SCHEMA DEL VANGELO SECONDO MARCO

 

1. L'AUTORE Giovanni Marco o Giovanni detto Marco. Cugino di Barnaba "Figlio mio" lo

chiamerà S. Pietro. Figlio di una certa Maria presso la quale si riuniva la prima cristianità a

pregare. Forse la sua fu la casa dei Cenacolo Ebbe diverbi con l’Apostolo Paolo nel suo primo viaggio missionario e Paolo non lo volle con sé nel suo secondo. Comunque lo ritroviamo al suo fianco nella sua prigionia a Roma tra il 61 e il 63. probabilmente in questo clima di persecuzione scrisse il suo Vangelo. Ritornò in Oriente e Paolo chiederà a Timoteo di accompagnarlo a Roma. A partire dell'anno 70 non sappiamo più nulla di lui.

 

2. ALCUNE NOTIZIE SUL VANGELO Di MARCO.

I Vangeli non hanno le preoccupazioni dei moderni storici.

 

La critica interna conferma che l'autore è di origine ebraica, scrive in un greco molto semplice e popolare, si dirige a non ebrei, molto probabilmente romani a causa dei numerosi latinismi

 

E il più breve 661 vv contro 1060 di Mt, i 1149 di Lc e gli 879 di Gv. E’ il più antico. Mt e Lc lo hanno adoperato come fonte propria. Mt prenderà da Mc ben 600 vv, Lc 350.

 

E' il più sfortunato: poco letto per la sua brevità, lingua alquanto rozza, stile non elegante, scarsa presenza di discorsi di Gesù, il suo materiale è riportato quasi per intero da Mt e Lc. Agostino pensava che fosse un riassunto di Mt. Rivalutazione dalla seconda metà dell'800.

 

Breve essenziale e drammatico, commuove profondamente. E nei quesiti fondamentali che pone: Chi è Gesù Cristo? Chi è il discepolo di Gesù? Richiama l'attenzione di qualsiasi persona riflessiva.

 

E’ formato da diversi blocchi letterari cuciti insieme da sommari.

 

3. IL MESSAGGIO RELIGIOSO DEL VANGELO DI MARCO.

 

Marco ha preso dalla prima predicazione Apostolica lo schema su cui dispiegava il suo

 

Vangelo: Galilea ‑ Viaggio verso ia Giudea ‑ Gerusalemme (Così anche Mt e Lc, no Giovanni). Uno schema semplice e efficace che conferisce unità e drammaticità al tutto.

 

Mc vuole comunicare ai cristiani e a chi si avvicina al cristianesimo CHI E’ GESU' (segreto messianico) e CHI E' IL DISCEPOLO Di GESU' (viene sviluppato in parallelismo con il primo interrogativo: chiamata dei Discepoli, elezione dei dodici, loro invio in missione, loro incomprensione di Gesù, loro apostasia, loro ritorno a  Gesù).

 

4. DESTINATARI DEL DEL VANGELO Di MARCO.

 

Marco scrive per i cristiani romani che erano prevalentemente provenienti dal paganesimo. Anche se nella Chiesa di Roma erano presenti cristiani provenienti dall'ebraismo, Marco sembra rivolgersi prevalentemente agli ex pagani, infatti

 

Le citazioni o i richiami al VT sono pochi

 

I riferimenti alla legge mosiaca sono omessi (Mt 5,17‑48ì

 

Usi e costumi ebraici, nomi e parole aramaiche sono spiegate

 

Espressioni proprie alla religiosítà ebraica sono evitate (es. Figlio di Davide segno di Giona)


 

 

Viene evitato tutto ciò che potesse suonar male ai pagani, come ad esempio la missione degli apostoli ai soli Giudei (Mt 10,5‑6; 15,24), mentre víen messo in risalto ciò che si riferisce ai pagani (11, 17)

 

Si notano parole e locuzioni prettamente latine

 

Sin dall'inìzio afferma che Gesù è Figlio di Dio, ma per provare questo asserto non cita ma ì il VT, ma si appella

-          alla testimonianza diretta di Dio Padre (Battesimo 1, 1 ‑ Trasfigurazione 9,7) .

