Salmi

 

La Bibbia è parola  di Dio…

 

Dio ci parla attraverso la Bibbia.

 

La Bibbia è parola di Dio per parola di uomo.

 

Noi rispondiamo a Dio con l’accoglienza e con la nostra stessa vita.

 

Non c’è migliore risposta di quella dei Salmi. I Salmi rappresentano infatti la risposta ispirata da Dio.

 

Salmi in Ebraico significa: “Inni, poesie, celebrazioni liriche”.

 

I Salmi sono quindi degli Inni che vogliono celebrare i grandi doni che Dio ha fatto all’uomo, esaltandolo, lodandolo, ringraziandolo, supplicandolo.

 

I Salmi sono la parola e la risposta ispirata da Dio con cui Egli vuole Lo si ringrazi, lodi, preghi.

 

La preghiera dei Salmi è il compendio di tutta quanta la Bibbia

 

I Salmi sono la parola di Dio che mi raggiunge, diventa esperienza quotidiana e diventa parola viva, parola di cui mi nutro ogni giorno e alla fine diventa esperienza della mia preghiera.

 

La preghiera dei Salmi ci costringe, ci deve far prendere coscienza che è importante assimilare la parola di Dio che ci rivolge nelle Sacre Scritture.

 

Il linguaggio dei Salmi è molto ostico al nostro linguaggio, le preghiere sono dissonanti dal nostro modo di dire anche se capiamo il significato, perché vengono da tradizioni di altri luoghi e altri tempi.

Il linguaggio è molto difficile, duro, anacronistico, forte; crea qualche problema.

 

La preghiera dei Salmi si riaggancia alle esperienze storiche che Israele ha vissuto.

 

Gesù, gli Apostoli, i primi cristiani hanno in bocca i Salmi che ci indicano la strada da seguire.

 

La parola Salmi in Ebraico vuol dire composizioni accompagnati da uno strumento musicale (Salterium)

L’accompagnamento musicale si è perso quasi del tutto.

I Salmi sono dei canti e vanno cantati. Almeno andrebbero recitati con tutta la forza della sonorità del dire, della celebrazione, della risposta.

 

I Salmi sono di diverso tipo; c’è una certa differenziazione.

I Salmi sono 150, sono organizzati in 5 parti, in 5 piccole unità, anche se la suddivisione è solo indicativa, non una divisione vera e propria.

Alla fine di ogni raccolta troviamo una forma di benedizione.

La sezione 1 fino al 41°   Salmo

La sezione 2 fino al 72°       “

La sezione 3 fino al 89°       “

La sezione 4 fino al 106°     “

La sezione 5 fino al 150°     “.

C’è un collegamento con i 5 libri del PENTATEUCO. Infatti con le 5 parti dei Salmi rispondo al PENTATEUCO con cui Dio mi ha parlato e che ho assimilato con l’ascolto e la meditazione.

 

I Salmi hanno un grande valore antropologico; prendono molto sul serio ogni aspetto della vita all’uomo

Nei Salmi abbiamo una varietà immensa di aspetti umani. Tutte le varietà possibili dell’esperienza umana: angoscia, malattia, ricordi, assenze, suppliche, celebrazioni, speranza, epopea….

Il valore antropologico ci permette di raggiungere il valore intrinseco ; raggiungere l’umanità tutta.

Le esperienze cantate nei Salmi sono esperienze del popolo di Israele, dell’umanità e quindi di Gesù Cristo.

 

I Salmi in Cristo raggiungono tutta la sua pienezza. In quanto Gesù è Dio ed allo stesso tempo è Uomo. Gesù quindi è Dio che parla all’uomo ma è anche Uomo che risponde a Dio.

 

Il primo compimento dei Salmi si raggiunge con Cristo. Cristo che prega dà compimento  alla risposta al dono di Dio.

 

Gesù assume tutti i sentimenti dell’uomo e tutta l’attesa d’Israele.

 

Tutta la storia della salvezza trova in Gesù il momento culminante.

 

Da qui 2 tipi di visione dei Salmi:

-          CRISTOLOGIA: Gesù che prega come uomo attraverso i Salmi

-          ECCLESIOLOGIA: La preghiera di Cristo ridonda su tutta l’umanità.

 

Se Cristo ha pregato coi Salmi, tutti coloro che pregano i Salmi lo fanno insieme a Lui.

 

Sant’Agostino diceva:”Cristo è pregato da noi” nello stesso tempo “Cristo prega in noi” ed ancora “Cristo prega per noi”.

