EVANGELO SECONDO LUCA: Schema

 

1. L'autore.

Autore di questo Vangelo è senza dubbìo Luca medico e «carissimo» a Paolo. Il Prologo antimarcionita

(sec. 11-111) così dice: "Luca, un sìro di Antìochìa, di professione medìco, discepolo degli apostoli, più tardi segui Paolo fino alla morte. Servi senza biasimo il Signore, non prese moglie né ebbe figli. Mori all'età di 84 anni in Beozia pieno di Spirito santo. Essendo già stati scritti i Vangeli di Matteo In Giudea (è il Vangelo in aramaico, scomparso) e di Marco in Italia, mosso allo Spirito Santo scrisse questo Vangelo nelle regioni dell'Acacia... gli era sembrato esporre per i fedeli della Grecia il racconto con soma diligenza"

 

Dunque un pagano della Siria, nativo di Antiochia, colto e medico. Nel secondo e terzo viaggio missionario di Paolo i passi «noi» ci mostrano Luca accanto a Paolo; e così nel viaggio- verso Roma. Le lettere paoline ci testimoniano la sua fedele presenza presso Paolo nelle due prigionie (Col 4,24; Fm 24): commovente è la testimonianza di Paolo ( 1 Tm 4,11) resa alla vigilia dei martirio quando tutti o per necessità di apostolato o per debolezza e paura l'hanno abbandonato: «Solo Luca è con me».

 

Dopo la morte di Paolo, Luca tornò in Oriente ove, probabilmente in Acaia, scrisse la sua opera, morendo ìn Beozia intorno all'anno 100.

 

Certamente nel suo Vangelo Luca lascia trasparire la sua professione medica, anche se la terminologia medica usata da Luca si ritrova in scrìttorì non medìcì dei tempo. Dei "quattro evangelisti" certamente Luca è il più "medico" di tutti perché:

 

 

- E l'unico a ricordare l'ematodroísí (cioè il sudor di sangue - Lc 22,46).

- Si esprime con indulgenza sui medici (Lc 8,43; paragonare con Mc 5,26)

-  Indica con maggior esattezza i fenomeni patologici; annota da quanto tempo duri la malattia; distingue con più cura le   

   malattie vere e proprie dalle possessioni diaboliche.. .

 

Una tradìzione tardiva (sec. VI) cì parla dì Luca pittore, specialmente di immagini delle Madonna: è una leggenda senza alcun fondamento storico. Ma le leggende nascondono spesso una verità, che nel caso nostro è questa: Luca ci ha veramente lasciato il “ritratto di Maria" il suo Vangelo è quello che più ogni altro ha ispirato i grandi artisti.

 

Diversi sono i titoli dati a questo Vangelo dagli studiosi: Vangelo dello Spirito Santo, Vangelo dei semplici, dei poveri, dei disperati, Vangelo dei peccatori, Vangelo della salvezza universale, Vangelo della misericordia di Dio, Vangelo della mansuetudine di Cristo (Dante Alighieri); Vangelo della radícalità della sequela di Gesù, Vangelo della Madonna, Vangelo della donna.

 

 

2. Gli scritti lucani due parti di un'unica opera

 

Il terzo Vangelo e gli Atti degli apostoli costituiscono due parti di un'unica opera, lo dimostrano la lingua e lo stile identici, l'unitario quadro geografico (nel Vangelo tutto tende verso Gerusalemme, negli Atti il movimento parte da Gerusalemme per giungere verso gli estremi confini della terra) il piano teologico e, specialmente, la dedica dell'opera a Teofilo (Lc 1, 1-4) ripresa in Atti (1, 1 -2).

 

Pubblicato verso l'80 d.C. probabilmente in Acaia.