-          alla confessione esplicita dei demoni (1,24‑25; 3,11‑1 5,7)

-          al riconoscimento dei centurione romano sotto la croce (15,39)

-          e soprattutto alla dimostrazione delle opere meravigliose da lui compiute.

 

LETTURA SCHEMATICA DEL VANGELO Di MARCO

 

l. TITOLO (1,1)

 

2. PROLOGO o INTRODUZIONE (1,2‑13)

 

La predicazione dei Battista

 

L'entrata in scena solenne di Gesù

 

La tentazione

 

3. PRIMA PARTE (1, 14‑8,26): in Galilea Gesù si rivela come Messia

- Inizio dell'attività) messianica di Gesù: "Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino: convertitevi e credete al Vangelo» (1, 15)

- La giornata a Cafarnao (1,21‑39)

- Le cinque controversie galilaiche (2,1‑3,6)

                                      ‑ Guarigione dei paralitico: Gesù può rimettere i peccati

                                        -  Il pranzo con Levi: orrore degli scribi. «Non sono i sani che hanno

                                                               bisogno dei medico, ma i malati"

                                         - Perché i suoi discepoli non digiunano. Egli è lo sposo messìanico.

                                         - I suoi discepoli spigolano di sabato. Il figlio dell'uomo è Signore

                                            anche del sabato.

 

- Le cinque parabole dei Regno (4,1‑34) (sprizzano gioia, ottimismo, fiducia)

              -             Parabola dei seminatore

      ‑     Similitudine della lampada che si mette sul moggio e non sotto.

-          Similitudine della misura: come misuriamo saremo misurati.

-          Similitudine del seme che cresce da sé.

-          Similitudine dei granellino di senapa.

 

- Un insieme di miracoli‑tipo (4,35‑5,43)

 

-          Sulla natura: la tempesta sedata

-          Sul demonio: l'ossesso dei porci

-          Sulle malattie: la guarigione dell'emorroissa

-          Sulla morte: la resurrezione della figlia di Giairo

 

‑ Sezione dei pani (6,30‑8,21)

 

Questa sezione è preceduta da 6,1‑29 in cui cresce l'incomprensione attorno a Gesù, rifiuto dei compaesani. Si parla anche dei martirio di Giovanni Battista: è un preannuncio della sorte dei Maestro.

 

E' chiamata così dal motivo ricorrente dei pane (cf 65,37 e 8,4, ma anche 7,2; 7,27‑28; 8,16) essa a prima vista, ci appare disordinata nella disposizione dei materiale, ma a una lettura più attenta ci mostra una struttura bínaria (alle due moltiplicazioni dei pani fanno seguito due traversate dei lago, due incomprensioni da parte dei discepoli, due discussioni con i farisei, due ammonizioni di Gesù e due miracoli. e questo ci fa capire che Marco ha voluto conferire alla sezione un aspetto unitario.

 

Cresce in questa sezione l'incomprensione con i discepoli e lo scontro con i farisei. Risalta in contrapposizione la donna siro‑fenicía.

 

Siamo ormai alla fine della prima parte in cui abbiamo visto diverse posizioni nei confronti di Gesù: i parenti, i compaesani, le folle, gli scribi e i farisei, ì seguaci.

 

- La guarigione dei cieco di Betsaida.

 

4. SECONDA PARTE. (8,27‑10,52) Due capisaldi: il VIAGGIO e i tre ANNUNCI DELLA PASSIONE. Non c'è più il comando di Gesù di non dire che lui è il Messia.

 

                                                 - La grande svolta di Cesarea. Il primo annuncio della passione: brutta figura di

                                                       Pietro. La Trasfigurazione

-  Secondo annuncio della passione: cosa discutete lungo la via?

