicare e quando il popolo non lo ascolta si ritira nel deserto. Come capitò ad Elia in 1Re 19, Dio non coccola nessuno nel deserto perché vuole persone che crescono.

 

GIOVANNI BATTISTA: Si ritira nel deserto e là attrarrà il popolo e annunzierà la presenza del Signore. Nemmeno Gesù si sottrarrà a questo. Anche noi per annunziare la presenza di Dio dobbiamo prima ritirarci nel deserto.

 

GESU’: Come tutti i profeti lascia la vita occulta e va al deserto prima di farsi riconoscere come Messia. Gesù è tentato, nel deserto, come uomo, dinanzi alla scelta di diventare Il Messia, dinanzi al destino della redenzione della croce. Ma Gesù non fuggirà dinanzi alle folle che lo inseguono. Quando si è nel deserto si è sempre obbligati a prendere una decisione; o accettare la missione che Dio ci ha dato e viverla in pienezza o ritornare alla vita occulta,; non c’è via di mezzo.

 

SAN PAOLO: Anche S.Paolo prima di iniziare la sua grande missione si è ritirato nel deserto.

 

 

Questa legge del deserto è troppo costante e osiamo pensare che non possiamo fare a meno del deserto. Le esigenze rischiano di perdersi di fronte alle altre attività della vita specialmente in questa società fatta solo per comprare, comprare, comprare in cui c’è

-          incapacità di vedere

-          perdita del senso critico

-          perdita della consapevolezza dei valori

 

COSA FARE NEL DESERTO ???

 

Gli uomini hanno paura quando entrano nel deserto di incontrarsi con se stessi. Stare da soli è un aspetto inevitabile del ritiro ma può essere penoso per alcuni. Per questo siamo portati a modificare gli esercizi spirituali, cercando occupazioni diverse, per stare meno possibile con noi stessi.

 

Ma gli esercizi non sono solo ritrovarsi con se stessi, guardarsi, esaminarsi, non è passare il tempo a guardare il passato; lo scopo non è prendere le soluzioni dopo aver preso in considerazione la nostra vita perché questo è il frutto e dovrà avvenire alla fine. E’ necessario togliere il pensiero di esaminare se stessi. C’è nel mondo Cristiano una necessità di dialogo che ci porta a vivere non più in solitudine. In questo spirito gli esercizi spirituali diventerebbero dialogo, incontri comunitari, comunione che sono qualcosa di importante ma non essenziale per gli esercizi spirituali. Gli incontri comunitari non sostituiscono gli esercizi spirituali; possono essere fatti in altri periodi dell’anno; le esigenze della carità e della fraternità devono essere vissuti tutti i giorni.

 

Siete agli esercizi spirituali per incontrarvi con GESU’.

 

Quando i discepoli che erano stati mandati ad evangelizzare tornarono erano molto stanchi e Gesù gli disse: ”Riposatevi con me nel deserto”.

 

C’E’ LA NECESSITA’ DEL RIPOSO !!!

 

Cambiare stile di vita non è facile. Quasi sempre c’è un’anestesia dello Spirito per i primi giorni. Passare da una vita frenetica ad una di silenzio è difficoltoso.  E’ fondamentale imparare a cercare il riposo nel deserto. Bisogna rinunciare a qualsiasi attività, vivere il silenzio. E’ necessario accettare il silenzio esteriore come segno dell’accettazione del silenzio interiore. Lasciate tutte le preoccupazioni. Il più importante è il silenzio interiore; non si possono fare gli esercizi spirituali senza silenzio interiore. Non è importante la quantità ma la qualità. 5 o 10 minuti di silenzio interiore sono meglio di una giornata solo di silenzio esteriore.

 

Mettetevi in questa condizione. “CHE DIO VI BASTI”

La vita religiosa non avrebbe senso senza questa condizione e bisogna testimoniare questo agli occhi del mondo (contemplativi nelle strade).

 

Gli esercizi spirituali esigono di interrompere le attività giornaliere per andare incontro a Gesù.

 

COME ANDRETE AGLI INCONTRI  CON GESU’?  DOVE LO TROVERETE?

 

Per incontrare Gesù abbiamo tre vie:

-          Nella sua parola: La lettura va fatta senza curiosità e non per passare del tempo; bisogna  mettersi in un atteggiamento di ATTESA DI DIO. Dobbiamo stare nella speranza che lo Spirito Santo ci illumini, senza cercare niente da noi stessi, senza trarre conclusioni, ma attendere ciò che Dio ci vuole dire (leggere ciò che non abbiamo segnato e non ciò che abbiamo segnato).

-          In noi stessi: Desiderare ciò che Dio vuole dirci.

-          Eucaristia: Ogni giorni comunicherete Gesù. Chiederete al Suo Corpo e al Suo Sangue che diventi un incontro continuo.

 

Da Dio dovete imparare tutto! Ciò che il predicatore non può fare lo farà Dio.

Lasciate qualsiasi ricerca intellettuale per la risoluzione dei vostri problemi, convincetevi che il Signore ha la soluzione a tutti i vostri problemi.

Vi invito a considerare l’esposizione del Santissimo una presenza vera.

 

Pensate a Dio come ad un Padre Amoroso.

 

Gli esercizi spirituali sono l’arte di amare questo Padre Amoroso

 

Un Padre amoroso che è una piaga d’amore per noi ma piange perché noi non ci accostiamo a Lui, per la nostra malattia di attivismo. La preghiera viene disturbata da questo attivismo.

 

Un Padre amoroso che ci invita ad andare verso la sua casa per ricercare quello per cui siamo stati creati. Il suo cuore è aperto per accoglierci. Come nella Parabola del Figliol Prodigo le braccia erano sempre aperte ad accogliere il proprio figlio. Noi non conosciamo questo abbraccio del Padre. Non conosciamo questo Dio amoroso che ci abbraccia e che ci aspetta alla sua casa.

 

La chiave per entrare nella casa di Dio è LA PREGHIERA.

 

Il cuore di Dio e aperto a tutti ed ognuno è il benvenuto.

Se non incontriamo Dio è perchè forse abbiamo pregato poco, o forse siamo rimasti delusi dalla preghiera o ancora probabilmente abbiamo pregato non credendoci tanto.

 

Se  la chiave per entrare nel cuore di Dio è la preghiera la porta è CRISTO.

 

Che bontà di Dio averci messo Gesù sul nostro cammino; Dio sa che siamo duri di cervice e ci ha posto vicino il Suo Figlio.

 

Gli esercizi spirituali ci possono aiutare a vedere gli incanti del cuore di Dio e ci servono per portarci in una relazione d’amore permanente e travolgente con Dio.

 

Dobbiamo ripeterci:

GESU’ AMANTE DELLA MIA ANIMA, LASCIAMI VOLARE FINO AL TUO CUORE.

 

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