 

Quanto alle sue fonti è Luca stesso a parlarci di molti che avevano scritto prima dì lui (Lc 1,1-4), è certa che una fonte fu il Vangelo di Marco, di cui quasi la metà fu ripresa da Luca, poi, oltre ad altre fonti andate oggi perdute, si può pensare a testimonianze scritte o orali degli Apostoli e della Madonna. Luca ha 548 w. propri che fanno parte soprattutto dei Vangelo dell'infanzia (capo. 1-2) e nella piccola (6,20-8,3) e nella grande inserzione (9,51-18,14), a anche nel racconto della passione, morte e resurrezione. Appartengono a questo materiale proprio di Luca alcune tra le pagine giù famose di tutto il Vangelo: la parabola dei figliol prodigo, dei ricco Epulone e dei povero Lazzaro, dei buon samarìtano, gli episodi dì Zaccheo, dei ladrone pentito della resurrezione dei figlio unico della vedova dì Nain... gli splendidi testi dell'infanzia e diversi detti dì Gesù.

 

Il metodo redazionle Luca ha adottato come schema generale della narrazione, lo schema di Marco (Galilea viaggio - Gerusalemme); entro questo schema ha disposto il materiale raccolto sia quello a lui proprio sia quello proveniente da Marco e Matteo Disponendo e ritoccando, tenendo conto dei suo scopo, della lezione che voleva impartire e dei suoi destinatari. Dei quattro evangelisti è il più "storico" il più "occidentale" come dimostrano ì suoi riferimenti cronologici alla storia generale: cf 1,5; 2,1; 3,1-3 ... ); ma anche lui come gli altri, non scrive per fare pura storia, ma per annunziare un "Vangelo" di salvezza. Non si cerchi perciò neppure in Luca, né l'accurata cronologia dei singoli fatti, né la loro esatta collocazione topografica.

 

 

 

 

3. Il suo messaggio teologico

 

Siamo persuasi che l'opera dì Luca, pubblicata versoì l'anno 80, una quindicina di anni dopo Marco, vide la

luce in un momento di disagio molto sentito da parte dei cristiani. la prima generazione cristiana, ormai

tramontata, aveva vissuto riell'attesa di un ritorno prossimo di Cristo: ìn alcune cerchie di cristiani poco

illuminati (come a Tessalonica) si riteneva sicuro questo imminente ritorno; ma è anche certo che tutti i cristiani

ardentemente lo speravano.

 Sono passati ormai un cinquantina d'anni dalla morte e resurrezione di Gesù e la parusia non si è verificata;

nell'anno 70 Gerusalemme è stata distrutta e il popolo ebraico disperso, e questo avvenimento veniva in

qualche modo collegato dai cristiani al ritorno di Gesù Cristo (cf il discorso escatologico di Mc) ma esso non

era avvenuto.

 

Luca vuoi togliere via dagli animi dei cristiani un tale paralizzante disagio dando loro, con grande chiarezza una più articolata e profonda visione teologica dei «pìano» divino della salvezza. Dice bene Ernst: AI posto dei "ipresto» escatologico, cioè proprio della fine dei tempi, si colloca l'arco temporale che comprende passato, presente e futuro»

 

Ed ecco le principalì tappe della storìa della salvezza:

 

- Il tempo dell'Antico Testamento o della profezia è il tempo della preparazìone e termìna con il Battista, per questo Luca segnala con tanta solennità (3,1-2) l'inizio dell'attività dei Precursore.

 

- Il tempo di Gesù Cristo: è il tempo dei compimento; è è l'"oggi" della salvezza. Per tutti: se l'azione di Gesù nei due anni e mezzo di vita pubblica fu rivolta solo ad Israele, già sì considera rivolta a tuttì e il Risorto esplicitamente ordina la missione ai pagani (24,47-48).