 

Nella nostra preghiera Gesù  continua a pregare il Padre e per mezzo di Cristo noi abbiamo accesso al Padre.

 

La preghiera di Cristo continua nella nostra preghiera (Risposta in cui Cristo è presente).

 

Attraverso la nostra preghiera Cristo fa sue le nostre esperienze e nello stesso modo noi in Lui facciamo nostra l’esperienza di ogni uomo sulla terra.

 

In Cristo il tempo e lo spazio vengono scardinati.

 

Celebrando la storia di Israele nell’inno, la realtà che appartiene alla situazione storica di tutti i popoli diventa anche la nostra.

 

Attraverso la mediazione di Cristo entriamo nella salvezza dell’umanità..

 

NUMERAZIONE:

La traduzione Greca porta una numerazione diversa da quella Ebraica. Dal Salmo 10 al 148 risulta maggiorata di 1. Questo perché per la traduzione Ebraica il Salmo 9 rappresenta i Salmi 9 e 10 della traduzione Greca. Poi il Salmo 147 è diviso in due dai Greci riportando uguale la numerazione finale.

 

DIVISIONE:

Anche se tutti i Salmi hanno una base unica celebrativa e lodativa vi è  una classificazione di base:

-          Inni: sono preghiere per tutti i motivi cui si dà loda al Signore (carattere laudativo gratuito). (Es. Salmo 8). Trattano la storia degli Atti di Jahvè, la creazione, la contrapposizione tra ordine e disordine. [E’ preghiera pubblica]

-          Ringraziamenti: Inno  legato ad un beneficio ricevuto personale o comunitario. (Es:  Salmo 34).

-          Suppliche/lamentazioni: sono preghiere a Dio con cui si esprime la sofferenza dell’uomo e nello stesso tempo la fiducia che Dio intervenga. (Es: Salmo  22). Possono essere pubbliche o private.

-          Salmi di fiducia.

-          Sapienziali.

 

All’interno ci sono altre divisioni:

-          Salmi regali: cantano il re, la figura del re, il suo ruolo; aprono alla MESSIANICITA’ (Salmo 2-110-72-89-132 – 45)

-          Inni della regalità di Jahvè:  celebrano il regno di Dio (Salmo 93-96-97-98)

-          I Cantici di Sion: cantano la città di Sion, la sua bellezza e il suo valore (Salmo 46-48-76-87-84-122)

 

Sion è Gerusalemme chiamata in modo poetico.

Gerusalemme ha un valore teologico molto forte. E’ la città dove c’è il tempio, la città che Dio ha scelto per stare in mezzo al popolo, la città Santa, la città del grande sovrano, il re dei re.

E’ considerata la città ideale, la sposa di Dio; luogo in cui esiste il carisma regale.

Il re rende visibile il re dei re; sono infatti strettamente legati.

Dal Salterio viene fuori tutta la vita d’Israele.

 

All’interno dei Salmi vi si riconoscono alcune RACCOLTE.

-          I Cantici dell’ascensione (Salmi 120-134): E’ tra le raccolte più recenti; venivano cantati dagli Israeliti lungo il pellegrinaggio a Gerusalemme. Facevano memoria della liberazione dalla schiavitù, del dono della libertà e di quello di una terra.

-          Raccolte dell’Allel (Salmi 113-118 + 136 [grande Allel]):  Scandivano le celebrazioni liturgiche della Pasqua in Israele. I Salmi 113-114 sono stati recitati da Gesù prima dell’ultima cena e dal 115° al 118° dopo il banchetto).

-          Raccolte Alleluistici (Salmi 146-150): Raccolta detta Piccolo Allel.

 

AUTORE:

L’intero Salterio è attribuito a Davide anche se non è così.

E’ bello che i Salmi siano arrivati sotto l’autorità di Davide;

Davide era un cantore e un compositore ma è soprattutto il Re secondo il cuore di Dio, il Re perfetto ed è il punto di riferimento di tutto il Salterio; Davide è considerato anche colui cui è stato affidato da Dio il mondo nel settimo giorno del suo riposo dopo la creazione, ricollegandosi al primo racconto della Genesi.

 

In effetti sono varie le ipotesi su chi ha scritto i Salmi, ma a noi importa l’uso nella vita che era proprio.

 

LA LETTURA CRISTIANA DEI SALMI

L’atteggiamento con cui i Cristiani pregano deve essere alla luce della S.S. TRINITA’.

Preghiamo Dio x mezzo di Gesù grazie allo Spirito Santo.

 

Gesù è in attesa di attirare tutto a se sino alla fine del mondo… lamentazioni, suppliche, ringaziamenti.

 

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