                                                    - Terzo annuncio della passione: i figlie di Zebedeo                                            

                                                    -  Il cieco di Gerico

 

5. TERZA PARTE (11,1‑15,41). A Gerusalemme: Passione e morte

 

-  Prima sezione: ingresso in Gerusalemme. Gesù deluso e gerusalemme

   delusa. Maledizione dei fico e Cacciata dei venditori nel Tempio.

   Cinque controversie gerosolomitane

                                        -  Con quale autorità fai queste cose?

                                       -  E’ lecito dare il tributo a Cesare.

                                       ‑  La resurrezione dai morti: i sadduceì

                                        -   Il comandamento più grande

                                       ‑     Il Messia ha origine da Dio e non da Davide

Due critiche di Gesù al modo di operare dei farísei: ostentazione e ricerca dei

primi posti. DIvoravano le case delle vedove.

Discorso escatologico.

 

- Seconda sezione: narrazione della Passione e Morte di Gesù. Solenne ouverture: Betania. Cenacolo: Istituzione dell'Eucarestia. 5 quadri:

‑ Agonia e arresto

‑ Il Sinedrio

‑  Il Pretorio


 

 

6. EPILOGO o CONCLUSIONE: (15,42‑16,8) Risurrezione e glorificazione

 

7. APPENDICE: (16,9‑20): brano aggiunto nel Il secolo

[Mc 16,9‑20] (Nota della Bibbia di Gerusalemme)

 

La "finale di Marco» (vv 9‑20) fa parte delle Scritture ispirate; è ritenuta canonica.. Questo non significa necessariamente che sia stata redatta da Marco. In effetti, la sua appartenenza alla redazione del secondo Vangelo è messa in discussione. ‑ Le difficoltà derivano in primo luogo dalla tradizione manoscritta. Molti mss, tra cui B e S, omettono l'attuale finale. Al posto della finale ordinaria, un ms presenta una finale più corta che continua il v 8: «Esse raccontarono in breve ai compagni di Pietro ciò che era stato loro annunziato. In seguito Gesù stesso fece portare da loro, dall'oriente fino all'occidente, il messaggio sacro e incorruttibile della salvezza etema». Quattro mss danno di seguito le due finali, la corta e la lunga. Infine, uno dei mss che danno la finale lunga, intercala tra il v 14 e il v 15 il brano seguente: «E costoro addussero a propria difesa: 'Questo secolo di iniquità e di incredulità è sotto il dominio di Satana, il quale non permette che ciò che è sotto il giogo degli spiriti impuri concepisca la verità e la potenza di Dio; rivela dunque fin d'ora la tua giustizia'. Questo dicevano al Cristo e il Cristo rispose loro: 'il termine degli anni dei potere di Satana è colmo: e tuttavia altre cose terribili sono vicine. E io sono stato consegnato alla morte per coloro che hanno peccato, perché si convertano alla verità e non pecchino più, perché ereditino la gloria di giustizia spirituale e incorruttibile che è nel cielo...'". Anche la tradizione patristica testimonia una certa oscillazione. Aggiungiamo che tra il v 8 e il v 9 c'è nel racconto soluzione di continuità. D'altronde si fatica ad accettare che il secondo Vangelo nella prima redazione si arrestasse bruscamente al v 8. Da qui la supposizione che la finale originaria sia scomparsa per una causa a noi sconosciuta e che la finale attuale sia stata redatta per colmare la lacuna. Essa si presenta come un riassunto sommario delle apparizioni del Cristo risorto, la cui redazione è sensibilmente diversa dallo stile abituale di Marco, concreto e pittoresco. Tuttavia, l'attuale finale è stata conosciuta fin dal Il sec. da Taziano e da sant'Ireneo e ha trovato posto nella stragrande maggioranza dei mss greci e degli altri. Se non si può provare che ha avuto Marco per autore, resta sempre, secondo l'espressione di Swete, «una autentica reliquia della prima generazione cristiana".

 

 

INDIETRO