 

- Il tempo della Chiesa: è la continuazione dei tempo di Gesù (è Gesù infatti che agisce nella Chiesa per mezzo dei suo santo Spirito è l'«oggi» salvifico per tuttì, spazialmente fino agli estremì confini della terra e temporalmente fino alla parusia fino al ritorno di Lui. L'Ascensione, significativamente narrata due volte da Luca, alla fine dei Vangelo (24,50-53) e all'inizio degli Atti (1,9-11), fa come da spartiacque tra il tempo di Gesù e il tempo della Chiesa. E' da meditare profondamente il rimprovero rivolto dagli angeli agli apostolì dopo l'Ascensìone: «Perché state a guardare in ?" (At 1, 11).

 

«Dunque il tempo che si apre dopo l'Ascensione non è il tempo di un'attesa passiva e magari disillusa, della Parusia Non bisogna stare a guardare il cielo, ma dare inizio alla missione ecclesiale che deve raggiungere i confini dei mondo. Mentre la Chiesa di Luca guardava avanti al lungo cammino storico che l'attendeva, poteva sentisi rassicurata, perché quel Dio che aveva annunziato le promesse e le aveva realizzate i Cristo, avrebbe portato fedelmente a compimento pieno il proprio disegno. » (A. Barbi).

 

Gli studiosì fanno notare a ragione che Luca è tanto preoccupato dì inculcare nei suoi lettori questa visione teologica del gran "piano" di Dio della storìa della salvezza da scrivere non solo gli Atti come seconda parte della sua opera dopo il Vangelo, ma di racchiudere il tutto in una grande inclusione  Si noti infatti che

 

- Lc 3,6 riferisce, lui solo, al Battista il testo di Is 40,4 (Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio) che poi appare realizzato alla fine degli Atti (28,28)

 

- Luca unisce strettamente il Vangelo (24,46-49) agli Atti (1,8): il piano divino di salvezza si è realizzato nella vita, morte e resurrezìone di Gesù, ma deve essere portato a compimento nel tempo e nello spazio daglì apostoli abilitati dallo Spirito Santo e dalla Chiesa, che da lui è illuminata e guidata.

 

Tutto preso dalla sua visione teologica, Luca, che vive nel tempo della Chiesa e cha ama la Chiesa con tutte le sue forze, non può non preoccuparsi di notare la presenza del peccato e dei peccatori nella stessa Chiesa. Per questo insiste continuamente suì temi della conversione e dei perdono. Denuncia più di tutto l'indebolimento progressivo della fede (18,8: impressionante!) l'irresponsabilità di questi discepolì che hanno scelto il Vangelo con leggerezza e creano guaii alla comunità (14,28-32); la tìepìdezza nella ricerca del Regno (16,8); lo scarso senso di responsabilità di certi capi della Chiesa (12,47-48); e in certi casi i il ritorno pratico alla vita pagana (11,24-26). «Luca denunzia, ma senza drammi, senza scandalizzarsi Più che rimproverare incoraggia; con delicatezza infinita, ma insieme con grande fermezza egli va incontro alla sua Chiesa per illuminarla guidarla e incoraggiarla. Gesù ama i peccatori e li cerca. Gesù ama la sua Chiesa benché peccatrice. Ciò che conta per lui è che essa riconosca il suo peccato e viva la tensione verso la liberazione, verso la santità, in sincera ricerca dì comunione con lui.

 

Luca non s'illude, è realista, è un medico; ma fa di tutto perché la sua Chiesa ritrovi la tensione escatologica, lo slancio missionario e la generosità nella fedeltà al Vangelo, ritrovi infine la gioiosa fiducia di fronte alla storia. Luca mette in guardia più dì ogni altro evangelista nei confronti dei beni mondani; con un radicalismo assoluto, inculca l'amore per i bisognosi, propone il distacco, calca di più l'ascolto della parola che l'annuncio, vuole che si preghi senza stancassi mai. Tutti riconoscono che Luca trasmette un richiamo a una religiosità più profonda.. Luca è davvero l'evangelista dell'anima

 

 

4. La struttura dell'opera lucana.

 

Insieme a quello dei Vangelo indichiamo pure lo schema strutturale degli Atti, perché se si vuoi capire Luca dobbiamo leggere e meditare l'intera sua opera e non soltanto la prima parte di essa, e anche perché la strutturazione delle due parti ha identico andamento anche se in senso inverso nel Vangelo Gesù dalla Galilea mediante il lungo viaggio giunge a Gerusalemme; negli Atti la Chiesa Apostolica parte da Gerusalemme e giunge ai confini della Terra. Luca ci tiene tanto a questo schema che non menziona uscite di Gesù dalla Galilea né di apparizioni dei risorto lontano da Gerusalemme.

 

a) Vangelo

1) Prologo (1, 1 -4)

2) Introduzione (1,5-4,13)

            - Vangelo dell'Infanzìa ( 1,5-2,52)

            -  Preparazione alla vita pubblica (3,1-4,13).

3) Attività di Gesù in Galilea (4,14 - 9,50)

4) Viaggio verso Gerusalemme (9,51 - 19,28)

5) Attività di Gesù a Gerusalemme. Passione, morte e risurrezione (19,29 - 24,53)

 

b) Atti

1) Ripresa del prologo (1, 1-2)

2) Introduzione (1,3 - 2,48): come un Vangelo dell'infanzia della Chiesa

3) La Chiesa a Gerusalemme (3,1 - 7,50)

4) La Chiesa da Gerusatemme, attraverso la Giudea e la Samaria fino ad Antiochiá di (8,1 - 12,25)

5) La Chiesa in marcia verso gli estremi confini della terra (13,1 - 28-29)

6) Conclusione fiale (28,30-31)

 

5) Luca «Scriba mansuetudinis Christi» (Dante Alighieri)

 

Diamo una *visione panoramica di un punto di vista particolarmente caro a Luca: quello della bontà di Gesù rivelatrìce della bontà dì Dio. Per noi che viviamo e lavorìamo nel tempo della Chiesa, questo messaggio lucano è «vademecum» indispensabile. Per stabilirlo abbiamo tenuto conto dei materiale proprio di Luca e dei cambiamenti da lui introdotti al materiale comune. Quattro i puntì di riflessione.

 

a) Luca, più degli altri evangelisti, motto I risalto l'amore di Gesù per i poveri, i miseri I diseredati della vita.

 

Fin dal primo capitolo questo risuona nel Magnificat di Maria (1,52-53) Lo stesso princìpio è annunziato da Gesù a Nazaret nella sinagoga (4,16-21). Gesù indica senza mezzi termini chi siano gli ospiti prediletti dei suoi seguaci (14,13-14). Le Beatitudini in Luca sono più fortì dì quelle di Matteo (6,20-26). Parla spesso dei pericolo delle ricchezza (6,24-25; 12,13-21; 14,33; 16,9-11; 18,18-30) ed è sua la parabola dei ricco Epulone e dei povero Lazzaro.

 

Mette in risalto il valore dell'elemosina (16,9; 19,8; 11,41; 12,33; AT77 2,44-45; 4,32-34; 11,29-30.. .). Negli Atti la Comunità Cristiana è comunità di amore (=Koinonìa); la concordia comunitaria si realizza con rinuncia al possesso in favore dei bisognosi (Atti 2,45; 4,35) e con l'utilizzazione comunitaria della proprietà privata (4,32). Il regno di Dio è l'unico vero bene, dinanzi al _quale tutto impallidisce e perde valore (16,11 ss); la fiducia nella provvidenza di Dio deve essere illimitata e non si può accordare con la previdenza pagana (12,16-23).

 

b) Luca, più degli altri evangelisti, metto In risalto l'amore di Dio e di Gesù per I peccatori.

 

Ecco il programma dì Gesù: "Il Figlio dell'Uomo è venuto infatti a cercare ciò che era perduto» (19, 10). Tutti, a contatto di Gesù ritrovano la pace, la via dei bene e Dìo: una prostituta, peccatrice di lussuria (7,36ss), Zaccheo, il peccatore dei denaro e degli affari (19,1 ss), Pietro, il peccatore della viltà (22,61-62): solo Luca ricorda lo sguardo dì Gesù rivolto a lui; il ladrone crocifisso con Gesù, colui che nella vita ha sbagliato tutto (1 3,39ss), la sposa adultera (il brano si legge in Gv 8, 1 -11, ma con tutta probabilità è lucano ed è da porsi dopo Lc 21,38). Si noti la preghiera di Gesù per i suoi crocifissori (23,34), la triologia delle parabole della misericordia (15,11-32) la parabola dei fariseo e dei pubblicano (18,9-14)

 

c) Luca più degli altri evangelisti afferma e valorizza la dignità umana e cristiana della donna.

 

Egli fa sfilare una vera teoria i figure femminili:

 

Maria madre di Gesù (1 -2); Elisabetta, anziana e austera madre del Battista (1,5-25; 1,39-80); Anna, l'indimenticabile anziana profetessa (2,36-38).

 

Poi abbiamo il gruppo di donne, menzionato solo da Luca, che segue Gesù collaborando con il gruppo apostolico: Maria di Magdala Giovanna di Cusa Susanna e altre (8,1-3). E sempre solo Luca ricorda il gruppo di donne che seguono Gesù lungo il Calvario (23,27-32) La donna dolorante e sofferente: la vedova di Nain (7,11-17).

 

La già ricordata meretrice (7,36-50), il cui nome, per delicatezza è taciuto.

 

La donna ammalata e incurvata (1310-17)

 

Un'umile donna dei popolo che aderisce con entusiasmo a Gesù elogiando la sua mamma (11,27)

 

La donna nel suo ambiente domestico: Marta e Maria (10,38-42): un ambiente tanto ospitale per Gesù, pieno di bontà, di pace, di serenità, anche se con una leggera venatura di animosità tra le sorelle.

 

Ed ecco infine Rode (Atti 12,10-16) con la sua curiosa sbadataggine.

 

In più solo Luca racconta parabole con donne protagoniste: la dramma smarrita (15,13-110) e quella della vedova che chiede giustizia al giudice Iniquo (18,1-8). E per finire si noti come, alla fine dei suo Vangelo, sono le donne a proclamare per prime l'annuncio della resurrezione, nonostante la disistima degli stessi apostoli (24,9-11) e io scetticismo degli altri discepoli (24,22-24).

 

d) Luce, più degli altri evangelisti, manifesta soavità gentilezza, tolleranza e squisita bontà d'animo.

 

-  Parlando ai pagani omette ed evita tutto ciò che potrebbe offenderli. Confrontare: Mt 15,21-28 e Lc 7,24-30; Mt 5,47 e Le 6,34

 

-  Omette o attenua tutto ciò che, pur essendo vero, non recherebbe onore agli Apostoli.

Omette: Mc 4,13: gli Apostoli non compresero le parole di Gesù, Mc 9,28-29: gli Apostoli non possono scacciare certi demoni, Mc 14,50: la fuga di tutti gli Apostoli al momento dell'arresto di Gesù, Mc 8 32,33: il severo rimprovero Pietro.

Attenua il racconto dei rinnegamento di Pietro (confrontare Mc 25,26 e Lc 22,60).

 

Insomma Luca è sempre pronto ad attenuare, sfumare, addolcire; scusa perfino i propri colleghi, ì medici, così fortemente giudicati da Ma (Mc 5,25-26 e Lc 8,43)

 

 

 

 

Conclusione: il Vangelo di Luca è il Vangelo sociale per eccellenza: i poveri sono esaltati, è il Vangelo della donna e della Madonna; è il Vangelo che ci dice di portare ogni giorno la croce, ma ci annuncia, nel far questo per amore di Dio, la gioia, la consolazione e la pace.

 

 

 

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